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31.08.2011

Pd e Psi di Craxi pari sono. Parola di Bocca

Il giornalista vede "un'assoluta identità" tra i due partiti. E Bersani "dovrebbe fare un tuffo nel mare"

Penati rinuncia alla prescrizione. Di' la tua

(La Presse)
giorgio bocca,pd,craxi,penatiDall'alto dei suoi 91 anni, Giorgio Bocca non è ottimista - probabilmente non lo è mai stato - ma le sue parole al Fatto quotidiano aprono più di una riflessione. Sul caso Penati, il decano dei giornalisti è lapidario: "E' la solita storia della corruzione politica: tutti i partiti, in tutte le epoche, quando amministrano hanno bisogno di soldi e li rubano. Nulla di nuovo sotto il sole. Soprattutto nulla di nuovo rispetto a Craxi”. Bum.

Bocca vede "un'assoluta identità" tra il Pd e il Psi craxiano, chiarendo che "l’unica cosa che si capisce da questa vicenda è che la sinistra è la stessa cosa della destra, quanto a onestà". L'unica differenza per Bocca è che "Berlusconi è più moderno, ha capito che con il denaro si risolve tutto. La sua calma si legge così: io li compro e tanti saluti. Gli altri, semplicemente, non hanno abbastanza soldi. E hanno delle preoccupazioni d’immagine. Ma come fa Penati a difendersi?". Bella domanda. E Bersani al riguardo dovrebbe fare un passo indietro? "Dovrebbe fare un tuffo nel mare". Dove l'acqua è più blu, come cantava Battisti.

Bocca conclude, in modo un po'apocalittico: "L’unico pericolo è che questa intera classe dirigente, per non andare in galera, faccia un golpe. Proveranno a tirare avanti, come han fatto fino a ora. Chi ha i soldi se la cava (...)  Però potrebbe arrivare anche un moto d’ira popolare che li manda tutti a casa. Mi trovo di fronte a un’umanità incomprensibile. Un politico che ruba, sa di essere al di fuori dell’etica. Eppure lo fa". Chissà Max Weber come commenterebbe.

30.08.2011

La voce di Fidel

Confalonieri ne ha per tutti, da Montezemolo a Formigoni, Minzolini, Santoro. E "benedice" l'uscita di Berlusconi dalla politica

(La Presse)
confalonieri,montezemolo,berlusconiVi immaginate quanto possa essere eccitante un "think tank" organizzato da Enrico Letta in Trentino? Per fortuna ci sono alcuni ospiti illustri che lo ravvivano. Uno di questi è "Fidel" Confalonieri, che in diretta a La Zanzara si abbandona in alcune delle sue "confessioni" spesso interessanti. Su Luca "mi butto in politica, anzi no, forse sì" Montezemolo, Confalonieri è paterno: "Glielo dico in milanese: sta a cà tua, resta a casa, stai alla larga dalla politica. Lo dicevo anche a Berlusconi quasi vent’anni fa, anche se alla fine ho avuto torto, e oggi dico la stessa cosa a Luca, stai alla larga dalla politica che è una cosa sfibrante, dura. Non mi sembra adatto, è un consiglio affettuoso”. Ergo: caro Luca, hai tante qualità, ma non questa. Non esagerare. 

Confalonieri dichiara inoltre con certezza che Berlusconi non si ricandiderà e che sua figlia Marina non pensa minimamente a succedergli. D'altra parte, dice, "ha nominato Angelino Alfano, un giovane". E alla domanda su Formigoni come leader del Pdl, Fidel glissa, beffardo, con un “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Ergo: caro Roberto, sta a cà tua come Montezemolo.

Ma Fidel è essenzialmente un uomo di tv e di tv parla. Minzolini a Mediaset? "I direttori già li abbiamo, sta bene lì dov’è". E te credo, il Tg1 continua a perdere share. E su Santoro, infine, Confalonieri è duro quanto forse profetico: "E' un grande professionista, con noi ha fatto dei bei programmi, ma il Santoro del bunga bunga lo cancello dalla mia memoria, mi resta solo quello che sta sul ponte di Bagdad e che fa del giornalismo vero. Ha avuto una parabola che non mi piace. Comunque, Santoro puo’ essere un pezzo di televisione, non ci puo’ essere solo lui in un palinsesto, anche se sento che vuole fare una tv tutta sua". Ergo: caro Michele, sei bravo, ma nessuno ti sopporta. Parola di Fidel.

29.08.2011

Le pene di Penati. E del Pd

L'inchiesta sull'area Falck inguiaia anche il Pd. Botta risposta Gasparri - Veltroni. Il rapporto perverso tra politica e imprenditori

SONDAGGIO: Penati deve farsi processare?

