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21.12.2011

Calderoli a Monti: "La verranno a prendere a casa"

Gli "auguri" dell'ex ministro al premier nel corso dell'intervento in Senato

SONDAGGIO Hai fiducia nel governo Monti?

(la Presse)
calderoli,monti,manovraRoberto Calderoli fa gli auguri a Mario Monti e al governo a modo suo. Intervenendo in Senato nel corso della discussione sulla manovra, Calderoli ha detto: "Presidente Monti si ritiri, dia le dimissioni, perché diversamente ci sarà tanta gente, operai, pensionati, piccoli imprenditori, che la verranno a prendere a casa". Un linguaggio conciliante, non c'è che dire.

Calderoli ha definito il premier "ragionier Monti", contestandone la capacità. Un po' come il ragionier Filini fantozziano. L'ex ministro ha detto: "Definiscono questo il governo dei professori, ma in cosa si sono laureati? Forse in agraria, a giudicare da quello che hanno scritto sulle province. Anzi, neanche in agraria perché hanno tagliato fondi anche all’agricoltura italiana. Chi viene dalle banche ha più a cuore i frutti che vengono dalla Francia e dalla Germania, i datteri della Goldman Sachs che non i frutti della terra italiana".

Forse la novità sta in quel "terra italiana" che da Calderoli difficilmente ci si sarebbe aspettati. Ma è stato ministro della repubblica anche lui.

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20.12.2011

Monti, fiducia in picchiata

La manovra fa scendere di molto il gradimento del governo da parte degli italiani. E tra i partiti, è il Pd quello che perde più consensi

SONDAGGIO Hai fiducia nel governo Monti?

(la Presse)
monti,governo monti,manovraLa fiducia nel premier Mario Monti da parte degli italiani è ancora alta, ma è scesa in picchiata secondo gli ultimi sondaggi. Ieri sera, al tg La7, Fabrizio Masia dell'istituto EMG ha parlato di un 55-60% rispetto al 73% della precedente rilevazione. Dati simili sono stati forniti dall'Ispo di Renato Mannheimer.

Certamente la percentuale iniziale da cui Monti partiva era assolutamente "bulgara" e, probabilmente, ingiustificata. Appena sono iniziati i primi provvedimenti di "lacrime e sangue" della manovra, ecco che la percentuale di fiducia è scesa. Si stava meglio quando si stava peggio? Per il momento, gli italiani pensano ancora di no. Anche se di conseguenza, come sottolineato da Masia, i partiti che  - nominalmente o perché non rappresentati in Parlamento - si oppongono alla manovra Monti salgono di gradimento, dalla Lega a Sel.

Inoltre, la fiducia nel governo crolla soprattutto da parte dei lavoratori dipendenti, buona parte dei quali fanno parte del bacino elettorale del Pd, che infatti perde di consensi. E sono in molti a scommettere che l' "eterno secondo" Pd continui ad esserlo, nonostante il buon momento, a seguito delle possibili riforme sul lavoro. Tant'è che Bersani si è subito affrettato a calmare le frenesie di Elsa Fornero.

Probabilmente Monti, da tecnico, non commenterà i sondaggi, che erano invece il sale del suo predecessore Berlusconi. Un'occhiata però, stile "compito a casa" come direbbe lui, sarebbe meglio la desse.

08.09.2011

Le suore violentate di Sacconi

Il ministro risponde alla Cgil con un aneddoto sulle suore violentate tranne una 
GUARDA IL VIDEO 


sacconi,manovraMaurizio Sacconi superstar. Dopo i "bastardi anni'70" davanti alle Acli, che l'han fischiato, ecco davanti a una platea di giovani del Pdl la sua difesa dell'articolo 8 della manovra: "Per rispondere alla Cgil rispetto agli scenari apocalittici che ha fatto, vale quello che disse una suora in un convento del '600, dove entrarono dei briganti. Le violentarono tutte tranne una. Il Santo Uffizio la interrogò e le chiese: 'Ma come mai non è stata violentata?'. Lei rispose: 'Perché ho detto di no..'. Il sindacato può dire di no". Anche noi possiamo dire di no all'aneddotica di Sacconi?

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25.08.2011

Caro Bersani, la tua manovra fa schifo. Lo dice un uomo del Pd

Marco Monaco, consigliere Pd a Pisa, scrive una lettera al vetriolo a Bersani e lo paragona a Berlusconi

La contro manovra del Pd: i dieci punti

(fonte: iltirreno.geolocal.it)
bersani,marco monaco,manovra"Leggo con stupore la controproposta del Partito Democratico al "decreto di ferragosto" del Partito di Governo; caro Bersani era meglio se andavi in ferie!" Così comincia la lettera a Bersani di Marco Monaco, consigliere del Pd a Pisa e neo presidente di un consorzio di bonifica. La Toscana, insommma, si conferma terra di "rottamatori": dopo Renzi, arriva Monaco.

