Giorgia Meloni, la tata valdostana

L’ex ministra torna sull'”endorsement” di Fiorello, della cui figlia è stata la tata, e Fratelli d’Italia la candida in Valle d’Aosta 

 

(La Presse)
giorgia meloni,fiorello,fratelli d'italiaA ravvivare una campagna elettorale fatta di schermaglie in tv ci ha pensato anche Fiorello con il suo “endorsement” a Giorgia Meloni durante la sua quotidiana Edicola on line. Come noto, lo showman ha confermato che una giovanissima Meloni sia stata la tata di sua figlia Olivia, ora ventenne, “che è cresciuta bene, quindi voto la sua baby sitter” e poi ha “sfottuto” il cofondatore di Fratelli d’Italia, La Russa, da lui spesso imitato: “C’è anche Ignazio? Già, ma io voto solo la Meloni”.

Tutti ne hanno parlato tranne l’interessata, raggiunta infine da Monica Guerzoni del Corsera, con la quale Meloni ha parlato anche (di controvoglia) di questo siparietto, elogiando Fiorello senza cavalcare la tigre: “Ha un seguito enorme, è considerato molto credibile, la gente lo ascolta” ma “il voto è libero e cosa farà nel segreto dell’urna lo sa solo Fiorello. Ha detto una cosa scanzonata e non so quanto ci si debba costruire sopra”. 

Poi Giorgia ricorda con orgoglio i suoi mille lavori da ragazzina (“dalla cameriera alla barman del Piper”) e, dall’alto dei suoi 36 anni, afferma: “La gioventù è andata. Ma io sono stata giovane così tanto che invecchiare non mi dispiace per niente, forse ora mi prenderanno finalmente sul serio“. Detto in un Paese dove fino a qualche anno fa i giovani in politica erano Veltroni e Casini, non è male. 

Tra il serio e il faceto, tra i ricordi di Olivia Fiorello da bimba e il tentativo di creare una destra alternativa, Meloni riesce a virare in chiave politica le domande, per nulla banali come potrebbero sembrare, di Guerzoni. E così veniamo a sapere che l’ex ministra odia Pocahontas perché è “storia diseducativa dove la protagonista si innamora del conquistatore, mentre io sono per l’autodeterminazione dei popoli“. Piacerà a Bobo Maroni questo pensiero. E alla domanda: “Anche lei a suo modo si è autodeterminata, lasciando il Pdl”, Meloni risponde: “Una cosa da pazzi visionari, lo so. Ma non voglio più stare in Parlamento per diritto divino. Se prendo i voti ci torno, sennò io in qualche maniera me la cavo”. 

Può darsi che la “romana de Roma” Giorgia Meloni, cresciuta alla Garbatella e alle bancarelle di Porta Portese, se la cavi in Valle d’Aosta, perché Fratelli d’Italia ha confermato – per bocca del deputato Agostino Ghiglia – la candidatura valdostana di Meloni alla Camera: “Abbiamo voluto inserire un elemento di novità”, ha commentato Ghiglia. Dopo quindi i suoi mille lavori di gioventù, Meloni dovrà ora curarsi di tutela delle minoranze linguistiche: et voilà l’autodeterminazione dei popoli, come detto da lei, in opposto a Pocahontas. Vediamo se Fiorello rifarà un endorsement per lei anche in francese. 

Giorgia Meloni, la tata valdostanaultima modifica: 2013-01-17T15:19:00+01:00da admin
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16 pensieri su “Giorgia Meloni, la tata valdostana

