Santanché spara sul Pdl. “E’ da azzerare”. A parte B.

L’ex sottosegretaria non salva nessuno, a parte Berlusconi che “ha le palle”. E accusa: “I voti li ha sempre e solo presi lui” 

 

(La Presse)
santanché,rottamare,pdl,berlusconiMatteo Renzi ha una “sorella” rottamatrice nel Pdl. E’ Daniela Santanché. Se D’Alema, durante Otto e mezzo, ha contestato i toni di Renzi e la sua fissazione per i dirigenti da pensionare, nulla in confronto a Santanché, la quale a Salvatore Merlo del Foglio ha fatto un elenco in stile “rupe tarpea” di personaggi del Pdl da buttare. Eccetto uno. Indovinate chi. 

Santanché, che continua a definirsi “moderata”, usa il suo consueto linguaggio che di moderato ha ben poco. Il Pdl per lei va azzerato perché “l’apparato è un cancro” (come i Pm, in pratica, sempre per citarla). Il partito continua ad andare in picchiata nei sondaggi e la soluzione è sparire per creare “un movimento liquido, che rifiuta il finanziamento pubblico, composto soltanto da gente che ha un reddito autonomo dalla politica, perché fare politica non può essere una professione”. Furba, Daniela: così lei si salva. Inoltre, la frecciata a Monti, che Santanché vede come il fumo negli occhi e rispetto al quale il Pdl deve dare discontinuità. 

In questo taglio di teste che Merlo definisce quasi maoista, Santanché non risparmia nessuno, dal segretario Alfano, perché “quando la barca affonda è sempre colpa del capitano” (non si riferisce a Schettino, quindi) a Claudio Scajola, che se “non sa spiegare come e perché ha una casa al Colosseo ha evidentemente qualche problema, non giudiziario, ma intellettivo”. E via dicendo. 

L’unico che Daniela Santanché salva è Silvio Berlusconi, perché “è il capo”, perché “è l’unico che ha le palle, gli altri le hanno di velluto” (anche qui, Daniela si ricita) e perché “i voti li ha presi sempre e solo Berlusconi”. Questo particolare è interessante e Santanché lo spiega meglio: “Nel Pdl venivano dati ruoli importanti a gente senza titoli per meritarseli. Questo ha creato problemi evidenti: tutti hanno pensato di potere fare i ministri. Berlusconi, come sempre, è stato troppo generoso”. Generoso anche con Daniela Santanché, ci permettiamo di dire, che fino al 2008 era in un altro partito e parlava di Berlusconi come uno che “vede le donne soltanto in posizione orizzontale”. Poi, la signora è diventata sottosegretaria. E ora, terminata la poltrona, prova a fare l'”incendiaria”. 

Santanché spara sul Pdl. “E’ da azzerare”. A parte B.ultima modifica: 2012-10-18T15:47:00+02:00da admin
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21 pensieri su “Santanché spara sul Pdl. “E’ da azzerare”. A parte B.

  1. Rupe Tarpea a Sparta? tutti giu’ gli ex AN, i leghisti e tanti del PDL.

    Comunque è vero, i voti li ha sempre presi lui e non gli altri che sono nullità. Ma le correnti e correntine interne hanno vietato una gestione coesa e intelligente del partito. E pensare che Forza Italia prima e il PDL poi avevano lo scopo proprio di evitare le correnti interne destabilizzatrici.

    Ognuno tira l’acqua al proprio mulino. hehehehe normale in un Paese anormale hehehehe

  2. L’articolo, per i suoi contenuti, facenti capo tutti alla Santanchè, è una bella pagina della Storia d’Italia.! Se dalle parole si passa ai fatti, non è più una pagina, ma un intero capitolo e cioè quello che sintetizza il fallimento del berlusconismo con la idealizzazione del suo fondatore, Berlusconi.! Rottamare, rottamare, rottamare.!!! Se la stessa Santanchè “ha fatto un elenco in stile “rupe tarpea” di personaggi del Pdl da buttare”, al fine di poter esprimere un giudizio critico, sarebbe interessare sapere quali sono stati i parametri che hanno portato alla elencazione dei rottamandi.! Simpatia.? Età.? Sesso.? Ricchezza.? Legislature.? Provenienza.? Preparazione politica.? Corruttibilità.? Mafiosità.? Forse sarebbe bene ricominciare daccapo, azzerando il partito, come dice lei, ma forse sarebbe meglio lasciar decantare la situazione facendo finta che nulla sia successo e andare avanti finché la barca va.! Oh, Renzi, Renzi.!!! che guaio hai combinato con le tue trovate, sia a Sinistra che a destra.!!! L’hai fatto forse per metterti a cavallo delle due parti, per raccogliere i cocci a rottamazione avvenuta.? Così sembra.!!!

