29.03.2012
Pasqua lunga, la Casta chiude venti giorni
Tra Pasqua, 25 aprile, 1 maggio e amministrative, il Parlamento si riposerà a lungo. Perdendo il pelo, ma non il vizio. E potrebbe far comodo a tutti: Pdl, Pd e Monti
FOTO I costi (e gli sprechi) della politica
Ponte ricco, mi ci ficco. Tra Pasqua (8 aprile), 25 aprile, 1 maggio ed elezioni amministrative (6 maggio, più eventuali ballottaggi) il Parlamento chiude bottega per una ventina di giorni. Alla faccia della sobrietà come parola d'ordine, i parlamentari "possono rinunciare a tutto, tranne che alle feste comandate. Se poi la tornata elettorale amministrativa permette di stare a casa un altro po’, ben venga", commenta Filippo Conti su Lettera 43, che pubblica la sequenza delle chiusure per festa.
Ma non solo: per Conti la sosta potrebbe fare comodo a livello bipartisan: "Al Pdl per far slittare la discussione sulla giustizia e sulle frequenze televisive. Al Pd perché, in questo modo, i tempi di approvazione della riforma del lavoro si allungano a dismisura, tanto che il disegno di legge potrebbe addirittura vedere il traguardo (se mai lo vedrà) dopo la pausa estiva". E, considerando che i giorni da qui alla fine della legislatura, escludendo le future festività, sono circa 200, sembrano davvero pochi per validare la ricca agenda del Governo. Paradossalmente, quindi, queste pause potrebbero far comodo anche allo stesso Mario Monti, che invece di minacciare di lasciare potrebbe raddoppiare e chiedere di restare in sella ulteriormente, per "completare l'opera".
Questa però, sottolinea ancora Conti, è fantapolitica. La realtà è rappresentata da "Palazzo Madama e Montecitorio pronti a chiudere i battenti e a concedersi un bel po’ di vacanza. A dimostrazione che la classe politica italiana, anche in tempi di crisi, perde il pelo ma non il vizio".
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07.02.2012
Irene Pivetti si fa gli affari suoi nell'ufficio (gratis) della Camera
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18.01.2012
La mutua della Camera costa 10 milioni di euro l'anno
Denti e psicologi a carico nostro. I dati forniti dai Radicali
INFOGRAFICA I costi della politica italiana
(Ansa)
Denti, occhiali, fisioterapia costano, si sa. Anche ai deputati: 10 milioni di euro l'anno. E' questo l'ammontare del fondo di assistenza integrativa per gli onorevoli e i loro familiari, compresi i conviventi more uxorio, grazie all'ex presidente della Camera Pierferdi Casini. I dati sono riportati dai Radicali, che li hanno chiesti a lungo e infine ottenuti.
La radicale Rita Bernardini si è dichiarata contraria al fatto che la Camera debba fornire un'assicurazione integrativa: "Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo già l’assistenza che hanno tutti i cittadini italiani. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo (...) Non si capisce perché questa mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai questori. Secondo noi, basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all’anno”. Anche secondo noi, se queste sono alcune delle cifre per l'assistenza integrativa (fonte: radicaliitaliani.org)
- 3 milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche
- altri 3 milioni per ricoveri e interventi eseguiti in cliniche private
- 1 milione di euro circa per fisioterapia
- 488 mila euro per occhiali
- 257mila euro per psicoterapia
Omissis su prestazioni quali ad esempio massaggi, ginnastica passiva e chirurgia plastica. Quest'ultima, ad occhio e croce, non dovrebbe essere una spesa minima.
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12.12.2011
Con 3.600 euro al mese (più alloggio) non si campa. Parola di Paniz
Sui tagli agli stipendi dei parlamentari, l'onorevole dice la sua
FOTO-SCHEDE Costi della politica, i tagli che mancano
(la Presse)
Tagli agli stipendi dei parlamentari, forse ci siamo. I presidenti Fini e Schifani cercano di fermare le polemiche e parlano di decisione rapida e di polemica gonfiata dai media. Sarà. E vedremo soprattutto la "rapidità" che cosa significa per Camera e Senato.
