Monti si candida? I sì e i no

La risposta di Monti all’empasse in cui ha cercato di metterlo il Pdl è stata repentina. E ora c’è chi spera nella sua lista, data tra il 10 e il 15%

 

(La Presse)
monti-candidato.jpgLa “tempesta dell’Immacolata” non ha prodotto soltanto il maltempo, ma la crisi di governo. A farne le spese, ma forse fino a un certo punto, Mario Monti, che ha deciso di non essere ostaggio della politica e dice che “si sente libero“. Allora, in molti si chiedono, si candiderà?

Monti, da tecnico, ha fatto un gesto assolutamente politico che probabilmente Berlusconi non si aspettava. Da qui al “sentirsi libero” ne passa ancora, soprattutto perché c’è da approvare una legge di stabilità e ci sono molti provvedimenti a rischio: il decreto Sviluppo, il decreto che taglia le province, il decreto sull’Ilva di Taranto, che scade il 3 febbraio e che se non dovesse essere approvato farebbe ripiombare nel caos città e lavoratori. Alfano ha detto che il Pdl sarà responsabile, respingendo al mittente le accuse di Bersani. Vedremo Berlusconi cosa penserà, giacché ormai è l’uomo solo al comando. E poco pare gli importi che la sua creatura stia per esplodere. 

DIBATTITO Dopo Berlusconi, scenderà in campo Monti? VOTA e DI’ LA TUA

Ma torniamo a Monti. L’ormai ex premier è senatore a vita: questo, come noto, fu l’escamotage (molto “borderline”) trovato da Giorgio Napolitano per poi incaricarlo di formare un governo. Monti quindi potrebbe restare in disparte, ma è l’ipotesi meno accreditata. Torna quindi in auge la “lista Monti” alla quale la “troika” Fini Casini Montezemolo sta lavorando e che, scrive oggi Il Fatto, è data tra il 10 e il 15% da tre istituti demoscopici (Swg, Piepoli, Mannheimer). Sarebbe, chiosa sul Fatto Giampiero Calapà, una “operazione ‘moriremo tutti democristiani’ in un grande centro sotto la guida di Mario Monti”. Sarebbe l’alternativa cattolica e moderata al populismo berlusconiano e al “profumo di sinistra” di Bersani unito a Vendola. Tant’è che la presidente del Pd Rosy Bindi, appena sentito “profumo di Berlusconi” e appena dopo le dimissioni di Monti sta corteggiando alla grande Casini e lancia ciambelle di salvataggio a un Monti che Bindi ritiene “molto più vicino al centrosinistra”. 

Al netto di questo ennesimo psicodramma italiano, l’unico dato quasi certo – perché non c’è la controprova – è che nulla, o quasi, sarebbe accaduto con Matteo Renzi vincitore delle primarie del centrosinistra. Ma tant’è. Ricomincia la caciara alla quale Monti ha deciso di sottrarsi. Per ora. 

Monti si candida? I sì e i noultima modifica: 2012-12-10T11:13:00+01:00da admin
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14 pensieri su “Monti si candida? I sì e i no

  1. Monti non è gradito a destra (che ha Berlusconi), è tollerato a Sinistra (ma ha già Bersani), non è gradito da Grillo (che potrebbe avere un candidato premier “fantoccio”.!), è favoritissimo al centro, ma con un indice di gradimento che non va oltre il 15%.! E’ auspicabile che opti per il centro, con Casini, Fini e qualche altro, senza però pensare di essere eletto premier, ma di stare in un Coalizione di appoggio esterno alla “Coalizione vincente” che avrà la maggioranza di consensi, senza poter però governare da sola.! E’ presto detto che, se non saranno ribaltate le previsioni della sera, tale “Coalizione vincente” è quella di Centrosinistra, con premier Bersani.! Ciò in una prospettiva, immediata, di elevare Monti alla sovranità del Quirinale, lasciando ai rimanenti la scelta di stare con Bersani o tirarsi fuori.! Si esclude, a priori, che la “Coalizione vincente” possa essere quella con Berlusconi premier, nel qual caso l’ingovernabilità è essicurata e Monti tornerà a governare come Tecnico ancora.!

  2. Silvio è tornato più forte di prima: il miglior presidente del consiglio della storia italiana è di nuovo tra noi. Pressato dalle richieste (soprattutto dei suoi avvocati e dei suoi commercialisti) è stato costretto a ricandidarsi premier.

