05.09.2012
Il patto del Pd: una poltrona per tutti
In caso di vittoria di Bersani rispuntano Veltroni alla Camera, D'Alema agli Esteri, Franceschini segretario. Il fronte compatto anti Renzi
Bersani e D'Alema (La Presse)
Nel Pd, dopo l'anti berlusconismo è nato l'anti renzismo. Sarà per il "patto di potere" tra i big del partito, di cui Renzi ha parlato? Se questo patto è quello tinteggiato da Goffredo De Marchis su Repubblica, in effetti c'è poco da stare allegri.
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19.06.2012
"L'ufficio stampa dei vulcanologi ha fatto film sexy", il Pdci solleva la polemica
Sciame sismico, direttore laureato in ginnastica e una ex attrice pornosoft (FOTO) come addetto stampa. Non c'è pace per l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia: i maghi dei terremoti, per intenderci. Come non bastasse lo sciame sismico che ha devastato l'Emilia, adesso arrivano pure le polemiche sulle nomine e sulle raccomandazioni (vere o presunte) dei suoi vertici
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24.01.2012
Minzolini fa Fede
Il direttore silurato dal Tg1 al posto di Emilio al Tg4? Lui dice: "Penso solo alla causa contro la Rai"
(Ansa)
La fantapolitica spesso si sposa con la fantaRai (e Mediaset). Ed ecco che iniziano a circolare le voci sul probabile successore di Emilio Fede al Tg4. Il nome che spunta è quello di Augusto Minzolini, il "direttorissimo" come lo chiamava Berlusconi. Lo riporta Italia Oggi.
Fede sta sbottando per la questione Tg4, non gradisce il ridimensionamento eppur continua a guidare il telegiornale, convinto, come riporta il quotidiano, che "se mai ci fosse uno show down, il suo amico di sempre, Silvio Berlusconi, che, secondo Fede, in questa fase si tiene defilato, riuscirà a salvarlo dagli appetiti della nuova dirigenza di Mediaset che invece vede in lui il passato".
Si sono fatti più nomi per il Tg4, tra i quali il condirerttore di Libero Franco Bechis e Maurizio Belpietro. Su tutti, però, è dato in vantaggio Minzolini, "silurato" dal Tg1 (che si appresta a confermare Alberto Maccari) e in causa contro la Rai: proprio questo sarebbe il problema principale se lui accettasse la poltrona del Tg4. E Minzolini stesso ha dichiarato che pensa soltanto alla causa. Vedremo come andrà a finire. Questioni di Fede.
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30.11.2011
I tagli alla Padania
Il quotidiano leghista è in rosso e potrebbe scomparire quasi del tutto per spostarsi su internet. Sempre se Bossi lo permetterà
(la Presse)
Ironia della sorte. Proprio nei giorni in cui la Lega sembra ritornare al suo spirito battagliero dei primi anni, il suo quotidiano La Padania rischia di sparire nella versione cartacea. Lo scrive Marco Cremonesi sul Corsera, spiegando che il nuovo piano editoriale, presentato dal direttore al capogruppo al Senato Federico Bricolo (che è presidente dell'editoriale a cui fa capo La Padania) prevederebbe di stampare un giornale di sole 4 pagine, modello Il Foglio di Giuliano Ferrara, intensificando invece l’attività del sito internet.
Questa manovra falcerebbe la redazione, tant'è che da alcuni giorni il quotidiano esce senza (o quasi) firme. Come la mettiamo? La Lega sta facendo opposizione al governo Monti e ai suoi tagli e, in contemporanea, i primi a essere "tagliati" potrebbero essere i redattori del suo organo di stampa.
L'ultima parola potrebbe, ancora una volta, spettare a Umberto Bossi. Appare difficile che il fondatore della Lega sia disposto a rinunciare al giornale così com'è. Peraltro, sottolinea Cremonesi, il Senatùr stava pensando a lanciare una campagna destinata alle famiglie. La Padania non si toccherà, come le pensioni? Staremo a vedere, anzi a leggere.
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01.06.2011
Feltri torna e sfratta Sallusti
Ping pong da Libero al Giornale. E' la prima mossa di Berlusconi?
