02.05.2013
La Rivoluzione Civile è già finita
Dopo il flop elettorale, Ingroia & co. decidono di terminare l'avventura: ma non era un progetto a medio termine?
Manifesti elettorali con Ingroia (Ap)
Antonio Ingroia, dopo il flop elettorale di febbraio, aveva detto che Rivoluzione Civile sarebbe proseguita. Che cavolo, ci mancherebbe: c'è bisogno nel Paese di una nuova voce sul dibattito per la legalità e i diritti. Infatti: a poco più di due mesi dalla fine delle elezioni, Rivoluzione Civile si scioglie e lo comunica con una nota congiunta.
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03.04.2012
Amarcord Berlusconi con nostalgia per Fini
Il Cavaliere rimpiange di non essere più al governo "per la diaspora di Fini", che gli risponde: se tu fossi ancora premier, l'Italia sarebbe in bancarotta
FOTO Elezioni comunali, le alleanze più improbabili a destra e a sinistra
(foto di repertorio, Ansa)
Silvio Berlusconi apre la riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl con molta nostalgia. Sono passati 18 anni dalle prime elezioni vinte e lui non è più premier e cerca di compattare un partito diviso tra molti rivoli. Il suo "dobbiamo stare fortissimamente uniti", detto in riunione, sembra quasi un grido di dolore.
Berlusconi, poi, non rinuncia agli attacchi alla stampa, a tornare sul suo senso di responsabilità per avere fatto un passo indietro e all'amarcord, sintetizzato in questa battuta: "Saremmo ancora al governo, forti della nostra maggioranza alla Camera e al Senato, se non ci fosse stata la diaspora di Fini".
Pronta la risposta di Fini, sul suo profilo Twitter: "Ringrazio Berlusconi per il merito che mi ha riconosciuto. Se fossi stato zitto e buono lui sarebbe ancora premier. E l'Italia sarebbe alla bancarotta".
Non c'è che dire, i rapporti tra i due continuano ad essere cordiali.
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22.03.2012
Il "compagno Scilipoti": articolo 18 è civiltà, Fornero incompetente
L'onorevole dei Responsabili non vuole cambiare l'articolo 18 e attacca Elsa Fornero per l'esclusione degli statali. Un po' Brunetta, un po' Bersani, certamente più a sinistra di Veltroni
FOTO "Fornero al cimitero" e bufera su Diliberto
Mentre ieri, forse risvegliato dalla valanga di commenti e tweet di una base sempre più furente, Pierluigi Bersani ha battuto un colpo su riforma lavoro e articolo 18, ecco un sostenitore della legge che non ti aspetteresti mai: Domenico Scilipoti, che con la sua tipica irruenza attacca Elsa Fornero, ripesca il fantasma di Renato Brunetta "l'antifannullone" e si erge a difensore dell'articolo 18. Leggete i tre passi della sua dichiarazione:
"Il ministro del Lavoro Elsa Fornero dimostra la sua incompetenza quando afferma che le modifiche all'articolo 18 non vadano applicate per i dipendenti pubblici, è proprio tra i dipendenti statali che si nascondono molti fannulloni che sentendosi intoccabili e garantiti dal posto fisso sono scarsamente motivati e produttivi, così facendo invece di incentivare chi lavora,si finisce per tutelare chi non fa nulla". E qui Scilipoti è un po' Brunetta.
"Pur essendo fortemente contrario alla modifica dell'articolo 18, poiché la ritengo una norma di civiltà conquistata con anni di battaglie dai lavoratori, e modificarla sarebbe un passo indietro del nostro Paese, ritengo che se devono esserci dei cambiamenti questi debbano valere per tutti i dipendenti pubblici e privati, nessuno escluso". E qui si "sinistrizza" di più.
"Auspico che in Parlamento i leader politici che sostengono questo esecutivo abbiano il coraggio di aprire un serio confronto, sulle modifiche da apportare ad una riforma fortemente iniqua ed evidentemente squilibrata a favore delle imprese, che rischia di trasformarci in un Paese di precari". E qui, immaginiamo la confusione nella base del Pd, che si aspetterebbe parole simili da Veltroni, ad esempio, e non da Scilipoti: magari ora qualcuno potrebbe chiedergli di candidarsi alle primarie. E' una battuta. O forse no.
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07.03.2012
La Lega di Bossi esiste ancora?
