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26.04.2012

Auto blu, altro che sobrietà

Fa discutere (e molto) il bando del ministero dell'Economia sulla nuova fornitura di 400 auto blu. Palazzo Chigi frena con una nota. E in Sicilia un consulente da 150mila euro curerà una pianta rara

FOTO I costi (e gli sprechi) della politica italiana

 
(Ansa) 

auto blu,costi della politicaMa non eravamo in tempi di sobrietà e rigore? Dal bando del ministero dell'Economia per la fornitura di 400 auto blu, sembrerebbe di no. L'oggetto è il seguente: “Gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1600 cc e dei servizi connessi ed opzionali per le Pubbliche Amministrazioni”. Con spesa prevista fino a 10 milioni di euro e con tempo di presentazione delle offerte già chiuso, quindi la procedura è più che avviata. E' stato L'Espresso a rivelare il bando e le polemiche sono state talmente forti che Palazzo Chigi ha diramato in fretta e furia una nota in cui si legge che "Il Governo non acquisterà nuove “auto blu” nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l’adozione di un’analoga impostazione" e che "Il bando di gara della Consip non determina automaticamente l’acquisto di nuove autovetture. Con l’aggiudicazione delle convenzioni, Consip stipula soltanto un accordo quadro che può essere utilizzato dalle pubbliche amministrazioni per soddisfare le necessità di spostamento sul territorio".

E le Regioni? Certo non sono da meno. Spesso, in nome dell'autonomia, spendono soldi pubblici nei modi più fantasiosi. Ce lo ricorda Gian Antonio Stella sul Corsera, di cui citiamo soltanto uno dei casi ricordati, ma delizioso (si fa per dire). La Regione Sicilia assumerà un consulente da 150mila euro l'anno per la cura e la tutela di una pianta rara di nome Zelkova, appurata "l’esiguità di personale in organico". Naturalmente. 

19.04.2012

L'affitto di Calderoli

La casa romana dell'ex ministro pagata coi soldi del Carroccio. Lui furente, Maroni ancor peggio. Dai diamanti agli immobili

FOTO L'appartamento di Calderoli e i diamanti di Belsito 

 
(Ansa) 

calderoli,belsito,diamanti,legaL'affare s'ingrossa: dopo i lingotti e i diamanti di Belsito, che ricordano molto i preziosi nel puff di Danilo Poggiolini, ecco l'affitto a spese della Lega dell'appartamento di Roberto Calderoli a Roma, via Ugo Bassi, zona Gianicolo. Molto residenziale e a un prezzo non regalato, 2.200 euro al mese. 

I carabinieri del Noe hanno interrogato il proprietario dell’appartamento che avrebbe confermato la circostanza.

Calderoli, appena nominato triumviro della Lega, ha commentato: ”Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2.200 euro al mese, quando io ne verso mensilmente 3.000 di euro alla Lega Nord”.

Ad agitare il partito, c’è anche la guerra di dossier, con Bobo Maroni "spiato" da Belsito che promette scintille. A breve si dovrebbe vedere con Bossi per chiedergli che cosa il Senatùr sapesse. Luca Zaia è fiducioso perché la Lega "è in grado di fare le sue verifiche in tempi rapidi. C’è un triumvirato delegato a questo". Anche se una delle gambe del triumvirato appare azzoppata.  

18.04.2012

Formigoni, Gesù e la "scomunica" di Avvenire

La sua frase "Anche Gesù sbagliò i suoi collaboratori" diventa popolare su Twitter, ma non piace al quotidiano della Cei. Formigoni non si dimette, però si augura che Nicole Minetti lo faccia 

FOTO Da Davide Boni a Monica Rizzi, i dimissionari in Lombardia 

 
(Ansa) 

formigoni,anche gesù,avvenireRoberto Formigoni ha detto di essere "limpido come acqua di fonte" e non vede perché dovrebbe dimettersi da governatore della Lombardia, nonostante il consiglio regionale perda pezzi l'uno dopo l'altro. Davide Boni è soltanto (per ora) l'ultimo. Formigoni passa e va: fa il rimpasto, dà un consiglio affettuoso a Nicole Minetti di dimettersi perché "sarebbe un bel gesto", ma lui no e si concede un:"Anche Gesù sbagliò i suoi collaboratori". La modestia, si sa, è il suo forte. 

