Regionali 2015, Italia in quattro parti

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Le regionali 2015 non saranno un test sul governo, per carità, ma due ragionamenti anziché sbraitare “colpa di Civati, Pastorino & co.” se la Liguria è andata a Toti, io al posto delle truppe renziane li farei, dato che l’Italia è praticamente divisa in quattro parti. Eccole.

1)Il Pd. Ridimensionato di parecchio, ma che comunque vince 5 regioni su 7, pur se in Umbria arranca, in Liguria perde e si riprende la Campania, ma con l’incognita De Luca. Inoltre, i governatori neo eletti Emiliano e De Luca non sono per nulla renziani. E se il secondo lo ringrazia per – anche se non lo dice – non averlo sbattuto fuori, il primo è come sempre tranchant. Renzi, più furbo dei suoi adepti, vola in Afghanistan e lascia a Serracchiani e Orfini il leit motiv “colpa degli altri” che non porta da nessuna parte.

2)Il M5S. Secondo (e anche primo) partito in parecchie regioni, comincia a beneficiare del silenzio di Grillo e del timone passato al direttorio. E se, davvero, vuole essere il Podemos italiano, deve cominciare a negoziare. Michele Emiliano ha fatto una mossa molto interessante, offrendo l’assessorato all’ambiente all’avversaria M5S Laricchia (che, per inciso, in Puglia ha sorpassato entrambi i candidati del centrodestra). E Laricchia, a parer mio, farebbe bene ad accettare.

3)La Lega. E’ determinante in Liguria con i voti a Toti. E’ il secondo partito in Toscana, il che ha dello strabiliante. Non sfonda a Sud, ma mette le radici. Salvini e la sua politica della paura fanno breccia, non come in Francia, ma la fanno. Anche qui, iI Pd dovrebbe trarne delle conseguenze.

4)L’astensionismo. Un cittadino su due non ha votato. E molti di quelli che non hanno votato, quasi certamente, sono anche di sinistra e non si riconoscono nel Pd di Renzi. Invece di dare la colpa a Civati e Pastorino, sarebbe utile provare a riportare questi cittadini alle urne. Stesso discorso vale per il centrodestra: la vittoria di Toti non è una rinascita di Forza Italia, ma è all’opposto una sirena che illude Berlusconi di essere ancora determinante. Tanti suoi elettori non votano più. Altri preferiscono Lega e M5S. Per non parlare di Area Popolare, che ha percentuali da prefisso telefonico e continua a ostacolare l’alleato di governo con una valanga di emendamenti (vedi alla voce Unioni civili). Il levriero afghano Renzi mediterà su tutto ciò? 

P.S. Del Veneto nemmeno parlo. Non si batte Zaia contrapponendo un modello ladylike copiato dal berlusconismo.

Regionali 2015, Italia in quattro partiultima modifica: 2015-06-01T14:20:38+02:00da davideracconta
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