Il caso Boni è un'altra tegola per il partito. Bossi tuona, ma forse a vuoto. Bepi Covre: "Basta pagliacciate, è ora di cambiare generale"
TANGENTI Boni avrebbe dirottato un milione di euro alla Lega
La "maledizione del Pirellone" colpisce anche Davide Boni, quarto presidente del consiglio regionale lombardo indagato, che segue Filippo Penati, Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni. La Lega, il partito di Boni, ha reazioni diverse. Umberto Bossi avrebbe detto ai suoi: "Vogliono distruggerci, usano tutti i mezzi, ma non ci riusciranno. Anzi, la Lega prenderà ancora più voti. Chissenefrega dei giudici".
Sarà, ma ad esempio il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo, del quale nessuno può negare il legame con Bossi, ha dichiarato che se fosse in Boni "mi dimetterei da presidente oggi stesso, anche per essere più libero nella difesa". E in molti cominciano a perdere la pazienza con Bossi. Tra i tanti, Bepi Covre: leghista doc, imprenditore, ex sindaco di Oderzo, ex deputato e fondatore, nel 1995, del "movimento dei sindaci". Intervistato da Michele Brambilla per La Stampa, Bepi (nome che più veneto non si può) è molto chiaro sulle ultime esternazioni di Bossi: "Se pensa di raccogliere voti in questo modo, sbaglia. Prima dice una cosa, poi dice che ne intendeva dire un' altra. Mi ha fatto tristezza sentire Bossi così (...) È un uomo malato, e tutti quei farmaci che prende qualche effetto collaterale ce l'avranno, immagino. Ma non è solo questo. Il punto è che anche lui, come tanti altri leader di partito, ha perso il contatto con la realtà. La gente ne ha le tasche piene di queste pagliacciate. Discorsi come quello dell'altra sera sono inconcludenti".
E Bepi Covre arriva a dire ciò che forse in molti non osano fare: "Io penso che sia il momento di chiamare Bossi e dirgli: caro Umberto, tu sei stato l'amministratore delegato della Lega per venticinque anni. Possiamo vedere un bilancio? Dove sono gli utili? Bossi ha dato il massimo. Ha creato un monolite e l'ha tenuto insieme. Però adesso bisogna fare un bilancio. Sul federalismo siamo ancora all'anno zero. Così come è un dato di fatto che le elezioni del 2008 erano state stravinte: eppure abbiamo portato a casa un fallimento politico clamoroso". E ancora: "Certe cose le pensano tutti, ma non c'è ancora il coraggio di uscire allo scoperto anche per motivi di affetto. A Bossi vogliamo tutti bene: ha dato la sua vita al movimento. Ma un conto è voler bene, un conto è guardare i risultati. Lui ha preso le redini della Lega più di vent'anni fa. Era un altro mondo. E quando cambia il mondo, è il momento anche di cambiare le strategie. E il generale". Lo saprà il generale Bossi cosa c'è dietro la collina?
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24.05.2011
Umberto "Donato", ebbro di sconforto
Ecco il 45 giri inciso da Bossi (nome d'arte Donato) negli anni'60. Meglio o peggio delle sue pernacchie?
Umberto Bossi fa le pernacchie a Formigoni. Una involuzione, dato che nei primi anni'60 faceva il cantante beat con lo pseudonimo di Donato. E' una cosa che sapevano tutti, ma fino ad ora l'unico 45 giri da lui edito era introvabile. Lo ha messo in circolazione Mirko Dettori, collezionista di Brescia, che pare abbia l'unica copia reperibile con incisi i brani Ebbro e Sconforto, autori U.Bossi e D.Mazzucchelli.
Si parla anche di una base d'asta di 250mila euro, anche se Dettori la definisce "una provocazione". Come quelle di Umberto "Donato" Bossi, ebbro di sconforto.
Il 45 giri di Donato alias Umberto Bossi - Ebbro... di afrobacon
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23.02.2011
Quando Gheddafi piaceva a sinistra
Tutti hanno in mente il comportamento di Berlusconi con il dittatore. Ma qualcuno si ricorda Prodi e D'Alema al riguardo?
Ieri Gheddafi ha pronunciato un discorso delirante, incitando i libici a sterminare chi la pensa diversamente da lui. Finalmente il governo ha preso una posizione meno interlocutoria nei confronti di un dittatore e un paese ai quali siamo comunque legati mani e piedi.
Tutti hanno in mente la battuta infelice di Berlusconi sul "non voler disturbare" Gheddafi, la sua gaffe del baciamano, le sceneggiate con le hostess da convertire all'Islam e quant'altro. Vogliamo però, per par condicio, ricordare alcuni momenti del passato quando era il centro sinistra a intavolare i rapporti con Gheddafi.
27 aprile 2004: prima visita in Europa di Gheddafi dopo la fine dell’embargo Onu contro la Libia.