  3. Non scendo mai sul piano personale a meno che non si tratti della mia sopravvivenza,che ci siano dei problemi all’interno del PDL non è una novità e dovranno essere loro a risolverli, per quanto riguarda il mancato appoggio al governo Monti credo che chi si dichiara di destra oggi non possa sostenere politiche economiche imposte dalla finanza mondiale ed europea, su questo sono d’accordo con la Santanchè………..

  4. Polverini e lo shopping in auto blu contromano a Roma, è polemica
    Segretario Pd Miccoli: smentisca o alzi i tacchi nuovi. Consigliere regionale Lazio Pd Foschi: subito elezioni
    Pubblicato il 18/10/12 da TMNews in Politica.

    Polemiche contro Renata Polverini che sarebbe stata vista andare a fare shopping in auto blu, e contromano, a Roma. Il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, attacca: “Ora abbiamo capito perché Polverini non vuole lasciare la Regione Lazio. Secondo quanto riportano alcuni autorevoli media la presidente dimissionaria sarebbe stata ‘beccata’ contromano e con l’auto di servizio mentre andava a fare shopping. Una vergogna totale”.

    “La Regione – prosegue Miccoli – è ferma da oltre venti giorni in attesa del voto e la presidente impiega il suo tempo e i mezzi messi a disposizione dallo Stato e pagati con i soldi dei contribuenti per acquistare alcuni capi del guardaroba personale. Polverini smentisca o se ne vada. O meglio alzi i tacchi nuovi”.

    Gli fa eco il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi: “La Regione degli scandali e dei privilegi – dichiara – che continua a produrre vergogne ogni giorno: dopo il Suv acquistato dal capogruppo Pdl Franco-Batman Fiorito, ecco lo shopping contromano della presidente Polverini, in auto blu e con tanto di autista”. “Chiediamo nuovamente alla presidente dimissionaria da oltre venti giorni di indire al più presto le elezioni”, ribadisce l’esponente del Pd, concludendo: “In questo modo avrebbe tutto il tempo di fare shopping in centro. Ovviamente senza auto blu”.

    SONO SENZA VERGOGNA ! E SI CREDONO ANCORA GLI ELETTI, GLI ONNIPOTENTI !

  5. ma sta’ signora da dove spunta….ha gli occhi foderati di pelle di salame…Se il pdl è cosi il responsabile è solo Silvio…..lui ha messo insieme gli elementi ….anche te cara signora…gira i tacchi e torna a casa tua…..ne hai da raccontare ai tuoi nipoti…..delle boiate che hai fatto x far contento il capo……su..su..gira i tacchi e vai a lavorare.

  6. Cara Signora Santanché sono un concessionario di auto e questa settimana abbiamo grosse promozioni, se passa dal nostro opificio, senza ombra di dubbio, la possiamo rottamare insieme al resto delle cariatidi di cui Lei è parte integrante ed operante. Non si tolga nulla la mettiamo nella pressa così com’è, sperando che quel poco di metallo di cui è costituita la sua persona possa servire per migliori scopi. Nel ringraziarla la sollecitiamo.

  7. Volentieri pongo all’attenzione del Mondo del Lavoro, il piu’ OFFESO, questo articolo che fa’ il punto della situazione:
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    Pareggio di bilancio e fiscal compact devono venir respinti e disattesi e il debito pubblico va affrontato con altri strumenti»

    starvethebeast 20121020

    di Guido Viale – il manifesto

    «Affama la bestia» è lo slogan con cui Ronald Reagan aveva inaugurato il trentennio di liberismo di cui oggi stiamo pagando le conseguenze. La «bestia» per Reagan era il governo: che – è un altro suo celebre detto – «non è la soluzione ma il problema». La bestia da affamare è in realtà la democrazia, l’autogoverno, la possibilità per i cittadini e i lavoratori di decidere il proprio destino.

