Aboliremo la Taser

taser,imu,berlusconi,service taxVolete sapere lo scenario da campagna elettorale nel 2014? Silvio Berlusconi, il quale riuscirà a essere leader e megafono del Pdl anche se la sentenza Mediaset lo dovesse per sbaglio costringere a videomessaggi da Arcore, farà l’annuncio: “Aboliremo la Taser!!!” Ma come, la tassa appena messa al posto dell’Imu che fa pagare anche gli inquilini e ha il nome di una pistola elettronica? Certo. Ecco il testo del futuro videomessaggio.

“La Taser è iniqua, è stata messa per un compromesso con la sinistra (mannaggia a Fassina, ndA.) ma io non l’ho mai voluta. Perché gravare sui poveri inquilini? Perché pagare di più i rifiuti che produciamo? Perché un nome orrendo per una cosa che è già orrenda di suo, essendo una tassa? Noi la aboliremo! Perché noi manteniamo le promesse. Viva l’Italia, viva la libertà”. 

Seguirà la reazione scomposta del Pd, o di ciò che ne rimarrà, che porterà a una controproposta che nessuno comprenderà, seguita da una dichiarazione di Violante per sottoporre la Taser al vaglio della Consulta e da un’altra di Boccia che proporrà di sostituirla con una tassa sugli F35 utilizzati per l’elisoccorso. Enrico Letta tenderà a rinviare, Matteo Renzi ci farà una Leopolda con Baricco che dirà “La Taser non so cosa sia, io scrivo, per erudire voi subalterni”, D’Alema sarà ancora intervistato da qualcuno e Bersani si berrà una birra. I cervelli in fuga continueranno a fuggire e quelli implosi moriranno di inerzia.

Aboliremo la Taserultima modifica: 2013-08-29T14:27:59+02:00da admin
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5 pensieri su “Aboliremo la Taser

  1. Le tasse si possono eliminare anche tutte, nella misura in cui lo Stato (Centrale e Periferico) riuscirà a trovare i soldi per mantenere, a titolo gratuito o semigratuito, tutti i servizi essenziali necessari ai Cittadini, a meno che non intenda privatizzare anche l’aria che si respira.!!! Per fare ciò, lo Stato dovrebbe essere un’Azienda imprenditoriale tale da produrre qualcosa e venderla per ricavare tali soldi.!!! Probabilmente nella testa di Berlusconi, da Impresario quale si sente di essere, è questo il disegno e, per poterlo realizzare, propone la eliminazione delle tasse, al fine di provocare buchi di bilancio, da coprire con tagli alla spesa pubblica, fino al fallimento.!!! Da una parte questa tendenza e dall’altra la chiusura o il trasferimento all’estero di Imprese produttive, si finirà con l’avere una disoccupazione superiore all’occupazione, i pensionati perderanno la pensione e, per coprire il debito pubblico, qualche straniero creditore potrebbe reclamare tutto il suolo italiano.!!! Sarà troppo tardi gridare.: “Era meglio pagare tutti la tassa su tutti gli immobili.!!!” – Povera Italia.!

  2. Caro Matteo, prima del Cav ci sono tante strade da asfaltare!La politica italiana cazzeggia. L’Europa fa sul serio. Bruxelles ci tiene sott’occhio temendo che il Belpaese non rispetti il tetto del 3% nel rapporto deficit-pil. Roma, non curante del fatto che proprio per restare sotto quel ‘tetto’ sta salassando da anni ed anni gli italiani con una tassazione record che porta via circa il 50% dei guadagni ad imprese e famiglie, cazzeggia ancora, e s’interroga ancora sulle sorti, per altro già decise in tre gradi di giudizio, di Silvio Berlusconi, sulla grazia, sull’agibilità politica, sul voto segreto o palese da esprimere in Aula quando sarà il momento di votarne la definitiva cacciata dal Senato della Repubblica.E adesso la domanda del giorno è la seguente: ce la faranno prima al Giglio a raddrizzare la nave che affonda, o le larghe intese del governo Letta a disincagliare Silvio Berlusconi dall’interdizione dai pubblici uffici? In trepida attesa di notizie dall’isola del Giglio per sapere se i “tecnici” ce l’hanno fatta a raddrizzare la Costa Concordia, si confida nel fatto che almeno loro siano più capaci dei “tecnici” di Mario Monti chiamati nel novembre del 2011 alla guida del governo per raddrizzare l’Italia.In attesa di risposte, ma soprattutto in vista delle prossime elezioni, la politica italiana si prepara, con lo zelo di sempre, in ciò che meglio le riesce: le chiacchiere.Il redivivo Pierferdy Casini, dopo l’ultimo catastrofico fallimento della “politica dei due forni”, quando fu ripreso per i capelli su uno degli scranni di Palazzo Madama, ci riprova ancora, e annuncia, come se niente fosse mai accaduto, il suo nuovo progetto di un “partito popolare come in Europa” andando a pescare consensi e adesioni da “Scelta civica e dalle parti del Pdl interessate”.E aspettando che anche Gianfry Fini, compagno di sventura del Pierferdy nazionale, risorga anche lui, da un momento all’altro, dalle ceneri dell’ultima batosta elettorale con qualche altra stravaganza politica, il Sindaco di Firenze interviene baldanzoso e telegenico più che mai alla Festa Democratica di Sesto San Giovanni: “Salvare Berlusconi non esiste e poi se andiamo alle elezioni, stavolta asfaltiamo il Pdl”. Evidentemente Matteo Renzi si sente la vittoria già in tasca e oggi deve provare le stesse sensazioni che gli Occhetto, D’Alema, Veltroni, Fassino, Prodi, Bersani e compagnia suonando provarono a loro tempo, quando pensavano anch’essi di avere già vinto ciò che poi la storia consegnò agli annali come cocenti sconfitte.Comunque, a parte il fatto che il Paese non ha ancora ben capito cosa hanno tanto da festeggiare quelli del Pd nelle loro ‘Feste-Ex-Unità’ dopo il tonfo dei democrat nel governo del grande inciucio con Silvio Berlusconi, gli italiani a fronte della quantità di balzelli che versano nelle casse dello Stato se ne fregano che il futuro leader del Pd prometta di asfaltare Berlusconi e il Pdl, quando invece le strade e i marciapiedi delle principali città italiane non sentono puzza di catrame da una vita e sono massacrate dalle buche peggio di un groviera svizzero!E poi sarà, ma questa dell’asfalto assomiglia tanto allo storiella del giaguaro rimasto ancora tutto da smacchiare…

