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15.10.2012

Veltroni addio. E gli altri? D'Alema tentenna

La "veltronata" spiazza il Pd. D'Alema in primis. Prodi: "L'Africa è grande, ci possiamo stare anche in 3 o 4"

 

Veltroni e D'Alema nel 1996 (Ansa)
veltroni,d'alema,pdOnore al soldato Walter, salvate il soldato Massimo. Potrebbe essere questa la sintesi del gesto di Walter Veltroni che ha annunciato di non candidarsi. A modo suo, da inventore delle notti bianche e appassionato di arti visive, ha scelto la tv e Fabio Fazio. E adesso?, si chiedono tutti, compreso D'Alema, nell'occhio del ciclone piddino. 

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05.09.2012

Il patto del Pd: una poltrona per tutti

In caso di vittoria di Bersani rispuntano Veltroni alla Camera, D'Alema agli Esteri, Franceschini segretario. Il fronte compatto anti Renzi  

 

Bersani e D'Alema (La Presse)
bersani,renzi,primarie,d'alema,veltroniNel Pd, dopo l'anti berlusconismo è nato l'anti renzismo. Sarà per il "patto di potere" tra i big del partito, di cui Renzi ha parlato? Se questo patto è quello tinteggiato da Goffredo De Marchis su Repubblica, in effetti c'è poco da stare allegri. 

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02.04.2012

Twitter bastona Calearo. E Veltroni

E' bufera dopo le sue dichiarazioni sullo stipendio in Parlamento "buono soltanto per pagare il mutuo". Ora forse si dimetterà. E per Veltroni, che lo candidò, coniato l'hashtag #veltroniscusatipercalearo 

(la Presse)
twitter,calearo,veltroniMassimo Calearo ha trovato il modo per far parlare (male) di sé. Ex presidente di Federmeccanica, imprenditore nordestino "duro e puro", candidato capolista per il Pd alle ultime elezioni, scelto tra la cosiddetta società civile tanto lodata dall'ex segretario "Waterloo" Veltroni. Hai voglia a dirgli, all'epoca, che Calearo al Pd era come Cossutta a La Destra. Risultato: Calearo passa dal Pd all'Api di Rutelli e poi ai Responsabili di Scilipoti & co. ed è tra i parlamentari che salva, più volte, l'ex governo Berlusconi. Non male come risultato per Veltroni. 

Ora, Calearo dichiara tranquillamente a la Zanzara di Radio 24 sia di avere una Porsche immatricolata in Slovacchia per nasconderla al fisco, sia che il suo stipendio di parlamentare è buono soltanto “per pagare il mutuo, anche se in Parlamento non ci si va più”. Viva la faccia. Su Twitter è una raffica di insulti e sfottò per Calearo, ma anche (è il caso di dirlo) per Veltroni, che lo candidò. Calearo reagisce dicendo che si dimetterà (vedremo) e che le assenze sono iniziate con la malattia di sua moglie (scomparsa il 19 marzo scorso) e poi "quando sono ritornato in aula sono stato male, ho provato un grandissimo disagio e ho cominciato a schifare una classe politica che è sempre la stessa". Detto da un imprenditore prestato alla politica che ha cambiato tre schieramenti in poco tempo, non è male. 

Anche Veltroni, per il quale Twitter ha coniato l'hashtag #veltroniscusatipercalearo, reagisce alle critiche proprio con un tweet: "Calearo ha mostrato di essere una persona orrenda. Quando il Pd, all’unanimità, lo candidò sembrava diverso. C’è gente, non scelta da me, che non ha mai messo piede in Parlamento o che ha dato vita a comportamenti sui quali ha indagato la magistratura. Da tutti accetto critiche. Ma non da chi in questi anni ha fatto cadere due volte i governi di centro sinistra con il proprio estremismo. C’è molta gente che dovrebbe scusarsi per gli errori tragici che ha compiuto. Io mi sono dimesso che è molto di più”. Per ora: uscire dalla porta e rientrare dalla finestra è una cosa che ai politici riesce benissimo. Veltroni compreso. 

