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29.02.2012
Il litigio Vendola - Veltroni, ennesima grana a sinistra
Vendola lo accusa di "destra colta con il loden" e Veltroni convoca una conferenza stampa. Il partito di Bersani senza pace. Cosa c'è dietro questa litigata?
(Ansa)
Come previsto, l'apertura di "Waterloo" Veltroni sulla riforma dell'articolo 18 ha suscitato polemiche a sinistra. Il leader di Sel Nichi Vendola ha bollato Veltroni come interprete di "una destra colta e in loden", prendendo a simbolo il cappotto da understatement che Mario Monti indossa da settembre a maggio. E Veltroni, che non è mai stato comunista, che ha il mito di Kennedy, che ha apprezzato il "blairismo" e così via, questa volta non ci ha più visto e ha convocato una conferenza stampa per dire che a passare per uno di destra non ci sta, accusando Vendola di demonizzare chi la pensa diversamente.
Una delle domande che ci si potrebbe porre rispetto a questo scontro tra titani (o quasi) è: perché Veltroni ha risposto con una conferenza stampa? Carlo Bertini su La Stampa fa notare che il gesto "svela un problema tutto politico: di una sinistra in testa nei sondaggi, ma divisa sul governo, sui messaggi da dare al Paese e su come presentarsi alle urne tra un anno. Una sinistra che fatica a trovare posizioni comuni su nodi cruciali come la riforma del welfare". E in questo panorama, Vendola ha deciso di buttarsi a pesce.
Veltroni ha ottenuto, incredibilmente, il risultato di essere per una volta difeso da Baffino D'Alema. A parte ciò, l'ex segretario gradirebbe le scuse di Vendola e promette di non portare rancore. Per tutta risposta, Fabio Mussi gli scrive: "Caro Walter, brutta cosa appiccicare etichette, come quella che ogni giorno mette d’autorità fuori dal campo del riformismo chiunque non canti nel coro della sterminata maggioranza economica, politica e mediatica che sostiene il governo in carica". Le prossime giornate passeranno con i colpi bassi tra opposte fazioni su chi mettere e non mettere nel Pantheon? Forse sì. Nel frattempo, Pigi Bersani deve registrare l'ennesima grana, che si aggiunge a un altro nodo cruciale, quello delle primarie di Palermo, che dopo il tonfo di Genova (e quelli del 2011 di Milano e Cagliari) il partito sta provando a non perdere per l'ennesima volta.
12:22 Scritto da Staff in Politici da spiaggia | Link permanente | Commenti (94) | Segnala | Tag: vendola, veltroni, loden, articolo 18 | OKNOtizie |
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Pivetti la precaria: "Non ho soldi per comprarmi una casa"
L'ex presidente della Camera a Vanity Fair: "Non ho un lavoro stabile che mi permetta di accendere un mutuo"
FOTO I privilegi degli ex presidenti delle Camere
Irene Pivetti non può permettersi di comprare una casa. L'avreste mai detto? Eppure è quello che l'ex parlamentare della Lega e presidente della Camera ha detto in un'intervista a Vanity Fair, in edicola il 29 febbraio. Parrebbe uno scherzo, vista la data da anno bisestile, invece no.
Irene l'austera ha l'abbonamento annuale all'azienda di trasporto pubblico di Roma perché "non ho più la macchina e il trasporto pubblico funziona molto meglio di una volta". Non ha un lavoro fisso e dedica molto tempo alla sua Onlus Learn To Be Free, per la quale utilizza - come abbiamo segnalato in un post precedente - l'ufficio e la segreteria a Montecitorio che ha ancora in dotazione come ex presidente della Camera, ma questo a Vanity Fair non lo dice.
