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27.02.2012

L'effetto Monti affonda i partiti

Secondo l'ultimo sondaggio Ispo, il 69% degli italiani non sa per chi votare

FOTOSTORIA I primi cento giorni del governo


monti,partiti,ispoIl governo Monti ha compiuto da poco i suoi primi cento giorni. Non sono in pochi i cittadini che vorrebbero Monti candidato alle elezioni. Pur se l'ultimo sondaggio Ispo, l'istituto diretto da Renato Mannheimer, registra un calo della fiducia nel premier, dal 61% di dicembre al 52% di oggi: Mannheimer stesso parla però di "calo fisiologico che accompagna tutti gli esecutivi". Ma i dati sorprendenti del sondaggio sono altri.

L' effetto del "governo tecnico" di Monti affonda sempre più i partiti. Il sondaggio evidenzia che la stima degli elettori nei confronti dei partiti ha toccato il fondo ed è dell'8%. A questa disistima, corrisponde un incremento degli elettori indecisi. Le intenzioni di voto misurate dall'Ispo non lasciano dubbi: il 35% degli intervistati non si schiera per nessun partito e il 34% non sa quale scegliere. Totale: 69%.

Il Pd rimane il maggior partito di maggioranza relativa e sarebbe votato dal 26,5% degli elettori. Il Pdl è al 20,7%. Si confermano buone le percentuali per Lega (9%) e Italia dei Valori (8%). Ma il quadro per i partiti non è mai stato a tinte così fosche. Capito perché buona parte di Pdl e Pd tenta di tirare Monti per la giacca?



15:49 Scritto da Staff in opinioni | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: monti, partiti, ispo | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Se per salvare la patria dal fallimento sono dovuti subentrare dei tecnici viene da chiedersi perchè debbono ritornare i partiti a guidare la nazione.Se questi signori riescono a rimettere in sesto l'Italia e si comportano da veri competenti senza rubare e fare veramente le cose con equità si dovrebbe studiare delle forme tipo contratto e al raggiungimento degli obiettivi confermare la fiducia o rimuoverli.Ora nel parlamento ci sono troppi vampiri dediti a pensare solo ai loro interessi,eliminare la maggior parte di questa gentaglia farebbe risparmiare tanto quanto una manovra.

Scritto da: gino | 27.02.2012

Questa è una dichiarazione di Gianni Agnelli, da un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera" il 30 gennaio 1975, che ci spiega come il controllo delle nazioni da parte di lobby economiche sovranazionali sia un fatto non solo verosimile ma perfettamente normale:

"Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento; probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libertà personali. Ma non sempre tutto ciò sarà un male."

.. ed era il 1975....non avrei mai detto che si sarebbe avverata tal fosca previsione..

Scritto da: paolo | 27.02.2012

E' da quando è stato nominato il Governo Monti che dico che ha evidenziato l'inutilità dei partiti, dei politici e della politica. Ci arrivano solo ora? Alla buon'ora !!!

Scritto da: Matteo | 27.02.2012

Non c’è bisogno di tirare Monti per la giacca.!!! Monti tornerà a governare l’Italia, ancora con un Governo Tecnico, subito dopo le votazioni del 2013 (se non prima.!), perché il Sistema-Politico-Italia si è frantumato al punto tale da sfiduciare e disorientare il 69% degli Italiani, mentre all’orizzonte non appare una Coalizione Programmatica di Partiti in grado di portare avanti la moralizzazione, la stabilizzazione, l’equità e il risanamento finanziario del Paese.! Se la fiducia dei Cittadini verso la Politica è soltanto dell’8%, si può affermare che ha vinto l’antipolitica e se il mercato del lavoro porta alla vanificazione dell’Art.18 dello Statuo dei Lavoratori, ci sarà pure una rivolta contro i Sindacati.! Le conseguenze sono inimmaginabili e, senza essere catastrofisti, la Grecia ci sarà più vicina come mai.!

Scritto da: Bryh | 27.02.2012

Dovremmo ritornare a votare sì per i partiti,ma vogliamo scegliere le persone che,se non faranno bene alle elezioni successive non saranno più rielette.Così come stanno le cose ci ritroveremo tutta la banda dei Puffi,Gargamella,il gatto birba,Grimilde, i sette nani,Nosferatu e così via, che rovineranno quanto di buono (forse,salvo verifica) è stato fatto dal prof. Monti. Un'altra cosa,massimo due legislazioni,poi aria nuova e basta con i professionisti della politica!