La critica è alla contro manovra che Bersani ha illustrato e che per Monaco è "frutto ancora una volta di scelte intuitive che parlano a coloro che non sanno e non vogliono capire cosa sia la politica e quali responsabilità occorre prendere per fare scelte sensate e che diano un risultato". Poi l' affondo: "Caro Bersani ti ostini a dichiarare demagogo il presidente del Consiglio ma qualcuno ti deve ricordare che tu sei il suo alter ego. Parli, parli e ti trinceri dietro al fatto che la Tv non ti dà gli spazi e che in Parlamento non hai i numeri. Se sei un leader non hai bisogno di questi mezzi per alzare la testa e farti sentire; non aspettare che succeda ciò che sta succedendo in Libia; non aspettare che siano altre nazioni a riformare l'Italia". Un po'grillina questa affermazione, chissà Bersani come commenterà.

Infine, la dichiarazione di rottamazione: Monaco invita Bersani e i leader del Pd a "lasciare il posto alle seconde e terze linee, quelle che tutte le mattine entrano nei Comuni e lavorano 15 ore al giorno per risolvere i problemi che voi dall'alto create". E' nata la Debora Serracchiani al maschile?

22.08.2011

"Vaticano paga tu", la protesta aumenta

Il gruppo su Facebook scatena la discussione sui privilegi del Vaticano. La politica, per ora, tace quasi tutta. Ma anche il Corsera chiede alla Chiesa "un gesto". Arriverà?

SONDAGGIO Giusto far pagare Ici su immobili Vaticano? Vota

(fotoAnsa)
vaticano,ici,manovraLa voce della rete è sempre più forte. Dopo la protesta contro le mega vacanze dei politici, "costretti" a fare marcia indietro per paura di essere presi a forconate, ora è il turno del Vaticano. La pagina Facebook "Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria" sta raccogliendo in pochi giorni tantissimi adepti (mentre scriviamo sono quasi 110mila) assolutamente "trasversali": sinistra e destra, credenti e non. L'obiettivo, come dichiarato dagli organizzatori, è "far pagare la manovra finanziaria anche al Vaticano, visti i miliardi di euro che noi italiani gli versiamo da tanto tempo. Iniziamo con l'8 per mille e le esenzioni fiscali sui Ici e Ires".

L'eco prodotta dalla pagina è notevole, se no il direttore di Avvenire Tarquinio non si sarebbe sforzato a dare molto spazio a una risposta, in cui si dice che "l’esenzione Ici non è costruita ad hoc per le istituzioni cattoliche ma riguarda tutte le attività non commerciali di rilevante valore sociale, anche laiche" e che "lo sconto del 50% sull’Ires si applica a soggetti no profit impegnati in opere di beneficenza e assistenza, non solo quelli di ispirazione cattolica". Marco Staderini dei Radicali lo invita a un dibattito pubblico, precisando che "nessuno vuole fare pagare l’Ici agli edifici di culto, quanto abolire l’esenzione per le attività commerciali svolte da enti ecclesiastici, come quelle ricettivo- turistiche, assistenziali, didattiche, ricreative, sportive e sanitarie, equiparandoli a chi fa le stesse cose senza insegna religiosa". Staderini invita inoltre "il Pd, ma anche Di Pietro o Vendola ad uscire allo scoperto ed esplicitare la propria posizione".

La risposta, al momento, è una quasi omertà, se si esclude - naturalmente - il rifiuto espresso da Pierferdi Casini e le dichiarazioni del presidente del Pd Rosy Bindi, che boccia la proposta di far pagare l'Ici perché "credo che la Chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, l'unica veramente impegnata con il volontariato nella lotta alla povertà", anche se si dice sicura che "La Chiesa fara la sua parte". Ecco, appunto: quale?

Il gruppo su Facebook, che ha anche una pagina su Twitter, ha chiesto al direttore del Corsera De Bortoli di occuparsi della vicenda e De Bortoli, direttamente su Twitter, ha risposto che il giornale lo avrebbe fatto. Anche qui, il direttore del Corsera che, dalla sua pagina Twitter risponde agli organizzatori di "Vaticano paga tu" non è un fatto da poco. In concreto, sul Corsera di stamane Aldo Cazzullo dà ampio risalto al ruolo della Chiesa e alla sua autorevolezza, per poi virare in tal modo: "Anche il richiamo — lanciato da Bagnasco in questi giorni — all’equità dei sacrifici e all’immoralità dell’evasione fiscale è assolutamente da condividere. Sarebbe ancora più forte se accompagnato da un gesto. Non si tratta certo, come viene richiesto provocatoriamente, di modificare istituti regolati da accordi e trattati, come l’8 per mille. Ma è innegabile che la Chiesa in Italia goda di un regime fiscale agevolato, anche in alcune sue attività commerciali, certo legittime, ma inevitabilmente in concorrenza con piccoli imprenditori che le tasse devono pagarle tutte. Una rinuncia unilaterale non darebbe solo un contributo all’esangue bilancio dello Stato; spazzerebbe via le accuse o anche solo il sospetto che talora le posizioni pubbliche della Chiesa possano essere condizionate da ragioni di convenienza".