    Solo osservatori prezzolati o impreparati potevano credere in una sua uscita indolore dal cono illuminato della politica. Non per fare esercizio di vanagloria, ma Sconfini.eu già una settimana dopo l’insediamento del governo Monti (novembre 2011) aveva già previsto come sarebbe finita questa storia (leggi l’articolo).

    In particolare degno di nota è questo passaggio (previsto con un anno di anticipo):

    Primo semestre 2012: Monti affonda il coltello nella piaga. Pensioni, Ici, tagli al welfare e allo stato sociale, contratti nazionali del lavoro svuotati e così via. B. tiene in vita fino all’estate 2012 Monti, che nel frattempo grazie ad una serie di misure antievasione riesce a far entrare nelle casse pubbliche molte centinaia di milioni di euro. Nel frattempo il martellamento della stampa di regime asserisce quotidianamente che la colpa è di Fini, Casini, Bersani e un po’ anche di Di Pietro. La gente, ancora una volta, crede ai disinformatori professionisti al soldo del puttaniere.

    Autunno/inverno 2012: I disastri del III governo Berlusconi sono ormai stati cancellati dalle menti senza memoria degli italiani. Monti cade. Elezioni fissate già ad inizio primavera del 2013. Pd e Terzo Polo pagheranno un prezzo altissimo in termini di consenso popolare ai sacrifici richiesti da Monti e nessuno, grazie alla disinformazione che già perfettamente aveva operato nel 2006-2008 con Prodi (ricordate il tesoretto del compianto Padoa Schioppa?), capirà i motivi che hanno portato l’Italia dall’orlo del fallimento cui era stata accompagnata da Berlusconi, ad essere nuovamente un Paese un po’ più credibile a livello internazionale.

    Ora Berlusconi ritorna in gara, magari con le speranze ridotte al lumicino perché condannato in primo grado a 4 anni per evasione fiscale e con la sentenza Rubygate alle porte. Però intanto è tornato in pista e questo è stato sufficiente a devastare nuovamente l’immagine dell’Italia all’estero e a bruciare un anno di immensi sacrifici che milioni di italiani hanno fatto (per colpa di Berlusconi e della sua banda) costretti dalla spada di Damocle dello spread e da un governo di tecnici pasticcioni. reazionari e classisti ma che almeno non ci facevano vergognare di essere italiani.

    All’estero già si sbeffeggia il ritorno del vecchio satrapo. Il tedesco Suddeutche Zeitung lo raffigura come un escremento scaduto che torna a galla in un gabinetto; il francese Liberation parla di “ritorno della mummia”; Il Financial Times vede il ritorno di Berlusconi come un imperatore romano che esce dal Colosseo con il pollice verso con i tentacoli della piovra e teste di donna.

    Lo spread sta salendo vertiginosamente dopo poche ore di apertura dei mercati alla sola notizia del ritorno del Cavaliere, la Borsa di Milano è la peggiore in Europa. Insomma, l’hanno presa proprio bene.

    Lui si che riusciva a portare in alto il nome dell’Italia nel mondo!

  3. La misura è colma. Anche l’italiano più scansafatiche, ignorante e irresponsabile potrebbe svegliarsi dal torpore in cui giace la sua mente da oltre 20 anni. E allora le cose potrebbero precipitare veramente.

    Centinaia di giovani, studenti e pensionati sono stati manganellati dai “tutori dell’ordine” costretti ad adempiere a volte controvoglia a ordini impartiti da chi frequentemente abusa del proprio potere e divora ogni risorsa economica e morale del Paese. Manganello per tutti, e anche fumogeni sparati dal Ministero.

    Cose che non si vedono neanche in Bielorussia o in Cina.

    Una simbolica e rappresentativa autodifesa da parte di chi sta rastrellando le ultime ricchezze prima di lasciare a qualcun altro le ossa di quello che fu il Belpaese.

    A testimonianza di questo clima da saloon che vede dei veri e propri banditi prepotenti approfittare e reprimere inermi cittadini, spicca il caso dei vitalizi ai consiglieri regionali.

