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22.08.2012

Le Regioni che finanziano i partiti

Dopo il caso Lazio, ecco gli altri: Lombardia, Sicilia e Piemonte in testa. Val d'Aosta e Toscana "virtuose". Ma di 4 regioni non si conoscono le voci di bilancio FOTO 

 

Polverini e Formigoni (La Presse)
finaziamento partiti,regioni,lazio,lombardiaDopo il caso dei 15 milioni di euro che la regione Lazio stanzia per i suoi gruppi consiliari, si scopre forse l'acqua calda: il  Lazio, di cui ha parlato Sergio Rizzo, non è l'unico in Italia, anzi. 

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17.07.2012

S.Ambrogio e S.Gennaro da tagliare, il governo ci riprova

Torna l'ipotesi di accorpare le festività per aumentare il Pil. Contento il sottosegretario Polillo (quello della proposta di risparmiare una settimana di ferie) 

 

Gianfranco Polillo (la Presse)
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E' periodo di tagli, anche del tempo libero. Il governo ci riprova e spunta l'ipotesi di accorpare le festività con l'obiettivo di far crescere il Pil. L'idea, scrive l'Ansa, potrebbe essere esaminata nel prossimo Cdm dopo il parere di quattro ministeri chiave. E, lo sappiamo, non è nuova. 

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16.03.2012

Onorevoli in aula, se no perdono 500 euro al giorno

Il deterrente funziona: + 20% di presenze. Ma c'è chi firma e se ne va. Borghesi (Idv) accusa Brunetta 

FOTO Tutti i costi della politica italiana 

 

costi della politica,brunettaOnorevoli fannulloni? Da un mese a questa parte, pare di no: la presenza media dei deputati in aula è aumentata del 20%, anche nelle commissioni e nelle giunte. Effetto del governo Monti? Mano sul cuore in un momento di crisi del paese? No, una cosa molto meno romantica: una norma introdotta un mese fa che lega una quota della diaria (fino a 500 euro) non solo alle presenze nell’aula della Camera ma anche in commissioni e giunte. E il presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa, conferma: "Diciamo che le sedute sono più partecipate. Anche se da noi non ci sono stati mai fenomeni di assenteismo diffuso. Però il deterrente aiuta”. 

Pagare moneta vedere cammello? Non proprio, perché il fenomeno dei "furbetti" che entrano in commissione, firmano la presenza e poi escono, non cessa. Antonio Borghesi dell'Idv lancia un sasso a Renato Brunetta, ex ministro e nemico giurato dei fannulloni: "Vogliamo parlare dell’ex ministro Renato Brunetta, che da noi in commissione Bilancio firma e spesso dopo cinque minuti va via? E poi, lui come gli altri, per tutto il giorno sono a posto, anche se la commissione si riunisce altre tre volte in giornata”. 

Brunetta, piccato, risponde: "Io lavoro dalla mattina alla sera. Non mi occupo di queste bassezze”. Pure ironico. Rimane il fatto che, ancora una volta, la cosa pubblica sia proprio una "cosa", misteriosa, per molti nostri rappresentanti.  

20.01.2010

Bertolaso S.p.A.

Il superman della protezione civile diventa imprenditore. I "grandi eventi" gestiti (e pagati) in autonomia dall'ente che sta per privatizzarsi



bertolaso-protezione-civile-1.jpgAd Haiti manca l'organizzazione? No problem, è in arrivo Clark Kent Bertolaso. Silvio Berlusconi come sempre non perde tempo e spedisce ai Caraibi il superman della protezione civile, il quale, più modestamente, non assegna all'Italia una leadership sulla gestione dell'emergenza haitiana, ma "un settore d'intervento che sarà sicuramente fra i più efficaci e piu' utili davvero per la popolazione del posto".

Guido Bertolaso è per molti il "Gigante, pensaci tu", l'uomo che rimuove i cumuli di immondizia a Napoli, che abbraccia bimbi estratti dalle macerie, che verifica piene di fiumi dando all'italiano medio, non ha importanza per chi voti, un senso paterno di rassicurazione. Altri però, anche in questo caso bipartisan, stanno sbuffando davanti all'ultimo mattone della "Bertolaso S.p.A.". Già, perché un decreto in discussione al Senato trasforma la protezione civile in impresa. “Il rapporto di lavoro dei dipendenti della società è disciplinato dalle norme di diritto privato". Eccola qui, la Bertolaso S.p.A.