Avvenire dichiarerà guerra anche a De Bortoli? O forse, il momento è cruciale anche per la Chiesa che potrebbe, con il "gesto" indicato da Cazzullo, compiere anche una grande operazione di marketing? Complimenti comunque alla rete, che vanifica ogni tentativo di oscuramento. Amen.

18.08.2011

Il Senato è vuoto, ma non per il Tg4

Ieri soltanto 11 senatori, ma il tg di Fede fa vedere un'aula piena. La denuncia di Pedica, uno degli 11 "superstiti"

FOTO Il Senato com'era ieri e come è apparso al Tg4

(fonte: video.mediaset.it)
senato,manovra,tg4,fedeCon una seduta lampo alla quale hanno partecipato undici (sì, undici) senatori - presidente di turno compreso - il Senato ha dato formalmente avvio il 17 agosto alla discussione sulla manovra correttiva da 45,5 miliardi approvata dal Consiglio dei ministri. Certo, era il 17 agosto e l'apertura era un cosiddetto proforma. Ma in un momento così delicato per il paese, quegli undici senatori in aula non danno un'immagine positiva.

Il Tg4 però, nell'edizione serale come sempre condotta da Emilio Fede, ha pensato di mostrare immagini di repertorio, senza dichiararlo: anzi, il servizio iniziava con una bella scritta "Stamane al Senato" in sovra impressione. Aula piena e Schifani al suo posto, mentre ieri il presidente di turno è stato Chiti. Lo ha denunciato il senatore Pedica dell'Idv, uno degli undici "superstiti". Fede lo ha mandato a quel paese. Viva la faccia.

12:23 Scritto da Staff in Prego? | Link permanente | Commenti (36) | Segnala | Tag: senato, manovra, tg4, fede | OKNOtizie |  Facebook

17.08.2011

La Rai di Formigoni

Vendere Rai e Poste, questa la ricetta del governatore contro i tagli della manovra

SONDAGGIO Vendere Rai e Poste, sei d'accordo?

FOTO I look più terribili di Formigoni

(Ansa)
formigoni,rai,manovra,murdochRoberto Formigoni non si ferma più. Il governatore della Lombardia guida i rappresentanti del centro destra contrari alla manovra così impostata e rilancia con una proposta che farà discutere: vendere Rai e Poste per sopperire ai tagli. Formigoni indica anche per la Rai un possibile acquirente, lo "squalo" Rupert Murdoch. "Oggi una Rai pubblica non ha più senso: messa sul mercato è un’azienda che troverebbe acquirenti al volo — faccio un nome a caso, Murdoch — e che potrebbe rendere tra i 4 e i 5 miliardi di euro. Vedo solo vantaggi: via il canone, stop alle polemiche con i Santoro e i Floris….” Nonché, aggiungiamo noi, Vespa, con il quale Formigoni ha il dente avvelenato.

Il governatore, inoltre, pur ritenendo la manovra indispensabile, ammonisce il Pdl per aver scelto ”una strada lontanissima dalla ragione politica del partito” e le tasse e i tagli ai trasferimenti per gli enti locali sono indice di "un partito centralista". Il rischio, per Formigoni, è che gli elettori di centro destra possano pensare "che la sinistra avrebbe fatto lo stesso". Rimarrà, quello di Formigoni, un esercizio di stile? Lo sapremo nelle prossime puntate su Sky Italia. O magari, su "Rai Sky", chi può dirlo.

16.08.2011

Bossi e il nano di Venezia

Il Senatùr apostrofa così il collega Brunetta: "Non romperci i c..."

FOTOSEQUENZA: Le parole di Bossi    

IL VIDEO


bossi,brunetta,manovraLa manovra scontenta tutti, buona parte della maggioranza compresa, ma per fortuna c'è Super Umberto Bossi che impedirà di toccare le pensioni. Così lui ha detto al comizio di ferragosto a Ponte di Legno, raccontando come sempre a modo suo i retroscena del consiglio dei ministri.

Bossi, che somiglia sempre più alla buonanima di Gino Bramieri quando faceva l'ubriaco, svela di aver "litigato tutto il giorno" con Berlusconi e di essersi messo di traverso con Bankitalia e soprattutto con il suo collega Brunetta: "E Bankitalia che chiama Brunetta perché bisogna tagliare le pensioni? Brunetta, nano di Venezia: non romperci i c..."