29.02.2012

Il litigio Vendola - Veltroni, ennesima grana a sinistra

Vendola lo accusa di "destra colta con il loden" e Veltroni convoca una conferenza stampa. Il partito di Bersani senza pace. Cosa c'è dietro questa litigata?

(Ansa)
vendola,veltroni,loden,articolo 18Come previsto, l'apertura di "Waterloo" Veltroni sulla riforma dell'articolo 18 ha suscitato polemiche a sinistra. Il leader di Sel Nichi Vendola ha bollato Veltroni come interprete di "una destra colta e in loden", prendendo a simbolo il cappotto da understatement che Mario Monti indossa da settembre a maggio. E Veltroni, che non è mai stato comunista, che ha il mito di Kennedy, che ha apprezzato il "blairismo" e così via, questa volta non ci ha più visto e ha convocato una conferenza stampa per dire che a passare per uno di destra non ci sta, accusando Vendola di demonizzare chi la pensa diversamente.

Una delle domande che ci si potrebbe porre rispetto a questo scontro tra titani (o quasi) è: perché Veltroni ha risposto con una conferenza stampa? Carlo Bertini su La Stampa fa notare che il gesto "svela un problema tutto politico: di una sinistra in testa nei sondaggi, ma divisa sul governo, sui messaggi da dare al Paese e su come presentarsi alle urne tra un anno. Una sinistra che fatica a trovare posizioni comuni su nodi cruciali come la riforma del welfare". E in questo panorama, Vendola ha deciso di buttarsi a pesce.

Veltroni ha ottenuto, incredibilmente, il risultato di essere per una volta difeso da Baffino D'Alema. A parte ciò, l'ex segretario gradirebbe le scuse di Vendola e promette di non portare rancore. Per tutta risposta, Fabio Mussi gli scrive: "Caro Walter, brutta cosa appiccicare etichette, come quella che ogni giorno mette d’autorità fuori dal campo del riformismo chiunque non canti nel coro della sterminata maggioranza economica, politica e mediatica che sostiene il governo in carica". Le prossime giornate passeranno con i colpi bassi tra opposte fazioni su chi mettere e non mettere nel Pantheon? Forse sì. Nel frattempo, Pigi Bersani deve registrare l'ennesima grana, che si aggiunge a un altro nodo cruciale, quello delle primarie di Palermo, che dopo il tonfo di Genova (e quelli del 2011 di Milano e Cagliari) il partito sta provando a non perdere per l'ennesima volta. 
 

20.02.2012

Veltroni prova a "Montizzare" il Pd

L'ex segretario loda il governo e apre sull'articolo 18, mettendosi di traverso a Bersani. Rottura definitiva? Le accuse e la replica di Veltroni su Twitter

(la Presse)
veltroni,bersani,monti,governo montiL'Africa è sempre più lontana: "Waterloo" Veltroni si riprende in un sol colpo lo spazio politico con un'intervista a Repubblica nella quale loda il governo Monti facendo un appello per "non consegnarlo alla destra" e, soprattutto, fa cadere il primo mattone dal muro parlando di "cambiare il mercato italiano senza tabù su materie come l'articolo 18 che sono santuari del no che hanno paralizzato l'Italia per decenni". L'esatto opposto di quanto sta sostendendo il segretario Bersani, il quale appoggia il governo, ma è convinto che "per quello che fa, non posso ritenerlo un governo di sinistra o di centrosinistra" e non ritiene che l'articolo 18 sia centrale nei problemi del mercato del lavoro odierno.

Bersani con Camusso e Veltroni con Fornero? In questa contrapposizione, è evidente l'ennesima - e forse definitiva?- spaccatura nel Pd. Veltroni esce allo scoperto, mette il governo Monti nel Pantheon e considera la "foto di Vasto" tra Bersani, Di Pietro e Vendola un'immagine superata: "Fu scattata quando c'era Berlusconi. Ora pensiamo a noi". Noi chi? viene da dire.