    Il programma è di mettere tutto in mano ai privati, che si appropriano così delle funzioni di governo e le gestiscono in base alle leggi del profitto. Quel programma è stato ora tradotto dall’UE e dai governi dell’eurozona in due strumenti micidiali: il pareggio di bilancio e il fiscal compact. Con queste due misure in Italia verranno prelevati ogni anno dalle tasse, cioè dai bilanci di chi le paga, quasi 100 miliardi di interessi e altri 45-50 di ratei, per versarli ai detentori del debito: in larga parte banche e assicurazioni sull’orlo del fallimento per operazioni avventate e altri grandi speculatori nazionali ed esteri, e solo in minima parte singoli risparmiatori.

    L’assurdità di queste misure non va sottovalutata: nessun paese al mondo, nemmeno la Germania di Weimar, condannata al pagamento dei danni di guerra, ha mai rimborsato un proprio debito: che è stato sempre ridimensionato o riassorbito dalla «crescita» del PIL – quando c’è stata – o dall’inflazione, o da un condono, o da un default. Sottoporre a un salasso del genere un paese come il nostro, con un debito di oltre il 120 per cento del PIL, vuol dire condannarlo alla rovina.

    L’esempio della Grecia, a cui pure sono imposte per ora misure assai meno drastiche di quelle previste dal fiscal compact, è sotto gli occhi di tutti. Ma bisogna ricordare che tre anni fa, quando la Grecia ha cominciato a dare attuazione al primo memorandum della Trojka (Bce, Fmi e Commissione europea), Monti aveva salutato il cammino intrapreso come l’alba del risanamento economico del paese. Esattamente quello che ripete ogni giorno, ora che è presidente del consiglio, lodandosi, e lodando le politiche del suo governo, mentre occupazione, redditi da lavoro, produzione, bilanci aziendali, Pil e debito pubblico precipitano verso il baratro.

    D’altronde, se non bastassero le misure contro i lavoratori varati dal suo Governo, va ricordato anche che meno di un mese fa il parlamento europeo ha dovuto bloccare un regolamento proposto dalla Commissione, ma redatto e ispirato nel 2010 proprio da Monti, che mira a subordinare alle «convenienze» dell’impresa il diritto di sciopero: «Regolamentazione dell’esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel contesto della libertà d’impresa e della garanzia dei servizi». Ecco chi è quello che i partiti che lo sostengono considerano salvatore della patria!

    «In Portogallo nel 1932 – ricorda l’associazione veneziana Fondamenta – un professore di economia, al secolo António de Oliveira Salazar, fu chiamato a dirigere il Paese per far fronte alla crisi economica e all’enorme deficit di bilancio che attanagliava la terra lusitana. Il suo intento era di creare una struttura super partes capace di riunire in sé tutte le correnti nazionali e di sostituirsi ai partiti. Rimase al potere per 36 anni e 82 giorni, e il suo regime, noto come salazarismo, ebbe termine solo con una rivoluzione, il 25 aprile del 1974». Vogliamo imboccare la stessa strada? O non l’abbiamo forse già imboccata?

    Ecco allora un primo passaggio ineludibile: se non vogliamo rinchiuderci nel solco salazariano tracciato da Monti, pareggio di bilancio e fiscal compact devono venir respinti e disattesi e il debito pubblico va affrontato con altri strumenti. L’Italia ha un avanzo primario consistente: consolidando il proprio debito potrebbe evitare di ricorrere al mercato finanziario per parecchi anni. E senza «uscire dall’euro», a meno di venirne cacciata; cosa che porrebbe più problemi che vantaggi anche a tutti gli altri paesi dell’eurozona.

    D’altronde, che una ristrutturazione del debito italiano sia prima o poi inevitabile lo dicono ormai anche molti economisti mainstream, da Rubini a Savona. Una forte patrimoniale è certo necessaria, ma non basta a risolvere il problema. Ma questo non va affrontato in ordine sparso: con il fiscal compact i paesi che si troveranno nella nostra situazione, o anche peggio, sono destinati a crescere; e le forze sociali disposte a prendere di petto il debito sono sì sparse e per lo più senza rappresentanza, ma sempre più numerose. Dinnanzi a un loro schieramento compatto, le autorità monetarie e il cosiddetto fronte del nord si vedrebbero costretti a imboccare di corsa strade, come la mutualizzazione o la monetizzazione dei debiti pubblici dell’eurozona, che oggi vedono come fumo negli occhi.

