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21.12.2010

I "nanetti" che vegliano su Silvio

Il "sottobosco" di partiti e partitelli che sostengono il Pdl. Da Calearo a Giovanardi a Noi Sud di Razzi 

Il Cavaliere si addormenta al Quirinale: fotogallery


berlusconi-pisolo.jpgMentre Silvio Berlusconi si fa uno dei suoi riposini alla cerimonia di auguri tra le più alte cariche dello stato (soffrirà di sindrome bipolare?) i suoi "nanetti" lo vegliano perché Silvio - Biancaneve possa dormire sonni tranquilli. Ma chi sono i suoi nanetti?

Blitzquotidiano descrive il "sottobosco" di partiti, partitelli e movimenti che sostengono il Pdl. E' un vero esercito, di nanetti naturalmente, ma che contano. Si va da Noi Sud, composto da sette parlamentari tra cui il discusso Razzi arrivato dall'Idv, al Movimento responsabilità nazionale del "mitico" Massimo Calearo, ex Pd voluto dal lungimirante Waterloo Veltroni come rappresentante della "società civile". Il Pdl ancora ringrazia e molti elettori Pd ancora attendono il biglietto sola andata di Veltroni per l'Africa.

E poi abbiamo l'Alleanza di centro di Pionati, i repubblicani di Nucara, la Dc di Rotondi, i Popolari europei di Giovanardi, i Popolari per l'Italia domani (cinque onorevoli ex Udc). E naturalmente i transfughi finiani tra cui la super discussa Carla Polidori. Tanti nanetti che vegliano su Biancaneve.

Hi ho, hi ho, andiamo a votar...

14.12.2010

Il ritorno della "vajassa" Mussolini

Fassino le tira una stoccata e lei vuol tirarle il telefonino, poi s'arrabbia con Mara Carfagna

Alessandra Mussolini show: fotogallery


mussolini-7.jpgVada come vada, la fiducia (o sfiducia) al governo Berlusconi ha avuto un'appendice (tragi)comica con il ritorno della "vajassa" Alessandra Mussolini, che in aula ha interrotto più volte Piero Fassino, il quale tra lo spazientito e l'ironico ha infine commentato: "Onorevole Mussolini, il ministro Carfagna l'ha già definita egregiamente..."

Mussolini, naturalmente, ha risposto da par suo correndo verso le poltrone del Pd per tirare il telefonino a Fassino, "ma mi hanno fermato i commessi". Che peccato, davvero. Continua Mussolini: "Allora sono andata dalla Carfagna e gli ho detto 'Cretina, hai visto cosa hai combinato?'". Infine cerca il conforto tra le braccia di Silvio Berlusconi, con un Tremonti che la guarda quasi sdegnato.

Darsi una calmata no, vero? Il codice delle "vajasse" non lo prevede. Paolo Romani, sconsolato, ha commentato "con tutti i problemi che abbiamo..."

 

 

10.12.2010

Questione di Razzi

Il deputato che fa saltare i nervi a Di Pietro perché voterà la fiducia a Berlusconi. Idv sempre più stufa di Don Tonino?

Da Razzi a Calearo e Pionati, i "salva Cavaliere": fotogallery 



razzi-cannavaro-1.jpgTonino Di Pietro strillava da tempo contro il "mercato delle vacche" per il voto alla fiducia del governo Berlusconi del 14 dicembre. E così, suo malgrado, ha scoperto che anche il suo partito, l'Idv, non è così "fedele al capo" come lui vorrebbe.

Il caso più clamoroso, quello che ieri ha provocato un litigio furibondo in sala stampa a Montecitorio, è quello di Antonio Razzi, deputato che lascia Idv per dare la fiducia a Berlusconi dopo essere stato uno dei più duri nel giudizio del "mercato delle vacche".

La lettera di Razzi a Di Pietro è però tra il libro Cuore e il reality show. Scrive Razzi a Tonino: "Ho sopportato la tua indifferenza ai miei sforzi di essere all’altezza, le mortificazioni e le offese più o meno esplicite sul mio conto” e, colpo di teatro, ”mia moglie ne sa qualcosa per essersi ammalata a causa delle mortificazioni procuratemi dal tuo comportamento”.