Questo decreto segue quello del 2001 che assegnava alla protezione civile interventi in casi totalmente diversi dalla gestione dell'emergenza. Un esempio? I grandi eventi nazionali, come il vertice Nato-Russia del 2002 di Pratica di Mare (o di "Romolo e Remolo", per intenderci). Interamente organizzato dall'ente con denaro che, magari, sarebbe potuto servire ad altro e che comunque non necessita di controllo, perché la legge 225 assegna al capo della protezione civile la facoltà di disporre delle cifre ritenute necessarie alla missione in programma. Ora, con la privatizzazione dell'ente, Bertolaso diventa "business partner" del premier del momento (perché, ricordiamolo, buona parte del centro sinistra lo considerava "uno di loro") e, formalmente, se ne può impipare di Giulietto Tremonti, a cui i ministri chiedono in continuazione di allungare i cordoni della borsa.

Come riporta su Repubblica Alberto Statera, "tra il 2001, quando Bertolaso venne nominato capo della Protezione civile e i primi cinque mesi del 2009, la presidenza del Consiglio ha emesso 587 "ordinanze emergenziali", di cui solo una parte riferita a calamità naturali". A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, come disse Giulio Andreotti, al cui seguito fu proprio Bertolaso, che divenne pian piano, da medico della Farnesina con il mito di Albert Schweitzer, a imperatore delle unità di crisi. Ave Guido, calamĭtas te salutant.

03.11.2009

D'Alema in Europa? C'è chi ci scommette

dalema-unione-europea.jpgGira che ti rigira, la longa manus di Baffino D'Alema appare sempre quando meno te lo aspetti. Questa volta è in ballo il prestigioso ruolo di rappresentante degli affari esteri dell'Unione europea, per il quale naturalmente i bookmakers inglesi scommettono come su ogni cosa. Ebbene, a una settimana dalla nomina il favorito rimane David Millband, ma il "lider massimo" sale in quarta posizione (è dato 7 a 1) e qualcuno incomincia a crederci.

Pur non essendo protagonista attivo della vita politica, D'Alema è come lo fosse. Suo è stato l'endorsement a Bersani, che ha trionfato nelle primarie per la segreteria Pd. L'amore-odio tra lui e Berlusconi, poi, è storia vecchia. I due da sempre giocano il ruolo di grandi antagonisti e da sempre si stimano, anche se a volte fanno finta che non sia così. Il "fil rouge" del Cogito EGO sum senza dubbio li accomuna.

Risultato: Bersani probabilmente sarà un segretario che tenterà un dialogo (non pronunciate però questa parola in sua presenza) con la maggioranza, che in questo momento è lacerata al suo interno quanto l'opposizione. E su Baffino all'Ue si comincia a sentire profumo non di grande coalizione, questo no, ma di un piccolo inciucio sì...

D'Alema è l'uomo giusto per gli affari esteri dell'Unione europea? Vota

09.06.2009

I mille colori dell'astensionismo

altan15.jpgAstensionismo. Di sicuro dalle dichiarazioni dei protagonisti si sa che "pesa" e che l'affluenza è stata del 66,46 per cento, contro il 72,88% della precedente consultazione. A sinistra - L'astensionismo a vocazione minoritaria delle anime dalle mani linde e il cuore cristallino della sinistra era una delle incognite di queste elezioni, messe in conto dai politologi. "Il non voto è una specie di "voto in purezza", un gesto estetico e sentimentale che antepone l’integrità dell’io alla contaminazione del noi", spiegava Michele Serra sulle colonne de "La Repubblica". Come dargli torto? Il mancato riconoscimento collettivo del popolo orfano della morale berlingueriana nei confronti del nuovo soggetto politico di sinistra è stata una variabile dibattuta dalle parti del Pd. La sinistra coltiva il culto della testimonianza, trasferito nel culto nell'azione politica, che tradotto nei fatti si riduce a rinunciare ad una sovranità efficace per far posto al narcisismo dell'anima bella, dura senza sé e senza ma, che sotraendosi al coro, si purifica e salva la propria coscienza. Non ricompatta più lo spauracchio del berlusconismo. Il Pd ha perso 4 milioni di voti, quanti per delusione?  A destra - Può darsi che sulla scelta del non voto abbiano influito gli scandali del ciarpame velinico o la vendita di Kakà. Destini che uniscono hanno spinto il 6% dei votanti, forse gli elettori di fede aennina, infastiditi dalle manifestazioni degradanti del potere, a evitare le urne come la kryptonite e a dirottare le proprie simpatie verso il Carroccio. Le verità possono essere tante. I siciliani, per esempio, si sono astenuti per protestare contro il trasferimento dei fondi Fas al Nord, o per andare al mare?