Elezioni perse? Via, si cambia, o meglio si restaura. Lettera 43 riporta la notizia che Vittorio Feltri ha firmato per tornare al Giornale come editorialista o direttore editoriale. Sarebbe il suo ennesimo ping pong tra Giornale e Libero.
E Alessandro Sallusti? La sua intervista a Vanity Fair dove disse che Letizia Moratti avrebbe perso e soprattutto che Berlusconi stava sbagliando tutto (“E’ lui che chiama brigatisti i giudici”) sembrava quasi un addio anticipato. Al momento, ciò che si sa è che Feltri sfratta Sallusti dall'ufficio che fu di Montanelli, Il resto, vedremo.
C'è da dire che Feltri, nella sua lettera aperta a Berlusconi su Libero, è stato duro e ha parlato di "catastrofe", chiudendo però con: "Le opportunità di riparare non mancano. Serve però che lei torni ad essere e a fare il Berlusconi, un uomo nel quale potersi identificare" (...) "Un consiglio e una preghiera: provveda a tutti noi oltre che a se stesso". Per il momento, il Cavaliere ha provveduto per Feltri.
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14.04.2011
Silvio: 'Dopo di me, Angelino'
Berlusconi indica Alfano come successore. Cambierà idea? Di certo, mentre tutti gli altri si guardano il naso, lui guarda avanti
Sondaggio: dopo Berlusconi, quale leader per il Pdl?
Foto: processo breve, la seduta non stop
Silvio Berlusconi, come sempre, guarda avanti quando tutti gli altri non guardano al di là del proprio naso. Prima ancora della votazione sul processo breve, fa una bella cena con la stampa estera e fa cadere ad hoc l'annuncio di non ricandidarsi alle elezioni del 2013 e di vedere Angelino Alfano come suo successore. Il che, sopratutto in questi giorni con la giustizia al centro, non fa una piega.
La notizia la riprendono tutti, Wsj e Guardian in primis, entrambi con loro giornalisti presenti alla cena. Paolo Bonaiuti e Denis Verdini, seccati, minimizzano. Ugo Magri, su La Stampa, fa notare: "Qualcuno si stupirà, altri forse no. Nessuno però metterà in dubbio che Berlusconi voglia lasciare, anche perché l’ha detto davanti a una ventina di corrispondenti stranieri. Semmai l’interrogativo è se l’uomo cambierà idea".
Potrebbe essere, nel caso Berlusconi continui ad essere l'unico cavallo davvero vincente. Potrebbe essere che rimanga a fare "il padre nobile", altra sua frase udita alla cena. Una cosa è certa: nessuno, a parte Romano Prodi, è riuscito a sconfiggerlo e, dato lo stato in cui l'opposizione giace, c'è chi potrebbe pensare "e vabbè, teniamocelo fino al 2013, poi si vedrà". Sarà divertente vedere Bersani sconfitto anche da Alfano e D'Alema che si chiederà il perché aprendo un focus group di cervelli atrofizzati. E Berlusconi riderà, godendosi lo spettacolo in poltrona.
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23.02.2011
Il quinto potere di Trota Bossi
Renzo sarà il responsabile degli organi di informazione leghisti. Da Trota a pesce siluro
Renzo Bossi story: fotogallery
L'informazione, si sa, è potere. E l'informazione leghista andrà in mano al figlio del capo. Renzo Trota Bossi sarà il responsabile del "network" della Lega: La Padania, Radio Padania libera, Tele Padania. Lo scrive Marco Cremonesi sul Corsera.
Il perché è presto spiegato. L'attuale responsabile, Stefano Stefani, è considerato troppo soft e confuso dai vertici del Carroccio. Le ultime scelte, dall'intervista a Bersani su La Padania al "niet" del collegamento tra Radio Padania e Lucia Annunziata, sono state molto criticate dalla base. E la base per la Lega è quasi tutto. Completano il cerchio alcune scaramucce tra esponenti della Lombardia.
E così il gioco è fatto. Il Trota sta sempre più diventando un pesce siluro, per citare una presenza ormai fissa in fiumi e laghi della pianura padana.
