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29.08.2012

Grillo a Benigni: Ti paga il Pd? Lucio Presta lo 'gela'

Nuova polemica tra il partito di Bersani e il leader Cinquestelle, che accusa il collega. Presta gli risponde: "Abbiamo preso i soldi dai biglietti venduti come qualsiasi artista. Compreso Grillo"

 

Benigni con Bersani (Ansa)

grillo,benigni,bersani,pdNon si sa se il Pd vincerà le elezioni (e con chi), ma la sua festa di quest'estate sta creando una polemica dietro l'altra, l'ultima di nuovo con Beppe Grillo di mezzo. Complice l'intervento alla festa di Roberto Benigni

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17.04.2012

L' ABC del finanziamento pubblico ai partiti

Cancellare gli emolumenti? Nemmeno dimezzarli. E c'è chi dice che la proposta di Alfano Bersani Casini sia "il miglior assist per Grillo" 

FOTO I costi (e gli sprechi) della politica italiana

 

abc,alfano,bersani,casini,finanziamento partitiSarà perché, per esempio, il Pd è in rosso di 43 milioni di euro, sarà perché tutti "tengono famiglia", ma la triade Alfano Bersani Casini, per tutti ormai ABC, produce un topolino di proposta di legge sul finanziamento pubblico ai partiti, che molto probabilmente sarà approvata senza grandi sforzi con iter rapido, a meno che a Lega e Idv si aggiunga qualcun altro che si opponga. ABC scrivono: "Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies”. A parte che quando si usano le parole inglesi in un discorso in italiano non ci va il plurale, questa frase ha scatenato l'inferno. 

L' "errore drammatico", sottilinea Massimo Gramellini nel suo Buongiorno, è quello di aver prodotto un documento a tutela degli interessi partitici, nel quale i tre ABC "non vogliono cancellare gli emolumenti pubblici ai partiti. Ma si guardano bene anche solo dal dimezzarli. Promettono, bontà loro, maggiori controlli affinché i tesorieri non possano più spostare milionate di euro all’insaputa dei loro astutissimi leader, ma lasciano la sanzione al Parlamento, cioè a se stessi".

E i tre (e non solo) parlano di "antipolitica" quando si riferiscono a Beppe Grillo e al volo del suo Cinquestelle nei sondaggi. Forse vale la pena di citare un commento di Gianmario Mariniello, giovane di Futuro e libertà, coordinatore nazionale di Generazione Futuro. Non un "forconista", insomma, né un sovversivo. Per Mariniello, il comunicato a firma ABC "è il miglior assist per Beppe Grillo". Gratuito, peraltro. Grillo ringrazierà, probabilmente. E noi ne vedremo ancora delle belle. 

21.03.2012

Riforma lavoro e articolo 18, dov'è il Pd?

Il partito, tanto per cambiare, è spaccato e la "base" inizia ad arrabbiarsi. I commenti di Bersani and co. e le reazioni dei sostenitori (per ora)

Riforma lavoro: Cgil dice no, Monti vuole chiudere


riforma lavoro,articolo 18,pd,bersaniIl Pd, come dicono tutti i suoi leader, è un partito aperto dove ci si confronta. Ma è anche un partito dove non si trova mai un punto di sintesi. Facciamo un esempio a caso: la riforma del lavoro e l'articolo 18, tema caldo di queste giornate. Ecco a voi alcuni commenti di esponenti Pd e, dulcis in fundo, i pareri della "base" tanto cara a Berlinguer e sempre meno (o così pare) ai suoi nipotini. 