Un po' sorprendente il commento di Pivetti sul reddito dichiarato da Paola Severino, ministro della Giustizia: "Sicuramente il ministro Severino è quella che ha il commercialista meno furbo". E alla domanda su quante case possiede, Irene Pivetti risponde: "Nessuna, sono in affitto. Non ho abbastanza soldi per comprarmi un casa, e non ho un lavoro stabile che mi permetta di accendere un mutuo". Aiutate Irene a comprarsi una casa, ridatele un programma tutto suo in tv.
09:42 Scritto da Staff in Ipse dixit | Link permanente | Commenti (10) | Segnala | Tag: pivetti, precari | OKNOtizie |
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28.02.2012
Sabina Guzzanti in ginocchio per il governo Monti
Il ritorno dell'attrice in tv, il suo parere (negativo) sul governo e sul pianto "decorativo" di Elsa Fornero
(la Presse)
Torna in tv Sabina Guzzanti, su La7, dopo 9 anni di assenza e in un'intervista al settimanale A non fa sconti a Mario Monti e al suo governo, il quale "sta facendo una politica iper liberista che ci metterà in ginocchio". Questo perché "rigore e crescita non sono compatibili e il rigore è ancora applicato in modo iniquo. Continuando su questa strada ci ritroveremo in ginocchio, altro che crescita".
L'avremmo vista bene Guzzanti a imitare il premier, come fece con Berlusconi e con D'Alema, ma Maurizio Crozza è arrivato prima con il suo Monti-robot a Italialand. E allora Sabina durante l'intervista torna sul gesto simbolo, al momento, di questo governo: il pianto in diretta di Elsa Fornero che non è riuscita a pronunicare la parola sacrifici. Per l'attrice "è stato un momento bello, unico, fa ricordare che siamo umani, ma era così decorativo".
Sabina Guzzanti dice che imiterà di nuovo Moana Pozzi, perché la pornodiva scomparsa "si sente chiamata dall'amor di patria. È scandalizzata da come sono andate le cose in Italia, dalla deriva che ha preso il paese: pochi anni fa era al quinto posto nella produzione del porno e adesso al 185esimo, dopo la Svizzera". E'la sobrietà, forse?
15:27 Scritto da Staff in cinema e tv | Link permanente | Commenti (46) | Segnala | Tag: sabina guzzanti, governo monti | OKNOtizie |
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Maroni lancia la Lega alla Rai
Privatizzarla, ma prima la presidenza all'opposizione. Quindi, al Carroccio. Autocandidatura?
La Lega continua per la sua strada da sola contro tutti. Bobo Maroni, a una cena del Carroccio, è andato a gamba tesa sulla riforma della Rai, il cui Cda scade nei prossimi mesi, ricordando che la strada da percorrere "è la privatizzazione", ma se la legge rimarrà quella attuale "per l'equilibrio tra maggioranza e opposizione il presidente va all'opposizione. E ricordo che la Lega è l'unico partito di opposizione". Messaggio chiaro a Mario Monti, senza nascondersi: "Vorrei dire al governo di non prendere decisioni avventate e soprattutto di coinvolgere l'opposizione".
La critica, più scontata, alla posizione di Maroni è una: non passa giorno che la Lega non inveisca contro Roma ladrona e l'inciucio di Pd e Pdl per sostenere Monti e poi, quando si tratta di accaparrarsi una poltrona ecco che spunta lo spadone di Alberto da Giussano. Maroni non se ne cura, parla di Lega scomparsa dai Tg, ma dice: "Per noi non è un problema, siamo un partito di tanti militanti". E le dispute interne? Tutto bene, madama la marchesa.
Sta di fatto che ormai la Lega correrà da sola alle prossime amministrative, senza il fantasma di Berlusconi che si aggira nei dintorni di via Bellerio e con la testa ben salda al Nord. Senza dimenticare la lottizzazione, che non fa molto Padania, ma c'è. Forse Maroni, dopo il Viminale, si vede bene in viale Mazzini. Pardon, corso Sempione.
