L’Imu di Tosi, tra Letta e Berlusconi

Il sindaco leghista di Verona attacca: “Imu pateracchio per accontentare Berlusconi, ma spero in Letta”. E Letta cosa spera? 

 

Tosi e Renzi (Ansa)
tosi,flavio tosi,imu,lettaL’enfant terrible della Lega Flavio Tosi torna a pungere con la sua anima critica e, senza tanti giri di parole, accusa in un sol colpo il governo Letta e Silvio Berlusconi. Il tema, manco a dirlo, è l’ Imu, che per Tosi sta diventando “un pateracchio, che non risolve nulla e mette nei guai i Comuni”. Soltanto per “accontentare Berlusconi“. 

Il sindaco di Verona prende le difese dei suoi colleghi e in un’intervista a Repubblica dice che sarebbe felicissimo se gli italiani non pagassero più l’Imu, ma per ora “si tratta solo di un rinvio” e poi non si stabilisce “almeno per il momento come si compensano le mancate entrate ai Comuni“. Risultato: da giugno, attacca Tosi, non ci saranno soldi per i servizi essenziali. Il suo segretario, Bobo Maroni, di cui Tosi è fido alleato, da governatore della Lombardia dice che “noi i soldi li abbiamo, se lo Stato ci lascia fare”. In Veneto no? Ma il punto è un altro e Tosi lo rimarca: “Hanno fatto un pasticcio solo per accontentare Berlusconi, spero vivamente che Letta sia in grado di rompere i vecchi schemi, sembra di essere tornati ai tempi di Monti”. Tre piccioni con una fava. E una speranza che Tosi lascia: “Lo voglio ripetere, spero ancora in Letta”. 

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E Letta cosa spera? E il Pd? Lucio Fero su Blitzquotidiano è molto chiaro: “Il Pd sta in questo governo solo e soltanto perché glielo ha ordinato il dottore, il severo e arcigno dottor Napolitano. Obbedisce suo malgrado alle prescrizioni del dottore, ma il Pd considera questo governo una malattia. Una malattia che ha da passare. Perfino Enrico Letta presidente del Consiglio, caso probabilmente unico in Europa a memoria d’uomo, è andato in Parlamento a far ufficialmente sapere che lui presiede questo governo ma ne avrebbe voluto e preferito un altro di governo“. Il risultato, continua Fero, è che il Pd pratica “la teoria della fanciulla mezza incinta, la applica a se stesso”. Ergo: digerire tutto, ma indignarsi per Nitto Palma, che alla fine comunque è stato eletto in commissione Giustizia. Nel frattempo, si litiga per il “reggente” che porterà il partito a congresso. Mentre il mondo va avanti. E Tosi è uno di quelli che, a torto o a ragione, l’ha capito. 

L’Imu di Tosi, tra Letta e Berlusconiultima modifica: 2013-05-10T10:47:00+02:00da admin
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5 pensieri su “L’Imu di Tosi, tra Letta e Berlusconi

  1. io penso che l’imu la dovrebbe pagare le banche perche’ fino a quando non ho risolto il mutuo loro sono i veri propretari pertanto il governo dovrebbe farsi carico e far pagare alle banche.i poveri cristi che si sono comprati casa con un mutuo li rovini ancora di piu’ anche quelli che hanno ereditato una casa e che hanno un reddito basso li mette in croce noi siamo i poveri cristi

  2. Non l’ha capita soltanto Tosi, ma, a ragion veduta, l’hanno capita più del 50% degli Italiani che l’IMU non può essere tolta, ma piuttosto perfezionata ed integrata con la tassa sulla spazzatura, strettamente connessa all’immobile tassato.! L’IMU è una “patrimoniale certa” (in contrapposto ai depositi bancari… che scappano all’estero.!) che serve ai Comuni per mantenere alcuni servizi fondamentali (asili, servizi sociali, manutenzione viaria, etc!), in difetto dei quali si rischia di riportare il Paese agli anni 1950 o giù di lì.! Dovrebbe essere gestita da un Organo Centrale i cui proventi dovrebbero essere distribuiti equamente agli Organi periferici secondo necessità.! Indipendentemente che sia la prima o l’ultima casa, un castello o un canile, dovrebbe essere commisurata ai parametri catastali dell’immobile, e non legata alle persone che lo utilizzano.! Costituirebbe, inoltre, un atto di civiltà e giustizia verso coloro che la casa non ce l’hanno, non certamente per propria volontà.! L’IMU è paragonabile alla “Tassa sui mezzi di locomozione, terrestri, marittimi ed aerei”, connessa al mezzo e non alla persona.! Eventuali agevolazioni a persone e famiglie a basso reddito dovrebbero essere oggetto di diversa normativa, non legata al bene, ma allo stato di indigenza dei singoli soggetti.!

