Camera self service

Al ristorante di Montecitorio tutti in fila per 12 euro come in mensa. E pagano i deputati. Ma ci sarà anche il “piatto deluxe” per chi non rinuncia ai privilegi 

FOTO I costi della politica italiana 

costi della politica,casta,ristorante cameraristoranti della Casta da tempo sono nell’occhio del ciclone e quello della Camera diventerà – udite udite – un self service. Tre scelte di piatti a 12 euro, vassoio e tovaglietta, tavoli in comune. 

Sembra incredibile che i deputati mangino gomito a gomito con i dipendenti della Camera e,  soprattutto, che pagheranno per intero la cifra. La proposta è stata votata all’unanimità, ma “attenti alle retromarce dell’ultimo istante, a cui la Casta ci ha abituato”, come scrive in un fondo ironico Mario Ajello sul Messaggero, che spiega che il tentativo della Camera è anche volto a evitare “l’errore fatto dal Senato. Dove, pur di alzare i prezzi delle pietanze e di fare bella figura agli occhi dei cittadini contrari ai privilegi dei politici, una semplice e triste paillard ai ferri costa 24 euro e 80 centesimi. E tutti i senatori preferiscono andare a mangiare, a prezzi più contenuti, nei locali esterni a palazzo Madama”.

Un’alternativa per chi “vuole fare lo splendido”, comunque c’è, come spiega il deputato Pdl Mazzocchi: “Ogni giorno sarà disponibile un piatto deluxe, come le ostriche con lo champagne, e chi lo desidera se lo potrà pagare a prezzi normali”. Chissà però chi si azzarderà a “farsi vedere nell’angolo degli spendaccioni o dei golosoni”, ironizza Ajello. 

Camera self serviceultima modifica: 2012-06-11T11:22:00+02:00da admin
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9 pensieri su “Camera self service

  1. E tutti i senatori preferiscono andare a mangiare, a prezzi più contenuti, nei locali esterni a palazzo Madama”.
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    E cosi’ dovrebbe essere, per dare lavoro a chi del proprio lavoro ci vive e mantiene la famiglia.

    Poi non è nemmeno vero questo dato che dal giorno dopo gli aumenti del conto al Senato, il suo ristorante si è svuotato e si è riempito quello della Camera dove avevano ancora i vecchi prezzi ! Buffoni.

  2. Quando i nostri eroi vanno in “missione” e noi probabilmente paghiamo le spese, facciano come i comuni mortali che lavorano in un’azienda,anche come dirigenti(responsabili), rimborso spese a piè di lista con TETTO MASSIMO DI SPESA. Quindi se vogliono il ristorante famoso(e caro) e l’Hotel superstellato, superata la cifra consentita, paghino di tasca propria la differenza.

  3. L’Italia è il Paese dove si va da un eccesso positivo ad un eccesso negativo.! “In medio stat virtus” (La virtù sta nel mezzo) è locuzione sconosciuta alla stragrande maggioranza degli Italiani, politici in prima linea.! Se tra Camera e Senato, per dar da mangiare agli affamati, si pratica un trattamento diversificato, si tratterebbe di trovare una via intermedia per accontentare gli uni e gli altri, senza specularci sopra e senza depredarli di quei pochi spiccioli che lo Stato gli passa.! Anche nelle piccole cose, pur dipendendo dalle persone più in vista del Paese, c’è sempre un modo per apparire sciocchi all’occhio del Mondo che ci guarda con sospetto.!

  4. Dai camminatori regionali ai pompieri fantasma. Storie di ordinario spreco di soldi pubblici
    In tempi sacrifici per tutti alcune pieghe della spesa pubblica sfuggono a ogni taglio. Alcuni casi emblematici di inefficienze ad alto costo
    Pubblicato il 11/06/12 in Soldi| TAGS: sprechi, soldi pubblici, istituto agroalimentare, ministro difesa, pompieri comiso
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    Tagli sì, ma non per tutti. Per alcun angoli remoti (ma nemmeno tanto) dell’amministrazione pubblica non c’è spending review che tenga. Nonostante l’urgenza di ridurre i costi della cosa pubblica e far quadrare i conti (per evitare altre stangate fiscali), ci sono voci di spesa che sopravvivono al di là di ogni ragionevolezza. Per rendersene conto basta una breve carrellata tra le notizie di questi giorni.

    Ministeri, 140 miliardi per mantenersi

    Partendo dal “macro”, troviamo i dati contenuti nel dossier del Servizio bilancio dello Senato sul costo dei ministeri: circa 283 miliardi all’anno. Una montagna di denaro pubblico che non scandalizzerebbe se andasse per la maggior parte ai cittadini sotto forma di servizi. Ma la metà di questa cifra – 7 volte il costo dell’ultima manovra economica – serve solo per far funzionare gli stessi ministeri.

    Il più costoso – come rileva il Fatto Quotidiano – è il ministero del Lavoro che ogni anno mette circa 100 miliardi di euro. Ma la situazione più paradossale probabilmente è quella del ministero della Difesa che su un un totale a budget di 19 miliardi ne spende ben 17 per il suo funzionamento, e solo 2 vanno per la costruzione e l’acquisto di impianti e servizi.

    Questi calcoli servirebbero “per garantire il successo della spending review che dovrebbe assicurare risparmi fino a 5 miliardi (cifra ritoccata al rialzo dopo il dramma del terremoto in Emilia)”.

