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16.01.2012

Maroni, tra fatwa e carezze

L'ex ministro parla di "fatwa incomprensibile" su di lui, ma dice che non c'è alcuno scontro con Bossi. Lega alla resa finale?

(la Presse)
maroni,bossi,lega,fatwaChe Bobo Maroni sia un esponente "differente" della Lega, lo si capisce dal fatto che è sempre invitato nel talk show allo zucchero di Fabio Fazio. E ieri sera, Maroni da Fazio ha spiegato la censura, poi rientrata, su di lui da parte di Bossi con parole un po' al veleno e un po' allo zucchero. Dapprima, Bobo dice di essere stato "colpito da una fatwa incomprensibile. Che cosa c'è di peggio di non poter incontrare i propri militanti, il popolo?". Poi, sposa l'idea del congresso, "una via importante e giusta perché è la via della democrazia interna".

Ma papà lo sa? Ed ecco che arriva lo zuccherino da parte di Maroni: "Non c'è alcuno scontro con Bossi da parte mia. Ieri è stata scritta una pagina importante perché si è levata la voce della base, che si è fatta sentire in maniera molto forte". "Bossi mi ha chiamato e mi ha detto che non sapeva di questa cosa. Io non so ricostruire il retroscena, non mi interessa, so che c'è stata una decisione e poi è stata revocata sull'onda dell'affetto dei militanti verso di me".

Maroni davvero pensa che Bossi non ne sapesse nulla? Difficile da credere, come difficili da digerire saranno per l'Umberto le parole di Maroni sulla votazione della Camera contro l'arresto di Nicola Cosentino, per la quale qualcuno ha coniato la battuta "lega dei Casalesi": "Perché un parlamentare deve essere trattato in modo diverso rispetto a un cittadino normale? E' questo che fa arrabbiare la gente. Se Cosentino fosse stato un cittadino normale sarebbe stato condannato".

Domenica 22 gennaio a Milano la Lega ha organizzato una manifestazione contro il governo. Maroni e Bossi faranno finta di essere uniti spostando il focus su Mario Monti? Che cosa risponderà il partito alle critiche dei militanti che non riescono a capire il nesso tra la Padania e gli inciuci in Parlamento? A meno che piazza Duomo non si trasformi in una battaglia di Legnano del terzo millennio.