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30.11.2011
I tagli alla Padania
Il quotidiano leghista è in rosso e potrebbe scomparire quasi del tutto per spostarsi su internet. Sempre se Bossi lo permetterà
(la Presse)
Ironia della sorte. Proprio nei giorni in cui la Lega sembra ritornare al suo spirito battagliero dei primi anni, il suo quotidiano La Padania rischia di sparire nella versione cartacea. Lo scrive Marco Cremonesi sul Corsera, spiegando che il nuovo piano editoriale, presentato dal direttore al capogruppo al Senato Federico Bricolo (che è presidente dell'editoriale a cui fa capo La Padania) prevederebbe di stampare un giornale di sole 4 pagine, modello Il Foglio di Giuliano Ferrara, intensificando invece l’attività del sito internet.
Questa manovra falcerebbe la redazione, tant'è che da alcuni giorni il quotidiano esce senza (o quasi) firme. Come la mettiamo? La Lega sta facendo opposizione al governo Monti e ai suoi tagli e, in contemporanea, i primi a essere "tagliati" potrebbero essere i redattori del suo organo di stampa.
L'ultima parola potrebbe, ancora una volta, spettare a Umberto Bossi. Appare difficile che il fondatore della Lega sia disposto a rinunciare al giornale così com'è. Peraltro, sottolinea Cremonesi, il Senatùr stava pensando a lanciare una campagna destinata alle famiglie. La Padania non si toccherà, come le pensioni? Staremo a vedere, anzi a leggere.
12:41 Scritto da Staff in Sala stampa | Link permanente | Commenti (16) | Segnala | Tag: padania, la padania, lega, lega nord, bossi | OKNOtizie |
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28.11.2011
D'Alema "pro Casta" fa infuriare Stella
Il "lider maximo" se la prende con chi protesta contro i politici e, sul Corsera, il giornalista gli risponde snocciolando, ancora una volta, i costi spropositati delle nostre istituzioni
INFOGRAFICA Tutti i costi della politica italiana
(la Presse)
"Nei paesi evoluti non si protesta contro la Casta, ma contro Wall Street". Questo il pensiero, stizzito, di Massimo D'Alema, che sembra abbia trovato il vero obiettivo contro cui lamentarsi: la finanza che ci stritola e non i politici che invece cercano di contrastarla.
A Baffino D'Alema risponde per le rime Gian Antonio Stella sul Corsera, chiedendosi come mai il "leader maximo" la pensi così: "che sia perché il Parlamento costa a ogni americano 5,10 euro, a ogni inglese 10,19, a ogni francese 13,60, a ogni italiano 26,33? O perché un consigliere regionale lombardo come Nicole Minetti o Renzo Bossi prende quanto i governatori di Colorado, Arkansas e Maine insieme?". Sì, può essere.
Stella prosegue parlando dei vitalizi parlamentari, che dovrebbero essere sostituiti con qualcosa di diverso deciso da una "apposita commissione". Tremiamo al solo pensiero. E non si parli, scrive sempre Stella, di diritti acquisiti, perché "quelli dei cittadini sono stati toccati più volte". Certo, "anche chi è finito sui giornali per certi vitalizi altissimi, da Lamberto Dini a Giuliano Amato, da Publio Fiori a Gustavo Zagrebelsky, può a buon diritto dire «non ho rubato niente, la legge era quella». Vero. Se andiamo verso una stagione di vacche magrissime, però, chi ha avuto di più sa di avere oggi anche la responsabilità di dare di più".
Qual è, però, la morale? Le parole di D'Alema, per Stella, hanno un preciso significato: "Il quotidiano sgocciolio su questo tema di parole acide, permalose, stizzite dimostra come l'idea di Monti che la politica debba dare «un segnale concreto e immediato» sui suoi costi non sia stata affatto digerita. Anzi". E allora, se nei paesi evoluti, oltre a protestare contro Piazza Affari, si protesta anche contro la Casta, qualche motivo ci sarà. Con buona pace di D'Alema.