Voglio esprimere la mia gratitudine a mio fratello Romano (Gheddafi rivolto a Prodi)
Oggi è un grande giorno per l’Europa (Romano Prodi, all'epoca presidente della Commissione europea)
I buoni rapporti tra Tripoli e i governi italiani, compresi quelli di centrosinistra, conobbero un altro apice con la vittoria di misura ottenuta da Prodi contro Silvio Berlusconi nel 2006: Gheddafi chiamò il Professore per congratularsi, il neopremier ricambiò la cortesia con una visita in Libia datata 8 settembre (ilvelino.it)
Fu il governo Prodi il primo a dialogare con Gheddafi. E il primo ministro europeo a fargli visita ufficiale nel 1999 fu D’Alema (Marco Minniti, ex "lothar" dalemiano, 2008)
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07.02.2011
Sostiene Pannella
Il vecchio leone pronto a trattare con Berlusconi. Un probabile ministero (la giustizia?) barattato con le convinzioni radicali?
"Figli" di Pannella: Daniele Capezzone show. Foto
Deputati offresi seconda puntata. Dopo Aurelio Misiti e la sua proposta da 20 milioni di euro per l'alta velocità al Sud, ecco il vecchio leone mai domo Marco Pannella che conferma i rumors di questi giorni e pare pronto con i suoi radicali a lanciare una ciambella di salvataggio a Berlusconi. "Ci siamo già visti due volte, col Cavaliere, ci rivedremo in settimana, possiamo trovare un’intesa. Trattiamo, vediamo cosa ci offre. Berlusconi almeno quando dice di volerci vedere poi mi fissa subito un incontro, Rosy Bindi e Bersani mi hanno sempre detto "ci incontriamo, ci incontriamo", e li hai mai visti?".
Pragmatico quanto basta, Pannella. Ma tutte le battaglie pro Eluana, tanto per parlare di un caso che divide i radicali e la maggioranza in modo netto? "Tra il puttaniere Berlusconi e il casto Formigoni non c’è nemmeno da discutere dove stia io...", dice Pannella a La Stampa. Evidentemente gli sta bene anche l'ultra cattolico Maurizio Lupi. Libero si spinge oltre e indica come papabile ministro della giustizia un tecnico di area radicale, Mario Patrono, se Alfano diventerà coordinatore unico del Pdl.
"Pannella stangherà i Pm per conto del Cav", ironizza Libero. Emma Bonino lo ammonisce: "Non mi fido di Berlusconi". E Pannella fa una dichiarazione da campione della prima repubblica e di quella partitocrazia che tanto ha sempre preso in giro. Eccola: "Sorreggere le istituzioni è un dovere repubblicano". Pare la buonanima di Cossiga. L'età è quella. De senectute.
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01.02.2011
Barbareschi, da Silvio a Gianfry e ritorno?
L'attore deputato che "uscì allo scoperto ancor prima di Fini" ora si fa ammaliare dai "reponsabili". Lui dice: Sono solo illazioni
Il "trasformista" Luca Barbareschi. Fotogallery
Il "trasformista" Luca Barbareschi è pronto a lasciare i banchi di Futuro e libertà e ad andare al gruppo misto? Parrebbe di sì, ed ha bussato a villa San Martino per un vis à vis con Silvio Berlusconi. Ma lui bolla il suo passaggio ai "responsabili" di Moffa come illazioni e dice di essere stato ad Arcore perché "in Parlamento manca il confronto".
Barbareschi non ha partecipato al voto sulla sfiducia a Sandro Bondi. I maligni sussurrano perché gli sia stata promessa la direzione di un teatro. Ma il Sole 24 Ore si spinge più oltre e indica Barbareschi come uno dei protagonisti del rimpasto di governo al quale Berlusconi starebbe lavorando, anche se il "remix" non arriverebbe subito perché il Cavaliere starebbe aspettando che arrivi ancora qualcuno ad allargare la maggioranza.
Quali i nomi del possibile rimpastone? Sul Sole, Celestina Dominelli cita, oltre a Barbareschi, appunto Silvano Moffa, Carla Polidori, Francesco Pionati. Ma ci sarebbe spazio anche per una fedelissima del premier come Nunzia De Girolamo, "alter ego" di Mara Carfagna in Campania (anche se pare la ministra non gradisca questo accostamento).
