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18.04.2011

Meloni mamma dei baby deputati

La ministra vuole svecchiare il parlamento. Basterà per cambiarlo? Il rischio blindature "à la Minetti"

Sondaggio: deputati a 18 anni e senatori a 25, sei d'accordo?


meloni-gioventu-2.jpgDeputati a 18 anni, senatori a 25. Questa, in sintesi, è la proposta del ddl costituzionale presentato da Giorgia Meloni e approvato in consiglio dei ministri. Ordine del giorno: svecchiamento della politica. Molti, maggioranza e opposizione, sono d'accordo e non è la prima volta che si parla di un tale provvedimento. Lo stesso presidente del Senato Schifani è favorevole, come lo è un'importante senatrice dell'opposizione come Angela Finocchiaro.

Meloni ritiene che l'elevata barriera anagrafica indebolisca il peso specifico dei giovani e sia quindi da abbattere, come del resto lo è già stata in molti paesi europei. Ma basterà?

Gianfranco Fini, pur favorevole al provvedimento, pone l'accento sulla modifica della legge elettorale. Perché in effetti, se le preferenze rimanessero blindate, si rischierebbe che i giovani non abbiano rappresentanti graditi da votare. Oppure che si scelgano sempre i "figli di" pronti a scendere in campo con le spalle coperte. Trota Bossi o Matteo Colaninno, per citarne due famosi. O ancora, che in lista arrivino le Minetti di turno, da Colorado Cafè a Palazzo Madama.

O, invece, potrebbe essere una grande occasione per rinnovare la nostra classe politica e trovare un trentenne senza peli sulla lingua che rottami Matteo Renzi. Perché no?

03.03.2011

L'inno di Meloni non è quello di Mameli

La ministra sbaglia un verso dell'inno al quiz di Niente di personale e se ne vergogna

E tu sai l'inno di Mameli? Fai il nostro TEST


meloni-inno-mameli.jpgTu quoque, Giorgia. La ministra della gioventù Giorgia Meloni, principale sostenitrice del 17 marzo 2011 come festa nazionale, cade su una domanda relativa all'inno di Mameli nel quiz di Niente di personale su La7. E se ne vergogna, implorando di non mandare in onda l'errore. 

Antonello Piroso la interroga e Meloni sa bene, ad esempio, il nome del marito di Monica Bellucci. Normale, essendo Vincent Cassel un sex symbol. Non sa il prezzo di un litro di latte. Purtroppo, quasi nessun politico lo sa, anche se tutti si vantano di fare i nostri interessi. Sa l'anno di nascita di Berlusconi, ma cade su un verso dell'inno di Mameli. Risponde "La vision dell'Alighieri oggi brilla in tutti i cuor" invece di "Già l'aquila d'Austria le penne ha perdute". Namo'bbene... direbbero i suoi concittadini. Niente di personale, Giorgia. Ovviamente.

 
Giorgia Meloni 'cade' sull'inno di Mameli
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13.09.2010

Silvio su Hitler: gente allegra il ciel l'aiuta

”Diffidate da coloro che non sanno ridere. E con questo sottintendo che Bersani, Veltroni e Di Pietro non ridono mai”. Lo dice Silvio Berlusconi alla festa dei giovani Pdl. Il premier ha dribblato le domande di un'imbarazzata Giorgia Meloni, che più che ministro dei giovani sembrava una valletta di Teo Mammuccari, ha fatto le solite battute del tipo: "Giorgia, tu pensa ad abbracciare i ragazzi ed io le ragazze" e ha raccontato un'altra barzelletta, stavolta su Hitler. Stranamente non l'ha dedicata ad Angela Merkel. Ecco il video.  


Show di Berlusconi ad Atreju, una barzelletta su Hitler. Il premier: sarò criticatissimo
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12.11.2009

Giorgia Meloni, "ministronza" con stile

Polemiche bipartisan dopo il libro di vignette sulla ministra. L'atavico dilemma tra satira e volgarità. La Meloni reagisce con stile. I programmi satirici (belli tosti) in Francia, dove pare che tutti si divertano
Quando le vignette fan discutere: la fotogallery

 

meloni-spataro.jpgGiorgia Meloni, ministro per la gioventù, non ha mai avuto così tanto spazio sui giornali come oggi dopo il libro su di lei del vignettista Alessio Spataro. Il titolo, Ministronza. Il tema, la vita della Meloni tra visite a Predappio, volgarità scritte in romano (Giorgia Mecojoni è l'appellativo dato alla ministra), frequentazioni secondo Spataro malsane (il contesto delle vignette è spesso ambientato in fogne con topi e insetti).

Difesa bipartisan della Meloni, soprattutto da parte delle colleghe donne, da Mara Carfagna a Rosy Bindi, da Michela Brambilla ad Angela Finocchiaro, che accusano l'autore di volgare maschilismo. Spataro si difende: "Non c'è nulla di strano, la satira da secoli fa uso anche della scurrilità".

La satira, appunto. Tutti a parole dicono che ci debba essere, poi quando ne sono toccati dicono che deve avere un limite. "La volgarità non è satira". Molto discutibile. Ogni tanto qualcuno ne fa le spese. Giorgio Forattini, certamente non un vignettista "estremista", fu querelato da Massimo D'Alema nel 1999 per la vignetta che ritraeva Baffino mentre cancellava nomi dal dossier Mitrokin.

Apriamo una finestra sui nostri cugini. In Francia esiste da 20 anni il programma Guignols, con pupazzi animati che ritraggono i politici d'oltralpe. Chirac, per dire un nome, è raffigurato come alcolista. I francesi si divertono. Nicolas Sarkozy ha provato ad arrabbiarsi per la parodia di suo figlio e non ne è uscito benissimo. Sempre in Francia, passa alla storia la vignetta di Le Monde della moltiplicazione dei preservativi, a valle delle dichiarazioni di Benedetto XVI sul problema dell'Aids in Africa. L'avesse disegnata Giannelli sul Corsera, probabilmente sarebbe stato scomunicato da Bertone. 

In tutto ciò, complimenti a Giorgia Meloni, che probabilmente (e con ragione) è più preoccupata di ottenere fondi per il suo ministero e sul libro ha risposto con stile: "Mi ero ripromessa di non fare alcun commento su questa allucinante vicenda, ma di fronte alle enorme mole di messaggi di solidarietà che mi ha raggiunto in queste ore, non posso esimermi dal ringraziare tutti. In particolare mi rivolgo alle donne e a tutti coloro che, pur non condividendo la mia posizione politica, hanno comunque sentito il bisogno di esprimermi stima e affetto". Chapeau, direbbero i francesi. Ovvero: mecojoni!

18.09.2008

Di' la cosa giusta

2125607439.jpg"Non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo, e non intendo farlo ancora. Voglio fare altro, occuparmi di questo presente e di questo futuro. Come ognuno di voi, voglio fare politica nell’Italia di oggi, per dare una speranza all’Italia di domani. Tutto il resto è noia". Giorgia Meloni, ministro della Gioventù