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15.02.2012

Profumo di redditi

Il ministro dell'Istruzione spiazza tutti e pubblica on line la sua situazione patrimoniale, mentre i suoi colleghi ancora ne discutono i dettagli. Molte azioni possedute, ma solo un'auto: una Lancia Lybra del 2001

FOTO: Da Brunetta a Veltroni, i redditi e patrimoni dei parlamentari 
 

Francesco Profumo (la Presse)
profumo,redditiDa tempo si aspettava la pubblicazione dei redditi dei ministri, nel nome dell' "operazione trasparenza" annunciata da Mario Monti. A tre mesi dalla nascita del governo, ci sono ancora degli slittamenti. La Stampa parla di alcuni ministri, tra cui Elsa Fornero, riluttanti sulla modalità di pubblicazione, ossia i siti internet di ogni ministero.

C'è chi però ha bruciato le tappe e ha pubblicato tutto: il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, insieme ai suoi due sottosegretari, Elena Ugolini e Marco Rossi Doria. Chissà se l'ex rettore del Politecnico di Torino abbia voluto fare un gesto da primo della classe, battendo nella gara tra accademici il rettore della Cattolica di Milano Lorenzo Ornaghi, ministro della Cultura (a proposito, qualcuno ne ha notizie?)

Comunque, sul sito del Miur da ieri sera compare la voce "Trasparenza della posizione patrimoniale e reddituale dei titolari di cariche di governo", sei pagine che comprendono anche il trattamento economico complessivo annuo lordo da ministro, che per Profumo è pari a 199.778 euro. Profumo dichiara di essere in aspettativa e senza assegni dall'incarico di professore al Politecnico. Riguardo i beni immobili, tra gli altri il ministro possiede un appartamento e tre garage a Torino e un appartamento a Salina nelle isole Eolie: tutto in quota 50 per cento. Una sola auto, una Lancia Lybra del 2001. Cospicuo il pacchetto azionario: tra i titoli, Intesa Sanpaolo, Montepaschi, Enel, Telecom Italia, Unicredit.

Nelle dichiarazioni di Profumo, inoltre, non appare più  la carica di presidente del Cnr, dal quale si è dimesso nei giorni scorsi. Potrebbe essere il tema spinoso dei "doppi incarichi" il motivo del ritardo da parte di altri ministri? Magari no. Attendiamo i dati degli altri e soprattutto di Monti, che magari potrebbe stupirci elencando dettagli minuziosi e ironici, un po' come fece per il cenone di fine anno che Calderoli gli contestò (e mal gliene incolse).

13.02.2012

Il Parlamento è un patrimonio, ma solo un quarto lo rivela

Appena 224 parlamentari acconsentono alla liberatoria per pubblicare i loro redditi on line. Soltanto 4 della Lega, tra cui Maroni

FOTO Da Brunetta a Bersani, Di Pietro, Bonino. I redditi e patrimoni dei parlamentari

(la Presse)
parlamento,redditi,brunetta,di pietro,bersani,veltroni,bonino,maroni,casiniL'operazione trasparenza in Parlamento è riuscita per un quarto. Soltanto 224 parlamentari su 945 hanno accettato che fossero pubblicati i loro redditi e patrimoni sui siti di Camera e Senato e che, quindi, i dati possano essere consultati dai cittadini, i quali ad oggi potevano solo effettuare la consultazione cartacea negli uffici del Parlamento. E gli altri? Per ora, nulla.

Alcuni nomi illustri? Eccoli. Renato Brunetta, che ha casa a Ravello e nelle Cinque Terre, "Waterloo" Veltroni, partito con un "super reddito" nel 2007 sceso di parecchio fino al 2011, Pigi Bersani, che ha presentato anche la dichiarazione della moglie, Tonino Di Pietro, che ha casa anche a Bruxelles (si candiderà alle europee?), Emma Bonino, che devolve il 70% dello stipendio ai Radicali. Unico leghista "di grido", Bobo Maroni. Tra i leader di partito, anche Pierferdi Casini.

L’operazione trasparenza via web era stata promossa da Rita Bernardini e ha trovato lunga resistenza da parte dei questori, finché si è arrivati alla sottoscrizione di una liberatoria, firmata appunto da un quarto del totale di deputati e senatori: 139 del Pd, 42 del Pdl, 4 della Lega Nord (un po' pochi, o no?), 12 dell’Idv, 8 dell’Udc, 5 di Fli e gli altri del Gruppo Misto.

A vedere il bicchiere mezzo pieno, è un primo passo.