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30.01.2012

Da Lagarde a Fornero, quando la vanità batte la crisi

La borsetta di Christine esibita a Davos e i gioielli di Elsa mentre parla di sacrifici

FOTO Christine Lagarde ed Elsa Fornero

(Ansa)
lagarde,forneroChristine Lagarde, presidente del Fmi, appena sedutasi al World economic forum di Davos ha pensato di fare una battuta ironica, dicendo: “Sono qui con la mia piccola borsa a raccogliere denaro”, sollevando da terra la sua "piccola borsa", la quale è un modello di Louis Vuitton da 4mila euro, acquistabile su ordinazione. Pubblicità gratuita per il brand, un po' di orgoglio nazionalista francese che non manca mai, ma soprattutto un gesto non dei migliori: agitare una borsa di lusso durante un convegno sulla crisi mondiale non è il massimo, a meno che (ironizza Blitzquotidiano) Lagarde intendesse racimolare denaro mettendola all'asta.

L'esibizione vanitosa di Christine Lagarde ci ha fatto venire in mente il ministro del Welfare Elsa Fornero, la quale ha un compito, si sa, difficile, dovendo parlare di tagli e rinunce per lavoratori e pensionati. In molti, già dalla sua prima conferenza stampa di governo, con l'ormai famoso pianto che le impedì di pronunciare la parola "sacrifici", hanno notato il contrasto stridente tra la quantità di gioielli che Fornero indossa e i suoi richiami alla sobrietà.

Nessuno, ci mancherebbe, intima a Elsa Fornero di diventare minimalista, però qualche parure in meno potrebbe, forse, facilitare l'ingerimento della medicina da parte, ad esempio, dei cittadini che sempre più impegnano i pochi gioielli che hanno per racimolare denaro: di loro Christine Lagarde sarebbe certamente contenta.

13:31 Scritto da Staff in Frivolo | Link permanente | Commenti (54) | Segnala | Tag: lagarde, fornero | OKNOtizie |  Facebook

26.01.2012

Formigoni scarica Minetti: tutta colpa di don Verzè

Il governatore: "Non doveva essere candidata", ma il sacerdote "me la descrisse come seria e impegnata". E prende le distanze anche da Nicoli Cristiani e Ponzoni

FOTO Nicole Minetti story


(Ansa)
formigoni,minetti,don verzèLa fiera intrappolata nella tagliola, per difesa, aggredisce. Forse è questo l'atteggiamento del momento di Roberto Formigoni, il "presidentissimo" della regione Lombardia che sta vedendo erodere la sua (quarta consecutiva) giunta poco alla volta. Formigoni è anche in questi giorni "oggetto di scambio" nella mente di Bossi, che ha deciso di far cadere dalla torre lui se non cadrà Mario Monti. Sta di fatto che il governatore, in un'intervista a Panorama, si libera in un sol colpo di un po' di sassolini nelle scarpe. 

Riguardo Nicole Minetti, Formigoni è chiaro e dice che "non doveva essere candidata". Ma ecco il colpo di scena: "All’epoca era solo una ragazza di Rimini arrivata a Milano per studiare, che aveva fatto la ballerina a Colorado cafè per mantenersi all’università e poi era diventata igienista dentale all’ospedale San Raffaele. Chiesi informazioni al fondatore don Verzè, che me la descrisse come seria e impegnata. Non trovai motivi specifici per oppormi alla richiesta del partito d’inserirla nel mio listino". Capito il concetto? La ragazza si è confessata, garantisce don Verzè, che nel frattempo non può più rispondere. Chissà cosa ne penserebbe don Giussani, che di Formigoni dovrebbe essere il riferimento teologico.

Formigoni parla anche dei casi Nicoli Cristiani e Ponzoni, i due esponenti del Pdl in regione arrestati nelle scorse settimane. "Erano entrambi nella precedente giunta, ma non in quella attuale. Si sono candidati e hanno preso un sacco di voti, ma se non li ho voluti riconfermare in giunta una ragione ci sarà". Tutto passa, Formigoni resta. Amen.

25.01.2012

Sfigati e non, i politici con e senza laurea

Dopo le affermazioni di Martone, ecco un panorama dei politici non laureati. Si sentiranno sfigati anche loro?

FOTOGALLERY Da D'Alema a Bossi e Prestigiacomo, i politici "sfigati"

Michel Martone (La Presse)
martone,sfigatoIl viceministro Michel Martone non pensava di fare così scalpore per la sua dichiarazione sugli studenti "sfigati" se conseguono la laurea dopo i 28 anni. O forse sì. Sta di fatto che la Rete si è scatenata e lui ha corretto il tiro, precisando:  "Non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso. Mi rivolgo piuttosto a tutti quegli studenti che, pur vivendo a casa con i genitori e non avendo avuto particolari problemi, si laureano 'comodamente' dopo i 28 anni".