Scritto da: renatino431 | 27.02.2012

E' chiaro che, a parte il DELINQUENTE incallito come Berlusconi che sta li con il solito sorriso IPERFALSO sulla bocca e cio'è dovuto anche alle mediazioni impossibili volute dagli OBSOLETI postcomunisti come D'Alema,ci sono poi, nel centrosinistra,
tutti questi IMMARCESCIBILI e noiosi burocrati che non li sopporta piu' nemmeno
il parente piu' prossimo. Monti, per ora, regge perchè ha fatto bene sul campo della politica internazionale, perchè è presentabile dando la buona impressione
di mettere i conti a posto, naturalmente tagliando e tassando i soliti noti da "buon" liberista bocconiano e in sintonia col duo Sarkozy-Merkel. Non a caso le sue scelte sono PROTETTIVE verso la grande evasione e i grandi imbroglioni: Berlusconi
e suoi compari che hanno trasformato in lingotti d'ORO ed esportato ingenti somme di danaro comprimendo, di fatto, anche i potenziali INVESTIMENTI per rilanciare l'ECONOMIA REALE PRIVATA che potrebbe creare OCCUPAZIONE in alternativa al disastro SOCIALE avvenuto ad opera delle
IMMANI speculazioni del capitale finanziario.
Poi i CRETINI parlano di articolo 18,per
nascondersi dietro i DISASTRI che il liberismo, in OCCIDENTE, ha combinato da circa 30 anni e sarebbero ben lieti di ABOLIRE la DISOCCUPAZONE che, in Europa,
è giunta alla bellezza di circa 45 milioni
di persone, creando qualche bel CAMPO DI STERMINIO risolvendo alla grande il PROBLEMA!!!
Se andiamo avanti di questo passo, in nome dei RICORSI storici, potremo benissimo
assistere ad un nuovo RILANCIO di un Keynesismo MILITARE. Se solo si pensa alla
stessa Grecia a cui è stato quasi imposto
l'acquisto di armi per godere di nuovi INUTILI prestiti,o alla stessa Italia che deve comprare i famosi F35 per soddisfare
l'INDUSTRIA bellica o lo SPERPERO di denaro per la TAV opera riconosciuta INUTILE da TECNICI onesti come INGEGNERI del Politecnico e non solo!
Per Keynesismo militare, intendo dire che
l'OCCIDENTE contemporaneo, USA in testa,
potranno supportare l'industria BELLICA privata con le STRUTTURE politiche, necessarie al sostegno di un' ECONOMIA di guerra. Sviluppare una INDUSTRIALIZZAZIONE
di tipo militare come si è verificato durante la presidenza Bush ed anche l'era Clinton con la guerra in Serbia!
Che ci vuole a FARE un po' di nuove guerre
in OSSEQUIO al postulato del pensiero di Schumpeter???:
LA DISTRUZIONE CREATRICE!!!

Scritto da: Giuseppe Parascandolo | 28.02.2012

Monti sarà anche bravo,ma è partito con il piede sbagliato nel toccare le pensioni lorde di 1.400 euro lorde.Non riconoscere l'adeguamento al costo della vita a certe pensioni da fame ha buttato alle ortiche la tanto sbandierata equità.Forse non ha capito che ha toccato il tasto dove ci sono milioni di poveretti che con la loro misera pensione contribuivano in parte alla ripresa economica,ma se a questi togli anche l'aria la nazione andra in dispnea.Per quanto riguarda la fiducia dei politici ha chiarito che questi sono solo vampiri inutili e in particolare l'ultimo governo di nominati.

Scritto da: gino | 28.02.2012

Che ci vuole a FARE un po' di nuove guerre
in OSSEQUIO al postulato del pensiero di Schumpeter???:
LA DISTRUZIONE CREATRICE!!!

Scritto da: Giuseppe Parascandolo | 28.02.2012
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E' pur vero che dopo ogni guerra vi sia la ricostruzione e quindi un certo boom economico, ma ne vale la pena? Ammazzare milioni di uomini, donne e bambini solo per fare soldi?
Dovremmo fare tutti un passo indietro e vivremmo tutti meglio.

Scritto da: Matteo | 28.02.2012

Aspettate i primi effetti sulle nuove tasse che ha intridotto il Sig. Monti e poi ne riparliamo di fiducia. Scenderà sotto i piedi dopo aver visto partire una buona parte dei nostri soldini. Sono tutti bravi a chiedere ma a dare mai nessuno. Credo che la gente, i più non andranno a votare. Disobbiedienza civile.