11:37 Scritto da Staff in Ipse dixit | Link permanente | Commenti (18) | Segnala | Tag: maroni, lega, rai | OKNOtizie |
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27.02.2012
L'effetto Monti affonda i partiti
Secondo l'ultimo sondaggio Ispo, il 69% degli italiani non sa per chi votare
FOTOSTORIA I primi cento giorni del governo
Il governo Monti ha compiuto da poco i suoi primi cento giorni. Non sono in pochi i cittadini che vorrebbero Monti candidato alle elezioni. Pur se l'ultimo sondaggio Ispo, l'istituto diretto da Renato Mannheimer, registra un calo della fiducia nel premier, dal 61% di dicembre al 52% di oggi: Mannheimer stesso parla però di "calo fisiologico che accompagna tutti gli esecutivi". Ma i dati sorprendenti del sondaggio sono altri.
L' effetto del "governo tecnico" di Monti affonda sempre più i partiti. Il sondaggio evidenzia che la stima degli elettori nei confronti dei partiti ha toccato il fondo ed è dell'8%. A questa disistima, corrisponde un incremento degli elettori indecisi. Le intenzioni di voto misurate dall'Ispo non lasciano dubbi: il 35% degli intervistati non si schiera per nessun partito e il 34% non sa quale scegliere. Totale: 69%.
Il Pd rimane il maggior partito di maggioranza relativa e sarebbe votato dal 26,5% degli elettori. Il Pdl è al 20,7%. Si confermano buone le percentuali per Lega (9%) e Italia dei Valori (8%). Ma il quadro per i partiti non è mai stato a tinte così fosche. Capito perché buona parte di Pdl e Pd tenta di tirare Monti per la giacca?
15:49 Scritto da Staff in opinioni | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: monti, partiti, ispo | OKNOtizie |
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Casini twitta "Tvb" a Di Pietro
Domenica di cinguettii tra i due leader con un linguaggio alla Moccia. Un riavvicinamento inaspettato?
FOTO I "tweet" tra Casini e Di Pietro
La domenica, di solito, ci si riposa. C'è chi fa una gita fuori porta, chi va al cinema, chi si diverte con i social network. E' il caso di Pierferdi Casini e Tonino Di Pietro, che hanno pensato di animare la loro domenica scambiandosi messaggi su Twitter. La cosa non è passata inosservata a Sky Tg24, anche perché il dialogo tra i due, che notoriamente si amano poco, ha quasi del surreale.
E' Casini che comincia, con un cinguettio di ottimismo: "C'e' bisogno di pacificare la politica, anche Tonino!'' Di Pietro, evidentemente connesso, ignora il ramoscello d'ulivo offerto da Casini e, riferendosi al governo Monti, scrive: "Nemmeno all'epoca del governo Berlusconi si era verificata una tale invasione di lobbysti all'interno del parlamento''. Casini non si lascia scappare l'assit e risponde: "Antonio, non mi dire che sei nostalgico di Berlusconi?'' Di Pietro risponde: "Nemmeno per sogno e nemmeno della prima repubblica. Voi?''. E a questo punto, Casini replica con un inaspettato, quanto adolescenziale "Tvb" con due punti esclamativi. Peggio di Federico Moccia. Il messaggio non passa ovvimaente inosservato e alcuni utenti sfottono i due leader politici. Qualcuno ha anche scritto con ironia: "Spero sia solo affetto e niente sesso", suscitando naturalmente i risentimenti di Di Pietro. Casini ha lasciato correre.
A parte i toni da under 16, scopriamo che i nostri politici sono sempre più "social": chissà se questi cinguettii non rivelino un riavvicinamento tra i due, anche se i punti di contatto sembrano davvero pochi. Però, mai dire mai. Attendiamo i prossimi tweet.
