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09.08.2010

Fini e la cadrega che scotta

Fini deve dimettersi da presidente della Camera? Vota

fini-dimissioni.jpgLa vicenda della casa di Montecarlo si arricchisce di giorno in giorno di nuovi particolari e nuovi veleni. E il fuoco di fila contro Gianfranco Fini sta diventando sempre più serrato. A gran voce gli alleati dell'altro ieri ne chiedono oggi le dimissioni da Presidente della Camera, mentre i nemici di un tempo lo difendono a spada tratta. Scherzi del caldo... Dopo la scelta di mandare avanti la consorte a spiegare la vicenda (la storia della mega vincita all'Enalotto con la schedina di Gaucci pare non abbia convinto l'opinione pubblica, chissà perché...), Fini ha dato alle stampe la sua lettera memoriale che riportiamo fedelmente: 

DICHIARAZIONE PRESIDENTE FINI
Un'inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità' o violazioni di legge. E' la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare " Ben vengano le indagini". A differenza di altri non ho l'abitudine di strillare contro i magistrati comunisti...
Secondo molti la rilevanza che il caso ha assunto dovrebbe spingermi a chiarire rapidamente, senza attendere interrogatori e rogatorie internazionali, alcuni punti non facilmente comprensibili per l'opinione pubblica.
Premesso che il caso e' diventato tale per l'ossessiva campagna mediatica dei giornali berlusconiani, che fingono di ignorare che la vicenda non ha ad oggetto soldi o beni pubblici ma solo la gestione di una eredita' a favore di A.N., sento comunque il dovere di fare chiarezza per ciò' di cui sono a conoscenza.

1) L'appartamento di Montecarlo (peraltro di modeste dimensioni) fu valutato, quando venne in possesso di A.N., circa quattrocentocinquanta milioni di lire e per tale valore fu regolarmente iscritto a bilancio. La stima fu fatta dalla società' che amministra il condominio ed e' stata spontaneamente esibita agli inquirenti insieme con gli altri documenti richiesti.
2) Chi ebbe modo di visitare l'appartamento, l'On. Lamorte e la Sig.ra Marino, mia segretaria particolare, riferirono che esso era in condizioni fatiscenti, inabitabile senza cospicue spese di ristrutturazione.
3) Non corrisponde al vero che siano state avanzate a me o, per quel che mi risulta, all'amministratore Sen Pontone o ad altri proposte formali di acquisto.
4) Nel 2008 il Sig. Giancarlo Tulliani mi disse che, in base alle sue relazioni e conoscenze del settore immobiliare a Montecarlo, una società' era interessata ad acquistare l'appartamento, notoriamente abbandonato da anni.
5) Verificato dagli Uffici di A.N. che l'offerta di acquisto era superiore al valore stimato (trecentomila Euro a fronte di quattrocentocinquanta milioni di lire) e in ragione del fatto che il bene rappresentava unicamente un onere per A.N. (spese di condominio ed altro), autorizzai il Sen. Pontone alla vendita come accaduto altre volte in casi analoghi.
6) Solo per restare nell'ambito dell'eredita' Colleoni, alcuni terreni a Monterotondo, un appartamento ad Ostia ed uno in Viale Somalia a Roma furono venduti in tempi diversi con le medesime modalità'. In nessuna occasione, a partire dalle assemblee nazionali convocate secondo statuto per l'approvazione dei bilanci, alcun dirigente di A.N. contesto' o sollevo' perplessità' sulle avvenute vendite essendo evidente che la "giusta battaglia" cui faceva riferimento il testamento consisteva nel rafforzamento del partito anche attraverso nuovi introiti finanziari e non certo attraverso l'utilizzo di terreni o appartamenti (specie se all'estero) non necessari all'attività politica.
7) La vendita dell'appartamento e' avvenuta il 15 ottobre 2008 dinanzi al Notaio Aureglia Caruso e sulla natura giudica della società' acquirente e sui successivi trasferimenti non so assolutamente nulla.
8) Qualche tempo dopo la vendita ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l'appartamento.

La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere facilmente intuite.
Questo e' tutto. Una sola considerazione finale: in quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere ne' tantomeno da temere per la vicenda monegasca.

Pertanto, chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalità' nella politica e' meglio che si rassegni....
GIANFRANCO FINI

Una lettera che ha avuto l'effetto di scatenare una raffica di reazioni pesantissime tutte con un comune denominatore: le dimissioni di Fini ora! "Il Giornale" stamani ha aperto con "Fini come Scajola" con Feltri che nell'editoriale rincara: "E' come Claudio Scajola che, poverino, è diventato proprietario di una casa ma ignora la provenienza dei soldi con cui è stata pagata". "Sarà lecito, ma è anche molto brutto che il paladino della legalità alieni a prezzo stracciato una casa donata ad An da un'iscritta e che poi quella casa risulti abitata dal 'cognato'". Capezzone (portavoce Pdl): "Se Gianfranco Fini vuole compiere un atto di dignità e non di viltà politica, deve rassegnare le dimissioni da presidente della Camera. Le sue dimissioni sono ormai inevitabili". Ancora più sprezzante Storace: "Fini, molla la cadrega! Tanto il rifugio ce l'hai... a Montecarlo!". Dal canto loro i finiani si difendono con Bocchino che parla di bastonatora mediatica orchestrata da Berlusconi.