"E’ chiaro che su quel che c’è di buono nell’impostazione del governo e su quel che c’è da migliorare e da correggere, a questo punto dovrà pronunciarsi seriamente il Parlamento" (Pierluigi Bersani. Le frasi di Ponzio Pilato sono più incisive) 

"Io non so se il Pd rischia di spaccarsi sulla riforma del lavoro, dico solo che non prendiamo a scatola chiusa quello che decide il governo" (Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro) 

"Decideremo oggi su iniziative di mobilitazione" (la Cgil

"La riforma del lavoro va valutata nel complesso, che io giudico positivo. E' sbagliato sostenere come dice Landini che si cancella l`articolo 18, di fatto si tratta di un alleggerimento dello stesso" (Tiziano Treu, altro ex ministro del Lavoro) 

"Vivere questo progetto di riforma dell'articolo 18 come una medicina amara e indigesta da ingerire con il naso tappato da parte del Pd a me sembra molto fuori luogo" (Pietro Ichino

"C'è "qualche passo avanti significativo, ma nel testo, che continua a considerare l'arretramento delle condizioni di lavoro come un fattore di sviluppo, ci sono soprattutto buchi e passi indietro" (Stefano Fassina, responsabile economico del Pd) 

"Si favorisce in modo forte l'accesso al lavoro con il tempo indeterminato e con percorsi semplificati, si potenziano gli ammortizzatori sociali, ci sono norme forti contro la flessibilità cattiva, quella utile solo a risparmiare sulla pelle dei giovani" (Beppe Fioroni

Conclusione di Bersani, sulla pagina Facebook del partito: "E come sempre nei momenti difficili, l'Italia riesce a costruire la coesione sociale che mette il Paese sulla strada della fiducia per me questo è il messaggio che deve arrivare al mondo"

Commenti alle parole di Bersani su Facebook (ne prendiamo soltanto qualcuno): 

"Se il governo insiste il Pd deve staccare la spina, questo è il governo più reazionario e conservatore che l'italia abbia mai avuto....non ci farete mica rimpiangere Berlusconi?"

"Impossibile votare una legge così, se lo fate ci sarà l'abbandono in massa degli elettori, pensate bene a quello che fate" 

"Fate qualcosa di sinistra (come disse qualcuno)"

"Godetevi questo 2013 con Monti, perché alle prossime elezioni, prenderete tante bastonate in testa"

"Bersani, datte na' mossa"

"Andate a casa. Ma subito. Se per caso sulla strada del ritorno incontrate Cofferati fategli sapere che abbiamo urgente bisogno di uno che organizzi una manifestazione come quella di 10 anni fa. Ma voi sparite al più presto".

Auguri.

 

20.03.2012

Bersani a Emiliano: Togli i peli alle cozze e tira avanti

Il segretario Pd invia un sms dei suoi al sindaco di Bari, nella bufera per il cesto di pesce accettato dai De Gennaro. E le faide continuano

Sindaci: De Magistris il più amato, seguono Tosi e Fassino 

 

bersani,emiliano,cozze,bariA Bari è sulla bocca di tutti un sms dal testo: “Togli i peli alle cozze e tira avanti”. Chi lo poteva inviare e a chi? Esatto, Pierluigi Bersani al sindaco Michele Emiliano, nell'occhio del ciclone per lo scandalo De Gennaro. I fratelli imprenditori Daniele e Gerardo, consigliere regionale del Pd, sono arrestati per corruzione e compariranno di fronte al gip per respingere in toto le accuse dei pm, dalle gare di appalto taroccate fino agli appartamenti a prezzo di favore per "vip" locali. Una Bari "à la Tarantini" in versione centro sinistra. 

Emiliano non è indagato, ma i colloqui intercettati continuano a generargli imbarazzo, oltre al cesto di pesce accettato in dono dai De Gennaro. Emiliano ha ribadito: "Sono fesso, non corrotto. Mi processo davanti a tutti per quattro spigole e cinquanta cozze pelose e mi condanno. Per leggerezza". Ma nel Pd pugliese è scoppiata la bufera, L'ex sottosegretario Latorre dice che se indagato Emiliano dovrebbe fare un passo indietro. Francesco Boccia critica Latorre e il segretario regionale Blasi per i loro commenti alle notizie su Emiliano e per aver "svenduto politicamente nel 2005 a Vendola" il partito. E Vendola,  il cui ruolo di governatore è aspirato da Emiliano, è stato chiaro: "Lascia stare la Regione e lavora pancia a terra per Bari". In questo valzer levantino, ci ha pensato Bersani a provare a rilassare gli animi, con il suo sms sul pelare le cozze, in piena sintonia con i suoi leit motiv, da "asciugare gli scogli" a "smacchiare il giaguaro". Basterà a dare fiducia a un partito che, ancora una volta, rischia di finire come un vaso di cocci, con o senza cozze pelose dentro? 