(La Presse)
penati,pd,falckIl peso politico dell’inchiesta sull’area Falck di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, che ha coinvolto Filippo Penati comincia a smuovere quel vaso già di cristallo che è il Pd. Pigi Bersani, di cui Penati è stato braccio destro, e Luigi Berlinguer, hanno annunciato la convocazione della commissione di garanzia del Pd per  “un’azione di immediata verifica a tutela della onorabilità del partito”, la qual cosa - non ce ne vogliano gli organizzatori - sa tanto di Politburo.

L'ordine di scuderia è chiaro: difendere il partito, in grande risalita nei sondaggi rispetto al Pdl, e sottolineare la diversità dalla maggioranza in tema di giustizia e questione morale. Il coro praticamente unanime, da Violante a Enrico Letta, canta a Penati di farsi processare, pur se i (gravi) reati di cui è imputato sono stati prescritti, nonché di dimettersi da consigliere regionale.

La maggioranza ci sguazza, pur se con personaggi ad oggi in cerca di un rilancio, come Maurizio Gasparri, il quale dice: "Dall’Enimont e dalle coop al metodo Sesto gestito da Penati braccio destro di Bersani la storia non pare diversa”. Gasparri si becca una querela da Veltroni, di cui attendiamo ancora il biglietto solo andata per l'Africa, e lui lo sfida a un confronto pubblico: "Veltroni è forse in grado di affermare che il suo partito non incassò tangenti nella vicenda Enimont? E lui a quel tempo non era già da anni nel gruppo di vertice?". Bruno Vespa già li ha prenotati, probabilmente.

Nel frattempo, il Pd milanese, che a Penati, comunque, deve molto in termini di risalita nel gradimento degli elettori, fa a gara per scaricarlo. E il neo sindaco Giuliano Pisapia, di Sel, tiene a far sapere che "nel formare la mia giunta ho preso le decisioni in totale autonomia e non ho mai avuto incontri, colloqui, suggerimenti, e tanto meno pressioni dirette o indirette, da parte di Filippo Penati, come da nessun altro”.

Il punto, però, è ancora un altro e lo sottolinea Luigi Ferrarella sul Corsera, quando scrive che amministrati e amministratori dovrebbero giocare su sponde diverse, con una bella linea rossa in mezzo, da non oltrepassare. I casi del munifico Berlusconi con Tarantini, gli autori degli acquisti a sua insaputa del ministro Scajola, per arrivare al fiume di denaro che ha inguaiato Penati: questo è il legame instaurato tra politici e imprenditori, entrambi ricattabili e nessuno dei due autonomi.

10:47 Scritto da Staff in opinioni | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | Tag: penati, pd, falck | OKNOtizie |  Facebook

25.08.2011

Caro Bersani, la tua manovra fa schifo. Lo dice un uomo del Pd

Marco Monaco, consigliere Pd a Pisa, scrive una lettera al vetriolo a Bersani e lo paragona a Berlusconi

La contro manovra del Pd: i dieci punti

(fonte: iltirreno.geolocal.it)
bersani,marco monaco,manovra"Leggo con stupore la controproposta del Partito Democratico al "decreto di ferragosto" del Partito di Governo; caro Bersani era meglio se andavi in ferie!" Così comincia la lettera a Bersani di Marco Monaco, consigliere del Pd a Pisa e neo presidente di un consorzio di bonifica. La Toscana, insommma, si conferma terra di "rottamatori": dopo Renzi, arriva Monaco.

La critica è alla contro manovra che Bersani ha illustrato e che per Monaco è "frutto ancora una volta di scelte intuitive che parlano a coloro che non sanno e non vogliono capire cosa sia la politica e quali responsabilità occorre prendere per fare scelte sensate e che diano un risultato". Poi l' affondo: "Caro Bersani ti ostini a dichiarare demagogo il presidente del Consiglio ma qualcuno ti deve ricordare che tu sei il suo alter ego. Parli, parli e ti trinceri dietro al fatto che la Tv non ti dà gli spazi e che in Parlamento non hai i numeri. Se sei un leader non hai bisogno di questi mezzi per alzare la testa e farti sentire; non aspettare che succeda ciò che sta succedendo in Libia; non aspettare che siano altre nazioni a riformare l'Italia". Un po'grillina questa affermazione, chissà Bersani come commenterà.

Infine, la dichiarazione di rottamazione: Monaco invita Bersani e i leader del Pd a "lasciare il posto alle seconde e terze linee, quelle che tutte le mattine entrano nei Comuni e lavorano 15 ore al giorno per risolvere i problemi che voi dall'alto create". E' nata la Debora Serracchiani al maschile?