L'affermazione di Martone fornisce però un ottimo spunto per fare una piccola panoramica sui politici laureati, ma soprattutto no. Chissà se si sentiranno degli sfigati. Ad esempio, Baffino D'Alema, fermatosi prima della tesi alla Normale di Pisa, cosa che intellettuali del calibro di Umberto Eco gli rinfacciano con battute mordaci. Oppure Stefania Prestigiacomo, ferma alla maturità linguistica. O ancora "Cicciobello" Rutelli e "Waterloo" Veltroni. Passando per i tentativi (vani) di Umberto Bossi a Medicina, fino ad arrivare a Piero Fassino, che la laurea la prese e a pieni voti, ma soltanto nel 2009. L'emblema dello sfigato, secondo quanto detto da Martone.

Ricordiamo che il tema lo sollevò, da un'altra angolazione, anche Silvio Berlusconi, fiero della sua laurea in Giurisprudenza conseguita a 25 anni. Il Cavaliere provocò i suoi avversari dicendo che, in molti casi, non avevano neanche la laurea. Vero, ma non soltanto a sinistra. E non serve indicare alcun riferimento.

24.01.2012

Minzolini fa Fede

Il direttore silurato dal Tg1 al posto di Emilio al Tg4? Lui dice: "Penso solo alla causa contro la Rai"

FOTO Minzolini story

(Ansa)
minzolini,fede,emilio fede,tg1,tg4La fantapolitica spesso si sposa con la fantaRai (e Mediaset). Ed ecco che iniziano a circolare le voci sul probabile successore di Emilio Fede al Tg4. Il nome che spunta è quello di Augusto Minzolini, il "direttorissimo" come lo chiamava Berlusconi. Lo riporta Italia Oggi.

Fede sta sbottando per la questione Tg4, non gradisce il ridimensionamento eppur continua a guidare il telegiornale, convinto, come riporta il quotidiano,  che "se mai ci fosse uno show down, il suo amico di sempre, Silvio Berlusconi, che, secondo Fede, in questa fase si tiene defilato, riuscirà a salvarlo dagli appetiti della nuova dirigenza di Mediaset che invece vede in lui il passato".

Si sono fatti più nomi per il Tg4, tra i quali il condirerttore di Libero Franco Bechis e Maurizio Belpietro. Su tutti, però, è dato in vantaggio Minzolini, "silurato" dal Tg1 (che si appresta a confermare Alberto Maccari) e in causa contro la Rai: proprio questo sarebbe il problema principale se lui accettasse la poltrona del Tg4. E Minzolini stesso ha dichiarato che pensa soltanto alla causa. Vedremo come andrà a finire. Questioni di Fede.

23.01.2012

Bossi il taglialegna

A Milano il Senatùr ha parlato anche di centrali a legna, che sono "il nostro petrolio". Nostro padano, ovviamente

VIDEO Bossi a Berlusconi: "Molla questo governo infame"


bossi,berlusconi,montiSulla manifestazione della Lega in piazza Duomo a Milano, tutti si sono soffermati sulla (finta) pace tra cerchio magico e maroniani, sugli insulti di Bossi al governo Monti, sulle sue minacce a Berlusconi, come naturalmente sui fischi dei militanti e sulle bandiere della Tanzania che sventolavano insieme a quelle del Carroccio, con riferimento al fondo d'investimento nel paese delle spezie e dei safari. Pochi però hanno colto un passaggio di Bossi che fa quasi sorridere. Secondo il Senatùr, per risolvere il problema dei costi dell'energia bisogna tornare alle centrali a legna, perché "il nostro petrolio è la legna da ardere dei boschi”. Ecco qui il petrolio padano, ciùmbia.

Altro che dibattiti sul nucleare o investimenti sull'eolico. Vai di tagliaboschi su e giù per la val Camonica. Basta con le polemiche sterili sul gas: liberalizziamo le foreste e mandiamo i giovani padani a segare tronchi. Potrebbero essere anche i nuovi modelli per la versione italiana del catalogo Ikea: camicia a quadri, pantaloni alla zuava e un piatto fumante di pizzoccheri.

La piazza avrà gradito? O avrà sentito? Giacché, come scrive qualche militante leghista sui social network, "alzare la musica al massimo per non far sentire la piazza è roba da Corea del Nord". Pyongyang, però, fa paura al mondo con i suoi test nucleari. Qui, al massimo, si proverà una nuova motosega nei dintorni di Livigno.