Scritto da: Tvit08 | 28.02.2012

Volentieri pongo all'attenzione l'analisi
sull'Europa fatta dal nobel per l'economia
Paul Krugman, qui di aseguito.
Buona LetturaL

La vera malattia che piega l´Europa” di PAUL KRUGMAN da La Repubblica del 29 febbraio 2012


La situazione in Portogallo è terribile, ora che la disoccupazione vola addirittura oltre il 13 per cento. Ma va anche peggio in Grecia, Irlanda e probabilmente Spagna. Nel suo complesso tutta l´Europa pare scivolare nuovamente nella recessione. Perché l´Europa è diventata il malato dell´economia mondiale?
La risposta è nota a tutti. Purtroppo, però, buona parte di ciò che si sa non è attendibile, e le false voci sui guai europei stanno snaturando il nostro dibattito economico. È assai probabile che chi legge un articolo d´opinione riguardante l´Europa – oppure, troppo spesso, una presunta cronaca giornalistica degli avvenimenti – possa imbattersi in una di due possibili interpretazioni, alle quali penso in termini di variante repubblicana e variante tedesca. In verità, nessuna delle due rispecchia la realtà.
Secondo la versione repubblicana di come stanno le cose – uno dei temi centrali sui quali batte la campagna elettorale di Mitt Romney –, l´Europa si trova nei guai perché ha esagerato nell´aiutare i meno abbienti e i disgraziati, e staremmo quindi assistendo all´agonia del welfare state. Questa versione dei fatti, a proposito, è una delle costanti preferite della destra: già nel 1991, quando la Svezia si angosciò per una crisi delle banche innescata dalla deregulation (vi suona familiare?), il Cato Institute pubblicò un trionfante articolo su come ciò che stava accadendo di fatto confermasse il fallimento dell´intero modello del welfare state.
Vi ho già detto che la Svezia – che ha ancora oggi un generoso welfare – è al momento una delle migliori performer e ha una crescita economica più dinamica di qualsiasi altra ricca nazione? Ma procediamo con sistematicità: pensiamo alle 15 nazioni europee che usano l´euro (lasciando in disparte Malta e Cipro) e proviamo a classificarle in rapporto alla percentuale di Pil che hanno speso in programmi di assistenza sociale prima della crisi. Le nazioni Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) che oggi sono nei guai spiccano davvero in tale classifica per il fatto di avere uno stato assistenziale insolitamente generoso? Niente affatto. Soltanto l´Italia rientra nelle prime cinque posizioni della classifica, ma anche così il suo welfare state è inferiore a quello della Germania. Ne consegue che i problemi non sono stati causati da grandi welfare.
Passiamo ora alla versione tedesca, secondo la quale tutto dipende dall´irresponsabilità fiscale. Questa opinione pare adattarsi alla Grecia, ma a nessun altro Paese. L´Italia ha avuto deficit negli anni antecedenti alla crisi, ma erano di poco superiori a quelli tedeschi (l´enorme indebitamento dell´Italia è un´eredità delle irresponsabili politiche di molti anni fa). I deficit del Portogallo erano significativamente inferiori, mentre Spagna e Irlanda in realtà avevano plusvalenze.
Ah: non dimentichiamo che Paesi non appartenenti alla zona euro sembrano proprio in grado di avere grandi deficit e sostenere un forte indebitamento senza affrontare alcuna crisi. Gran Bretagna e Stati Uniti possono prendere in prestito capitali a un tasso di interesse che si aggira intorno al 2 per cento. Il Giappone – di gran lunga più indebitato di qualsiasi Paese europeo, Grecia inclusa – paga soltanto l´1 per cento. In altre parole, il processo di ellenizzazione del nostro dibattito economico – secondo il quale tra uno o due anni soltanto ci troveremo nella stessa situazione della Grecia – è del tutto sbagliato.
Che cosa affligge, dunque, l´Europa? La verità è che la questione è in buona parte legata alla moneta. Introducendo una valuta unica senza aver preventivamente creato le istituzioni necessarie a farla funzionare a dovere, l´Europa in realtà ha ricreato i difetti del gold standard, inadeguatezze che rivestirono un ruolo di primo piano nel provocare e far perdurare la Grande Depressione.
Andando più nello specifico, la creazione dell´euro ha alimentato un falso senso di sicurezza tra gli investitori privati che ha dato briglia sciolta a enormi e insostenibili flussi di capitali nelle nazioni di tutta la periferia europea. In conseguenza di questi flussi, le spese e i prezzi sono aumentati, la produzione ha perso in competitività e le nazioni che nel 1999 avevano a stento raggiunto un equilibrio tra importazioni ed esportazioni hanno iniziato invece a incorrere in ingenti deficit commerciali. Poi la musica si è interrotta.
Se le nazioni della periferia europea avessero ancora le loro valute potrebbero ricorrere alla svalutazione – e sicuramente lo farebbero – per ripristinare quanto prima la propria competitività. Ma non le hanno più, e ciò significa che sono destinate a un lungo periodo di disoccupazione di massa e a una lenta e faticosa deflazione. Le loro crisi debitorie sono per lo più un effetto collaterale di questa triste prospettiva, perché le economie depresse portano a deficit di budget e la deflazione aumenta l´incidenza del debito.
Diciamo pure che comprendere la natura dei guai europei offre agli europei stessi benefici soltanto assai limitati. Alle nazioni colpite, in particolare, non resta granché al di là di scelte difficili: o soffrono le pene della deflazione oppure prendono la drastica decisione di abbandonare l´euro, il che non sarà praticabile da un punto di vista politico fino a quando – o a meno che – ogni altra cosa non avrà fallito (punto verso il quale pare che si stia avvicinando la Grecia). La Germania potrebbe dare una mano facendo dietrofront rispetto alle sue stesse politiche di austerità e accettando un´inflazione più alta, ma non lo farà.
Per il resto di noi, tuttavia, capire bene come stanno le cose in Europa fa una bella differenza, in quanto circolano su di essa false teorie utilizzate per spingere avanti politiche che potrebbero rivelarsi aggressive, distruttive o entrambe le cose. La prossima volta che sentirete qualcuno invocare l´esempio dell´Europa per chiedere di far piazza pulita delle nostre reti di sicurezza sociale o per tagliare la spesa a fronte di un´economia gravemente depressa, ricordate di tenere bene a mente che non ha idea alcuna di ciò di cui sta parlando.
Traduzione di Anna Bissanti
© 2012 New York Times
News Service