La frase di Formigoni è piaciuta molto in Rete. Su Twitter, l'hashtag Anche Gesù è entrato prepotentemente nei trend topic. La frase, però, non è piaciuta ad Avvenire, che gli dedica un corsivo nella rubrica Secondo noi. Il quotidiano della Cei premette che Formigoni sia "serio e capace" e non indagato, ma commenta che per lui "non ci sono soluzioni da precipitare, ma conclusioni da trarre" e, infine, osserva che "poteva e doveva farne a meno di assessori così, di vacanze e compagni di vacanze cosà e di tirare in ballo a sproposito Nostro Signore".

Chissà se Formigoni andrà a Canossa. Difficile: il suo record di permanenza a capo della Regione non può attendere. 

17.04.2012

L' ABC del finanziamento pubblico ai partiti

Cancellare gli emolumenti? Nemmeno dimezzarli. E c'è chi dice che la proposta di Alfano Bersani Casini sia "il miglior assist per Grillo" 

FOTO I costi (e gli sprechi) della politica italiana

 

abc,alfano,bersani,casini,finanziamento partitiSarà perché, per esempio, il Pd è in rosso di 43 milioni di euro, sarà perché tutti "tengono famiglia", ma la triade Alfano Bersani Casini, per tutti ormai ABC, produce un topolino di proposta di legge sul finanziamento pubblico ai partiti, che molto probabilmente sarà approvata senza grandi sforzi con iter rapido, a meno che a Lega e Idv si aggiunga qualcun altro che si opponga. ABC scrivono: "Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies”. A parte che quando si usano le parole inglesi in un discorso in italiano non ci va il plurale, questa frase ha scatenato l'inferno. 

L' "errore drammatico", sottilinea Massimo Gramellini nel suo Buongiorno, è quello di aver prodotto un documento a tutela degli interessi partitici, nel quale i tre ABC "non vogliono cancellare gli emolumenti pubblici ai partiti. Ma si guardano bene anche solo dal dimezzarli. Promettono, bontà loro, maggiori controlli affinché i tesorieri non possano più spostare milionate di euro all’insaputa dei loro astutissimi leader, ma lasciano la sanzione al Parlamento, cioè a se stessi".

E i tre (e non solo) parlano di "antipolitica" quando si riferiscono a Beppe Grillo e al volo del suo Cinquestelle nei sondaggi. Forse vale la pena di citare un commento di Gianmario Mariniello, giovane di Futuro e libertà, coordinatore nazionale di Generazione Futuro. Non un "forconista", insomma, né un sovversivo. Per Mariniello, il comunicato a firma ABC "è il miglior assist per Beppe Grillo". Gratuito, peraltro. Grillo ringrazierà, probabilmente. E noi ne vedremo ancora delle belle. 

16.04.2012

La paura fa Beppe Grillo

Il Cinquestelle al 7,2 per cento a livello nazionale. A sinistra si allarmano e parlano di antipolitica. Ma è davvero così? 

SONDAGGIO Il movimento di Grillo è la vera alternativa? VOTA 

DIBATTITO Il Cinquestelle è il partito del futuro? VOTA e DI' LA TUA 


(La Presse)

grillo,beppe grillo,cinquestelleA Genova, la sua città, Beppe Grillo ha raccolto 2mila persone in piazza per sostenere il candidato sindaco del Movimento Cinquestelle. Genova, però, può essere il termometro del mal di pancia nazionale, perché l'ultimo sondaggio Swg dà i grillini al 7,2 per cento a livello nazionale, con un bacino potenziale intorno al 20 per cento. Grillo ha ribadito il concetto: "Ora avete l'alternativa al Pd e al Pdl, siamo noi la terza forza politica del Paese: adesso potete veramente mandarli tutti a casa, hanno tutti la prostata". Le solite metafore da cinepanettone, che però penetrano nei cittadini disorientati. E a sinistra, sia Bersani sia Vendola cominciano a spaventarsi

E' un dato di fatto che in alcune città il Cinquestelle abbia superato il 10 per cento e che sia riuscito a eleggere, da Bologna a Milano, i suoi primi consiglieri: persone di ceto e mestieri diversi, realmente esponenti della "società civile" tanto cara a Veltroni, che poi però si prende in carico il "falco" Calearo o Marianna Madia (chi l'ha più sentita?) Facile, quindi, che i grillini sfondino anche alle imminenti elezioni comunali e, a questo punto, entrino in Parlamento per il 2013. 