  1. Giorgia Meloni, (n.1977 a Roma), sangue sardo-siciliano, una carriera professionale e politica invidiabile.! Di idee sufficientemente aperte, più proletarie che borghesi, se avesse intrapreso la carriera politica sulla barricata opposta, sicuramente oggi avrebbe primeggiato, concorrendo anche alle primarie di un Partito diverso da quello di Berlusconi.! Ha insistito, ma la ridiscesa in campo di questo, l’ha indotta ad abbandonare quella strada, per ritornare su quella primitiva, più oltranzista, oggi capitanata da La Russa, ancora aggregato a Berlusconi, per opportunità elettorale, ma non certo per convincimento.! In sostanza, la Meloni, propugnando l’“autodeterminazione dei popoli”, concetto squisitamente marxista, non ha fatto altro che sbagliare, ancora una volta, indirizzo.! Non ha avuto il coraggio di propugnare l’“autodeterminazione di se stessa”, dando vita ad un proprio Partito, più spostato verso Sinistra, senza restare ancorata ad un padrone, che l’ha promossa ministro, sì, ma di un dicastero fumoso senza alcuna utilità.! L’essere stata “tata”, pensa ancora che i bambini non crescano mai diventando pure cattivi padroni.!

  2. sicilia, 12mila euro mensili per l’addetto stampa a bruxelles.
    Il neopresidente della Sicilia Rosario Crocetta, ha deciso di rivedere completamente il suo ufficio stampa, composto da troppe persone e a costi elevati. La decisione ha suscitato le ire dell’Ordine dei Giornalisti, ma ha permesso di scoprire che la Regione ha un addetto stampa nella sede Ue di Bruxelles al costo di 12mila euro netti al mese. E tutti, non soltanto Crocetta, ci chiediamo il perché.

  3. VITALIZI REGIONALI, FATTA LA LEGGE TROVATO L’INGANNO.
    Il decreto Monti “anti Fiorito”, che stabiliva l’impossibilità di ricevere il vitalizio per i consiglieri regionali che non hanno compiuto 66 anni e fatto almeno 10 anni di mandato, è stato aggirato (e votato da tutti i partiti che ora sbavano critiche a Monti) dal Parlamento per la conversione in legge con il seguente codicillo: “Le disposizioni della presente non si applicano alle Regioni che abbiano abolito i vitalizi”. Formalmente, tutte lo hanno fatto. Ma quindi che bisogno c’era di inserire questa specifica?
    La risposta è che la legge consente di sostituire i vitalizi con trattamenti pensionistici contributivi. Ora, grazie a questa aggiunta, le Regioni potranno erogare gli assegni pensionistici integrativi senza più i vincoli dei vitalizi, che non si chiamano più così. E’ stato Sergio Rizzo sul Corriere della Sera a raccontare dei vari tentativi di modificare il decreto da parte dei parlamentari, 280 dei quali hanno in passato occupato un posto in un consiglio regionale.

    L’ho detto e lo ripeto: i vari Berlusconi, Bersani, Maroni, Di Pietro e loro accoliti hanno regolarmente tagliato le gambe a Monti per non dover rinunciare a nessun privilegio, in spregio allo sdegno di tutti gli Italiani. Ora fanno i predicatori…!!! E voi da bravi deficenti li rivoterete bevendovi per l’ennesima volta le loro bastarde bugie tutte uguali, cambiano solo le bocche…üüü ééé ààà iii bla bla bla

  4. Tagli a regioni e comuni, no della bicamerale. Naturalmente!
    La commissione Bicamerale per gli Affari Regionali ha bocciato il decreto sui tagli ai costi della politica di Regioni ed enti locali. Il decreto era passato in Consiglio dei ministri a inizio ottobre, a fronte dell’accelerata impressa dal caso Fiorito. In particolare, la Bicamerale ha puntato il dito sull’articolo che prevede che la Corte dei conti debba operare un controllo di legittimità preventivo su tutti gli atti normativi e di programma di Regioni ed enti locali e sui legittimi costi.
    Ovviamente non vogliono essere controllati!!!

    Mi raccomando, RIVOTATELI !!!