Monti fa il funerale al ponte sullo Stretto di Messina

Il progetto si affossa definitivamente. Finisce un altro dei sogni di Berlusconi

Liberalizzazioni, tutte le misure: da notai a farmacie e gas

(Ansa)
monti,stretto messina,ponte messinaIl ponte sullo Stretto di Messina è, forse, definitivamente morto. Il governo Monti ha sospeso il finanziamento dell'opera, peraltro già anticipato nell'ultima fase del governo Berlusconi. Siamo sul miliardo e 600 milioni di euro, cifra "di partenza" ben inferiore a quella totale prevista (circa 8 miliardi).

L'opera più discussa probabilmente del millennio è forse giunta al capolinea. E'inevitabile il riferimento al sogno, uno dei tanti, che aveva Silvio Berlusconi, per cui il ponte sullo Stretto rappresentava la concretizzazione del "miracolo italiano" e per quel ponte il Cavaliere ha speso tante parole e sfruttato tanti salotti di Porta a porta. Invano. Compreso, come di sua abitudine, qualche riferimento amoroso, come ricorda su La Stampa Mattia Feltri: "Così si potrà andare in Italia dalla Sicilia anche di notte: se uno ha un grande amore dall’altra parte dello Stretto potrà andarci anche alle tre del mattino, senza dipendere dai traghetti". Ah, il Cavaliere innamorato: ora quel monogamo ingessato di Monti cancella tutto.

E i soldi che fine faranno? Rosa Calipari, vicepresidente dei deputati Pd, si augura siano destinati a opere sul territorio, il quale ha bisogno di infrastrutture primarie ben prima di un ponte che non si saprebbe come raggiungere con facilità. Rimane il fatto, come chiosa ancora Mattia Feltri, che il ponte sia "un indiscusso monumento, sebbene non se ne sia posato un mattone: un monumento all’Italia del non fare che, Berlusconi o non Berlusconi, cento ne pensa e forse una ne fa".

19.01.2012

Onorevoli: due biglietti aerei per usarne uno

I questori della Camera contro la prassi di prenotare voli per Roma senza crucciarsi dei costi. E i deputati già protestano

INFOGRAFICA Tutti i costi della politica italiana

(la Presse)
casta,costi della politicaTanto per cambiare, ecco un altro "onorevole spreco", come titola Blitzquotidiano. Questa volta parliamo dei biglietti aerei che gli onorevoli utilizzano per recarsi a Roma. La prassi utilizzata è quella di prenotare due biglietti per avere assicurato almeno un posto, in due giorni diversi, sui voli per la capitale, servendosene quindi alla fine di uno solo. O ancora, comprare il biglietto a tariffa piena senza crucciarsi, ad esempio, di prenotare anche soltanto con una settimana di anticipo per risparmiare qualcosa.

Ai questori della Camera questa abitudine "high cost" sta incominciando ad andar poco giù. Tant'è che qualche giorno fa è stata inviata agli "onorevoli spreconi" una lettera in cui si segnala che Alitalia e altre compagnie "offrono periodicamente tariffe particolarmente convenienti per i viaggi nazionali, che possono essere utilizzate solo qualora i voli siano prenotati con congruo anticipo", spronando quindi i parlamentari a organizzarsi per tempo.

Le proteste, manco a dirlo, sono già cominicate e in modo bipartisan. In molti lamentano il tono della lettera e parlano di "convocazioni urgenti" a Roma, quindi non programmabili. Peccato che fino a poco tempo fa, il presidente della Camera lamentava che il Parlamento fosse praticamente fermo (e che non avesse più soldi per continuare i suoi lavori). Insomma, qualcosa ci appare strano. Allacciate le cinture.

18.01.2012

La mutua della Camera costa 10 milioni di euro l'anno

Denti e psicologi a carico nostro. I dati forniti dai Radicali

INFOGRAFICA I costi della politica italiana

(Ansa)
casta,costi politica,radicaliDenti, occhiali, fisioterapia costano, si sa. Anche ai deputati: 10 milioni di euro l'anno. E' questo l'ammontare del fondo di assistenza integrativa per gli onorevoli e i loro familiari, compresi i conviventi more uxorio, grazie all'ex presidente della Camera Pierferdi Casini. I dati sono riportati dai Radicali, che li hanno chiesti a lungo e infine ottenuti.