Il successo di Grillo è un mix di temi scottanti come i costi della politica, la corruzione, la richiesta di trasparenza, corredati da un tono forte e che, a molti, ricorda il "celodurismo" leghista. C'è senz'altro del populismo ed è vero che, come tutti i leader incontrastati, anche Grillo non gradisce le critiche e le opposizioni interne. E questo, alla lunga, può essere il tallone d'Achille di un movimento partito dal basso e dalla Rete. Ma è proprio soltanto antipolitica? Peter Gomez, sul suo blog, non è d'accordo: "Gli osservatori attenti e in buona fede, infatti, non possono negare che l’attività degli attivisti e dei rappresentanti dei cittadini fin qui eletti nei comuni e nelle regioni, dimostra proprio il contrario. La scelta di rinunciare ai finanziamenti pubblici, di mettere un tetto al numero di candidature consecutive, la presenza di programmi precisi, sono un fatto politico (...) Solo negli anni a venire sapremo se il Movimento 5 stelle sarà parte (e quale parte) di quel grande cambiamento di cui ha bisogno il Paese. Che Grillo dica di non aspirare a nessuna carica pubblica è un buona cosa. Meno buono è invece il suo atteggiamento nei confronti di chi la pensa diversamente da lui o esercita il diritto di cronaca e di critica. Ma al di là dei giudizi sulle singole iniziative e prese di posizione, resta un fatto. Il Movimento 5 stelle è vivo e vuole crescere. E questo oggi, in un mondo popolato da partiti e leader ormai (politicamente) morti, è già tanto".

 

13.04.2012

Quando Bossi dava la spintarella a Rosy Mauro. Foto

Le vacanze del Senatùr nel 1994 ritratte da Epoca e ripubblicate da Vanity Fair, con una giovane Rosy in piscina con lui 

VAI ALLA FOTOGALLERY 

(fonte: vanityfair.it)

rosy mauro,bossiE' finita male per Rosy Mauro: la "pasionaria" si è difesa fino all'ultimo, ma il consiglio federale della Lega ha deciso di espellerla dal partito, graziando il Trota Renzo Bossi, per il quale sono state ritenute sufficienti le dimissioni da consigliere regionale della Lombardia. Per Bobo Maroni, pulizia è stata fatta. Sarà, ma a molti pare che la "Nera" (e terrona, come molti militanti rimarcano) paghi per quasi tutti. 

Umberto Bossi non ha partecipato al voto. Forse non se l'è sentita di dare un calcio a Rosy, forse memore della loro lunga amicizia che Epoca testimoniò già nel 1994 con un servizio che creò un mare di polemiche: Bossi in vacanza a Ponte di Legno che scherza in piscina spingendo Rosy Mauro senza indugio. Ecco le foto

 

12.04.2012

Quanto ci costa "The family". E su Twitter tutti cercano lavoro al Trota

L'hashtag #trotanewjob nei trend del momento. Le spese di Renzo (e famiglia) nelle cartelline custodite da Belsito: dalle tasse alle multe 

FOTO La cartellina "The family" e il caso Belsito 

FOTO Renzo Bossi intasca i soldi dall'autista 

 

the family,bossi,trotaIl figliol prodigo Renzo Bossi si è dimesso dal consiglio regionale della Lombardia? No problem, su Twitter impazza l'hashtag #trotanewjob che scatena la Rete nel cercare un nuovo lavoro a Renzo. Alcuni, ovviamente sono esilaranti ed anche con collegamenti a vicende politiche extra Lega. Ecco qualche esempio: 

Pescatore di cozze pelose (da offrire al sindaco Emiliano, supponiamo); asciugatore di scogli (molto bersaniano); parafulmini del Pirellone; aspiratore turbo di banconote; badante di Gabriele Paolini; collaudatore di cerette; revisore contabile del Cepu; responsabile dei buchi dell'Emmenthal e chi più ne ha, più ne metta. C'è anche chi, più sobriamente, pubblica tweet come, ad esempio: semplicemente operaio, oppure servizio civile da Roma in giù. 