Meno male che pochi minuti prima Bossi stesso aveva teorizzato che lombardi, veneti e piemontesi sono uniti per una Padania comune, mentre "prima non era così".

20.07.2011

Il Tremonti nascosto. Parola di sorella

Angiola Tremonti parla di suo fratello Giulio, che "pensa al bene degli italiani" ed è molto corteggiato dalle donne, che però non hanno risposta


tremonti,manovraQuando parlano mogli, compagne e, in questo caso, sorelle di uomini pubblici è sempre interessante. Ora è il turno di Angiola Tremonti, sorella del "Divo Giulio", consigliere comunale indipendente a Cantù, provincia di Como, scultrice, nota finora per le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni di sopprimere i cani randagi. Intervistata da Diva e donna, la Tremonti sister cerca di spiegare che suo fratello è umano e prova sentimenti come tutti quanti: "Giulio è sempre stato un po' geloso di me. Invidiosetto della mia intraprendenza e della mia libertà. Un'invidia sana, però: vorrebbe avere un pezzo della mia libertà perché è sotto una morsa che spesso lo porta a non essere se stesso". Insomma, la solita vecchia storia: non è così, sono gli altri che lo dipingono.

Ma Tremonti, se è inflessibile, lo fa a fin di bene. Angiola dice: ''A Giulio non si può chiedere l'impossibile: in un momento di crisi come una buona madre tiene un po' chiuso il portafoglio. Lui pensa al bene degli italiani più che a quello dei ministeri o al denaro elargito a enti dove spesso manca il controllo su entrate e uscite''. Un Robin Hood di Sondrio.

Non poteva mancare l'aspetto sentimentale: ''Giulio è sempre stato molto corteggiato e ambito dalle donne: da giovani, io imitando la sua voce chiamavo le ragazzine che gli facevano il filo e mi divertivo fissando appuntamenti a cui poi Giulio non si presentava''. Freud ci avrebbe fatto un intero trattato. Tremonti si è limitato a una manovra economica.

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19.07.2011

Partiti, è ora di passare alla cassa

Il 29 luglio sarà accreditata la quarta rata del rimborso elettorale a tutti i partiti che hanno raggiunto l'1% alle elezioni 2008. Parliamo di 100 milioni di euro. Ecco le cifre

Il sistema "salva stipendi" dei parlamentari

Costi della politica: LE MAPPE


manovra,casta,rimborso elettoraleLa manovra economica è una polveriera, le polemiche sui (per ora) mancati tagli alla Casta infiammano il dibattito e metterà certamente altra benzina sul fuoco l'accredito, il prossimo 29 luglio, dei mandati di pagamento relativi alla quarta rata del cosiddetto rimborso elettorale, versato dal Tesoro e girato dalle Camere, a quei partiti che hanno ottenuto almeno l’1% dei voti validi alle elezioni politiche del 2008, compresi quindi i partiti che non sono tuttora rappresentati in Parlamento. Si parla di 100 milioni di euro. Che non sono bruscolini.

La pubblicazione del rimborso avverrà appunto il 29 luglio in Gazzetta Ufficiale, ma le cifre sono già facilmente calcolabili e le riporta l'agenzia di stampa Il Velino, che correttamente spiega: "secondo quanto stabiliscono le norme relative ai rimborsi elettorali, i partiti italiani hanno avuto assegnato un "monte premi" di 503.094.380 euro. Da suddividersi, appunto, in cinque rate annuali". Ecco le cifre della quarta rata:

"Al Pdl quest'anno andranno 41.303.789 di euro (su un complessivo di 206.518.945), al Pd 36.046.301 di euro (su 180.231.505 totali), alla Lega 8.276.910 di euro (41.384.550), all'Udc 5.179.170 di euro (28.895.850), all'Idv 4.329.845 di euro (21.649.225), a Sinistra-Arcobaleno 1.858.244 di euro (9.291.220), a La Destra 1.240.583 di euro (6.2020.915), Mpa 955.377 euro (4.776.885), al Psi 498.351 euro (2.491.755), all'Svp 329.264 euro (1.646.320), a Svp+Autonomie 261.112 euro (1.305.560), a Valleè Aoste 44.804 euro (224.020)".

Basta quindi avere l'1% dei voti validi per avere "cash" fino al 2012, anche - nota sempre il Velino - se la legislatura "si interrompe anticipatamente, come è avvenuto per quella del 2006 per la quale i partiti hanno percepito le cinque rate fino al luglio dello scorso anno per un importo complessivo di 499.645.745 euro".

Qualche taglio, in questi casi, sarebbe stato gradito.