Tutti d'accordo? Certo che no. L’onorevole Maurizio Paniz, famoso per essere uno degli avvocati di Silvio Berlusconi e per alcune uscite "soft" sulle intercettazioni (ad esempio, la richiesta di carcere per i giornalisti che le pubblicano) sostiene, in un'intervista al Messaggero, che quelli come lui lo stipendio l'hanno visto diminuire da dieci anni. Come mai? La sua busta paga "si è ridotta, a colpi di progressive riduzioni e per effetto del taglio per quelli che come me fanno altri lavori, a 2mila euro". Gli "altri lavori", nel caso di Paniz e di molti altri parlamentari, sono quasi sempre fiorenti studi legali. La risposta di Paniz è da maestro:
"Io farei il parlamentare anche gratis, e sarei onorato di farlo. Gli altri prendono 3.600 euro. Sarebbero dei nababbi? Ma andiamo!".
Non saranno nababbi, ma ad esempio hanno 3mila euro mensili di spese di soggiorno, cifra valida anche per i deputati di Roma. Anche questo è normale? Paniz risponde: "Guardi che fra vitto e alloggio mica si campa bene, nella capitale, con questa somma".
Non ci sembra ci sia altro da aggiungere.
11:55 Scritto da Staff in Politici da spiaggia | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | Tag: paniz, costi politica, tagli | OKNOtizie |
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25.10.2011
Tagli alla Camera? Magari dopo il 2014
L'ufficio di presidenza della Camera chiede gli stessi soldi al ministero dell'Economia. Dulcis in fundo, è in discussione l'incentivo per i deputati sempre presenti. Ne parlano Rizzo e Stella
INFOGRAFICA I costi della politica italiana
(la Presse)
La situazione - diceva Flaiano - è grave, ma non è seria. L'Italia è in crisi, il governo potrebbe a breve passare la mano, ma la Camera vuole, fino al 2014, gli stessi soldi di oggi. Alla faccia dei tagli sbandierati. Ne parlano Rizzo e Stella sul Corsera, citando una lettera dell'ufficio di presidenza della Camera al ministro Tremonti.
E il famoso taglio dei parlamentari? Tutti lo volevano, da Berlusconi, al Pd per bocca di Franceschini, al presidente della Camera Fini, al ministro Calderoli che annunciava "il cavallo magro corre più forte". Per ora, nessuna dieta. A meno che i parlamentari vengano sì dimezzati, ma a quel punto i loro costi sarebbero il doppio, perché appunto i soldi son gli stessi.
Rizzo e Stella fanno un raffronto (impietoso) con la britannica House of Commons, che di deputati ne ha 650, venti più dei nostri, ma ha un livello di spese correnti di meno di 500 milioni di euro, la metà delle nostre. Inoltre, "entro l'anno fiscale 31 marzo 2014 - 31 marzo 2015 la Camera bassa britannica vuole ridurre i propri costi di un altro 17%. Una scelta seria, "in linea con il resto del settore pubblico". I tempi sono così bui da obbligare a tagliare la scuola o la sanità? I tagli alla "Casta" britannica devono essere uguali. Così che nessuno possa parlare di privilegi e privilegiati".
Dulcis in fundo, l'ufficio di presidenza della Camera sta discutendo un incentivo per i deputati sempre presenti in aula, come a dire che chi in Parlamento ci va davvero, sarà premiato. Chiosa amara di Rizzo e Stella: "Possiamo sommessamente ricordare che un ritocco così piacerebbe anche ai maestri (più soldi se vanno a scuola), agli autisti d'autobus (più soldi se si mettono al volante), ai centralinisti (più soldi se rispondono al centralino) e così via? Diranno: ma non ci sono soldi! Appunto".