    La stretta monetaria e fiscale imposta dalle autorità europee – e, per lo meno fino a ieri, dal FMI, che con queste imposizioni ha mandato in rovina ben più di un paese nel corso del tempo – ha il suo riflesso più vistoso nel patto di stabilità interno: quello che mette alle corde le finanze degli enti locali – e innanzitutto dei Comuni – costringendoli a svendere patrimonio immobiliare, beni comuni e servizi pubblici per far cassa. Così, nonostante che 27 milioni di italiani abbiano abrogato, con il referendum dello scorso anno, l’obbligo di svendere i servizi pubblici, sono ben quattro i decreti e le leggi che da allora prima il Governo Berlusconi e poi quello Monti hanno varato per reintrodurre quell’obbligo; e l’ultimo anche dopo che la Corte Costituzionale aveva decretato l’illegittimità dei primi tre; e tutti prontamente controfirmati dal Presidente della Repubblica, supremo «tutore» della Costituzione, per il quale evidentemente della volontà degli elettori si può e deve far strame.

    A sostegno di questo scippo viene poi mobilitata anche la Cassa Depositi e Prestiti – un istituto creato oltre 150 anni fa e finanziato dal risparmio postale per sostenere le iniziative dei Comuni, cioè i servizi pubblici locali – che il governo Berlusconi ha privatizzato con un trucco contabile e il governo Monti sta mettendo al servizio dei peggiori scempi perpetrati a danno dei territori e delle loro comunità. Più salazarismo di così … .

    La cosa è tanto più grave perché è solo dai territori e dalle comunità che lo abitano, e proprio facendo leva su un approccio innovativo ai servizi pubblici locali, che possono prendere piede progetti e pratiche di una vera politica industriale orientata alla conversione ecologica. Una politica industriale fondata sul decentramento delle decisioni, sulla partecipazione della cittadinanza attiva, su impianti di piccola taglia, su servizi flessibili diffusi e diversificati in base alle risorse disponibili e alle esigenze locali: nel campo della cultura, dell’educazione, dell’energia, della mobilità, degli approvvigionamenti alimentari (e quindi di un’agricoltura a km0), della gestione delle risorse materiali (oggi chiamata gestione dei rifiuti), dell’edilizia ecologica, della salvaguardia del territorio; e di tutte le produzioni che potrebbero essere avviate, creando un mercato e riconvertendo molte aziende in crisi, per fornire materiali, impianti, attrezzature e supporto tecnico a quei progetti. È l’unico modo per salvaguardare l’occupazione e promuoverne di nuova, legandola al sostegno attivo della cittadinanza.

    Invece, tra patto di stabilità e assalto alla finanza locale sferrato dalle banche, che hanno riempito i comuni di debiti e di derivati per finanziare bilanci sempre meno trasparenti e comprensibili, le amministrazioni locali sono state svuotate di ogni funzione, se non quella di fare da paravento a una progressiva cessione di sovranità a favore dei privati, dell’alta finanza e di poteri centralizzati. Questa cessione di funzioni è illegittima, contraria alla volontà espressa dagli elettori con il referendum; e i sindaci delle giunte che vogliono rinnovarsi e assumere le responsabilità che la Costituzione attribuisce loro devono prenderne atto: anche adottando – ed è il secondo passaggio ineludibile – misure di requisizione e di esproprio delle aziende necessarie a rimettere in moto l’economia dei propri territori.

    Ma i governi locali, si obietta, sono proprio quelli dove corruzione e malgoverno allignano maggiormente, come mostrano gli episodi più recenti di cronaca politica. Intanto se il malgoverno alligna anche lì è perché a promuoverlo sono i poteri centrali: basta pensare a una legge contro la corruzione che non contiene nulla contro il falso in bilancio e che nonostante ciò fatica a passare – e poi si lamentano che nessuno investe in Italia! Lo è venuto a spiegare l’emiro del Qatar al prof. Monti, il quale «credeva» invece che gli investimenti non arrivassero per via dell’art. 18. Per questo l’art. 18 è stato cancellato e per la corruzione è stato invece votato un salvacondotto.