11:39 Scritto da Staff in Frivolo | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: casini, di pietro, twitter | OKNOtizie |
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23.02.2012
Gelmini torna sui neutrini
L'ex ministro commenta autoironica: "Non ero solo io a sbagliare"
(da Twitter)
Contrordine: i neutrini non sono più veloci della luce, o almeno servono ulteriori verifiche. I risultati annunciati lo scorso settembre dagli scienziati del Cern e dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare sarebbero il frutto di un malfunzionamento degli strumenti. La teoria dela relatività di Einstein può stare ancora tranquilla, ma anche l'ex ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che sulla sua pagina Twitter scrive: "Vicenda neutrini: avevo il sospetto di aver manifestato un entusiasmo eccessivo...Ora mi consolo: non ero solo io a sbagliare".
Ricordiamo la gaffe del ministero, che nel comunicato in cui lodava i risultati dell'esperimento aveva scritto: "Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro". E vai con le risate sul tunnel insesistente di migliaia di chilometri.
Forse Gelmini si è presa, autoironicamente, una rivincita.
16:30 Scritto da Staff in Frivolo | Link permanente | Commenti (30) | Segnala | Tag: gelmini, neutrini | OKNOtizie |
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Ivan Dall'Ara e la "farfallina della felicità" di Belen
Il sindaco di Ceregnano (Rovigo) vuole dare la cittadinanza onoraria alla showgirl e critica Elsa Fornero
La "farfallina della felicità" di Belen continua a tenere banco. Il sindaco del comune di Ceregnano, in pieno Polesine, Ivan Dall'Ara, ha intenzione di nominare la showgirl cittadina onoraria, in risposta alle polemiche avviate da Elsa Fornero sulla tv da spegnere. Dall'Ara è un personaggio: ha istituito nel suo comune un assessorato alla felicità, per sdrammatizzare anche in un momento di crisi e "non farsi schiacciare dallo spread" ed ora vuole nominare Belen ambasciatrice.
Ivan Dall'Ara critica Fornero: "Quando vedo lei, che dovrebbe rappresentare il nuovo che avanza, spengo la tv perché mi viene da piangere di rabbia, perché penso ai 434 operai dell'azienda ex Bassano Grimeca di Ceregnano attualmente in cassa integrazione speciale, anche loro soggetti al pagamento dell'Imu, così come tanti altri in Italia, che se transita il 'Fornero pensiero' sulla riforma del lavoro saranno privi anche di questo ammortizzatore sociale e quindi alla disperazione e alla fame".
Allora, perché non nominare provocatoriamente Belen "farfallina della felicità"? Detto, fatto. Anche se il sindaco si cautela e, nell'invitare Belen a Ceregnano per la cerimonia, le raccomanda di presentarsi "magari con un look non da suora, ma un po' più ortodosso. E naturalmente gratis". Chissà se Belen accetterà, in nome della felicità e dello spread.
11:25 Scritto da Staff in Politici da spiaggia | Link permanente | Commenti (114) | Segnala | Tag: ivan dall'ara, ceregnano, belen, farfallina | OKNOtizie |
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22.02.2012
Paola Binetti "defacciata" dagli Anonymous
Gli hacker colpiscono il sito della senatrice e lanciano una campagna anti politici. Anche miss Padania nel mirino
FOTO Binetti, Ria, Paniz, miss Padania: i siti attaccati da Anonymous
Le molotov degli anni'70 si sono trasformate (non sempre, purtroppo) in attacchi ai siti internet. Dopo i blitz ai siti di Fbi, Cia, ministero della Difesa siriano, gli hacker di Anonymous "defacciano" il sito di Paola Binetti, senatrice Udc, e del suo collega di partito Lorenzo Ria, con un messaggio di lancio di una campagna dal titolo FPF, ossia "Fuck politicians february", che poco lascia all'immaginazione. E fanno intendere chiaramente che colpiranno altri politici.
