Ipse dixit, le frasi delle regionali

Gaffe sulla bruttezza della Bresso, ragionamenti “dalla pancia in giù”, voltafaccia clamorosi, gatti neri, “cioè” a raffica. Tutto quanto è stato detto in campagna elettorale. Per finire, purtroppo, con un volantino idiota

Speciale elezioni 2010 

regionali-frasi.jpgDopo aver analizzato gli slogan più strani dei candidati alle regionali 2010 e le curiosità sui loro siti internet, chiudiamo in bellezza – non sempre – la corsa alle regionali con alcune “perle” dette dai (e soprattutto sui) candidati. Anche per le frasi, abbiamo voluto assegnare vari “premi” inventandoci varie categorie. Ce n’è per tutti.

Premio modestia
Va a Roberto Formigoni che dall’alto della sua esperienza pluriennale al Pirellone ha detto che fare il governatore della Lombardia “è il ruolo politico più importante dopo quello del premier”. A Milano si direbbe “ciumbia!”.

Premio “Casa Vianello”
Va a Enrico Mentana, che durante il confronto Formigoni – Penati nella sua trasmissione web Mentana condicio, dice loro “Mi sembrate un po’ come Sandra e Raimondo”.

Premio “vietato ai minori”
Va a Dino De Poli, presidente della fondazione trevigiana Cassamarca, che a proposito di Luca Zaia e del gruppo leghista trevigiano esclama “Bisogna guardare in grande e ragionare dalla pancia in su, non dalla pancia in giù“. Bambini, a letto.

Premio “la superstizione è dura a morire”
Va a Roberto Calderoli e alla sua infelice frase sul governatore emiliano Vasco Errani: “Un gatto nero che porta sfiga“. Suggerimento: adottare un gatto nero abbandonato, prima che finisca in pasto – come migliaia di altri esemplari – ai riti satanici.

Premio “la coerenza non è il mio forte”
Va a Tonino Di Pietro e al suo voltafaccia realtivo al sostegno di Vincenzo De Luca in Campania. Riportiamo di seguito due frasi di Don Tonino a distanza di una settimana l’una dall’altra.
Ma mica De Luca se l’è comprato, il Pd? Mica ce lo ha detto il Padreterno che deve essere lui? Non è assolutamente il nome adatto per dare alla Campania la svolta che merita. Non vedo perché impiccarsi al ricatto, alla forzatura di uno solo” (Repubblica, 1 febbraio);
“Abbiamo fatto questa scelta di campo: vogliamo salvare il salvabile, vogliamo salvare la Campania da una deriva criminale. Per questa ragione ho detto a De Luca di assumersi queste responsabilità. L’alternativa a questa soluzione era la consegna, senza lotta, della Campania al clan dei Casalesi” (Di Pietro sul suo blog, 8 febbraio).

Premio “si salvi chi può”
Va a Vittorio Sgarbi, che con il suo consueto egocentrismo ha detto “Se vince la Polverini farò l’assessore alla cultura“. Pare che Polverini abbia già chiamato, allarmata, Letizia Moratti per chiederle possibili rimedi contro lo tsunami-Sgarbi.

Premio “la sindrome di Waterloo”
Va ad Antonio Bassolino, che dopo 16 anni (molto discussi) come sindaco di Napoli e governatore della Campania, ha detto ad un forum sul sito de Il Mattino “Smetto di fare il presidente della regione, ma non smetto di fare politica“, parlando anche di alcuni programmi futuri: un libro (su Napoli e l’Italia), un lungo viaggio zaino in spalla dal Tibet alla Patagonia e l’impegno per il Mezzogiorno con la sua fondazione. Tale e quale a Veltroni, che in Africa ancora non è andato, nonostante i suoi mille annunci. Vedremo se Bassolino andrà in Tibet o no. Il Dalai Lama già trema.

Premio “vai sul sicuro”
Va al candidato marchigiano del Pdl Erminio Marinelli, che parlando del governatore in carica Gian Mario Spacca ha detto ““Spacca ci lascia una regione a pezzi”. Battutone facile, ma sempre efficace.

Premio “la politica del cioè”
Va al candidato Pdl per la Puglia Rocco Palese, i cui “cioè” detti ogni dieci parole e le sue frasi da fare invidia al miglior Trapattoni che la Gialappa’s pizzicava sono ormai diventate oggetto di culto sui blog e su You Tube. Eccone una, chi la capisce è bravo:
“Trovo cioè veramente fuori luogo questa, cioè, infetizzazione, o l’enfatizzazione cioè che se ne fa. Piuttosto invece penso anche qui alle denunce che gli stessi esponenti di centrosinistra fanno per un utilizzo selvaggio rispetto alle autorizzazioni per un utilizzo selvaggio rispetto alla rovina di certi paesaggi, cioè per tante e tante cose che si dicono”. Respira, Rocco: respira.

