I mille colori dell’astensionismo

altan15.jpgAstensionismo. Di sicuro dalle dichiarazioni dei protagonisti si sa che “pesa” e che l’affluenza è stata del 66,46 per cento, contro il 72,88% della precedente consultazione. A sinistra – L’astensionismo a vocazione minoritaria delle anime dalle mani linde e il cuore cristallino della sinistra era una delle incognite di queste elezioni, messe in conto dai politologi. “Il non voto è una specie di “voto in purezza”, un gesto estetico e sentimentale che antepone l’integrità dell’io alla contaminazione del noi“, spiegava Michele Serra sulle colonne de “La Repubblica“. Come dargli torto? Il mancato riconoscimento collettivo del popolo orfano della morale berlingueriana nei confronti del nuovo soggetto politico di sinistra è stata una variabile dibattuta dalle parti del Pd. La sinistra coltiva il culto della testimonianza, trasferito nel culto nell’azione politica, che tradotto nei fatti si riduce a rinunciare ad una sovranità efficace per far posto al narcisismo dell’anima bella, dura senza sé e senza ma, che sotraendosi al coro, si purifica e salva la propria coscienza. Non ricompatta più lo spauracchio del berlusconismo. Il Pd ha perso 4 milioni di voti, quanti per delusione?  A destra – Può darsi che sulla scelta del non voto abbiano influito gli scandali del ciarpame velinico o la vendita di Kakà. Destini che uniscono hanno spinto il 6% dei votanti, forse gli elettori di fede aennina, infastiditi dalle manifestazioni degradanti del potere, a evitare le urne come la kryptonite e a dirottare le proprie simpatie verso il Carroccio. Le verità possono essere tante. I siciliani, per esempio, si sono astenuti per protestare contro il trasferimento dei fondi Fas al Nord, o per andare al mare?

E voi? Vi siete mai astenuti? Non andare a votare è sbagliato? E perché lo si fa? L’astensionismo paga? E’ giusto votare turandosi il naso? Quando è veramente necessario non esprimere preferenze? Vi siete mai pentiti di non aver votato? Raccontateci la vostra esperienza. Non astenetevi.

I mille colori dell’astensionismoultima modifica: 2009-06-09T16:15:24+02:00da admin
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9 pensieri su “I mille colori dell’astensionismo

  1. bah tutte storie queste sull’astensinismo, la verità è che gli italiani hanno dato ancora una volta una lezione di fedeltà al suffragio (quasi cuore della democrazia) all’intera europa, il resto sono solo sviolinate di chi se le fa e se le canta

  2. Una lezione a questa gente bisogna pure darla……..affinche’ facciano
    l’interesse del cittadino non quello dei partiti o il loro personale!.
    Vediamo se l’astensionismo paga!
    Inoltre vorrei porre qualche domanda a PAPI dopo quelle del Quotidiano
    REPUBBLICA alle quali si sottrae sul caso Noemi.
    A proposito di KAKA’……visto che viene citato nel Blog……..
    Noi tifosi del Milan dobbiamo credere che PAPI non lo ha venduto agli arabi del Manchester City per 100 Milioni di euro (gennaio 2009 e allora erano prossime le elezioni nella mia regione Sardegna che e’ suo feudo)
    per venderlo oggi al Real Madrid a 65 milioni di euro?(Cifra inferiore!!!!!!)
    Dove sta la bufala? Che volevano farci credere?
    Dopo PAPI ci dice che la CRISI non c’e’ e che dobbiamo essere tutti
    ottimisti e spendere! Oggi PAPI si vende KAKA’ e ci dice che ha perso
    consensi perche’ lo ha ceduto!
    Kaka’ (Giocatore gia’del Real) dice in una intervista che e’ stato ceduto a causa della crisi che c’e’ in Italia e nel calcio italiano!
    Ma la crisi non c’e’ anche in Spagna e in tutto il mondo?
    E perche’ PAPI non lo ha venduto nel gennaio scorso quando poteva certamente ricavare di piu’?
    Che fa usa KAKA’ a scopi elettorali?

  3. Io per la prima volta non ho apposto una croce sulla scheda elettorale, da quando sono maggiorenne. Ho sempre inteso come dovere civico da quando ho acquisito la capacità elettorale, recarmi alle urne. Penso che l’astensionismo sia un male endemico delle democrazie postmoderne, anche se privando l’elettore delle preferenze di fatto lo si vincola a votare secondo quanto decidono le segreterie dei partiti.

  4. Dimenticavo: la querelle sul voto di preferenza non pare un po’ cervellotica? (con buona pace di PF Casini)
    Siamo sicuri di conoscere i candidati su basi concrete?
    O si finirebbe per votare il vicino di quartiere o con criteri analoghi?
    Qualcuno ricorda le cassette della posta piene di “santini con facce e nomi sostanzialmente sconosciuti?
    Sarebbe questa “democrazia?
    O tanto vale accettare apertamente le scelte di partito?

    Tra l’altro, ove il “mio partito mi presentasse candidati indigesti, chi mi vieta di votare un altro partito? (cosi’ il “mio si sveglia (forse) la prossima volta si vedra’)
    E poi, che significa: il “mio partito? quando la domanda e’: da chi ritieni essere gestito meglio durante il prossimo periodo?

  5. Se penso che PAPI per un anno intero e’ stato a sbrodolarsi di sondaggi
    a gonfiarsi ed ubriacarsi di boria……mi vien da ridere!
    “Sono al 75% di popolarita’ diceva”…”La mia popolarita’ e’ imbarazzante”,
    “Sono piu’ popolare di Obama”………”Nessuno come me”…….
    “Il 75% degli Italiani e’ con me”……..
    “Siamo al 45% nei sondaggi.”……. “Miro al 51% per governere da solo”
    e tante altre panzane utili per continuare a dopare i suoi consensi…..
    Se penso che oggi una normale vittoria del centrodestra su una quasi
    modesta opposizione appare come una sconfitta con una disfatta per
    la sua immagine (Sembrava un Dio disceso in terra)mi viene ancora di
    piu’ da ridere!
    Se poi penso che in un mese ha perso la moglie…….
    La moglie dice che ha problemi………
    Madame Billionaire Santanche’ ci racconta che la moglie ha un amante..
    per cui sarebbe cornuto!……
    Se penso anche a cosa dice la stampa estera e cosa pensano di lui
    all’estero……..
    Se penso al serpeggiante malcontento nella sua coalizione…………..
    Se penso che con la coda in mezzo alle gambe e’ ancora di piu’ agli
    ordini ed ostaggio della Lega-Nord:
    MI VIENE DA PENSARE CHE QUESTO PRIMA O POI SCOPPIA COME
    UNA VESCICA PIENA DI ACQUA……..

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