24.08.2011

A Gela ci pensa Miguel

Miguel Donegani, deputato regionale Pd, vuole la provincia di Gela. Tanto per non tagliare nessun ente locale

Manovra: ecco le province a rischio

Infografica: i costi della politica italiana

(fonte: pdgela.blogspot.com)
miguel donegani,gelaProvince da abolire? Soltanto la trentina al di sotto dei chilometri quadri o abitanti indicati come sbarramento? Oppure tutte quante? Chi se ne frega, avrà detto il deputato regionale siciliano del Pd Michele Donato Donegani detto Miguel (olè). In un comunicato, il Miguel della Trinacria ribadisce il suo impegno perché anche Gela diventi provincia. Ecco cosa ha scritto.

“Questo è un momento in cui si deve fare quadrato per il territorio ed è per questo che al progetto Gela Provincia va tutto il mio sostegno. Finora l’unica cosa certa è che alla riapertura dei lavori dell’Ars la legge di iniziativa popolare per l’istituzione della Provincia di Gela verrà discussa in aula. Compito della politica è lavorare per far sì che la proposta venga votata positivamente".

Donegani inoltre boccia la soluzione di riunire i comuni in consorzi, perché "provocherebbero allo stato attuale una tale confusione amministrativa che trascinerebbe la Sicilia nel caos e aumenterebbe solo l’uso indiscriminato dei commissariamenti. Ci sono tanti altri modi per ridurre lo sperpero e la burocrazia". Quali, non è dato di saperlo. Que viva Miguel e la provincia di Gela.

23.08.2011

Scilipoti, Nobel della politica

Tenta di correggere le parole di Bossi su Rita Levi Montalcini, ma non ci riesce


(Ansa)
scilipoti,bossi,montalciniDomenico Scilipoti è comunque tra i protagonisti della politica italiana 2011. Tutti lo criticano, ma tutti lo nominano. Qualche giorno fa, in un altro dei suoi sempre più stralunati monologhi, Umberto Bossi disse: “Fino a che c’era Fini (che Bossi mesi fa liquidò con: "E' uno stronzo", ndA.) era più facile governare, ma quando si ha bisogno ci si regge con quello che si può trovare: meglio Scilipoti che quella scienziata, la Montalcini”. Ricordiamo a Bossi che "quella scienziata" è senatrice a vita perché Nobel per la medicina e che se la maggioranza ha paura della Montalcini è messa proprio male.

Detto ciò, Scilipoti, invece di star zitto, è tornato - seppur a scoppio ritardato - sull'argomento, dicendo: “Credo che Bossi non si riferisse alle qualità della Montalcini e a quello che è stata per l’Italia come grande scienziata, ma si riferisse al profilo politico; certamente una persona che ha 101 anni io non so che contributo possa dare alla politica”.

Ha ragione Scilipoti: di contributi alla politica lui ne ha dati da vendere. Silvio Berlusconi lo ringrazia a vita per la sua dedizione. Anche Gaetano Saya, che lo vuole come suo duce. Ma questo è un altro discorso. O forse no, essendo Montalcini stata perseguitata dal nazifascismo.

22.08.2011

"Vaticano paga tu", la protesta aumenta

Il gruppo su Facebook scatena la discussione sui privilegi del Vaticano. La politica, per ora, tace quasi tutta. Ma anche il Corsera chiede alla Chiesa "un gesto". Arriverà?

SONDAGGIO Giusto far pagare Ici su immobili Vaticano? Vota

(fotoAnsa)
vaticano,ici,manovraLa voce della rete è sempre più forte. Dopo la protesta contro le mega vacanze dei politici, "costretti" a fare marcia indietro per paura di essere presi a forconate, ora è il turno del Vaticano. La pagina Facebook "Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria" sta raccogliendo in pochi giorni tantissimi adepti (mentre scriviamo sono quasi 110mila) assolutamente "trasversali": sinistra e destra, credenti e non. L'obiettivo, come dichiarato dagli organizzatori, è "far pagare la manovra finanziaria anche al Vaticano, visti i miliardi di euro che noi italiani gli versiamo da tanto tempo. Iniziamo con l'8 per mille e le esenzioni fiscali sui Ici e Ires".