    Mai più a cinquant’anni! La promessa di Monti e dei governatori che subito vararono in tutte le Regioni d’Italia leggi che stabilivano l’abolizione di vitalizi (dalla prossima legislatura naturalmente, perché loro non sono mai sazi).

    Il decreto legge montiano subì subito uno stop in commissione per gli affari regionali. Sarà perché ci sono 280 parlamentari che sono ex consiglieri regionali?

    Poi il 4 ottobre l’Ansa annuncia: “Stop alle pensioni prima dei 66 anni, come sarebbe toccato a Er Batman”, che ci sarebbe andato a 50. Secondo il decreto nessun consigliere regionale poteva avere la pensione senza aver fatto 10 anni di mandato e aver compiuto i 66 anni. Compreso Fiorito (quello accusato di aver divorato in vario modo centinaia di migliaia di euro del Gruppo Pdl in regione), la Minetti (quella che ha fatto quello che ha fatto), Maruccio (quello dell’Idv che con ogni probabilità si giocava soldi pubblici alle slot machine) e altri simpatici personaggi molto amati dagli italiani tra i quali spiccano i 15 indagati della Regione Lombardia.

    Arrivato alla Camera, il provvedimento viene ora nuovamente affondato. Come? Con un cavillo ideato da Chiara Moroni (Fli) e Pierangelo Ferrari (Pd) che prevede l’inserimento alla fine della lettera “m” dell’articolo 2 della frase: “Le disposizione di cui alla presente lettera non si applicano alle Regioni che abbiano abolito i vitalizi”. Ma come abbiamo visto però già tutte le Regioni hanno abolito i vitalizi! Ma va? Pensa tu le coincidenze!

    Quindi la regola non vale per nessuno. Sembra un’ovvietà ma attenzione: a parte l’Emilia Romagna che li ha cancellati (come ci ricorda Rizzo sul Corriere della Sera di oggi), le altre regioni hanno già predisposto una via d’uscita. I vitalizi infatti possono essere sostituiti dalle Regioni che intendono farlo, con trattamenti pensionistici alternativi basati sul sistema contributivo. Un esempio? La regione Lazio di Fiorito. Inserendo nuovi trattamenti pensionistici con regole contributive, tutte le regioni potranno aggirare le regole più rigide che avrebbe voluto inserire Monti consentendo di andare in pensione dopo 5 anni e anche prima dei 60 anni. Da dietro le sbarre i tanti Fiorito di tutta Italia ringraziano e se la ridono.

    I decreto legge giace in Senato e scadeva il 9 dicembre. Manco a dirlo è scaduto.

    Grazie PDL-PD-Fli-IDV-Lega-Casini. Grazie di cuore per la vostra indefessa lotta a favore degli Italiani e contro i Furbetti della politica!

  4. Finalmente siamo arrivati alla fine della pantomima delle primarie del Pd e forse si ritornerà a parlare di cose serie anziché vedere continuamente e dappertutto uno spocchioso arrivista liberista e un onesto servitore dell’establishment riformista.

    Sarebbe bello che qualche giornalista avesse domandato chiaramente ai due residui candidati dei magnifici 5 cosa ne pensano del M5S, se sono favorevoli ad un’uscita dall’euro, cosa ne pensano della Sanità che Monti ha fatto capire di voler privatizzare definitivamente a breve, dell’Imu alle proprietà del Vaticano, dei fondi che Monti ha concesso alle scuole private sottraendole a quelle pubbliche, della disoccupazione record dal 1992 e senza eguali nella storia italiana tra i giovani.

    I dibattiti o presunti tali sono invece rimasti confinati in un rigido schema formale, nel quale contava più il fottuto atteggiamento non verbale, il vestito, la postura, rispetto ai contenuti.

    Pazienza, non che si potesse nutrire grande affidamento da un Pd che comunque ha dimostrato di avere una risorsa straordinaria: un grande popolo di elettori che amano la democrazia al punto da umiliarsi pagando 2 euro per poter esprimere il loro voto a favore di uno o dell’altro candidato.

    A questi milioni di persone deve essere riconosciuto un enorme rispetto per la commovente fiducia che continuano ad avere in queste presunte istituzioni costituzionali e anche un grande coraggio e una grande onestà intellettuale nell’accettare senza batter ciglio una schedatura personale e delle regole che difficilmente il partito comunista della Germania Est degli anni ’70 avrebbe avuto il coraggio di mettere in atto.