Scritto da: Giuseppe Parascandolo | 28.02.2012

E' da quando è stato nominato il Governo Monti che dico che ha evidenziato l'inutilità dei partiti, dei politici e della politica. Ci arrivano solo ora? Alla buon'ora !!!

Scritto da: Matteo | 27.02.2012

beh questo lo dico dal 1964

Scritto da: ninocasola43 | 28.02.2012

beh questo lo dico dal 1964

Scritto da: ninocasola43 | 28.02.2012

Mi ricordo che io lo dico dal 1963. hehehehehe pistolaaaaaaaaaaaa

Scritto da: Matteo | 01.03.2012

peggiora sempre lo scemo!

Scritto da: ninocasola43 | 01.03.2012

peggiora sempre lo scemo!

Scritto da: ninocasola43 | 01.03.2012
____________________

A pensarci bene lo dico dal 1962. Pirlaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Scritto da: Matteo | 02.03.2012

- (l´enorme indebitamento dell´Italia è un´eredità delle irresponsabili politiche di molti anni fa). (di PAUL KRUGMAN)
.. Parascandolo, ti rendi conto che è esattamente quello che io cerco di farti capire da anni e che tu risolvi con un colpo di spugna imputandolo al solo Governo a alla sola persona di Berlusconi?

- Ah: non dimentichiamo che Paesi non appartenenti alla zona euro sembrano proprio in grado di avere grandi deficit e sostenere un forte indebitamento senza affrontare alcuna crisi. (di PAUL KRUGMAN)
.. Di nuovo Parascandolo. Pensa a quante volte ti ho parlato di MMT.

- Che cosa affligge, dunque, l´Europa? La verità è che la questione è in buona parte legata alla moneta. (di PAUL KRUGMAN)
.. Costo del denaro al 6% per la zona euro contro l'1% del Giappone.

- Se le nazioni della periferia europea avessero ancora le loro valute potrebbero ricorrere alla svalutazione – e sicuramente lo farebbero – per ripristinare quanto prima la propria competitività. Ma non le hanno più, e ciò significa che sono destinate a un lungo periodo di disoccupazione di massa e a una lenta e faticosa deflazione. (di PAUL KRUGMAN)
.. MMT. Ma se lo dico io sono un fascista cretino che sfrutta gli operai e millanta tre lauree. Se lo dice Krugman è un Dio! E tu sei uno stupido, fattene una ragione, sei stupido. Posti come oro colato tutto quello che ti ripeto da anni, detto da Krugman. Ma detto da me sono solo scemenze. Fattene una ragione della tua stupidità, se ne sei capace.

Scritto da: Matteo | 02.03.2012

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