Tornando a Barbareschi, che in passato si era fatto distinguere per il suo tasso di assenteismo in aula e perché disse che lo stipendio da deputato non gli bastava, ricordiamo una delle sue frasi di un passato nemmeno troppo remoto: "Io sono uscito allo scoperto ancora prima di Fini, scontrandomi personalmente con Tremonti e Berlusconi. Nel film “Il Trasformista” criticavo il Pdl due anni prima di entrare in politica". Mai titolo di una pellicola fu più azzeccato.
11:47 Scritto da Staff in Come si cambia | Link permanente | Commenti (182) | Segnala | Tag: barbareschi, fini, berlusconi | OKNOtizie |
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09.12.2010
Il bunga bunga di Renzi
Il sindaco "pierino" ad Arcore da Berlusconi. Pensava davvero che nessuno lo avrebbe ciriticato?
Matteo "rottamatore" Renzi è riuscito a far parlare di sé per tutto il ponte dell'Immacolata quasi più della prima alla Scala. Il sindaco di Firenze ha chiesto un incontro con Berlusconi per sollecitare una legge speciale per la sua città. Luogo dell'incontro: Arcore. Boom.
Metà politica accusa Renzi di aver accettato un luogo improprio. L'altra metà lo sfotte e Libero titola: "Il Cav. invita ad Arcore Renzi: rottamiamo insieme il Pd". Renzi non getta acqua sul fuoco, ma benzina. Ieri sera, al tg La7 ha detto a Enrico Mentana: “Di cosa avevano paura? Che andassi a fare bunga bunga con Berlusconi?”.
Renzi è sicuramente un politico fuori dagli schemi e Berlusconi, con il suo fiuto unico, lo ha capito perfettamente. Preferirebbe mille volte intrattenersi con uno come lui che con Pigi Bersani, che oltre ad essere "da rottamare" è anche uno che fuma il sigaro e parla di economia. Sai che palle, dirà Berlusconi: gli sembrerebbe di parlare con un Tremonti di sinistra.
Renzi dice: "Per Firenze, che è la mia città, quella per la quale ho giurato sulla Costituzione di fare bene il mio lavoro, io vado ad Arcore anche tutti i giorni se serve (...) D'altronde, che dovevo dirgli (a Berlusconi, ndA.), ci vediamo a Monza allo svincolo dell'autostrada?"
Fatto salvo il lavoro di sindaco, non c'è che dire: Renzi ha la battuta pronta alla Pieraccioni, altro fiorentino dei nostri tempi. Chissà quante barzellette si saranno scambiati lui e Berlusconi. Piccoli sindaci crescono.
10:35 Scritto da Staff in Come si cambia | Link permanente | Commenti (21) | Segnala | Tag: renzi, berlusconi, arcore, bunga bunga | OKNOtizie |
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10.11.2010
E l'Umberto diventa mediatore
Il provocatore anti Italia incontra Fini. Perché?
Umberto Bossi mediatore è davvero una notizia. Il Talleyrand di Gemonio incontra - forse - Gianfranco Fini, anche se "fosse stato per me, me ne sarei stato a casa a fare altro". L'uomo che con il tricolore ha detto di volersi pulire il c... andrà dall'uomo più antileghista del centro destra. Cosa ne potrà uscire?
Ugo Magri, su La Stampa, è pessimista e parla di spedizione fallimentare. Fini servirà a Bossi un piatto avvelenato da riforma della legge elettorale e risorse per il Sud. E allora perché Bossi ci prova? Per "dimostrare che tutte le strade sono state percorse, per togliere a Fini ogni alibi, per prendere tempo. E’ un gioco delle parti tra Bossi e Berlusconi che vogliono arrivare alla fine di dicembre per poi invocare le urne".
Massimo Franco, sul Corsera, parla di probabile scenario di elezioni anticipate con l’attuale governo e senza modifica del sistema elettorale, perché “se regge l’asse fra Berlusconi e Bossi, l’ultima prospettiva è la più verosimile. Il ruolo di paciere che il capo dei lumbard si è ritagliato non la contraddice: semmai aggiunge variabili che sembrano diversivi tattici. Ma il tempo sta diventando un fattore chiave. I cultori di storia parlamentare ricordano che da molti anni, ormai, non si apre una crisi con la Finanziaria da approvare”.
Staremo a vedere. Quel che è certo è che si incontrano due politici di razza, pur molto diversa. E con Bossi un colpo di teatro è sempre possibile. Fa, naturalmente, riflettere che la mediazione per "salvare" il Governo sia fatta dall'imperatore della Padania. Vada come vada, il re (in carica) è invece sempre più nudo.
12:51 Scritto da Staff in Come si cambia | Link permanente | Commenti (34) | Segnala | Tag: bossi, fini, crisi | OKNOtizie |
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