    Detto questo, il solo fatto di aver partorito l’idea che un generoso elettore del Pd (o un fan di Renzi) debba pagare 2 euro per poter esprimere il proprio voto, dimostra una volta ancora la visione medievale di questi burocrati che hanno perso il lume della ragione.

    Peraltro non sapremo mai a quanto ammonta esattamente l’incasso di questa operazione di marketing politico (che sta rendendo molto – a spese dei cittadini – in termini di sondaggi) poiché i 2 euro erano l’offerta minima. Chi voleva, poteva lasciare anche un contributo più cospicuo.

    “Fare le primarie costa” dicono i sedicenti vertici democratici.

    Ora, anche ammettessimo che i 3,1 milioni di elettori dichiarati abbiano lasciato solo 6,2 milioni di euro e che il Pd li abbia usati per pagare solo le spese delle primarie senza farci nessuna “cresta” (i volontari erano gratis, i gazebo in affitto a poche centinaia di euro la settimana, i milioni di schede saranno costati poche decine di migliaia di euro al massimo compreso il trasporto, mentre la pubblicità è stata gentilmente offerta dai media okkupati dai partiti), c’è un piccolissimo dato che non torna.

    Quello dei rimborsi elettorali.

    Per le elezioni del 2008 il Pd ha dichiarato spese (inclusi costi delle sedi periferiche, i circoli, le spese elettorali del partito, le affissioni, le campagne pubblicitarie ecc.) per un totale di 18,4 milioni di euro.

    E sapete quanto il Pd ha incassato in varie tranche dal 2008 a oggi? 180,2 milioni di euro!

    Quasi 10 volte tanto!

    Capite perché Lusi, Belsito e Fiorito non sapevano come spendere quei soldi tanto da sperperarli a destra e a manca con investimenti pazzi e spese al limite del ridicolo?

    Di questi circa 162 milioni di euro di “extra” non è stato proprio possibile trovarne 6 per pagare le spese delle primarie?

    Il resto lo abbiamo scoperto quando chi ha vinto le primarie continuerà a non contare un fico secco a Roma perchè qualcuno ha già deciso chi sarà il prossimo premier. Senza consultarvi, ma almeno senza chiedervi altri soldi.

  5. Dunque è ufficiale. Il piede di porco con cui la decadente partitocrazia tenta di scardinare la volontà del popolo attraverso la riscrittura della legge elettorale lo tiene in mano Calderoli.

    L’inventore del “porcellum” è quindi stato nominato alto diplomatico per mettere d’accordo i partiti per peggiorare ulteriormente l’odiosa legge elettorale che ha permesso la nomina di molti luridi parlamentari da parte di un manipolo di segretari di partito e che viola apertamente l’art. 3 del Protocollo addizionale della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo che recita: “Le Alte Parti Contraenti si impegnano a organizzare (…) libere elezioni (…) tali da assicurare la libera espressione dell’opinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo”.

    Una scelta insensata, che verrebbe in mente solo a dei malati di mente. E infatti questa è la strada intrapresa dai nostri capibastone che siedono a Montecitorio e Palazzo Madama.

    Affidare a Calderoli la revisione della legge elettorale post-berlusconiana è come se, con tutti i dovuti paragoni, la Germania post-nazista avesse affidato al famigerato dottor Mengele (quello che torturava e uccideva centinaia uomini, donne e bambini nei campi di concentramento per i suoi esperimenti di eugenetica) il Ministero della Sanità della Repubblica Federale Tedesca.

    Prima la modifica del premio di maggioranza da dare solo a chi supera il 42,5%, poi i tre scaglioni per avere un premio variabile, insomma Calderoli è alla ricerca della quadratura di un cerchio che dopo le primarie del Pd sarà in qualche modo certamente trovato. Sicuramente a discapito dei cittadini.

  6. Non sembra che il governo Monti e i suoi professori siano stati in grado di rallentare neppure di un po’ la corsa del debito pubblico italiano.

    La ricetta tagli + tasse, tipica della lungimiranza di un organismo monocellulare, non ha dato i frutti attesi da questi extraterrestri scesi dall’iperuranio bocconiano, bensì quelli che la massaia di borgata aveva più correttamente previsto: disoccupazione, recessione, crollo dei consumi, blocco della produzione, chiusura di aziende, stallo del mercato immobiliare. Risultato di settembre: 1.990 miliardi di debito con un incremento di 19,5 miliardi in un solo mese!