  3. Vince la Merkel, perde l’Europa indebitata fino al collo!Angela Merkel stravince le elezioni politiche in Germania! La Cancelliera fa volare la Cdu-Csu oltre la barriera del 40%, che il partito non toccava da 20 anni, strappando il 41,5% dei voti. Ma dov’è la sorpresa? Chi mai avrebbero dovuto votare i tedeschi se non per chi ha saputo assicurare ricchezza e prosperità, egemonia economica e politica, potere e prestigio internazionale ad una nazione intera imponendo le sue ferree regole al resto d’Europa? La Germania, di fatto, guida l’Unione Europea e detta per filo e per segno le linee giuda del Vecchio Continente, imponendo a chi resta indietro manovre economiche lacrime e sangue, senza nessuno sconto. Tutt’altro! Gli interessi sul debito pubblico dei paesi in crisi aumentano di pari passo alle restrizioni imposte dai governi nazionali alle popolazioni, sotto l’egida della Troika. Pertanto, la Germania, con la riconferma di Angela Merkel alla Bundeskanzleramtsgebäude, continuerà ad ingrassare, tutti gli altri a fare la “dieta del rigore”. Certo, non è facile essere eletti per tre volte consecutive alla guida di una Nazione da nessuna parte del mondo e per nessuno. Ma la Cancelliera c’è riuscita, facendo passare il messaggio forte e chiaro che se in Germania si continua a stare bene, nonostante la crisi internazionale, allora non vale la pena cambiare. E quindi eccola lì, Angela Merkel, ancora saldamente al comando della Germania e dell’Eurozona. Chi tra gli stati membri e soprattutto in Italia confidava in una sua sconfitta per una repentina inversione di tendenza per quanto riguarda il rigore dei conti pubblici e l’assestamento dei bilanci nazionali su parametri ormai da “strozzinaggio”, non può far altro che incassare il colpo, chinare il capo davanti al vincitore e continuare a pagare spremendo come limoni i propri connazionali al fine di mantenere gli equilibri e le regole imposte dal più forte: la Germania. Adesso spetta al resto d’Europa sottrarsi alla sudditanza teutonica e all’egemonia di Berlino, attuando politiche comunitarie rivolte non solo ai bilanci delle nazioni, ma soprattutto alla solidarietà e alla cooperazione tra stai ricchi e meno ricchi, per la costituzione di un parlamento europeo che sappia rappresentare gli interessi di un intero continente e non di una sola nazione, e che rimetta la centro delle sue politiche l’uomo, il lavoro, la giustizia e l’equità sociale. Se ciò non fosse, se Bruxelles dovesse continuare ad essere una dependance della Germania e della Bce, se l’Europa è prerogativa solo delle banche e non dei cittadini, be allora restare in una siffatta Unione non converrebbe più a nessuno, se non alla solita Germania di Angela Merkel.