Tornando seri, le spese del Trota e famiglia stanno facendo discutere dopo il ritrovamento della cartellina intitolata "The family", con scritti a penna i nomi "Umberto, Sirio, Renzo", che l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito custodiva e che servirà a ricostruire l'uso privato dei soldi pubblici. Il Corriere della Sera pubblica parecchie voci. Ad esempio, nella cartellina "Umberto" si trova di tutto, dai pagamenti di cartelle esattoriali di Bossi alle spese di ristrutturazione della villa di Gemonio, fino ai conti correnti presso la Banca Popolare di Lodi intestati a Umberto Bossi, ora sotto esame della Finanza

Nella cartellina "Auto-Renzo", invece, la spesa maggiore è per l'intervento di rinoplastica del figlio minore Sirio, per un totale di 9.901 euro, saldati dalla Lega. E poi, le innumerevoli multe di Renzo, tra divieti di circolazione e accessi in zone vietate come, ad esempio, a Modena per "correre a un pranzo con Rosy Mauro". Meglio quando il Trota si faceva accompagnare dall'autista. Anzi, forse no. 

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11.04.2012

La Lega delle lacrime, da Bossi a Rosy Mauro

Entrambi piangono, su un palco e in tv. Ma non sciolgono i dubbi

LEGA Spunta appartamento che Bossi avrebbe tenuto per sé 

FOTO Rosy Mauro a "Porta a porta" 

FOTO Umberto Bossi sul palco di Bergamo 

 

bossi,rosy mauro,legaIeri abbiamo assistito a due spettacoli, perché tali sono stati, recitati in due teatri che più diversi non si può, ma entrambi con un denominatore comune: le lacrime. Forse di coccodrillo. 

Raduno leghista di Bergamo. Il Senatùr dimissionario Umberto Bossi, rispondendo alla richiesta di pulizia da parte di Bobo Maroni e della base, chiede scusa per i suoi figli, cospargendosi il capo di cenere per averli fatti entrare in politica, butta lì la parola "complotto" (che Maroni, poco prima, aveva rigettato) e piange. In questa specie di catarsi della Lega di ieri sera, l'unica cosa che Bossi dovrebbe fare, ossia chiarezza, non è stata fatta. C'è il "capro espiatorio", ossia suo figlio Renzo, preso con le mani nella marmellata mentre intasca i soldi dal suo autista. Per il resto, niente: lacrime a parte, Bossi è forse entrato nell'oblio e non ricorda più quando ai tempi di Mani pulite sventolava il cappio in Parlamento. 

Puntata di Porta a porta. Vuoi mai che la quarta carica dello Stato non abbia uno spazio da Vespa e infatti è così: in studio, la vicepresidente del Senato Rosy Mauro racconta la sua verità, come in una puntata di un romanzo d'appendice. Rosy non vuole dimettersi, non vede il perché, anche se il partito glielo vuole imporre con metodi da Politburo. Promette battaglia, anche in aula, butta lì la parola "accanimento mediatico" (che ci sta sempre bene) e piange, come il suo ex capo a cui lei, per la prima volta, ha detto di no. Nega tutto, anche i "29 mila franchi alla Nera", uno dei soprannomi di Rosy, che però dice: "Non sono io: è l’infermiera svizzera di Bossi". Incredibile, la Lega riesce anche a diversificare i cittadini rossocrociati. 

Il futuro della Lega è in mano a chi non ha pianto, ossia Bobo Maroni. Non bastano però le lacrime, così diverse e così uguali, di Bossi e Mauro per fare pulizia. Come non basta l'amarezza di Maroni che si sente umiliato "per essere stati considerati un partito di corrotti". Sul palco di Bergamo, la Lega ha tentato, per l'ultima volta, di mostrare unità, oltre all'intransigenza con "i compagni che sbagliano", si sarebbe detto qualche decennio fa. Ma Rosy Mauro respinge al mittente: "Prima voglio difendermi. Faccio a modo mio". Facilmente, scenderanno altre lacrime. 

10.04.2012

Lega, la "notte delle scope" e i tormenti di Bossi

Resa dei conti nel partito: dove porterà la "pulizia pulizia pulizia" invocata da Maroni? In molti, però,  vogliono ancora il Senatùr Umberto 

SONDAGGIO Lega, chi sarà il nuovo segretario? 