La radicale Rita Bernardini si è dichiarata contraria al fatto che la Camera debba fornire un'assicurazione integrativa: "Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo già l’assistenza che hanno tutti i cittadini italiani. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo (...) Non si capisce perché questa mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai questori. Secondo noi, basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all’anno”. Anche secondo noi, se queste sono alcune delle cifre per l'assistenza integrativa (fonte: radicaliitaliani.org)

- 3 milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche
- altri 3 milioni per ricoveri e interventi eseguiti in cliniche private
- 1 milione di euro circa per fisioterapia
- 488 mila euro per occhiali
- 257mila euro per psicoterapia

Omissis su prestazioni quali ad esempio massaggi, ginnastica passiva e chirurgia plastica. Quest'ultima, ad occhio e croce, non dovrebbe essere una spesa minima.

17.01.2012

L'Italia di Schettino sbarca in Francia

La battuta di pessimo gusto del ministro Longuet contro François Hollande, paragonato al comandante della Costa Concordia. Gaffe a parte, quanto c'è di vero?

FOTO Concordia, lo scafo squarciato

Il comandante Schettino (Ansa)
schettino,costa,hollande,costa concordiaLa tragedia della Costa Concordia e l'operato del comandante Schettino sbarcano anche in Francia, con una battuta di pessimo gusto da parte del ministro della difesa francese Gérard Longuet, che a tre mesi dalle elezioni paragona François Hollande, sfidante di Sarkozy, al comandante della nave affondata: "Ci sono dei capitani che navigano vicino al disastro e mandano le loro navi a schiantarsi sugli scogli. E io trovo che François Hollande sfiori pericolosamente e dia del tu al deficit pubblico con grande compiacimento". Chapeau (si fa per dire).

Le parole di Longuet sono state sommerse dalle polemiche, considerando inoltre che anche due francesi hanno perso la vita nel tragico incidente. Senza contare che i rapporti Italia - Francia non sono al massimo dello splendore. Lui ha cercato, invano, di ritrattare. Il punto però è ancora un altro e lo sottolinea Massimo Gramellini nel suo Buongiorno quotidiano su La Stampa: dopo due mesi per far dimenticare il peggio di noi, "il comandante Schettino ha mandato a picco, assieme alla sua nave, l’immagine internazionale che l’Italia si stava ricostruendo a fatica. Siamo di nuovo lo zimbello degli altri, il luogo comune servito caldo nei telegiornali americani, il pretesto per un litigio fra due politici francesi". La nave affonda e il comandante dice che va tutto bene. Metafora italiota, sulla quale infatti Gramellini conclude con autocritica: "Parafrasando Giorgio Gaber, non mi preoccupa lo Schettino in sé, mi preoccupa lo Schettino in me".

16.01.2012

Maroni, tra fatwa e carezze

L'ex ministro parla di "fatwa incomprensibile" su di lui, ma dice che non c'è alcuno scontro con Bossi. Lega alla resa finale?

(la Presse)
maroni,bossi,lega,fatwaChe Bobo Maroni sia un esponente "differente" della Lega, lo si capisce dal fatto che è sempre invitato nel talk show allo zucchero di Fabio Fazio. E ieri sera, Maroni da Fazio ha spiegato la censura, poi rientrata, su di lui da parte di Bossi con parole un po' al veleno e un po' allo zucchero. Dapprima, Bobo dice di essere stato "colpito da una fatwa incomprensibile. Che cosa c'è di peggio di non poter incontrare i propri militanti, il popolo?". Poi, sposa l'idea del congresso, "una via importante e giusta perché è la via della democrazia interna".

Ma papà lo sa? Ed ecco che arriva lo zuccherino da parte di Maroni: "Non c'è alcuno scontro con Bossi da parte mia. Ieri è stata scritta una pagina importante perché si è levata la voce della base, che si è fatta sentire in maniera molto forte". "Bossi mi ha chiamato e mi ha detto che non sapeva di questa cosa. Io non so ricostruire il retroscena, non mi interessa, so che c'è stata una decisione e poi è stata revocata sull'onda dell'affetto dei militanti verso di me".

Maroni davvero pensa che Bossi non ne sapesse nulla? Difficile da credere, come difficili da digerire saranno per l'Umberto le parole di Maroni sulla votazione della Camera contro l'arresto di Nicola Cosentino, per la quale qualcuno ha coniato la battuta "lega dei Casalesi": "Perché un parlamentare deve essere trattato in modo diverso rispetto a un cittadino normale? E' questo che fa arrabbiare la gente. Se Cosentino fosse stato un cittadino normale sarebbe stato condannato".

Domenica 22 gennaio a Milano la Lega ha organizzato una manifestazione contro il governo. Maroni e Bossi faranno finta di essere uniti spostando il focus su Mario Monti? Che cosa risponderà il partito alle critiche dei militanti che non riescono a capire il nesso tra la Padania e gli inciuci in Parlamento? A meno che piazza Duomo non si trasformi in una battaglia di Legnano del terzo millennio.