Le parole di Veltroni hanno suscitato un vespaio, al quale lui ha replicato via Twitter con vari cinguettii: "Il problema non è l'art.18, sul quale ho detto molto meno di quanto detto mille volte da Bersani. Il problema è il giudizio su Monti. Cito Bersani, per capirsi: 'Se vogliamo modificare l'art.18, va bene. Ma facciamolo in fondo'. Lo ha detto il 7 febbraio a Otto e Mezzo. Se invece si pensa che il governo Monti, nonostante l'Ici agli immobili ecclesiali e la riduzione degli F35, la lotta all'evasione fiscale, lo stop al regalo frequenze a Mediaset, nonostante abbia evitato il tracollo dell'Italia (il tutto in due mesi), sia un governo di destra, allora bisogna avere il coraggio di discuterne. E civilmente. Senza dire che una opinione diversa è una opinione del nemico. Teorie pericolose".

Ora l'oggetto del contendere è il governo Monti. In un vuoto di idee e di ideologie, si tenta di portarlo di qua o di là. Ed ecco che Enrico Letta puntualizza: "Berlusconi tenta di berlusconizzare Monti? Chissà. Nel dubbio fa bene Veltroni a ribadire che non dobbiamo cedere Monti alla destra". E c'è già chi vede nella mossa di Veltroni un tentativo di candidare Monti per il centrosinistra alle elezioni del 2013. Facilmente non avverrà. Più facilmente, Veltroni potrebbe riprovarci: in Italia siamo sempre pronti a dare ancora un'altra opportunità e "Waterloo" sarà sempre pronto a riperdere.

13.02.2012

Il Parlamento è un patrimonio, ma solo un quarto lo rivela

Appena 224 parlamentari acconsentono alla liberatoria per pubblicare i loro redditi on line. Soltanto 4 della Lega, tra cui Maroni

FOTO Da Brunetta a Bersani, Di Pietro, Bonino. I redditi e patrimoni dei parlamentari

(la Presse)
parlamento,redditi,brunetta,di pietro,bersani,veltroni,bonino,maroni,casiniL'operazione trasparenza in Parlamento è riuscita per un quarto. Soltanto 224 parlamentari su 945 hanno accettato che fossero pubblicati i loro redditi e patrimoni sui siti di Camera e Senato e che, quindi, i dati possano essere consultati dai cittadini, i quali ad oggi potevano solo effettuare la consultazione cartacea negli uffici del Parlamento. E gli altri? Per ora, nulla.

Alcuni nomi illustri? Eccoli. Renato Brunetta, che ha casa a Ravello e nelle Cinque Terre, "Waterloo" Veltroni, partito con un "super reddito" nel 2007 sceso di parecchio fino al 2011, Pigi Bersani, che ha presentato anche la dichiarazione della moglie, Tonino Di Pietro, che ha casa anche a Bruxelles (si candiderà alle europee?), Emma Bonino, che devolve il 70% dello stipendio ai Radicali. Unico leghista "di grido", Bobo Maroni. Tra i leader di partito, anche Pierferdi Casini.

L’operazione trasparenza via web era stata promossa da Rita Bernardini e ha trovato lunga resistenza da parte dei questori, finché si è arrivati alla sottoscrizione di una liberatoria, firmata appunto da un quarto del totale di deputati e senatori: 139 del Pd, 42 del Pdl, 4 della Lega Nord (un po' pochi, o no?), 12 dell’Idv, 8 dell’Udc, 5 di Fli e gli altri del Gruppo Misto.

A vedere il bicchiere mezzo pieno, è un primo passo.

13.01.2011

Bersani non piace nemmeno ad Annarella

Il Pd si rompe e la vecchietta terribile si piazza davanti a YouDem


bersani-annarella.jpgIl Pd si spacca sempre più. Pigi Bersani chiede unità per "guidare la riscossa", ma MoDem di Veltroni e Gentiloni risponde picche, votando contro la relazione del segretario e chiedendo al partito uniformità sul referendum di Mirafiori.

Come se non bastasse, la mitica Annarella, la vecchietta terribile che è diventata il "terrore" dei politici, si piazza davanti alla postazione di YouDem e urla "Vojo parlà cò Bersani! Fateme salì!"

Ecco la probabile fine di Bersani e del Pd, un partito vecchio insultato anche da chi vecchio lo è all'anagrafe.  