11:21 Scritto da Staff in Politici da spiaggia | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: d'alema, casta, rizzo e stella | OKNOtizie |
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24.11.2011
La Camera è self service
Dopo le mille polemiche, chiude (forse) il ristorante di Montecitorio e i deputati mangeranno gli stessi piatti dei dipendenti
INFOGRAFICA Tutti i costi della politica italiana
(la Presse)
Alla fine, forse, si è riusciti a mandare il ristorante di Montecitorio in pensione. La storica "tavola" di deputati e cronisti parlamentari potrebbe chiudere presto i battenti e trasformarsi in un self service come quello, già esistente, per i dipendenti della Camera. Anzi, la cucina sarebbe in comune e i piatti portati agli onorevoli con l'aiuto di un montacarichi.
In tal modo, si dovranno rinnovare i contratti di appalto per le società di ristoro, in scadenza a dicembre, e unificare i bandi, con un notevole risparmio di spese e personale. Di conseguenza, anche i menu saranno contenuti: mai più, quindi, pranzi sontuosi per pochi euro, prima che le feroci polemiche portassero ad un ritocco dei prezzi.
Milena Gabanelli direbbe: "Ed ora, la buona notizia". Noi, più modestamente, diciamo che la buona notizia è ancora da confermare, perché mercoledì 23 novembre era prevista una riunione del collegio dei questori della Camera per decidere sulla vicenda, ma tutto è stato rinviato alla prossima settimana. E i colpi di scena, come noto, sono sempre dietro l'angolo. Forse, però, il momento di crisi unito al forte sentimento di antipolitica sta cominciando a produrre qualcosa di - almeno simbolicamente - concreto.
Libero cita alcuni gustosi aneddoti della storia del ristorante, come le risse tra deputati e cronisti parlamentari, perché questi ultimi secondo gli onorevoli erano usurpatori dei loro posti a sedere. O ancora, quando Sandro Pertini fu presidente della Camera dal 1972 al 1976 e il ristorante fu ribattezzato "Da Sandro e Carla" in onore a lui e la moglie Carla Voltolina. Altre epoche. Ora un self service sarebbe quantomeno adeguato ai ritmi (e ai costi) del Paese.
11:23 Scritto da Staff in Frivolo | Link permanente | Commenti (45) | Segnala | Tag: camera dei deputati, ristorante, casta | OKNOtizie |
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23.11.2011
Un governo senza Thesys
Solo auto tedesche per i ministri di Monti. Sarà contenta Angela Merkel
(la Presse)
Le auto blu, croce (spesso) e delizia della politica italiana, investono anche il nuovo governo. Mario Monti ha chiesto un'auto di servizio italiana, come la Thesys fornitagli dal Quirinale, ma si è scontrato con la dotazione di Audi e Bmw di cui palazzo Chigi si è fornito nel corso degli anni con regolari gare europee. Alla fine, Monti l'ha spuntata e ha chiesto ai suoi ministri di fare altrettanto. Anna Maria Cancellieri ci ha provato, ma l'unica Thesys che hanno al Viminale ha 150mila chilometri.
Una soluzione ci sarebbe, ossia utilizzare le 19 Maserati acquistate da Ignazio La Russa quand'era ministro della Difesa, che avevano suscitato molte polemiche. Anche se l'immagine austera che il nuovo governo si vuole dare non ne uscirebbe molto bene.
Un governo in Audi e Bmw. Sarà contenta Angela Merkel, che da cancelliera tedesca è già una presenza ingombrante nella politica italiana ed europea. Difficile immaginarsela mentre scende da una Thesys, ma nemmeno da una Peugeot o da una Chrysler. In Italia, invece, tutto è possibile. Eccetto sostenere l'economia nazionale.
11:58 Scritto da Staff in opinioni | Link permanente | Commenti (52) | Segnala | Tag: governo monti, monti, cancellieri, thesys | OKNOtizie |
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22.11.2011
Indovina chi non viene a cena? Bossi
Il Senatùr rifiuta, per la prima volta, la "cena del lunedì" da Berlusconi ad Arcore. Vince la linea maroniana
(la Presse)
Un cambio di quadro politico passa anche da una cena. Umberto Bossi, per la prima volta, ha rifiutato l'invito di Silvio Berlusconi per la consueta "cena del lunedì" ad Arcore, rompendo una lunga tradizione, ma soprattutto un sodalizio per anni rappresentato dal Bossi "attovagliato" (come direbbe Dagospia) a villa San Martino.