13.03.2012

L'ultima cena di Monti

Alfano e Bersani, che continuano a litigare, e Casini terzo incomodo al tavolo del premier: riuscirà a metterli d'accordo?  

RIFORMA LAVORO Fornero accelera, Camusso frena 

 

monti,bersani,alfano,casiniIl 15 marzo in serata papà Monti riunirà al tavolo i figlioli prodighi Angelino Alfano, Pigi Bersani e Pierferdi Casini, con una "lenzuolata" di argomenti per riuscire a convocare tutti: nel frattempo, infatti, i due figli maggiori litigano di brutto, soprattutto sulle questioni Rai e giustizia, di cui Alfano non vuole saperne. Bersani gli dà dell'irresponsabile e lo provoca dicendo: "Siamo in campagna elettorale? Io non me ne ero accorto prima che Alfano alzasse i toni polemici, ma se è così avvertano perchè vorremmo partecipare anche noi". Alfano ribatte: "C’è un governo votato dal Parlamento chiamato ad occuparsi della vera emergenza, che è l’economia. E Casini e Bersani di cosa vogliono parlare? Di Rai e giustizia". 

Invece, Casini continua la "politica dei due forni" - che lui negherà ovviamente di fare - e se da un lato lancia l'allarme di "un tentativo di indebolire il governo" da parte del Pdl, dall'altro appoggia a Palermo il candidato sindaco del Pdl, mentre Fli ne propone un altro. E' la prima, salvo modifiche, spaccatura nel Terzo polo. 

Monti vuole tutti e tre i segretari suoi alleati per parlare di tutto, ma ci riuscirà? In questo valzer di api regine, è interessante il paradosso che su La Stampa descrive Marco Castelnuovo, secondo il quale "non è la campagna elettorale che incombe come in molti si affrettano a giudicare. Anche stavolta a mio modo di vedere, c'entra lo spread. Eh sì perché con l'emergenza che rientra e i politici che vedono la fine del tunnel, è troppo forte la tentazione di tornare al passato.  Per questo penso che a Monti convenga mantenere  uno spread a 350/380 punti. Ci costerà di più. Ma è il costo che tutti noi italiani dovremmo pagare per avere un paese normale. Forse ne vale la pena. O no?"  

20.02.2012

Veltroni prova a "Montizzare" il Pd

L'ex segretario loda il governo e apre sull'articolo 18, mettendosi di traverso a Bersani. Rottura definitiva? Le accuse e la replica di Veltroni su Twitter

(la Presse)
veltroni,bersani,monti,governo montiL'Africa è sempre più lontana: "Waterloo" Veltroni si riprende in un sol colpo lo spazio politico con un'intervista a Repubblica nella quale loda il governo Monti facendo un appello per "non consegnarlo alla destra" e, soprattutto, fa cadere il primo mattone dal muro parlando di "cambiare il mercato italiano senza tabù su materie come l'articolo 18 che sono santuari del no che hanno paralizzato l'Italia per decenni". L'esatto opposto di quanto sta sostendendo il segretario Bersani, il quale appoggia il governo, ma è convinto che "per quello che fa, non posso ritenerlo un governo di sinistra o di centrosinistra" e non ritiene che l'articolo 18 sia centrale nei problemi del mercato del lavoro odierno.