  4. Renzi e il Partito Democrati”cool”.Matteo Renzi passa con non calanche dall’asfalto promesso a quelli del Pdl, al voto “cool” richiesto a quelli del Pd, così come da Arcore, ad Amici, a Largo del Nazzareno. “Quando dicevamo ‘votiamo il Pd alle elezioni del 2008’ nessuno ci prendeva in giro – ammette il sindaco di Firenze -, c’era l’idea di fare qualcosa di ‘cool’. Dobbiamo dare alla comunità degli elettori del Pd l’immagine che non siamo in terapia di gruppo ma persone consapevoli con l’orgoglio di esserci”. Il sindaco di Firenze girando qua e là per le feste del Pd, un tempo Feste dell’Unità, tenta di raccogliere consensi e di scuotere “l’orgoglio rosso” dei democrat che sono rimasti ancora lì, sotto il palco abbindolati dalla sua logorrea, a chiedersi – tra una birra e una porchetta, nelle orecchie la lontana eco dell’Internazionale, negli occhi il ricordo sbiadito di certe lotte sotto la bandiera rossa e la nostalgia di quella classe operaia orfana di falce e martello e rimasta disoccupata o al massimo con qualche contratto precario – se “cool” sia un inglesismo oppure una parolaccia detta in toscano. Prima di asfaltare, e ancor prima di finire dal partito ‘cool’ nel ‘cul de sac’ di una sinistra sfigata e votata alla sconfitta, sarebbe meglio ritrovarla quella benedetta strada confidando che, almeno stavolta, sia quella giusta! Se in questi vent’anni la sinistra ha contribuito, senza ombra di smentita, a far nascere, crescere e consolidarsi il “berlusconismo” in Italia, quando era rimasta la sola forza politica a sopravvivere a “mani pulite”, è perché anch’essa aveva i suoi scheletri nell’armadio. Ma andiamo oltre, guardiamo avanti. La strada, quella giusta, quella che si dovrebbe “asfaltare”, pure con quel pò di ‘cool’ che nella vita non guasta mai, è la strada che porta dritto dalla parte del lavoro e dei lavoratori, del perseguimento del bene comune da parte della politica, del rispetto dello Stato, delle Istituzioni, dei cittadini meno abbienti, senza però mettere all’indice coloro che ce l’hanno fatta ad emergere dall’anonimato di stipendi da fame! La Sinistra che ancora scalda i cuori stremati dei suoi elettori è quella che parla ai lavoratori, ai giovani, ai disoccupati, ai meno abbienti, ai deboli. E se Renzi vuole per davvero rendere credibile il proprio cammino, non può continuare a raccontare la balla che per far funzionare lo Stato basta rottamare i vecchi dirigenti, incapaci e corrotti, e sostituirli con altri giovani, preparati e onesti come senz’altro saranno pure i “renziani”. La Sinistra dovrebbe avere il coraggio, una volta per tutte, di estirpare il bubbone alla radice, sottraendo al Partito la scelta della classe dirigente del Paese, affinché il merito sia la naturale selezione e la ‘cosa pubblica’ non sia più ‘cosa loro’, mantenuta a colpi di tasse che vanno a gravare sempre sulle spalle dei soliti noti. Se ciò non fosse… è meglio che vadano tutti, ma proprio tutti, a fare in cool!

  5. Ci sarà pure la crisi, ma per tanti l’Italia è ancora il Paese della cuccagna!Il nostro, è un Paese che non conosce vergogna. Un Paese dove i soldi non ci sono per riparare strade, scuole e ospedali, per portare salari e pensioni a livelli dignitosi, per investire nell’occupazione giovanile, per assistere decentemente gli italiani più deboli e indifesi: bambini, malati, e anziani.I soldi ci sono soltanto per “loro”! E per consentire a lorsignori la bella vita di sempre spremono di tasse il popolo italiano come un limone.Due casi su tutti, senza che alcuno se ne voglia a male, dacché non sé mai visto al mondo, tontomeno nel Belpaese, tizio, caio e sempronio rifiutare danari quando gli vengono legalmente corrisposti. Perciò, semmai vergogna ci fosse – viste e considerate le pietose condizioni in cui versa il Paese – non sarebbe di chi certe somme le incassa, ma di chi gliele dà!Franco Bernabé, il primo amministratore delegato a confessare candidamente che gli hanno venduto l’azienda a propria insaputa, ha presentato le sue dimissioni da presidente esecutivo di Telecom Italia. Un addio da 6,6 milioni di euro, il suo. Tanto vale la buonuscita del manager concordata dal consiglio di amministrazione dell’Azienda.Maurizio Crozza, l’attore e comico che passa dalla favola alla realtà a suon di euro, sembra aver trovato per davvero il suo “Paese delle meraviglie”: la Rai. Per lui è pronto un contratto tra i 20 e i 30 milioni di euro in due anni.Il fatto raccapricciante è che, guarda un pò le combinazioni della crisi, fiumi di denaro finiscono sempre in una sola direzione: manager pubblici e privati, politici, calciatori, attori e ballerine! Mai che una briciola cada, almeno per sbaglio, sul piatto di un cassintegrato, di un disoccupato, di un pensionato, di un operaio o di un lavoratore dipendente!

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