    Poi ha ragione chi scrive che la corruzione della politica è una compensazione per la cessione del potere reale all’alta finanza e alle grandi corporation. Ma se il governo del territorio viene affidato a una gestione privata, i poteri pubblici perdono la loro stessa ragion d’essere e non resta loro altra finalità che quella di perpetuarsi a qualunque costo. Per questo l’alternativa tra pubblico e privato ha perso gran parte del suo significato; solo gestendo patrimonio e servizi pubblici come beni comuni, in forme partecipate, si può restituire alla politica il suo significato originario, che è quello di autogoverno.

  8. No, non presso un castello scozzese, ma in un Paese islamico, dove non esiste il reato di pedofilia e dove a 14 anni si è già mamme, legalmente e se non lo sei ancora allora vuol dire che c’è qualcosa che non va.

    Allora la domanda è questa: chi ha ragione, noi o loro? Se dici che abbiamo ragione noi allora stai dicendo che gli islamici sono tutti dei cavernicoli, quando invece poco tempo fa dicesti che eri con loro e che ti consideravi loro fratello. Pensa che loro ti si inculerebbero volentieri in quanto un infedele e poi violenterebbero tua figlia minorenne perchè per loro è legale e normale. E se ti lamenti ti fanno anche la pelle perchè sei un miscredente e non credi in Allah.

    Ma come fai ad essere cosi’ scemo, ci sono dei corsi apposta? L’Università della Scimità con indirizzo sulla Limitidità.

    Bravo, 7 piu’. Polloooooooooooooooooo

  9. Bello…se tu stai in Italia sarai soggetto alle leggi italiane!!!
    Se le leggi italiane ritengono che se tocchi una infante o un infante è reato e sei pedofilo come succede anche in america,
    paghi la sanzione!|!
    Il tuo amico Berlusconi che si difende negando alla grande di non aver mai toccato nessuna, contraddicendo la sua supermascolinita’ di qualche mese fa, dice bugie all’infinito, e tu scemo scemo gli credi????La nipote di Mubarak???
    I fratelli mussulmani, se si sentono offesi
    dai cattolici o metodisti o chi ti pare…
    reagiranno, come reagiranno tutti coloro che sono in conflitto con i padroni che difendi e di cui sei un valido esponente!!!
    Quindi la lotta di classe,ESISTE e non la esorcizzi né tu nè i tuoi amici!!!

  10. Lo scemo scemo sei tu se credi che qualcuno gli creda, ma sei veramente scemo!!!

    Poi non sto parlando di leggi, lo so anch’io che paese che vai, leggi che trovi e le devi rispettare. Sto facendo un discorso nettamente piu’ evoluto rispetto alle semplici leggi, sto facendo un discorso che segue le leggi della natura, per le quali se due adolescenti fanno sesso, è cosa assolutamente normale. E’ sdtata la chiesa di Roma, bigotta, falsa e ipocrita a mettere questa regola morale e tu nojn venirmi a parlare di moralità, di America, di Berlusconi, di Mubarak, di Ruby & Co., quando sono gli stessi ferrei moralizzatorim ecclesiastici a violentare bambini e bambine.

    Era lapalissianaemente scontato e puerile che tu paragonassi l’offesa religiosa del musulmani dicendo che “reagiranno come reagiranno tutti coloro che sono in conflitto con i padroni”.

    Dici anche per concludere: Quindi la lotta di classe ESISTE e non la esorcizzi né tu nè i tuoi amici!!!
    . Esattamente quello che stai facendo tu da anni e che io ti ho appena rimproverato. Il vero e ottuso classista sei tu. Buffone.

    Renditi konto una buona volta ke stai precipitando la tua posizione di uomo men ke mediokre in un abisso senza fondo.

    Ora, se permetti, vai a farti fottere, beduino.

  11. Ha ragione Gargiulo:

    parascandalo re dei trans…spari cazzate, ce l’hai con berlusconi, ma sei solo una piccola patetica zecca sfigata che mastica amaro e odia tutti, solo perchè la vita ti ha cagato in testa….