  5. E allora beccatevi anche questa:
    Sottosegretario e supervitalizio.
    Un politico locale, una brutta malattia e un supervitalizio dall’importo imparagonabile con quello di altri malati. Un’inchiesta di Gianantonio Stella sul Corriere rivela la storia di Alberto Sarra, uomo politico calabrese attuale sottosegretario alla presidenza della regione Calabria. Colpito da uno choc cerebrale alla vigilia delle ultime elezioni, Sarra è stato integrato nello staff del governatore Scopelliti. Come rileva Stella, si segnala per un’attività costante e infaticabile, quindi in pieno possesso delle sue capacità sia cerebrali che fisiche, idoneo al lavoro al 100%.
    Ma Sarra guarda caso, risulta percettore di un vitalizio di oltre 7mila euro al mese, più gli arretrati (circa 225mila euro) per “inabilità totale e permanente dal lavoro”.
    La domanda che si pone Stella e che ci poniamo tutti è: ” è giusto che questo Sarra riceva dalla Regione Calabria un vitalizio di invalidità di 7.490,33 euro al mese, dieci volte più alto di quei portatori di handicap che non sono neppure in grado di soffiarsi il naso? Ed è giusto che accumuli un’altra indennità come sottosegretario regionale nonostante risulti disabile al 100%?”

    Mi raccomando, RIVOTATELI !!!

  6. Allora voglio informarvi anch’io sulle spese pazze delle regioni.

    L’esercito dei 500 portaborse della regione lazio.
    Dopo la cifra esorbitante di 15 milioni di euro per i contributi ai gruppi consiliari, prosegue il punto sulle “spese pazze” della regione Lazio, guidata da Renata Polverini, che tutt’ora partecipa alle trasmissioni televisive e parla come se fosse l’unta dal Signore.

    I cosiddetti “portaborse” della regione sono ben 500, divisi tra collaboratori, segretari, assistenti, addetti stampa e così via. Sono in media 7 per ogni consigliere, il quale ha a disposizione un extra bonus di 3.000 euro da spendere COME CREDE.

    La redazione romana del Corsera racconta che secondo regolamento, il presidente del Consiglio Regionale ha diritto a uno staff di 19 persone, 9 delle quali possono essere assunte all’esterno della Regione (più un numero “imprecisato” di altri collaboratori per materie specifiche).

    I vicepresidenti, sempre per regolamento, possono dotarsi di 12 collaboratori, 4 dei quali esterni.

    Dulcis in fundo, la “dotazione organica” è assegnata ai partiti.

    La Regione Lazio ha 6 mila dipendenti. Piu’ dell’intero Parlamento e Senato italiani. Ci sono 23 Regioni in Italia e tutte sono mangia soldi (i nostri soldi) come il Lazio.

    Nel mondo non riescono a capacitarsi di una cosa del genere, di quante tasse noi paghiamo e i conti siano sempre in rosso. Siamo il Paese con la piu’ alta tassazione al mondo. E Bersani vuole tassare i grandi patrimoni, come se non avessero già una tassazione del 52% ! E come dice giustamente Simona (o Matteo, non ricordo) non ci facciamo nemmeno una birra a testa e poi siamo punto e a capo.

    Tanto per dirla come Simona: RIVOTATELI !!!

  7. Concettualmente e praticamente in Italia si pagano troppe tasse e per ogni euro di tasse inutili che pago, mi rimane un euro in meno per far girare l’economia. Chi critica forse finge di non sapere (se non lo sa veramente, è gravissimo) che l’Italia è il Paese dove regna la piu’ alta tassazione al MONDO. E questo vorrà pur dire qualcosa. Se poi in mezzo ci mettiamo anche le stantie ideologie, come in questi giorni di campagna elettorale, allora vuol dire che la storia non ci ha proprio insegnato niente. Stiamo ripetendo esattamente gli stessi errori degli anni 70-80. E con personaggi come la Camusso o come Landini, che se va bene hanno la quinta elementare, cosa mai pretendete? Poca istruzione = poca cultura = tanti limiti mentali.

    E’ vero, abbiamo anche il cancro dell’evasione fiscale, ma non è certo la causa dello sfascio italiano e delle tasse troppo alte, ne è la banale conseguenza che sommandosi a tutto il resto al limite è una piccola concausa. Lo sostengono ormai anche fior di economisti sia italiani che stranieri. Lanciano messaggi e moniti che non vengono nemmeno ascoltati, figuriamoci capiti !
    Ma è presa a pretesto dalla politica per mantenere lo status quo. E tutti si bevono le loro balle. Beoti!