 


Annarella, la nonnina terribile che urla contro i politici
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01.12.2010

L'ultima beffa di Monicelli

Il regista divide la politica sulla sua morte


mario-monicelli.jpgQualcuno ha definito il suicidio di Mario Monicelli come l'ultima beffa del regista. Qualcun altro ha  azzardato che Monicelli abbia compiuto questo gesto proprio ora, in risposta all'istituzione per il 9 febbraio, data della morte di Eluana Englaro, della "giornata nazionale degli stati vegetativi". Fattostà che Monicelli continua a far discutere, anche da morto.

Alla Camera, Walter Veltroni ha dedicato un saluto a Monicelli, dicendo: “Mario ha vissuto e non si è lasciato vivere, nè morire. Ha deciso di andarsene”. Un commiato in perfetto Veltroni style, che probabilmente Monicelli avrebbe criticato con sarcasmo. Più dura è andata giù Rita Bernardini, sollecitando una riflessione sulla "dolce morte", alla quale ha risposto Paola Binetti: “Basta, per piacere, con spot a favore dell’eutanasia partendo da episodi di uomini disperati, perchè Monicelli era stato lasciato solo da famiglia e amici ed il suo è un gesto tremendo di solitudine, non di libertà”.

Come sempre, ognuno crede di conoscere la verità anche per gli altri, senza poterla chiedere all'interessato.

 

24.09.2010

La donna che "osò" sfidare Veltroni

Il documento dell'ex segretario Pd non ottiene l'effetto sperato e la consigliere Cirinnà lo accusa punto per punto in una lettera aperta

Qual è l'errore principale di Veltroni? Di' la tua


cirinna-veltroni.jpgTanto tuonò che...non piovve. Il "documento dei 75" promosso da Veltroni non ottiene l'effetto previsto e alla fine il Pd approva la relazione di Pigi Bersani. Con degli astenuti, sì, ma in numero molto minore. Va tutto bene, madama la marchesa?  Certo che no, anche se Bersani si toglie la soddisfazione di dire che "la bussola c'è".

Veltroni però ha poco da sorridere. Monica Cirinnà, consigliere Pd a Roma, gli scrive una lettera aperta rimproverandogli punto per punto i suoi errori. Ecco qui.

Punto 1: la "società civile" tanto cara a Waterloo.
"Sono stanca di sentir parlare di società civile. Ci sono centinaia di giovani e bravi amministratori locali che non riescono a crescere né nel partito, né nelle istituzioni. Questo accade per due ragioni: la prima è perché tutti i dirigenti, te compreso, sono inamovibili ; la seconda perché c'è sempre qualcuno della 'società civile' che scegliete e piazzate, per poi ricavarne un nulla di fatto come ad esempio Massimo Calearo". A Roma, città della Cirinnà, le si direbbe: "Daje torto".

Punto 2: il "suicidio" politico a Roma.
"Dopo sette anni da sindaco, hai lasciato Roma e i romani alla destra, nel ridicolo tentativo di riconsegnarla a Rutelli, candidatura sbagliata, frutto della solita logica dei ben noti veti incrociati (tu non volevi Zingaretti e l'area Margherita non voleva Gasbarra), volti ad ostacolare ogni possibile rinnovamento". Alemanno ancora ringrazia.

Punto 3: la critica del "ma anche" veltroniano.
"Dopo aver perso le elezioni politiche sei rimasto saldamente al tuo posto, pur avendo detto che avresti chiuso con la politica per dedicarti alla scrittura e all'Africa. E poi, di fronte alla durezza delle grandi responsabilità politiche, ancora una volta hai deciso di sbattere la porta e andartene".

Punto 4: il "buonismo", questo sconosciuto.
"Proprio tu padre del "buonismo" in politica non hai affatto porto l'altra guancia ma hai preso Bersani a calci negli stinchi. Invochi il modello più discussione più unità: peccato che predichi bene e razzoli male perché non sei stato né dialogante né unitario da sindaco e tantomeno da segretario. Rifletti su questo per una volta senza superiorità e tatticismi. Perché la pazienza è finita!".

23.09.2010

Parenti serpenti

bersani-veltroni.jpgBersani a Veltroni: "Ma tu non ce l’hai un cognato?"

(Jena per La Stampa)

 

14:01 Scritto da Staff in Ipse dixit | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: bersani, veltroni | OKNOtizie |  Facebook

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