FOTO Renzo Bossi, dall'ascesa alle dimissioni 

 

lega,bossi,renzo bossi,maroni,trotaDal pratone di Pontida (dove ora la scritta, modificata, è "ladroni a casa nostra") alla "notte delle scope" che questa sera si annuncia a Bergamo, sede del raduno della Lega. Il partito tenta la "pulizia, pulizia, pulizia", come detto da Bobo Maroni, il membro del triumvirato che sa di essere in gran vantaggio per la successione di Bossi, anche se il Veneto spinge per Luca Zaia. Qui, però, non è - soltanto - questione di nomi, ma di tentare di rifare una Lega distrutta in pochi giorni da vicende gravi quanto a volte ridicole. 

La settimana post pasquale leghista si è aperta con le dimissioni di Renzo Bossi, a cui tutti plaudono. Seguirà Rosy Mauro, la quale - fa notare Michele Brambilla su La Stampa - forse non è a tutti chiaro che sia la quarta carica dello Stato, essendo vicepresidente del Senato. E Umberto Bossi? Ha commentato il gesto del figlio a modo suo: "Ha fatto bene, da due mesi mi diceva che era stanco di stare in consiglio regionale". Che stanchezza, a migliaia di euro al mese. "The family" non si smentisce e i più intransigenti la vorrebbero cancellare. Tant'è che la presenza di Umberto Bossi a Bergamo è molto incerta, perché nella "notte delle scope" c'è chi la vuole usare davvero, forse non solo per pulire. Non è detto che le dimissioni, uno alla volta, dei componenti del "cerchio magico" bastino a placare gli animi. Senza contare che un buon 30 per cento di leghisti continua a volere Umberto Bossi leader. Ce n'è abbastanza per far volare ceffoni, oltre alle scope. La Lega delle saghe finisce come in un film di Bud Spencer. 

06.04.2012

Bossi dopo Berlusconi, il tramonto dei totem

Finisce l'epoca dei partiti basati sul capo. E i due si mandano ""messaggi d'amore" a distanza 

FOTOSTORIA Bossi e la Lega, da Pontida alle canottiere 

 

bossi, berlusconiAnche i totem, abbiamo visto, hanno la loro data di scadenza. E' il turno di Umberto Bossi, che da leone ferito accusa i magistrati di Roma ladrona, incolpa se stesso di aver scelto i figli prima della Lega e, con un colpo di coda, lascia un velo di suspence sulla sua ricandidatura. Che non avverrà. Ma Bossi, come il suo amico (e a volte nemico) Silvio Berlusconi, non può e non vuole uscire di scena, almeno non del tutto.

I due, entrambi in età da bocciofila, sanno di essere sul viale del tramonto: infatti, mettono in scena un dialogo a distanza in pieno stile De Amicis. Per Silvio, le dimissioni di Umberto sono "un colpo al cuore". Umberto ricambia, dicendo: "Berlusconi ci sarà rimasto male". 

Oggi, a pochi mesi di distanza dalle dimissioni di Berlusconi, la politica perde l'altro leader dei partiti fondati sul capo, seppur molto diversi. Forza Italia nacque in laboratorio, la Lega dai mal di pancia popolari che Bossi seppe intercettare. Dalla parte di Berlusconi, manager rampanti e starlette. Da quella di Bossi, dentisti bergamaschi e pasionarie badanti. Di qui, i circoli della Libertà, dei quali ancora è incerta l'esistenza. Di qua, le sezioni valligiane che fomentavano il popolo delle partite Iva. In entrambi i casi, una grande strategia comunicativa, finché è durata. E finché, soprattutto per la Lega, non è tornata indietro con il "così fan tutti" legato al caso Belsito che stiamo scoprendo in questi giorni. Il bello, probabilmente, deve ancora venire. E forse, data la vena mitologica della Lega, non è da escludersi un'epurazione in stile rupe tarpea di un po' della sua classe dirigente. Tanto per cominciare, Luca Zaia ha dato la sua opinione sul Trota Renzo Bossi, dicendo:  "In famiglia ne basta uno. Sennò, facciamo come i baroni dell'università o come negli ospedali". Un altro colpo al cuore per il Senatùr. Sipario.