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18.10.2011
Parlamento, 14 leggi in un anno. Dal parco del Cilento all'insalata in busta
Sergio Rizzo si sofferma sull'inattività dei nostri parlamentari. La riduzione del loro numero, la vedremo mai?
INFOGRAFICA I costi della politica italiana
Quante sono le leggi di iniziativa parlamentare approvate da gennaio a oggi? 14. Sembra un po' poco, per un parlamento di 630 deputati che qualcuno ogni tanto vuole ridurre, se mai accadrà. Ne parla diffusamente Sergio Rizzo sul Corsera. Il numero di 14, specifica Rizzo, è al netto delle "ratifiche di trattati internazionali, atti dovuti che non comportano alcun impegno" e delle "conversioni di decreti o frutto di altre proposte governative".
Rizzo va inoltre a fondo delle leggi approvate. Alcune sono importanti, come quella per le assunzioni dei disabili nella pubblica amministrazione, o quella che fissa la percentuale del 30% di donne nei consigli di amministrazione delle società quotate, o un'altra sull'indennizzo dei familiari delle vittime del disastro ferroviario in val Venosta. Bene: poi?
Vogliamo parlare della legge, promossa dal Responsabile Mario Pepe, che cambia il nome del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano in quello "più corrispondente alla realtà" di parco nazionale degli Alburni, del Cilento e Vallo di Diano? Vogliamo parlare della legge per le "Disposizioni concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma"? Traduzione: l'insalata in busta. Primi firmatari: Sandro Brandolini del Pd e Fabio Raineri della Lega.
Ce ne sono altre, che vi risparmiamo. soffermiamoci invece sulle conclusioni di Rizzo: "Il disegno di legge anticorruzione, se lo ricorda qualcuno? Annunciato in pompa magna dal Consiglio dei ministri ormai 20 mesi fa, è stato approvato dal Senato ed è adesso nelle curve della Camera, dove sarà quasi certamente modificato per poi tornare a Palazzo Madama: se mai ne avrà il tempo. Il calderoliano codice delle autonomie che dovrebbe ridisegnare la nostra architettura istituzionale, quando sarà pronto? Il famoso disegno di legge sulla concorrenza, che fine ha fatto? E la riduzione del numero dei parlamentari, la vedremo mai?"
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03.08.2011
Gaglione, il deputato assente
"Ma non mi dimetto", tiene a precisare. E intanto il Parlamento si prende vacanza fino al 12 settembre. Come gli studenti
INFOGRAFICA I costi della politica italiana
(foto La Presse)
"La mia posizione non è limpida, lo ammetto". Ah, beh. E' Antonio Gaglione, ex Dc, eletto nel Pd ed ora al gruppo misto, il parlamentare con più assenze. In un'intervista a Oggi, confessa candidamente: "Quando ricevo lo stipendio di deputato, non mi sento proprio a posto. Ma la vita è fatta di bilanci e io che per 7 anni ho dedicato alla politica tempo, energia e soldi, mi dico che globalmente il bilancio è positivo. E di conseguenza non mi dimetto".
Esiste dichiarazione più realista nella situazione della politica italiana di oggi? Del resto, Gaglione dice : "Il Parlamento è stato espropriato delle sue funzioni. Deputati e senatori sono lì solo per approvare o bocciare atti di governo. Per quello ho smesso di andarci". Semplice, no?
L'intervista a Gaglione cade a fagiolo in contemporanea con la notizia che il Parlamento chiuderà per ferie fino al 12 settembre, nonostante qualcuno volesse riprendere una settimana prima, data la condizione in cui versa il paese. La risposta è stata che un centinaio di deputati, di maggioranza e opposizione, hanno da tempo prenotato un pellegrinaggio in Terra santa. Evidentemente, rimangono soltanto i miracoli.
09:35 Scritto da Staff in Politici da spiaggia | Link permanente | Commenti (27) | Segnala | Tag: gaglione, parlamento, costi politica | OKNOtizie |
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