Pochi giorni fa, Berlusconi dichiarava che avrebbe ripreso in mano la guida del Pdl assicurando l'alleanza con la Lega. Bobo Maroni lo ha subito smentito, parlando chiaramente di sospensione momentanea, almeno a livello nazionale. E Bossi appoggia la linea di Maroni, quasi a mo' di passaggio del testimone.
Beninteso, la rottura non è definitiva e per certi versi sembra un corteggiamento simile a una danza dell'amore. La realtà, però, è che ora il Pdl sostiene il governo e la Lega è passata all'opposizione. Nel 2013, si vedrà. E se Roberto Formigoni parla della fine di un ciclo che però potrebbe ripartire su basi nuove, Maurizio Sacconi si spinge già oltre e dice: "Ora è l’Udc l’oggetto del nostro desiderio”. E i rapporti tra Casini e la Lega, si sa, sono da tempo critici. Che la danza prosegua. Con Berlusconi, per ora, rimasto da solo a cenare il lunedì a casa sua.
13:36 Scritto da Staff in Dedicato a... | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | Tag: bossi, berlusconi, maroni, lega | OKNOtizie |
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21.11.2011
Maroni for president
L'ex ministro smentisce Berlusconi e assume il ruolo di uomo guida della Lega all'opposizione
FOTO I ministri di Silvio e di Mario: chi c'era e chi c'è
(la Presse)
"Sono sicuro che manterremo il rapporto stretto che c'è sempre stato tra noi e la Lega. La Lega è un alleato solido e leale. E il Pdl è l'unico vero alleato su cui la Lega potrà contare anche in futuro". Parole di Silvio Berlusconi, intervistato ieri 20 novembre da Aldo Cazzullo. Oggi 21 novembre, a La Telefonata su Canale 5, Bobo Maroni dice esattamente il contrario, ossia che l'alleanza Lega - Pdl "è momentaneamente finita". Maroni poi aggiunge che "in Piemonte, Lombardia e Veneto l’alleanza c’è e continua. Sappiamo fare la differenza tra il livello centrale e quello regionale e locale", ma per quanto riguarda le elezioni politiche del 2013 "è un percorso tutto da costruire".
La Lega ha deciso di stare all'opposizione e vuole giocare la partita fino in fondo. Maroni, sui primi provvedimenti che si ventilano del governo Monti, è molto chiaro. Ad esempio, sulla misura ipotizzata dal governo che non si possa spendere in contanti più di 300 euro, afferma: “Se io sono costretto ad usare la carta di credito anche quando voglio pagare in contanti qualcuno ci guadagnerà. Se queste sono le prime misure, solo tasse, sono capaci tutti di farlo. Il problema è far trovare il modo di far ripartire la crescita ma senza mettere le mani ancora una volta e pesantemente nelle tasche degli italiani. Io mi aspetto che queste misure siano accompagnate da provvedimenti davvero per la crescita, innovativi, che nessuno di noi aveva mai pensato. Temo che non sarà così e per questo serve una forza di opposizione".
Venerdì 18 novembre alla Camera il governo ha ottenuto una fiducia "bulgara", ma in pratica l'avrà davvero? Ici e patrimoniale sono i terreni di scontro tra Pdl e Pd. La Lega ha scelto una strada diversa, che potrebbe rafforzare il suo bacino elettorale in vista del 2013, con un Pdl che al momento pare frantumarsi nelle sue correnti che Berlusconi non riesce più a tenere a bada. Anche a questo proposito, la Lega prova a recuperare coesione e, probabilmente, liberandosi poco alla volta dalla lunga ombra di Bossi, da qui a quando si voterà. E' il momento di Maroni e lui lo sa.