    Scritto da: gargiulo | 16.10.2012

    hehehehe ben detto, ma tanto non lo capisce. Basta leggere la sua risposta, da piangere…!

  12. Ecco allora un primo passaggio ineludibile: se non vogliamo rinchiuderci nel solco salazariano tracciato da Monti, pareggio di bilancio e fiscal compact devono venir respinti e disattesi e il debito pubblico va affrontato con altri strumenti. L’Italia ha un avanzo primario consistente: consolidando il proprio debito potrebbe evitare di ricorrere al mercato finanziario per parecchi anni. E senza «uscire dall’euro», a meno di venirne cacciata; cosa che porrebbe più problemi che vantaggi anche a tutti gli altri paesi dell’eurozona.
    (Di Guido Viale – il manifesto)

    Ma pensa, è quello che dico da sempre e Parascandolo mi dice da sempre che non capisco un cazzo e ora è lui a postarlo.

    Siediti sulla riva del fiume e prima o poi il cadavere del tuo nemico ti passerà davanti.

  13. Poi non sto parlando di leggi, lo so anch’io che paese che vai, leggi che trovi e le devi rispettare. Sto facendo un discorso nettamente piu’ evoluto rispetto alle semplici leggi, sto facendo un discorso che segue le leggi della natura, per le quali se due adolescenti fanno sesso, è cosa assolutamente normale.

    E’ ovvio sono FREUDIANO!!!

    Ecco allora un primo passaggio ineludibile: se non vogliamo rinchiuderci nel solco salazariano tracciato da Monti, pareggio di bilancio e fiscal compact devono venir respinti e disattesi e il debito pubblico va affrontato con altri strumenti. L’Italia ha un avanzo primario consistente: consolidando il proprio debito potrebbe evitare di ricorrere al mercato finanziario per parecchi anni. E senza «uscire dall’euro», a meno di venirne cacciata; cosa che porrebbe più problemi che vantaggi anche a tutti gli altri paesi dell’eurozona.
    (Di Guido Viale – il manifesto)

    Ma pensa, è quello che dico da sempre e
    Parascandolo mi dice da sempre che non capisco un cazzo e ora è lui a postarlo.

    Non manipolare: Quando hai chiesto il mio parere su che cosa pensassi della MMT io ho risposto in maniera ARTICOLATA e non dire fesserie!!!
    Ho detto che in Cina, paese fortemente creditore, con l’aumento dell’inflazione, dopo l’emissione di nuova carta moneta ad opera, della FED avrebbero accusato il colpo a causa dei rapporti di forza militari a loro, per ora, sfavorevoli, e a causa dei bassi salari che avrebbero, supinamente, accettato questo tipo di manovra!!!
    Nel momento in cui anche Draghi con la BCE si allineava alla politica monetaria della Fed, pur conflittualizzando con Bundesbank,
    che gestiva il credito accumulato a causa del forte attivo della bilancia dei pagamenti,iniettava, nei mercati, una ventata di fiducia facendo subdorare, almeno come effetto annuncio, un ALLARGAMENTO della circolazione monetaria
    con effetti antirecessivi!!!
    Ora, e l’ho sempre detto, le scelte, grosso modo, sono di 2 tipologie:
    OPZIONI neoclassiche, con la riduzione di occupazione e abbassamenti dei salari subendo la concorrenza della forza lavoro dei paesi EMERGENTI :Cina, India,Brasile,
    Balcanici…in modo che gli investimenti possano ritornare convenienti anche nell’Europa del Sud(Grecia, Spagna,Portogallo…) creando un Europa a 2 velocita’, nel senso che le Economie piu’ forti: Francia, Germania in prima linea, e altre nazioni a seguire, dopo essere state ABBONDANDEMENTE spolpate;
    oppure,ipotesi n.2:
    STABILIRE un modello di sviluppo EUROPEO
    e Socialista, ma dopo aver RIDIMENSIONATO
    i SINGOLI GOVERNI NAZIONALI sempre in mano alla REAZIONE come qui in Italia o nella Grecia o Spagna attuali, seguendo MODELLI CULTURALI Francesi e Scandinavi senza tralasciare LA GRANDE CAPACITA’ della Germania che, ha saputo e sa’ coniugare AL MEGLIO efficienza, produttivita’ e solidarieta’(vedi unificazione)!!!!
    Come vedi il disocrso è abbastanza piu’ complesso!!!