  3. Bryh, l’IMU connessa ai parametri catastali? Ho un caro amico, erede suo malgrado di una ex facoltosa famiglia decaduta e caduta in disgrazia e non certo per cusa sua, lui ne è solo la vittima innocente. Lui l’unico figlio che vive nella vecchia casa di famiglia, di fatto un mezzo palazzo, bello e soprattutto grande, con tanto di parco e casetta dependence. Tutto bello?
    Lui è senza un soldo e fa la fame. In inverno sta al freddo perchè non ha i soldi per il riscaldamento (letteralmente al freddo, non accende la caldaia), usa il camino in sala e ha portato li’ il letto. Si lava con l’acqua appena tiepida. Mangia praticamente solo pasta e riso perchè si sfama con pochi centesimi di Euro. La casa si sta deteriorando parecchio e quindi perde valore. Sono ormai anni che vuole venderla e addirittura svenderla, ma il mercato è in forte crisi e nessuno vuole acquistare una casa cosi’, anche per via del redditometro e ora anche della salatissima IMU. Eppure lui farà debiti in banca per pagarla (l’IMU) altrimenti lo Stato gli pignora la casa.
    Tu Bryh te la senti di andare da questa persona e dirgli che non te ne frega niente di niente e l’IMU la deve pagare cara e salata sulla rendita catastale, perchè ha un Palazzo?

    L’IMU secondo me dovrebbe essere commisurata alla capacità contributiva del singolo o della famiglia.

  4. Dal sindacato alla politica il passo è breve, ma pernicioso!

    Se prima c’era qualche sospetto oggi ve n’è piena contezza: sindacato e politica sono andati da sempre a braccetto! Così dopo il fallito tentativo di portare al Quirinale un ex sindacalista, oggi il Pd affida le sorti piuttosto incerte di quel che resta della propria Segreteria nazionale all’ex numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani! E allora, senza stare lì a “sindacalizzare” le “onorevoli” poltrone cui sono approdati nel corso degli anni i vari Lama, Benvenuto, Bertinotti, Marini, Del Turco, D’Antoni, Cofferati, Polverini e via discorrendo, viene il sospetto che certi accordi, certi contratti, talune manifestazioni di piazza e diverse iniziative sindacali non siano state portate avanti solo e soltanto nell’escluisvo interesse dei lavoratori, ma piuttosto sotto dettatura della politica, in base alle convenienze dei partiti. E in un tempo in cui si reclama a gran voce l’autonomia della magistratura e la netta separazione tra i poteri dello Stato, forse passa fin troppo sotto tono il fatto che il sindacato sia diventato ormai da anni il serbatoio naturale dei partiti politici. Insomma la sensazione è che i sindacalisti, a fine mandato, male che vada vengano sempre ricompensati con un posto a Montecitorio per i servigi resi al “Palazzo”! La percezione che si ha dei sindacalisti è quella che si tratti di “gente” – non tutta ad onor del vero – messa lì per tenere “buoni” i lavoratori con salari da “terzo mondo” secondo le direttive dei partiti politici di riferimento! Ma forse è solo una “sensazione”! Naturalmente, la stessa che si avverte per certi magistrati, taluni giornalisti e gente che comunque gode di una certa visibilità pubblica, che è pagata con denari pubblici per garantire un “servizio pubblico”, ma che invece “lavora” per uno sponsor! E’ forse anche per questo che l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa? E’ forse anche per questo che il potere d’acquisto dei salari è crollato di botto, tanto che gli italiani sono i cittadini europei che guadagnano di meno e i più tar-tassati dell’eurozona? E’ forse anche per questo che il sistema pensionistico è stato violentato da provvedimenti che collocano un lavoratore in pensione quando ormai “non ne può più” e per giunta con un assegno previdenziale di gran lunga inferiore all’ultimo stipendio percepito? E’ forse anche per questo che in Italia cresce la disoccupazione, il precariato, il debito pubblico, le tasse, l’evasione e per contro i diritti dei lavoratori vengono sempre meno? E’ mai possibile che anni ed anni di battaglie sindacali siano stati barattati per una poltrona a Montecitorio? Allora diviene più che legittimo il sospetto che l’Italia e gli italiani stanno come stanno perché anche il sindacato in questi anni non ha fatto a pieno il proprio dovere: stare dalla parte dei lavoratori e non da questa o da quella parte politica! Ma non sarebbe meglio per tutti se i politici tornassero a fare per davvero i politici, i sindacalisti i sindacalisti, i magistrati i magistrati e perchè no, i giornalisti i giornalisti?

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