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01.02.2011
Vespa "chiama" Silvio in tv
Il conduttore: "Berlusconi sbaglia a telefonare" e dovrebbe "accettare un confronto". Uno speciale Porta a Porta in vista?
Cavaliere, basta telefonate? Sondaggio
"Berlusconi sbaglia a telefonare in diretta durante le trasmissioni. Soprattutto sbaglia a riappendere la cornetta. Sarebbe meglio che accettasse un confronto". E' Bruno Vespa a dirlo, intervistato da Paolo Conti per Corriere Tv. E continua, dicendo che il premier "non si lamenta in pubblico di Porta a porta ma in privato ha molto da ridire. Forse vorrebbe avere solo un certo tipo di ospiti. Ma non sarebbe mai possibile né auspicabile".
Vespa prepara il terreno per un "faccia a faccia" del Cavaliere? E la domanda sorge spontanea: con chi? E per cosa?
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26.01.2011
Emilio, eccesso di Fede
Berlusconi pare non abbia gradito il riferimento di Fede ai figli durante un'intervista. Emilio non più Fido? Lui nega, ma c'è Mario Giordano in pole position
Come il Jean Claude della Gialappa's che ne combina sempre una con la madre, Emilio Fede potrebbe non essere più Emilio Fido ed essere silurato dal Tg4 da "Madre" Berlusconi. Perché?
A parte la notizia sulla "cresta" di 400 mila euro sfilati dalla presunta commissione a Lele Mora, smentita da Fede, ma che non ha fatto felice Berlusconi, c'è stata qualche parola di troppo nell'intervista che Fede ha dato a Lucia Annunziata durante In mezz'ora. Il direttore aveva detto: “La discoteca di Arcore? Serve al figlio maggiore e ai suoi amici”. Passo falsissimo. Il settimanale Oggi, ripreso da Dagospia, parla di una telefonata di Berlusconi a Fede nel corso della quale il premier lo diffida dal nominare i figli "in qualsiasi occasione, in privato e in pubblico”.
Insomma, a Emilio potrebbe essere fatale un eccesso di fede. Lui nega, ma pare che il "benservito" potrebbe essere mascherato da un'auto sospensione e Fede farebbe l'editoralista in pensione (del resto, il nostro ha quasi 80 anni).
Se Fede piange, c'è un terzetto che vorrebbe ridere, ossia i papabili per la poltrona di direttore del Tg4: Mario Giordano, Salvo Sottile e Giorgio Mulé. Di chi si fiderà di più Berlusconi? Forse lo sapremo nelle prossime telefonate.
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19.07.2010
L'estate bollente di Silvio e Gianfranco
La guerra tra i due prosegue sulla stampa. Al Secolo d'Italia risponde Vittorio Feltri sul Giornale
Lo scontro tra Berlusconi e Fini diventa sempre più duro e sono i giornali ad affilare le spade. Il Secolo d'Italia dedica sei pagine a esponenti finiani per fare dir loro che il Pdl così com'è è morto ed è da rifondare. Titolo: "Un partito vero, ma ci possiamo ancora credere?" Tra i punti toccati dal Secolo, oltre ai nomi del Pdl coinvolti nelle inchieste giudiziarie, l'azzeramento dei vertici del Pdl, un congresso e un coordinatore unico.
La risposta al quotidiano diretto da Flavia Perina arriva dal Giornale di Vittorio Feltri, che senza mezzi termini dice: “Siccome il partito delle tessere non ci sarà mai, perché disgusta il Cavaliere, fatalmente i colonnelli e gli appuntati del presidente della Camera se ne andranno per conto proprio e fonderanno qualcosa di nuovo, ignoriamo cosa, forse una bella o brutta copia di An". Anche Feltri ipotizza una frattura nel Pdl, anzi se la augura dicendo ai finiani: “Non ce la fate a resistere in panchina? Andate. Andate in pace. E che la pantomima sia finita”. Un'estate sempre più bollente.
14:44 Scritto da Staff in Sala stampa | Link permanente | Commenti (75) | Segnala | Tag: berlusconi, fini, feltri | OKNOtizie |
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