  14. Scontro sempre più teso per primarie, aumentano timori tenuta Pd
    Il rischio del paradosso in un partito che cresce nei sondaggi. Braccio di ferro Bersani e Renzi sulle regole
    Pubblicato il 24/10/12 da TMNews in Politica| TAGS:

    Il sindaco di Firenze ha fatto un esposto al Garante su trattamento dati personali: “Regolamento viola legge sulla privacy”

    Il Comitato del sindaco di Firenze ha chiesto parere sull’oppurtunità della pubblicazione dell’albo degli elettori.

    Lo scontro è sempre più duro nel Pd e il ricorso al garante della Privacy annunciato dai renziani segna un salto di qualità che non può non preoccupare. “Siamo alle carte bollate”, ha detto un membro della direzione del partito alla Camera. Il timore, condiviso da molti, è di ritrovarsi in un paradosso, quello di un Pd che cresce nei sondaggi e che, però, rischia di implodere alle primarie, tra beghe sulle regole, rottamazioni e spinte centrifughe sulla linea politica.

    Il passo indietro di Massimo D’Alema non è stato indolore e alcuni giornali nei giorni scorsi riportavano un possibile progetto “scissionista a sinistra” dell’ex premier. In realtà D’Alema, chiacchierando con qualche deputato, ha regalato una delle sue celebri battute di fronte all’ipotesi di una vittoria di Renzi: “Se succede vado con la lista Monti”. Solo sarcasmo, ovviamente, ma sufficiente per far capire che l’ex ministro degli Esteri guarda semmai all’asse con i centristi, suo pallino da anni.

    Altri, invece, attribuiscono proprio a Renzi i progetti di rottura: “Se lo scrivete negherà, ma è chiaro che lui non può stare in un partito che gli chiude il ‘recinto’ con le regole delle primarie”. Sfruttando la notorietà ottenuta in questi mesi, secondo questa teoria, Renzi potrebbe “rompere” proprio alle primarie, con la scusa delle regole, e presentare una propria lista o, più probabilmente, aggregandosi alla ‘lista per l’Italia in gestazione al centro. Ipotesi che, va detto, non arrivano dal fronte renziano, ma da quello “montiano” e dalemiano del partito e dunque, da prendere per ‘boatos’ da verificare.

    Così come da verificare sono i propositi scissionisti di un Giuseppe Fioroni. Anche l’ex ministro dell’Istruzione è assai in fermeno e non passa giorno senza che attacchi Nichi Vendola. Nei giorni scorsi ha annunciato il suo sostegno a Bersani, ma un sostegno “condizionato”, che lascia aperta la porta ad altre decisioni: “Siamo con Bersani, ma deve garantire l’alleanza con i moderati”. Peccato che Bersani al momento abbia scelto l’asse preferenziale con Vendola e che i moderati non vogliano saperne di fare da ‘ruota di scorta’ a Pd-Sel. Raccontano che Fioroni abbia detto ad alcuni dei suoi che tra il primo e il secondo turno Bersani dovrà chiarire su questo punto, altrimenti qualunque scelta è possibile.

    Alla fine, il dato comune di tutti questi ‘rumors’, più o meno credibili che siano, è uno solo: il paradosso di un partito che gli ultimi sondaggi danno al 30% e, però, considerato assai fragile da molti dei suoi principali dirigenti.

    E noi italiani dovremmo ora votare per un partito che per ripicche interne, gelisie e rancori personali rischia di implodere ancora prima di andare alle elezioni o che se eletto duri solo qualche mese? Poi di nuovo a votare?

  15. IL bravo Cacciari e l’Ottimo De Magistris…

    Scritto da: Giuseppe Parascandolo | 18.10.2012
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    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

    Cacciari non se lo fila piu’ nessuno, nEmmeno la donna delle pulizie e De Magistri si lamenta che Berlusconi non lo aiuta per lo smaltimento della monnezza di Napoli, mentre prima lo incolpava.

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

    Sono queste le tue figure di riferimento?

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

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