Mille giorni di Renzi e di noi

renzi-padoanLa recessione tecnica annunciata con la stima Istat del Pil a -0,2% non è certo colpa di Matteo Renzi e del suo governo. Peraltro, nemmeno dei “gufi”, i quali dovrebbero semplicemente  pungolare chi sta al potere, come in qualsiasi democrazia. E chi sta al potere, dovrebbe metterlo in conto.

Detto ciò, Renzi sapientemente rilancia, ricordando che il compito del Paese non è affatto facile e insistendo sul coraggio nell’andare avanti. Poi però, al solito, si esibisce in una deadline, dicendo che in mille giorni l’Italia cambierà.

Le deadline e gli hashtag sono le passioni di Renzi, lo sappiamo. Sui secondi, gran parte del merito va a @nomfup Filippo Sensi, ma rischiano ormai di esasperare gli animi. Sulle scadenze, ricordiamo tutti “una riforma al mese”, come ricordiamo (io in particolare, perché la aspetto con ansia) la legge sui diritti civili per settembre. Non è che i gufi stiano tutti i giorni a fare il countdown, godendo se Renzi sfora: banalmente, se si dichiara una data, ci si aspetta sia quella.

Ora ecco questi mille giorni, che tutti, gufi e non, si chiedono se saranno rispettati (e come, ovviamente, giacché la partnership Renzi – Berlusconi su riforme costituzionali e legge elettorale risulta quantomeno indigesta). Non basterebbe lavorare alacremente senza i soliti annunci ad effetto? E senza che le Picierno di turno parlino di sciacalli? A me piacerebbe. E anche molti gufi apprezzerebbero.

Mille giorni di Renzi e di noiultima modifica: 2014-08-06T23:53:56+02:00da davideracconta
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