    Tutti risultati che non ripagano il leggero raffreddamento dello spread. A furia di accise sulla benzina, tasse sulla casa, aumento dell’Iva e del costo della vita, dei prezzi dell’energia e, in primis, il risparmio nullo sui rami secchi della spesa pubblica, la gente non ha più denaro o voglia di spendere denaro e sta bloccando la domanda.

    Ma il Sen. Polillo, nei suoi peggiori e devastanti incubi notturni vuole che gli Italiani rinuncino a una settimana di ferie per lavorare e produrre di piu’. Ma questo dove lo hanno pescato, ma chi l’ha votato? Ah già, dimenticavo il Porcellum, non l’abbiamo votato noi, è stato cooptato.

    Senza domanda non si fattura e senza fatturato non ci sono soldi per pagare le tasse e senza introiti che coprano almeno gli interessi sul debito, quest’ultimo aumenta a dismisura. Insomma, la ricetta bocconiana è un totale fallimento anche dal punto di vista numerico.

    Non parliamo poi degli enormi danni sociali e psicologici inferti alla popolazione da questa sottospecie di eredi dell’aristocrazia classista medievale.

    Ci arrivava anche un lobotomizzato con la terza elementare. Ma questi fenomeni dell’economia iperliberista no. Può essere? Oppure è tutto voluto?

    Se non si è più in grado nemmeno di pagare gli interessi sul debito non si potrebbe azzerare il finanziamento ai partiti? Rispedire indietro (come hanno già fatto altri Paesi) gli ordini dei cacciabombardieri e già che ci siamo far rincasare i nostri soldati “esportatori di democrazia”? Eliminate tutte le auto blu come ha fatto Hollande in Francia e ritrovandosi come per magia una valanga di “risorse” in piu’?Far pagare l’Imu al 100% al Vaticano almeno negli edifici in cui ci lucra? Fare accertamenti fiscali ai proprietari di barche di lusso o su chi vive 6 mesi all’anno in hotel di extralusso invece di non controllare artigiani, baristi, idraulici, muratori, avvocati & Co.? Eliminate tutti, ma proprio tutti i privilegi della kasta politica? Chiudere tutti gli enti statali inutili? Abolendo le Province e accorpando i Comuni? Chiudendo gli inutili uffici regionali all’estero? Tebendo sotto strettissimo controllo le spese delle Regioni, come da recenti esperienze?

    Anche intervenendo su questi pochi e ragionevolissimi punti, in pochi mesi si potrebbe ridurre il debito pubblico di oltre cento miliardi consentendo almeno al Paese di riuscire a pagare gli interessi sul debito e nel contempo andare ad attaccare un piccolo pezzo della base nominale del debito.

    Ma questo non è lavoro per curatori fallimentari.

  7. …..Buonissime notizie da Transparency International.

    Nonostante un 2012 costellato dai casi Lusi, Belsito, Fiorito, Penati, Formigoni, Polverini, Bossi, Di Pietro, Fini… solo per citarne i più celebri, l’Italia ha perso solamente tre posizioni nella classifica dei paesi meno corrotti del mondo.

    L’anno scorso il Belpaese era 69°, quest’anno nonostante gli immensi sforzi fatti siamo scesi solo al 72° gradino della speciale classifica sulla corruzione percepita, stilata annualmente da questa associazione non governativa e no profit che ha come scopo quello di combattere la corruzione.

    Possiamo fare… meglio e le basi per… migliorarci ci sono tutte.

    Secondo Transparency International, i Paesi dove la crisi e la recessione economica colpiscono più duramente, sono anche quelli più esposti a fenomeni di corruzione.

    Dopo la seconda rata dell’Imu e l’imminente fine di migliaia di ore di cassa integrazione non più procrastinabili (quindi milioni di lavoratori ridotti letteralmente alla fame, senza nessun reddito), potremo quindi puntare a scavalcare molte altre nazioni già a partire da quest’anno.