Premio “il solito galantuomo”
Va a Silvio Berlusconi e alla sua ennesima gaffe. Stavolta la predestinata è la piemontese Mercedes Bresso. “Sapete perché la Bresso è sempre di cattivo umore? Perché al mattino quando si alza e si guarda allo specchio per truccarsi, si vede. E così si è già rovinata la giornata”. Per Silvio, si sa, l’amore per “l’altra metà del cielo” – che lui tanto cita – è valido soltanto per donne del centro destra, possibilmente giovani e carine. Bresso reagisce con stile: “Quanto a trucco, ne uso poco, ne ho meno bisogno di Berlusconi. Sono più giovane e meglio conservata, anche senza lifting“. Touché.

Premio “la mamma degli imbecilli è sempre incinta”
Concludiamo, purtroppo, con un volantino anonimo arrivato a Sergio Blasi, candidato in Puglia nelle liste del Pd e cieco dall’età di 13 anni. Il testo recita: “No alla Puglia degli anormali! Un presidente rikkione ed un vice-presidente cieco. Ke accoppiata!!! Facciamo ancora in tempo a liberarcene. Cacciamo quella kekka di Vendola e quell’handicappato di Blasi, prima che caccino noi normali dalla nostra terra”. No comment.

Ipse dixit, le frasi delle regionaliultima modifica: 2010-03-25T14:51:00+01:00da admin
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10 pensieri su “Ipse dixit, le frasi delle regionali

  1. All’inventiva, non cè mai limite.! Fin dai primordi della propaganda politica (1946), gli “slogans ad effetto” hanno dominato la scena.: “I comunisti si mangiano i bambini.!” (Democrazia Cristiana) – “In cabina elettorale, Dio ti vede, Stalin no.!” (Democrazia Cristiana) – che hanno condizionato il voto con il risultato che per, quarant’anni, gli equilibri politici sono rimasti suppergiù sempre gli stessi, con la Democrazia Cristiana sempre al primo posto.! Una parvenza di divorzio “slogan/elettore” è avvenuta con “tangentopoli” che ha visto scomparire tutti i partiti tradizionali e, con essi, la “fede politica” e la “ideologia”, lasciando spazio al disorientamento totale e alla instaurazione di un nuovo modo di fare politica, noto con il nome di “berlusconismo”.! Una forma di “qualunquismo” dove ogni cittadino è in grado di inventarsi un nuovo partito, senza un preciso programma, senza una etica, con un solo obiettivo.: Arricchirsi.! Gli slogans fanno parte del gioco, parimenti alla pubblicità dei prodotti commerciali i quali trovano mercato più propizio non tanto per le loro qualità, quanto per la loro incidenza sulla fragile umana psiche.!

  2. ho letto questi slogan talvolta con simpatia talaltra con disgusto ma quello che più mi ha dato un senso di ripulsa è quello mandato a Vendola e a Blasi: in perfetto stile Calderoli
    cose da far vomitare
    si condividano o meno certe condizioni, non è giusto scendere così in basso: questa gente non dovrebbe far parte del genere umano

  3. Signori e /re siamo avviati verso una Repubblica di banane le troviamo di vario calibro oggi tutto è lecito.
    Propongo di premiare con un tapiro o medaglia al valor silvio papi berlusconi come grande unico intrallazziere plurinquisito non condannabile per servilismo scendiletto appecorazio Italiano politico e non.
    Mamma Europa ascolta e tace (forse sarà complice )
    il valor và per le sue iniziative:
    Lodo Mondadori corruzione semplice
    All Iberian 1 finanziamento illecito ai partiti
    Processo Lentini falso in bilancio
    Falsa testimonianza
    Acquisto dei terreni di Macherio falso in bilancio
    Tangenti alla Guardia di Finanza
    Diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo
    Corruzione dell’avvocato David Mills
    Compravendita di diritti televisivi
    Stragi del 1992-1993
    Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
    Traffico di droga
    Tangenti fiscali Pay-tv
    Abuso d’ufficio
    Caso Saccà
    Concorso esterno in associazione mafiosa

    Mai nessun altro ha osato spingersi oltre il suo primato mondiale e per tale propongo di scriverlo nel libro Guinness World Traffickers Records.

  4. ninocasola43
    dipende!! se dei senatour vengono beccati con le mani nella marmellata con questo capo d’accusa ghedini & company si muoverebbero senza ogni dubbio verso lo sfascio totale.

    ninocasola43 noi facciamo battutaccie, satira ,la realtà e ben diversa
    c’è da piangere per quello che hanno combinato TUTTE le forze politiche
    in questo paese.

  5. E VENNE UN UOMO: Di chiamava Alcide Degasperi, era nato a Borgo di Valsugana, ma politicamente si era formato a Vienna. Anch’io sono un viennese, seppure (per sbaglio) sia nato in Italia. Alcide Degasperi morì senza lasciare eredi. Magari ne avesse avuti! Ma l’Italia è più un Paese di mezzetacche! E le mezzetacche non possono essere degli statisti!!!

  6. AQUILA NERA | 30.03.2010
    secondo me sei malato, sei da ricovero coatto
    sono passate alla destra con voti trasparenti o taroccati?
    sai quanta gente ha votato?
    te lo dico io a stento il39%
    quello che si sente per tv e giornali è gonfiato dai padroni politci degli stessi

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