    Isa, 5 milioni per 5 pratiche all’anno

    Un esempio tipico di denaro pubblico che si perde nelle pieghe dell’amministrazione è quello dell’Istituto per lo sviluppo agroalimentare (Isa), la società finanziaria del ministero delle Politiche agricole che – come recita il suo sito web – “promuove e sostiene progetti di sviluppo agroindustriale che, comportino, come ricaduta indotta, un miglioramento strutturale dei livelli di reddito dei produttori agricoli”.

    Per la centralità del settore nell’economia italiana dovrebbe avere un gran daffare. Invece – apprendiamo sempre dal Fatto – ha sbrigato “36 pratiche di finanziamento in 7 anni”, al ritmo di 5 all’anno. E conta 34 dipendenti, di cui 4 dirigenti e 16 quadri, con un costo di 5 milioni e mezzo all’anno. “Difficile non catalogarlo tra gli enti inutili. Eppure è sopravvissuto anche all’ultima sforbiciata del governo di Mario Monti”.

    I pompieri dell’aeroporto fantasma…

    Passando dal centro alla periferia cambiano le dimensioni ma non l’assurdità degli sprechi. Un caso, denunciato da Repubblica, riguarda i 60 pompieri destinati da un anno all’aeroporto di Comiso, pronto dal 2007 ma mai entrato in funzione. “Lo scalo, costato 36 milioni, è chiuso a causa di un pasticcio burocratico tra Stato, Regione ed Enac. I vigili del fuoco sono dipendenti dello Stato pagati, quindi, ‘per girarsi i pollici tutto il giorno’, come ha denunciato all’Assemblea regionale l’ex sindaco di Comiso Giuseppe Digiacomo”.

    … e i “camminatori della Regione

    Altro esempio emblematico di assunzioni in funzione di welfare è quello dei “camminatori” della Regione Sicilia. E’ uscito da poco – riferisce La Stampa – un bando per “una trentina di posti da commesso di piano. In gergo meno cancelleresco, i commessi di piano sono i camminatori. Questi signori riceveranno la giusta retribuzione in cambio dell’instancabile opera delle loro gambe che li condurranno da una stanza all’altra di Palazzo d’Orleans (la sede della Regione) a trasferire documenti, cartellette, incartamenti, faldoni, pratiche, fascicoli e dossier dal mittente X al destinatario Y, poiché il mittente X e il destinatario Y hanno già il loro bel daffare. Una mansione certamente di responsabilità, ma anche piuttosto suggestiva in tempi di crisi e di internet”. (A.D.M.)

  5. Su i camminatori dico una mia concreta esperienza che non è banale polemica, ma cio’ che succede in concreto.
    Sono addetto alla richeista del DURC per pagare alcuni nostri fornitori.
    Sembra inverosimile, ma fino a pochi giorni fa, per me, ANTIBUROCRATICO per definizione,
    era piu’ semplice e sbrigativo recarmi all’uffico INAIL a piedi, che dista circa 2 chilometri dall’ufficio, che, prendere un auto pubblica, passa se va bene ogni mezz’ora, o aspettare le comodita’ degli uffici postali per ricevere il documento inviato, che,dal momento della spedizione,
    fino al giorno in cui arriva sul,la mia scrivania, se sono fortunato ci mtte 10-12 giorni.
    Recatomi all’INAIL, dopo aver concentrato
    piu’ richieste di documenti e, facendomi rilasciare un duplicato, faccio prima a poter pagare tante ditte vicino al fallimento.
    Allorchè chiedevo ai funzionari e colleghi dell’INAIL stesso di acellerare attraverso un invio on-line dei documenti stessi, mi si rispondeva che, la richiesta, pur valida sul piano pragmatico, doveva essere vagliata da ROMA!!!…
    Che avvilimento!!!
    Quando, poi ti incazzi, come una bestia, o ti commiserano dandoti del DISTURBATO MENTALE o ti mandano a uqel paese, senza mezzi termini…
    Intanto gli alti DIRIGENTI E BUROCRATI preposti a snellire e igliorare i servizi,
    nel 99% dei casi sono IPERRACCOMANDATI, si fottono un sacco di soldi, se ne fregano che il servizio non funziona, e vengono protetti da IDIOTI come Brunetta che, molto
    spesso ha determinato, con la sua influenza,tali disservizi raccomandando suoi amici in posti di “comando”, sparando a zero sui “fannulloni”!!!
    E’ il solito gioco del POTERE: degli ARROGANTI e degli INCAPACI !!!

  6. Allorchè chiedevo ai funzionari e colleghi dell’INAIL stesso di acellerare attraverso un invio on-line dei documenti stessi, mi si rispondeva che, la richiesta, pur valida sul piano pragmatico, doveva essere vagliata da ROMA!!!…
    Che avvilimento!!!
    Quando, poi ti incazzi, come una bestia, o ti commiserano dandoti del DISTURBATO MENTALE o ti mandano a uqel paese, senza mezzi termini…(Parascandolo)
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    E pensa che quell’idiota ritardato di Brunetta dice che se non si informatizzano gli uffici è solo colpa degli addetti che non sono capaci. E questo la dice lunga, ma lungaaaaaaaaaaaaaaa

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