    Non abbiamo bisogno di abbattere le frontiere e fare entrare la feccia dell’umanità, basta rimettere ordine nei nostri conti e convertire la nostra economia in un’economia moderna e sfruttare quello che l’Italia puo’ offrire a tutto il mondo e saremmo veramente il paese delle banane.

    Cosa puo’ offrire? Suvvia. La sua storia. Il suo intero patrimonio artistico e culturale. Il suo territorio dalle Alpi, agli Appennini, al Mare. La sua cucina, la migliore al mondo con la sua dieta mediterranea. Le sue eccellenze e la sua creatività. La sua fantasia. Le sue tradizioni locali. I suoi immensi personaggi a partire dai Leonardo, ai Michelangelo, ai Galileo, ai Volta, ai Fermi e a tutti gli altri. I suoi poeti, musicisti, teatranti.

    Sono stato a Karnac in Francia, dove ci sono i dolmen e i menhir. Quattro pietre in croce. Ci hanno creato intorno un business colossale.
    Cose che a quei tempi noi avevamo già l’Impero Romano, avevamo i Cesari, Cicerone, Livio, ponti che resistono ancora oggi, il Colosseo, strade, città, Civiltà, condottieri ed eserciti indomiti e conquistatori dell’intero mondo allora conosciuto, Egitto compreso… e i Galli mangiavano i cinghiali, si vestivano di pelli puzzolenti e vivevano nelle capanne rotonde (nemmeno rettangolari!).

    Oggi da noi Pompei cade a pezzi e ci vogliono i privati per non fare cadere a pezzi anche il Colosseo (e vengono pure criticati), simbolo dell’Italia nel mondo, come la Francia ha la Tour Eiffel, da ridere al confronto. Con la loro piccola storia ci fanno business, posti di lavoro, turismo, moneta fresca che entra. Loro hanno Versailles e noi la Reggia di Caserta. Loro con Versailles ci fanno soldi e posti di lavoro, da noi la Reggia di Caserta è chiusa e fatiscente.

    Loro hanno quattro castelli della Loira e ci vivono alla grande attirando milioni di turisti, noi abbiamo centinaia di castelli e di interi feudi medioevali perfetti e non li conosce nessuno.

    Ma noi abbiamo avuto quella puttana della brambilla che voleva addirittuta chiudere la caccia in Italia quando in tutto il mondo la caccia è turismo ricco e posti di lavoro (oltre 100.000 in Italia) e benessere (fatturato di 8.5 milioni di euro in Italia).

    Poi vuole eliminare il palio di Siena e le varie fiere e sagre del maiale, del cinghiale eccetera!

    In compenso voleva fare dei campi da glof quando già ne abbiamo migliaia. In compenso voleva aprire due casino’. In compenso lei, l’animalista e l’ambientalista a oltranza, commercia e vende milioni di tonnellate di pesce preso a strascico dove nelle reti c’è di tutto, protetto e non protetto!

    Ma sappiamo parlare solo di Fiat anni 70, di sindacati, di lotta di classe, di ripresa del lavoro da metalmeccanico, di fabbriche, fabbriche, fabbriche…

    La nostra classe dirigente è totalmente inadeguata ai tempi e di conseguenza inetta e incapace di vedere la luce in fondo al tunnel.
    Ormai questi discorsi si cominciano a leggere anche sui giornali e in Internet.
    E’ sconsolante, ma è cosi’.

    Rivotateli!

  8. Ragazzi, da qualche mese leggo il blog e devo dire che l’unico che veramente fa informazione e cultura è Matteo. Gli altri, me compreso, non sanno fare altro che postare due righette con piccoli giudizi palesi escontati. Leggo anche che qualcuno lo critica, dev’essere pazzo.
    Leggendo Matteo a volte veramente mi si apre la mente e vedo le cose nella loro giusta dimensione.
    A questo punto è vero, basta con le ideologie e facciamo entrare i cervelli.
    Saluti – Massimo

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