Razzi, eletto dagli italiani all'estero, è un politico molto coinvolto nello sport. Sul suo sito, ci sono foto con parecchie celebrities, da Cannavaro a Fabio Capello. Fa però un po'di confusione con la storia, perché sempre nella lettera a Di Pietro scrive ”Caro Antonio, non sono Pietro Micca. Non sono quello che lancia la stampella contro il nemico e decide di soccombere”. Veramente era Enrico Toti, ma fa niente. Forse perché vive in Svizzera, chi lo sa.

E'comunque significativo che il partito del giustizialista Di Pietro, che disse a Berlusconi in aula "lei è uno stupratore della democrazia", si stia in parte sgretolando verso una "deriva berlusconiana". E' il mezzo per giustificare il fine, ossia il volersi liberare dal "reuccio" di Montenero?

30.11.2010

Il D'Alema addormentato nel bosco

Baffino si sveglia all'improvviso e invoca una legge sul conflitto d'interessi. E prima?



dalema-interessi.jpgBaffino D'Alema non finisce di stupire, ma questa volta sembra davvero essersi svegliato da un lungo sonno e chiedersi "dove sono?" In un'intervista a Cnr Media, D'Alema si dice convinto che "il paese abbia bisogno di una legge sul conflitto d`interessi". Ah però: e durante tutti gli anni in cui la sinistra avrebbe potuto fare una legge di questo tipo, lui dov'era?

Invocato da molti come il "salvatore" di Berlusconi, D'Alema prosegue rassicurando il Silvio imprenditore (e figli): "Siccome c'è chi sostiene che la sinistra volesse distruggere Mediaset, noi facciamo una lotta politica e non abbiamo in programma di distruggere aziende che sono una risorsa per il paese. Non vogliamo togliere il lavoro a nessuno, anzi, vogliamo tornare al governo per cercare di dare lavoro a molti italiani che non ce l'hanno e lo stanno perdendo. Berlusconi vinse promettendo un milione di posti di lavoro e a distanza di dieci anni ne abbiamo 700mila in meno. E' il momento di prenderne atto".

Chissà se Baffino avrà invece preso atto del commento che su di lui fece Umberto Eco qualche mese fa: "D'Alema non ne ha indovinata una da quarant'anni, si presenta come il più esperto di tutti, in realtà le ha sempre sbagliate tutte. Non ne indovina una da quando non finì il corso di laurea alla Normale. Da lì è stato un susseguirsi di errori".

Repetita "stufant". E il "rottamatore" Renzi, che D'Alema ovviamente detesta, non sembra avere tutti i torti.

25.11.2010

Bondi-Bonev, le relazioni pericolose

Dopo Pompei, il ministro nella bufera per il premio "speciale" consegnato a Venezia all'attrice bulgara

Michelle Bonev, l' "attrice dello scandalo". Fotogallery

bonev-bondi.jpgCi sono ministri che si sono dimessi (Ronchi), altri che fanno marcia indietro dopo aver alzato la voce (Carfagna) e altri che non vogliono dimettersi, ma sono soggetti a mozione di sfiducia. Parliamo di Sandro Bondi, da giorni nella bufera, che lui ha definito "una caccia all'uomo come non si vedevano da decenni".

Prima il crollo di Pompei, poi gli attacchi del mondo del cinema, e poi ancora la "sistemazione" del suo parentado. Il figlio della compagna Manuela Repetti che lavora al ministero e l'ex marito che è tra i beneficiari del Fus. Bondi dice "Sono intervenuto solo per risolvere due casi umani. Una storia privata". I giornali lo hanno biasimato, compreso Libero per bocca di Filippo Facci, il quale tagliente come sempre ha commentato: "Bondi sta sistemando i suoi casini familiari a spese nostre".

La goccia che portrebbe far traboccare il vaso potrebbe essere però, come quasi sempre, una donna.  Michelle Bonev, attrice e produttrice bulgara che, come si legge dal suo sito, è "proprietaria e presidente di Romantica Entertainment, società di produzione cinematografica e televisiva, con sedi in Italia e Bulgaria". Per la Bonev, Bondi avrebbe chiamato il direttore del ministero Borrelli chiedendogli di inventare un premio per lei, "un'amica molto cara al primo ministro bulgaro e a Berlusconi", da consegnarle alla mostra di Venezia.