13:22 Scritto da Staff in Dedicato a... | Link permanente | Commenti (62) | Segnala | Tag: maroni, lega | OKNOtizie |
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17.11.2011
Te lo do io lo spread
I nostri politici sanno parlare di economia? Certo che no. La Iena Sabrina Nobile li coglie in fallo e "lady Fede" Diana De Feo la vuole picchiare
FOTO Da Briguglio a Concia, De Feo, La Malfa: i politici all'esame delle Iene
(Fonte: video.mediaset.it)
C'è chi parla del governo Monti come governo dei banchieri, ipotesi rafforzata dall'incarico affidato al "superministro" Corrado Passera; c'è chi sostiene che il vero capo del governo è lo spread. Ma i politici che sono in Parlamento, sanno veramente cosa sono spread e rating? Sanno distinguere deficit e debito pubblico? Sabrina Nobile delle Iene li ha interrogati e le risposte sono, quasi tutte, agghiaccianti.
C'è chi si giustifica, come l'on.Di Caterina, dicendo "io non sto in commissione finanze né in commissione bilancio". C'è chi, come l'on.Cera, dice "io l'inglese non lo conosco". C'è chi confonde i termini come Paola Concia, che parlando di deficit dice "siccome sono questioni internazionali, si usa l'inglese". E c'è chi, naturalmente, si arrabbia: clamorosa la reazione di Diana De Feo, più nota come moglie di Emilio Fede, che picchia Sabrina Nobile con un giornale.
Che tristezza. Incalcolabile, come l'on.Briguglio pensa sia il nostro debito pubblico: "incalcolabile e che viene da lontanissimo". Vien voglia di elezioni anticipate.
14:01 Scritto da Staff in Ipse dixit | Link permanente | Commenti (22) | Segnala | Tag: spread, iene, le iene | OKNOtizie |
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15.11.2011
Il parlamento? Per la Lega è meglio quello della Padania
Bossi e compagni vanno all'opposizione e riaprono il parlamento della secessione. Lega già in campagna elettorale
SONDAGGIO Governo Monti a tempo o fino al 2013? Vota
(la Presse)
La Lega ha scelto. Umberto Bossi è stato chiaro e ha detto di non voler partecipare "all'ammucchiata" del probabile governo Monti. Bobo Maroni ha ribadito: "Qualcuno dovrà pur stare all'opposizione". Ed ecco che le divisioni nel Carroccio paiono ricomporsi. Come? Di fronte a un simbolo, il "parlamento della Padania", inaugurato a Mantova nel 1997 e spostato tre anni fa in una villa del Vicentino. Il parlamento riaprirà e tornerà a riunirsi il 4 dicembre. Radio Padania non sta nella pelle e invoca di nuovo alla secessione.
E' chiaro che la Lega è già in campagna elettorale e, al momento, si stacca da Berlusconi e dalla parte di Pdl che appoggerà (forse) il governo Monti. Potrebbe essere questa la strategia di un partito che ha sofferto il continuo equilibrismo tra "Lega di lotta" e "Lega di governo", perdendo consensi - come alle scorse elezioni amministrative - in molte sue roccaforti. Basterà per riconquistare voti? La linea di Bossi pare ratificata, ma a prima vista appare strano che i maroniani - che sono, volente o nolente, il futuro della Lega - tornino su posizioni oltranziste.
Al momento, in imbarazzo è il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, pressato da chi, come ad esempio Pippo Civati, gli chiede: "Come fa a governare con i secessionisti? Riapre il parlamento padano e chiude la giunta regionale?" Formigoni al momento ribadisce l'intesa con i leghisti, ma non sfugge a nessuno che uno dei "temi caldi" è proprio quello delle varie alleanze tra Lega e Pdl negli enti locali. Bossi godrà un mondo a fare tante pernacchie, a destra e a manca. Forse sarà questo l'inno del parlamento padano.
12:43 Scritto da Staff in Purché se ne parli | Link permanente | Commenti (18) | Segnala | Tag: lega, padania, bossi | OKNOtizie |
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14.11.2011
Tagli alla politica: Monti saprà farli?
Rizzo e Stella pubblicano un "abecedario" di costi della Casta che il nuovo governo può iniziare a tagliare, per recuperare credibilità e addolcire la medicina ai cittadini
INFOGRAFICA I costi della politica italiana
(la Presse)
Il passaggio (se durerà) da Silvio Berlusconi a Mario Monti può essere come passare dalla seduzione di Milly D'Abbraccio alle maniere da fräulein di Tata Lucia. Quanti sono disposti a subirle, soprattutto nel nostro Parlamento? I soliti Rizzo e Stella sul Corsera sottolineano che Monti, per fare ingoiare la medicina amara, è quasi obbligato a cominciare dai costi della cattiva politica: impresa ardua, ma necessaria per far recuperare alla politica la credibilità perduta.