E voi? Vi siete mai astenuti? Non andare a votare è sbagliato? E perché lo si fa? L'astensionismo paga? E' giusto votare turandosi il naso? Quando è veramente necessario non esprimere preferenze? Vi siete mai pentiti di non aver votato? Raccontateci la vostra esperienza. Non astenetevi.

20.04.2009

Fenomenologia di Baffino, dalle Frattocchie a Red tv

La passione per la vela, le battute sprezzanti, un'intelligenza politica riconosciuta. Ma anche il sincero disprezzo per i giornalisti (testualmente contrassegnate come "iene dattilografe") o la totale ammirazione della sua corrente.  Massimo D'Alema compie 60 anni.

Sarà ricordato per aver sdoganato il Pci ed essere stato il primo Presidente del consiglio post comunista? O per la capacità di confezionare con perizia, minuscoli origami?

Passerà agli annali la sua Bicamerale, l'accordo mancato con Berlusconi o il fu-fu immortalato da striscia la notizia? Sarà ricordata la cena a base di pesce a Gallipoli con Buttiglione o l'accordo che portò alla nascita dell'Ulivo? (guarda l'album)

Che dire poi della battuta di Nanni Moretti nel film Aprile. "D'Alema di' qualcosa di sinistra"? dalema.jpgFu vera gloria o il più grande bluff della sinistra repubblicana? Ai posteri l'ardua sentenza.

14.04.2009

Il grande tessitore e l'oscura arte della mediazione

A lui si deve il patto della crostata. E' una figura istituzionalmente preminente tra i berlusconiani, che ama muoversi dietro le quinte, con sagace puntiglio, e avvedutezza. Naturalmente portato per rivestire il ruolo di mediatore.

Il sarto che cuce i rapporti con le opposizioni, Gianni Letta, il deus ex machina, il consigliere più ascoltato da Silvio Berlusconi, compie 74 anni.

Per i suoi modi sempre pacati, negli anni si è guadagnato il soprannome di "gran ciambellano", una sorta di Richelieu repubblicano. Perfino Machiavelli avrebbe ammirato virtù simili.

Che non sia anche un nome spendibile per la presidenza della Repubblica? Certo Letta al Quirnale non incontrerebbe l'ostracismo dell'opposizione. L'età c'è tutta. Oltretevere farebbero ponti d'oro. Letta è divenuto recentemente anche Gentiluomo della famiglia pontificia, ossia addetto all'accoglimento e all'accompagnamento degli ospiti del Pontefice.

111548_vat103_l_osservatore.jpgMa i tanti pretendenti del centrodestra sarebbero disposti a fare un passo indietro in favore del sottosegretario alla presidenza del Consiglio?

11.12.2008

Arretratezza digitale

digital_divide.jpgDa classifica Eurostat: l'Italia è l'unico Paese di tutta l'Europa allargata dove la diffusione di Internet nelle famiglie cala.
Dal 43% (contro una diffusione del 54% nelle famiglie europee) al 42. Dietro di noi: solo Grecia, Romania e Bulgaria.

Alla faccia del digital divide!

19.05.2008

Deputati e lauree

"Il numero dei deputati laureati che nella prima legislatura era il 91,4 per cento, è diminuito nella penultima, al 64,6 per cento", dal libro La società cinica di Carlo Carboni.

E' un dato che ci deve far riflettere. Una laurea, si dice, non si nega più a nessuno: è innegabile che negli ultimi decenni l'accesso all'università e il numero dei laureati italiani è notevolmente aumentato. Perché, dunque, proprio i nostri parlamentari smentiscono questa positiva tendenza? L'eccellenza che l'Italia deve ritrovare si è persa in primis proprio nella sua classe dirigente.