Detto, fatto. Alla Bonev, per la sua opera prima Goodbye mama, è assegnato un premio speciale da "Action for women", un concorso per corti dedicato al mondo delle donne e promosso da Deborah Bergamini del Pdl. La quale, sorniona, dice che il film "mi è stato segnalato forse da Borrelli forse da Salvo Nastasi: comunque dal ministero della Cultura. Hanno deciso loro. Comunque era un bel film, anche se non mi intendo di cinema".

Come finirà?

11.11.2010

D'Alema, dal baffino alla manina

Baffino dice "Andatevene" alla maggioranza con un gesto della mano poco stiloso. Molti, però, lo farebbero a lui...



dalema-suda-1.jpgBaffino D'Alema, a proposito della crisi nella maggioranza, dice: "Forse mi illudo, ma ho l'impressione che siamo alla vigilia di una nuova stagione. Un ciclo si va concludendo e, anche se la conclusione non sarà semplice, la fine si incomincia a intravedere".

D'Alema però è stato molto più esplicito ieri in parlamento, quando ha invitato la maggioranza (e quindi Berlusconi) a lasciare facendo il classico gesto della mano come a dire "Andatevene".

Il gesto non è piaciuto ad Aldo Cazzullo, che sul Corsera lo paragona al dito medio di Bossi e, molto più indietro nel tempo, alle corna dell'ex presidente Leone. Cazzullo scrive che D'Alema ha avuto una caduta di stile, anche in qualità di presidente del Copasir: "E tanto più che proprio D’Alema chiede che Berlusconi sia chiamato a rendere conto della facilità con cui gli estranei si infilano nelle sue residenze, e quindi a chiarire se la sua sicurezza personale e quella nazionale siano vulnerabili. Ma far precedere la convocazione del premier da un gesto del genere rafforza il sospetto — non a caso già avanzato dal centrodestra — che si tratti più di una manovra politica che di una necessità istituzionale”.

Il gesto della mano, la litigata a Ballarò con Sallusti, la stizza verso Matteo Renzi e i "rottamatori" del Pd. Anche D'Alema potrebbe essere ad una "nuova stagione". Di certo, molti a sinistra il gesto della mano lo farebbero a lui.

20.10.2010

Il "caro leader" Silvio

Si parla di Marina Berlusconi "erede naturale" alla guida del Pdl. E anche Libero si interroga sulla "democratizzazione" del partito


marina-silvio.jpg"Democratizzazione" del Pdl, come detto da Sandro Bondi. Gianfranco Fini e i suoi moschettieri che fondano un partito nuovo. La Russa e Cicchitto che litigano al ristorante. Prestigiacomo, Carfagna e Gelmini che fanno sentire la "voce rosa" del partito. Correnti e subcorrenti, anche se ufficialmente si chiamano fondazioni. Che succede nel partito dell'amore dove tutti litigano? Salvo fare una tregua, finiani compresi, per negare alla Camera l'autorizzazione a procedere per Pietro Lunardi e votare in commissione Affari Costituzionali al Senato il lodo Alfano retroattivo, già ribattezzato "lodo AlFini".

La causa scatenante dei malumori interni al Pdl potrebbe essere una donna. E non una donna qualsiasi. Marina Berlusconi, che Silvio avrebbe designato come erede. Ne dà notizia Velina Rossa (il foglio parlamentare vicino a Baffino D'Alema), ma in molti riprendono il tema, compreso Libero, che parla di "una successione "monarchica" che, per quanto dovrebbe essere sicuramente posta a giudizio dell'elettorato (se non tramite voti, almeno monitorando i sondaggi), avrebbe fatto infuriare quei politici del Pdl che vedevano nel loro futuro una fulgida ascesa parlamentare".

Ed è lo stesso Libero che ieri, con un articolo di Salvatore Dama, pone l'accento sulla particolarità della delibera che dà il via ai congressi locali del Pdl. Nel punto 6 della delibera si legge che il presidente, quindi Berlusconi, "può, ove sussistano ragioni di opportunità, e a suo insindacabile giudizio, e senza l'obbligo di motivare la decisione, non dare seguito alla indicazioni delle Assemblee così convocate". Traduzione, così come titolato da Dama: più democrazia, ma alla fine decido io.

Silvio sempre più "caro leader" dell'Italia, come il Kim Jong Il dello "stato canaglia" nord coreano? I poli opposti si attraggono.