    Nel mondo occidentale, escludendo la Grecia (ammesso che si voglia ancora far rientrare i poveri cittadini ellenici nell’alveo del mondo occidentale e dell’Euro) che conserva un invidiabile 93° posto, l’Italia si conferma al vertice della classifica tra le nazioni più corrotte. Un motivo di vanto notevole, dal momento che abbiamo messo alle spalle anche potenze corruttrici come la Romania, il Brasile, il Ghana, la Croazia, la Turchia e persino la Corea del Sud (maestra di taroccamenti sportivi e corruzione internazionale). Bulgaria, Cina e Tunisia del post Ben Alì sono nel mirino. E neanche la Colombia è troppo lontana. Sigh!

    Non porta bene l’amico occidentale esportatore di democrazia alle nazioni occupate dagli eserciti liberatori: l’Afghanistan è il Paese più corrotto al mondo (174° posto), mentre l’Iraq si difende in 169° posizione. Arriviamooooooooo…

  8. Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo ha rilasciato la seguente dichiarazione in relazione all’iter autorizzativo riguardante il rigassificatore di Trieste.

    “Mi chiedo dove e quando la Serracchiani abbia mai espresso, attraverso atti concreti, in questi oltre due anni da Europarlamentare la sua contrarietà al rigassificatore di Trieste. Scoprirsi oggi così ferocemente contraria all’opera sulle ali della campagna elettorale fa parte della sua strategia:quella di parlare senza sapere, o meglio facendo finta di non sapere.

    Perché prima di accusare il sottoscritto di incoerenza, dovrebbe guardare a casa propria, quando all’epoca in cui furono preseDebora Serracchiani (foto di R. Vicario)
    le decisioni che oggi ci vincolano, gli ex assessori regionali del suo partito, Sonego e Cosolini procedevano con atti ufficiali nella direzione del rigassificatore. Atti amministrativi, non comunicati stampa o interviste.

    Quegli stessi atti che hanno avviato la procedura su cui, come noto, il Governo ha posto in essere un’accelerazione alla quale nei fatti i compagni di partito della Serracchiani triestini che sono a Roma non pare proprio abbiano innalzato le barricate, come è stato puntualmente rilevato oggi da uno stesso esponente del Pd locale.

    Mi chiedo anche come mai l’Europarlamentare Serracchiani, il giorno che il Ministro Passera dichiarò ufficialmente la priorità dell’avvio dei lavori per il rigassificatore, non abbia alzato i toni di una contrarietà che risulta del tutto coerente con la ricerca spasmodica del consenso. C’è da interrogarsi anche come mai questa sua autorevole contrarietà non abbia mai trovato sbocco attraverso il segretario del Pd, Pierluigi Bersani che, come dovrebbe essere noto anche alla Serracchiani, è stato il Ministro dell’industria che in origine diede impulso alla realizzazione del rigassificatore di Zaule.

    Quindi, alla luce di tutto ciò, sentirsi accusare di essere Ponzio Pilato da una che da segretaria regionale del Pd non ha avuto neanche il coraggio di schierarsi alle elezioni primarie del suo partito per non pregiudicarsi la carriera politica, è l’ennesima dimostrazione della differenza che intercorre fra chi lavora ogni giorno per il territorio e chi fa solo parole”.

    Ma poi, senza rigassificatore, almeno ci fornirà delle intelligenti proposte alternative oppure il suo cervellino si ferma li’?

    Fornire proposte? ……….?? What?…….??

  9. Il decreto che riorganizzava le province italiane non sarà convertito in legge.

    E’ quanto è emerso dalla seduta della commissione Affari costituzionali che si è tenuta ieri sera, preceduta da una riunione ristretta dal presidente di commissione Carlo Vizzini, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e il sottosegretario Antonio Maraschini.

    Commissione e governo hanno preso atto della quantità di emendamenti e subemendamenti presentati al provvedimento e hanno ritenuto che non fosse possibile approdare in aula oggi pomeriggio come stabilito dal calendario del Senato. “Il destino di questi mesi è di perdere occasioni importanti – ha commentato Vizzini – è stato fatto uno sforzo per trovare le condizioni complessive per approvare questo provvedimento atteso ma non è andato a buon fine”.

    “Il governo – ha commentato Patroni Griffi – ha fatto quello che poteva. Oggi ha preso atto della situazione”. A questo punto sarà necessario probabilmente escogitare una norma che coordini le disposizioni sulle province previste dal decreto salva Italia e dalla spending review. Ma sulla possibilità che questa norma sia inserita nella legge di stabilità Patroni Griffi non risponde: “Probabilmente ci sarà qualche intervento del governo ma ora non so rispondere”.