Rizzo e Stella stilano un abecedario, dalla A di auto blu alla Z di zavorra, di costi che potrebbero essere tagliati. Ne sottolineiamo alcuni. Ad esempio le auto blu e anche i "voli blu", per i quali esiste una norma voluta da Tremonti che li limita ai massimi vertici dello Stato e che va applicata; i bilanci di Stato ed enti locali, da rendere trasparenti; il "doppio lavoro" di tutti i parlamentari che fanno altri mestieri (ad oggi, 186, come riportato nel loro articolo); l'abolizione delle province, che tutti vogliono e nessuno fa; i "gettoni" di presenza, sui quali riportiamo le parole di Rizzo e Stella: "Un consigliere comunale di Padova incassa per ogni seduta 45,90 euro, uno di Treviso 92, uno di Verona 160. Per non dire delle regioni a statuto speciale, dove con trucchi vari un membro del consiglio municipale di Palermo può prendere 10mila euro al mese. Stop. L'autonomia non c'entra e non può essere usata a capriccio: regole fisse per tutti, da Lampedusa a Vipiteno".
In sostanza, c'è parecchio da fare prima di andare a toccare (per forza di cose) il portafogli dei cittadini. Monti avrà la forza e la voglia di farlo? In teoria, sono temi che dovrebbero avere il consenso di chi, come Lega e Italia dei Valori, al momento ha dichiarato l'una di stare all'opposizione e l'altra di appoggiare un governo "a tempo" (qualcuno spieghi a Di Pietro che i governi non sono delle partite di basket). Su Pd e Pdl, mah. Però è questa la prima sfida che un qualsiasi governo italiano ha il compito di fare in emergenza. Per non staccarsi ancora di più dal paese reale.
11:06 Scritto da Staff in opinioni | Link permanente | Commenti (65) | Segnala | Tag: mario monti, monti, rizzo stella | OKNOtizie |
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10.11.2011
Mario Monti, un papa non più straniero
Napolitano lo nomina senatore a vita ed è il premier in pectore. Chi è e cosa ne pensano le forze politiche
FOTO Chi è Mario Monti
SONDAGGIO Basterà un governo Monti a cavalcare la crisi?
(la Presse)
E Mario Monti sia. In una repubblica non presidenziale come la nostra, è il presidente che detta l'agenda anti crisi. Con la nomina di Monti senatore a vita, Giorgio Napolitano apre la strada a un governo presieduto da Monti, che ora non è più un "tecnico" in senso stretto. Silvio Berlusconi fa capire di essere d'accordo. Altri no. Ma chi è Mario Monti?
I fan di Steve Jobs e di Apple apprezzeranno di Monti la sua sfida al monopolio di Microsoft, quando da commissario Ue applicò al gruppo di Seattle nel 2004 una maximulta da 497 milioni di euro, condannandolo a consegnare agli altri produttori i codici sorgente di Windows per rendere i server compatibili con quello di Gates. Presidente della Bocconi, convinto europeista, difensore dell'Euro, commissario "bipartisan" nominato dal primo governo Berlusconi e confermato dal governo D'Alema, incaricato dal presidente Barroso di redigere il rapporto sull'integrazione fra le economie dei 27 paesi dell'Unione. In passato, Monti ha rifiutato incarichi di governo per carenza di ampio appoggio: ora, se diventasse premier, cosa farà?
Il Pdl si spacca, ma buona parte di fedelissimi di Berlusconi è contraria al voto anticipato. Nella Lega, Bossi dichiara di voler andare all'opposizione. Il terzo polo è entusiasta. Il Pd è favorevole, ma con riserva. Di Pietro lo boccia, ma la base pare arrabbiarsi con il "padre padrone" dell'Idv. Saran lacrime e sangue, comunque. Forse con Monti potrebbero essere meglio digerite.
12:16 Scritto da Staff in Dedicato a... | Link permanente | Commenti (20) | Segnala | OKNOtizie |
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