Hanno scelto noi

mt2019-follaDalla prima volta che andai in Basilicata nel 2010 ci sono sempre tornato, non ho più lasciato Matera e anzi mi è entrata dentro con una passione che non so spiegare e non mi importa di capire. Ciò che conta è che ho voluto fare anch’io qualcosa per lei, per aiutarla a diventare capitale europea della cultura 2019. E lo hanno fatto in tanti: materani, lucani, lucani fuori sede, innamorati che vivono a centinaia di chilometri come me. In tanti l’hanno invasa il 7 ottobre con la camminata Potenza – Matera che ha sconvolto, in senso buono, i commissari in visita in città. Altrettanti, me compreso, hanno gioito, riso, pianto, abbracciato la sera del 17 ottobre, quando Matera ha terminato il suo cammino che l’ha portata da “vergogna italiana” fino agli anni’80 a eccellenza premiata dall’Europa.

“Hanno scelto noi”, titolava il Quotidiano della Basilicata nell’edizione straordinaria che conservo come una reliquia. Sul perché l’han fatto e sul “cambio di paradigma” di un Sud che smette di chiedere e sa offrire, ne ha scritto benissimo un lucano doc come Sergio Ragone e certo non lo farò io. Voglio soltanto, come membro del web team di Matera 2019 e sostenitore della città, fare qualche semplice riflessione “a freddo” sul sogno diventato realtà per merito di tutti coloro che hanno lavorato per questo. Credendoci. E si percepiva: lo avvertivo io da Milano, peraltro abitata da tanti lucani, che infine sono sempre quelli discreti di cui parlava Sinisgalli, ma che stavolta si sono fatti vedere e sentire come non mai.

Intanto, la forza di una regione intera che ha sostenuto Matera. Non è stato facile e la rivalità con Potenza è stato l’ostacolo più grande. Per ora, brillantemente superato. Tutta la regione spingeva e la città si è fatta spingere. Non mi pare che le altre candidate abbiano avuto un’onda d’urto di tale intensità; nessuna ha saputo coinvolgere i cittadini, anzi gli “abitanti culturali”, come Matera.

Poi, il saper coniugare 9mila anni di storia di una città unica al mondo con una forte spinta innovativa. Il web team vera “macchina da tweet” (e post, e foto) che ha narrato sui social tutto quanto è stato fatto per la candidatura; iniziative digitali di livello eccezionale come il BigOneCoderDojoMatera, presentato anche alla Camera lo stesso giorno della proclamazione, o LOTE Living on the edge o ancora Open street map: non in un’aula della Bocconi o della Sant’Anna, ma in una scuola media di Matera con mille bambini, negli spazi di UnMonastery e così via; e ancora, la forza dei giovani di un Sud che vuole cambiare, innovare, portare valore: tantissime le iniziative e le associazioni a Matera e in regione che portano avanti storie di cambiamento culturale. Ne cito 4, sapendo già di fare torto a molte altre, perché le conosco e ci sono ragazze e ragazzi a cui mi sono unito in quest’avventura: Osservatore Lucano, Pensiero Attivo, Profumo di Svolta e la neonata (in bocca al lupo!) Matera 31.

Il direttore artistico Joseph Grima ha detto che la vera sfida inizia adesso. Ed è vero. Tocca a noi, tutti, non disperdere l’energia sprigionata e la forza di tutte le persone in cammino verso il 2019. Arriveranno molti ostacoli, li dovremo superare tutti. Perché di Matera l’Europa, e non solo, si è accorta già da parecchio tempo e in tantissimi la visitano. Ora ci si aspetta che la fiducia venga ripagata.

Perché ho scritto tutto ciò nel mio blog che tratta solitamente di politica? Intanto perché la politica è la cura della polis e quindi qui ci siamo in pieno. E poi, perché la politica “quella vera” è sempre dietro l’angolo con le sue sabbie mobili, nelle quali Matera non deve cadere. Ma dipende da noi. Per ora lo abbiamo fatto, anche per (e ce ne sono tanti) “quelli che” non serve a niente, le cose tanto non cambiano, è tutta una manovra di palazzo, io avevo un progetto ma non mi avete capito e così via. Noi per ora abbiamo portato Matera nel 2019 e quindi le chiacchiere stanno a zero: nel frattempo, la politica “quella vera” non è ancora riuscita a mettersi d’accordo per l’elezione di due giudici della Consulta.

Facciamo le cose in modo diverso, come abbiamo dimostrato di saper fare. Hanno scelto noi.

Hanno scelto noiultima modifica: 2014-10-22T23:48:31+02:00da davideracconta
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