    Grazie cari, carissimi, …issimi politici italiani, grazie di cuore, grazie a tutti indistintamente: destra, sinistra, centro, centrodestra, centrosinistra, di sopra, di sotto, di lato a destra e di lato a sinistra, di lato sopra e di lato sotto e di lato e basta.

    Grazie di cuore, a voi si che sta a cuore il nostro destino, quello dei nostri figli e la nostra qualità della vita.

    Grazie.

  10. Polillo:
    1- Crisi economica = la gente non compera perchè non ha soldi e non ha fiducia che nell’immediato futuro la cosa possa migliorare.

    2- Mercato fermo = troppe tasse e quindi niente spese superflue. Si è interrotto il flusso del denaro.

    3- Produzione = Se il mercato è fermo, le aziende si riempiono i magazzini di merce invenduta. Assurdo aumentare la produzione, anche perchè a fine anno le aziende pagano le tasse sulla produzione invenduta e ferma a magazzino. E’ questo lo scopo delle sue ridicole strategie per uscire dall’empasse? Far pagare ancora piu’ tasse alle aziende?

    3- Lavorare di piu’ e fare una settimana in meno di ferie = mai sentita una cosi’ grande fesseria. In primo luogo eliminando una settimana di ferie si penalizza l’intero settore turistico (Polillo, ma ci 6 o ci fai?).
    In secondo luogo, quando l’economia riprenderà a correre (se riprenderà), basta che ogni lavoratore faccia un’ora di straordinario alla settimana e avremo milioni di ore lavorate in piu’ OGNI SETTIMANA senza rompere i coglioni sulle ferie strameritate.

    4- Il lavoro manca e si prevedono altre centinaia di migliaia di disoccupati e tu vuoi fare lavorare di piu’? Ma tu hai presente il significato di “Conto Economico” aziendale? No comment. Ricoveratelo!

    5- Giovani disoccupati = ragazzi senza soldi e che quindi non spendono niente. Vecchi che non vanno in pensione e quindi disoccupazione giovanile in chiaro e scontato aumento, dato che il Governo ha annullato di fatto il Turn-Over per “non pagare” le pensioni. Ormai siamo a 68 anni, chi volete che assumi per avere doppio personale? Mi sembra di ragionare con degli scemi.

    6- Causa generale dello sfascio =
    . Sprechi – Sperperi – Privilegi
    . Emissione selvaggia di Titoli di Stato
    . Provincie, Regioni, Comuni
    . Numero Parlamentari e Senatori (Poilillo…? Buffone!)
    . Consulenze milionarie
    . Progetti milionari mai partiti
    . Pensioni false di invalidità
    . Sprechi Sanità di 13 miliardi all’anno appurati
    . Palazzo di Monte Citorio inutile e a 95 mila euro di affitto al mese !
    . Province e Comuni
    . Enti inutili
    . auto blu con annessi e connessi. Brunetta ne ha tre!
    . Privilegi della kasta
    . Eccetera,eccetera, eccetera……………………..

    Leggete i libri di Stella & Rizzo e di Roberto Giordano. C’è da piangere e da fare veramente una nuova marcia su Roma.

    Polillo, fatti un giro che è meglio !!! Anzi, sparati!

  11. Matteo, finalmente uno che posti in modo sensato e circostanziato e non i soliti commentini di una riga e mezza da impiegatucci con l’ufficio nel sottoscala.

    Leggerti è stato molto interessante e spero faccia chiarezza, soprattutto la parte delle primarie e di quei deficenti che gli hanno pure dato 6 milioni e duecentomila euro per votare!!!!! Avrebbero dovuto disertare in toto per fargli capire che se ne dovono andare e che non li vogliamo piu’ Chi non capisce questo è un deficente e la cosa che sconcerta è che ce ne sono a decine di milioni. Se nessuno va a votare, il Presidente della Repubblica è obbligato a rendere ineleggibile l’intero Parlamento e si dovranno trovare nuopne persone. L’Italia non va a rotoli se sta senza Governo(che fa solo danni) per un anno e i mercati internaziuonali capiranno che l’Italia ha finalmente detto STOP.

    Ciao e complimenti.

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