Binetti addio: i Casini della teodem

La senatrice lascia il Pd e va all’Udc di Casini. Quanti cattolici davvero la seguiranno? E che significa la “diaspora” nel Pd?

binetti.jpgQuesta volta è vero: Paola Binetti lascia il Pd e si trasferisce, armi bagagli e cilicio, all’Udc di Pierferdi Casini. “Non posso accettare la deriva zapaterista del partito”, dice la senatrice teodem, citando peraltro un leader in grossa crisi come il paese che guida, che non è più la “Spagna felix” di qualche anno fa.

Il segretario Bersani si dice molto dispiaciuto, pur non condividendo le motivazioni di Binetti. La più lucida appare, come spesso, Rosy Bindi, che da cattolica invita il partito a fare una riflessione, ma commenta “Nel Pd non si sta come in un condominio, bisogna fare la fatica di incontrare le idee degli altri”. Fatica che Binetti non pare aver mai affrontato.

Le questioni però appaiono altre. Primo: Binetti è stata “imposta” – non è un mistero, anche se nessuno lo dice in modo esplicito – dalla Cei ad un partito che, onestamente, non ha quasi nulla in comune con il pensiero dei teodem. Il lungo addio della senatrice è iniziato dopo il cambio di vertice alla Cei stessa. A parte ciò, la sua presenza nel Pd sembrava a tutti una bomba a orologeria: prima o poi sarebbe esplosa. L’errore, se di errore si può parlare, è a monte e va ripartito tra lei che ha accettato e il Pd che ha accettato lei. Oggi, tutta questa danza appare soltanto come una gran perdita di tempo.

Secondo: continuando la diaspora dell’ex componente Margherita, da Rutelli in avanti, il Pd somiglia sempre più agli ex Ds. Nulla di grave, ma qualcuno dovrebbe mettere un punto ad un esperimento che appare ormai fallito.

Terzo: non si capisce come il Pd possa allearsi proficuamente con partiti che continuano ad assorbire suoi transfughi.

Quarto, ma non ultimo: quanti voti portava Binetti al Pd? E quanti ne porterà all’Udc? L’elettorato cattolico è molto vasto e probabilmente soltanto lo 0,5 per cento dorme su una tavola di legno. I cattolici continueranno a scegliere secondo coscienza, anche persone distanti da Binetti, ma forse un po’ più calate nella realtà quotidiana. Amen.

Binetti addio: i Casini della teodemultima modifica: 2010-02-15T11:26:00+01:00da admin
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13 pensieri su “Binetti addio: i Casini della teodem

  1. è ora di finirla con questo “gioco della sedia”: un parlamentare che è stato eletto in un determinato partito se non è più d’accordo SI DIMETTE E FINO ALLE ELEZIONI SUCCESSIVE CAMBIA MESTIERE, non va da un partito all’altro spostando a suo piacimento gli equilibri.
    E’ sempre la stessa storia: si parte con determinati equilibri DECISI DAL VOTO POPOLARE e man mano vengono sconvolti da questi “faccendieri della cadrega”… BASTA!!!!

  2. Grandissima senatrice Binetti, meravigliosa rappresentante dei valori cattolici, era ormai ora che tu andassi via dallo squallido partito di Bersani, prima di Franceschini, prima di Veltroni, prima………Il tempo ti darà ragione e ti ripagherà dei tanti insulti che in questi anni hai dovuto vergognosamente subire.

  3. Un soggetto tormentato e religiosamente condizionato, come la Binetti, il Rutelli e molti altri, nella situazione politica italiana di oggi, non trova collocazione in alcuna aggregazione partitica.! Passare da un PD (sufficientemente bi-ideologico.: Centro – Sinistra, ma laico) ad un UDC che predica di stare al Centro, ma guarda costentemente a Destra, con la pretesa, della Binetti, di “Voler rifare la DC” (è suo il concetto), vuole dire “scappare dalla padella e precipitare nella brace”.! Se vuole rifare la DC (Democrazia Cristiana di Don Sturzo e De Gasperi) deve andare da sola, come ha fatto Rutelli, fondando un nuovo Partito, con le sue regole e la sua etica, che abbia, della vecchia DC, almeno la parvenza di democraticità.! Ma, data la sua età, sempre della Binetti, forse è meglio che la DC la rifondino altri, più giovani, più preparati, meno compromessi.! O meglio ancora, lasci stare la DC e si accontenti di quello che trova, ormai tutto un calderone scarsamente ideologico, apportando il suo contributo di idee e programmi, se veramente ci tiene.!

  4. Chi ha dentro di se’ tutti sti travagli spirituali non può e non deve mettersi in politica, dal momento che la politica è chiamata a decidere per la totalità dei cittadini, non solo dei cattolici. Questo viene dimenticato un po’ troppo spesso…poi ci troviamo ad assistere a spettacoli immondi, tipo “veri cattolici” che vanno a p.uttane, famigliavaloristi pluridivorziati e razzisti ad oltranza sostenuti in parlamento dai “toccati dalla fede”.
    Che poi è quello che prima o poi farà la Binetti, già è sulla buona strada con Casini ufficialmente divorziato e vivente nel peccato con una concubina…

  5. Identità o voti, questo è il problema, ad abbracciare le posizioni cattoliche più estreme è chiaro che si acquistano voti ma si perde anche l’identità, e dal mio punto di vista la sinistra non può che essere laica, di qualsiasi partito si tratti e anche moderato, e poi perchè questi ultra-cattolici si ostinano a voler snaturare la sinistra peraltro già spezzettata? Vadano altrove.

  6. senatrice Bunetti, ogni persona è libera di decidere cosa vuol fare. Importante è agire senza ipocrisia. E’ veramente convinta che l’U.D.C sia un partito diverso dal P.D. solo perchè dice di difendere i valori cristiai? Sono cattolica ma fino ad ora non ho ancora visto un partito serio, responsabile che predichi bene e razzoli meglio. Auguri marianna

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