Nella home page dei siti di Binetti e Ria, gli Anonymous hanno inserito un lungo comunicato: "Mentre il paese va a rotoli a discapito delle classi più svantaggiate voi continuate a perdere ottime occasioni per tacere, per smetterla di rubare e per piantarla di farvi sempre e soltanto gli affari vostri. Guardando la vicenda Lusi ci chiediamo veramente se non siete tutti uguali. Come potevano Rutelli/Bersani & Co non sapere nulla? Come fanno 13 milioni di soldi nostri a sparire senza che nessuno se ne accorga? (...) Vogliamo che sia cambiata questa porcata di legge elettorale. Vogliamo un parlamento pulito. No condannati. No pregiudicati. No puttane, nani, ballerini e mafiosi (...) I politici, nostri dipendenti non dovrebbero impegnarsi affinchè la nostra voce sia sentita? A quanto pare no, anzi non perdete occasione per chiamarci "sfigati", "mammoni" , "bamboccioni". Da oggi per tutto il mese sarà FPF e ne vedrete delle belle".
Gli Anonymous non hanno risparmiato nemmeno il sito di miss Padania, che ora però è tornato alla sua normale visualizzazione. Il comunicato riportava un commento di Beppe Grillo che diceva: "La Lega non rappresenta un piemontese, così come un emiliano o un trentino. Li accomuna tutti in un racconto di fantasia confutabile da qualunque studente di quinta elementare e radicalizza uno scontro tra due Italie, il Nord e il Sud, su base economica, sugli "schei". La Padania è una balla, il Piemonte, il Veneto, la Toscana sono invece reali, sono Stati non Regioni, così come lo sono la Sicilia e la Sardegna. Prima se ne prenderà atto, prima ci libereremo dalla Lega e metteremo le basi per una Nuova Italia, finalmente in pace con sé stessa".
Si attende il prossimo attacco virtuale: forse ai ministri, dopo la pubblicazione dei loro redditi on line? Il fenomeno Anonymous, però, non è da trascurare. Sempre che la nostra classe politica abbia capito, finalmente, che cosa sia internet.
15:20 Scritto da Staff in Si dice in Rete | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: anonymous, binetti, miss padania | OKNOtizie |
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21.02.2012
Pdl, inno nuovo simbolo vecchio
Berlusconi presenta il nuovo inno del partito nel corso di una cena. E tuona: liste civiche soltanto in appoggio al simbolo. J.Ax lo accusa di plagio
Leggi il testo dell'inno
(la Presse)
"Noi siamo il Popolo della Libertà, gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della liberta”. Questo è uno dei passaggi del nuovo inno del Pdl, che un trionfante Silvio Berlusconi ha svelato nel corso di una cena a villa Gernetto, presenti tra gli altri Sandro Bondi, Michela Brambilla, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della provincia di Milano Guido Podestà.
A giudicare da queste parole, sembra un inno da moti rivoluzionari dell'Ottocento, come se in Italia libertà non ce ne fosse. Ma tant'è. Berlusconi è galvanizzato e ha gettato acqua sul fuoco delle ultime polemiche, ribadendo che il Pdl alle prossime amministrative si presenterà con il suo simbolo: eventuali liste civiche sono gradite, ma soltanto a supporto.
Comunque, l'inno non è ancora stato suonato e già suscita polemiche. J.Ax, ex leader degli Articolo 31, dice che presenta troppe somiglianze con la sua canzone Gente che spera del 2002 e ieri sera su Twitter ha scritto: "Domani denuncio Berlusconi. Buonanotte. Incredibile c...".
Ennesimi guai per il Cavaliere? Tornando alla politica, non sfugge che abbia citato il simbolo, ma non il suo nome. Scomparirà quindi per sempre la dicitura "Berlusconi presidente" che non è più taumaturgica come un tempo? Pare di sì. Angelino Alfano, però, dovrà ancora probabilmente attendere per essere il primo uomo del Pdl. Silvio non molla e la prossima settimana dovrebbe incontrare Mario Monti, con Alfano presente. E' gentile a portarlo con sé, almeno.
11:16 Scritto da Staff in Colonne sonore | Link permanente | Commenti (26) | Segnala | Tag: berlusconi, pdl | OKNOtizie |
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