Bersani con Camusso e Veltroni con Fornero? In questa contrapposizione, è evidente l'ennesima - e forse definitiva?- spaccatura nel Pd. Veltroni esce allo scoperto, mette il governo Monti nel Pantheon e considera la "foto di Vasto" tra Bersani, Di Pietro e Vendola un'immagine superata: "Fu scattata quando c'era Berlusconi. Ora pensiamo a noi". Noi chi? viene da dire.

Le parole di Veltroni hanno suscitato un vespaio, al quale lui ha replicato via Twitter con vari cinguettii: "Il problema non è l'art.18, sul quale ho detto molto meno di quanto detto mille volte da Bersani. Il problema è il giudizio su Monti. Cito Bersani, per capirsi: 'Se vogliamo modificare l'art.18, va bene. Ma facciamolo in fondo'. Lo ha detto il 7 febbraio a Otto e Mezzo. Se invece si pensa che il governo Monti, nonostante l'Ici agli immobili ecclesiali e la riduzione degli F35, la lotta all'evasione fiscale, lo stop al regalo frequenze a Mediaset, nonostante abbia evitato il tracollo dell'Italia (il tutto in due mesi), sia un governo di destra, allora bisogna avere il coraggio di discuterne. E civilmente. Senza dire che una opinione diversa è una opinione del nemico. Teorie pericolose".

Ora l'oggetto del contendere è il governo Monti. In un vuoto di idee e di ideologie, si tenta di portarlo di qua o di là. Ed ecco che Enrico Letta puntualizza: "Berlusconi tenta di berlusconizzare Monti? Chissà. Nel dubbio fa bene Veltroni a ribadire che non dobbiamo cedere Monti alla destra". E c'è già chi vede nella mossa di Veltroni un tentativo di candidare Monti per il centrosinistra alle elezioni del 2013. Facilmente non avverrà. Più facilmente, Veltroni potrebbe riprovarci: in Italia siamo sempre pronti a dare ancora un'altra opportunità e "Waterloo" sarà sempre pronto a riperdere.

13.02.2012

Il Parlamento è un patrimonio, ma solo un quarto lo rivela

Appena 224 parlamentari acconsentono alla liberatoria per pubblicare i loro redditi on line. Soltanto 4 della Lega, tra cui Maroni

FOTO Da Brunetta a Bersani, Di Pietro, Bonino. I redditi e patrimoni dei parlamentari

(la Presse)
parlamento,redditi,brunetta,di pietro,bersani,veltroni,bonino,maroni,casiniL'operazione trasparenza in Parlamento è riuscita per un quarto. Soltanto 224 parlamentari su 945 hanno accettato che fossero pubblicati i loro redditi e patrimoni sui siti di Camera e Senato e che, quindi, i dati possano essere consultati dai cittadini, i quali ad oggi potevano solo effettuare la consultazione cartacea negli uffici del Parlamento. E gli altri? Per ora, nulla.

Alcuni nomi illustri? Eccoli. Renato Brunetta, che ha casa a Ravello e nelle Cinque Terre, "Waterloo" Veltroni, partito con un "super reddito" nel 2007 sceso di parecchio fino al 2011, Pigi Bersani, che ha presentato anche la dichiarazione della moglie, Tonino Di Pietro, che ha casa anche a Bruxelles (si candiderà alle europee?), Emma Bonino, che devolve il 70% dello stipendio ai Radicali. Unico leghista "di grido", Bobo Maroni. Tra i leader di partito, anche Pierferdi Casini.

L’operazione trasparenza via web era stata promossa da Rita Bernardini e ha trovato lunga resistenza da parte dei questori, finché si è arrivati alla sottoscrizione di una liberatoria, firmata appunto da un quarto del totale di deputati e senatori: 139 del Pd, 42 del Pdl, 4 della Lega Nord (un po' pochi, o no?), 12 dell’Idv, 8 dell’Udc, 5 di Fli e gli altri del Gruppo Misto.

A vedere il bicchiere mezzo pieno, è un primo passo.