L'eco prodotta dalla pagina è notevole, se no il direttore di Avvenire Tarquinio non si sarebbe sforzato a dare molto spazio a una risposta, in cui si dice che "l’esenzione Ici non è costruita ad hoc per le istituzioni cattoliche ma riguarda tutte le attività non commerciali di rilevante valore sociale, anche laiche" e che "lo sconto del 50% sull’Ires si applica a soggetti no profit impegnati in opere di beneficenza e assistenza, non solo quelli di ispirazione cattolica". Marco Staderini dei Radicali lo invita a un dibattito pubblico, precisando che "nessuno vuole fare pagare l’Ici agli edifici di culto, quanto abolire l’esenzione per le attività commerciali svolte da enti ecclesiastici, come quelle ricettivo- turistiche, assistenziali, didattiche, ricreative, sportive e sanitarie, equiparandoli a chi fa le stesse cose senza insegna religiosa". Staderini invita inoltre "il Pd, ma anche Di Pietro o Vendola ad uscire allo scoperto ed esplicitare la propria posizione".

La risposta, al momento, è una quasi omertà, se si esclude - naturalmente - il rifiuto espresso da Pierferdi Casini e le dichiarazioni del presidente del Pd Rosy Bindi, che boccia la proposta di far pagare l'Ici perché "credo che la Chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, l'unica veramente impegnata con il volontariato nella lotta alla povertà", anche se si dice sicura che "La Chiesa fara la sua parte". Ecco, appunto: quale?

Il gruppo su Facebook, che ha anche una pagina su Twitter, ha chiesto al direttore del Corsera De Bortoli di occuparsi della vicenda e De Bortoli, direttamente su Twitter, ha risposto che il giornale lo avrebbe fatto. Anche qui, il direttore del Corsera che, dalla sua pagina Twitter risponde agli organizzatori di "Vaticano paga tu" non è un fatto da poco. In concreto, sul Corsera di stamane Aldo Cazzullo dà ampio risalto al ruolo della Chiesa e alla sua autorevolezza, per poi virare in tal modo: "Anche il richiamo — lanciato da Bagnasco in questi giorni — all’equità dei sacrifici e all’immoralità dell’evasione fiscale è assolutamente da condividere. Sarebbe ancora più forte se accompagnato da un gesto. Non si tratta certo, come viene richiesto provocatoriamente, di modificare istituti regolati da accordi e trattati, come l’8 per mille. Ma è innegabile che la Chiesa in Italia goda di un regime fiscale agevolato, anche in alcune sue attività commerciali, certo legittime, ma inevitabilmente in concorrenza con piccoli imprenditori che le tasse devono pagarle tutte. Una rinuncia unilaterale non darebbe solo un contributo all’esangue bilancio dello Stato; spazzerebbe via le accuse o anche solo il sospetto che talora le posizioni pubbliche della Chiesa possano essere condizionate da ragioni di convenienza".

Avvenire dichiarerà guerra anche a De Bortoli? O forse, il momento è cruciale anche per la Chiesa che potrebbe, con il "gesto" indicato da Cazzullo, compiere anche una grande operazione di marketing? Complimenti comunque alla rete, che vanifica ogni tentativo di oscuramento. Amen.

18.08.2011

Il Senato è vuoto, ma non per il Tg4

Ieri soltanto 11 senatori, ma il tg di Fede fa vedere un'aula piena. La denuncia di Pedica, uno degli 11 "superstiti"

FOTO Il Senato com'era ieri e come è apparso al Tg4

(fonte: video.mediaset.it)
senato,manovra,tg4,fedeCon una seduta lampo alla quale hanno partecipato undici (sì, undici) senatori - presidente di turno compreso - il Senato ha dato formalmente avvio il 17 agosto alla discussione sulla manovra correttiva da 45,5 miliardi approvata dal Consiglio dei ministri. Certo, era il 17 agosto e l'apertura era un cosiddetto proforma. Ma in un momento così delicato per il paese, quegli undici senatori in aula non danno un'immagine positiva.

Il Tg4 però, nell'edizione serale come sempre condotta da Emilio Fede, ha pensato di mostrare immagini di repertorio, senza dichiararlo: anzi, il servizio iniziava con una bella scritta "Stamane al Senato" in sovra impressione. Aula piena e Schifani al suo posto, mentre ieri il presidente di turno è stato Chiti. Lo ha denunciato il senatore Pedica dell'Idv, uno degli undici "superstiti". Fede lo ha mandato a quel paese. Viva la faccia.

12:23 Scritto da Staff in Prego? | Link permanente | Commenti (36) | Segnala | Tag: senato, manovra, tg4, fede | OKNOtizie |  Facebook

17.08.2011

La Rai di Formigoni

Vendere Rai e Poste, questa la ricetta del governatore contro i tagli della manovra

SONDAGGIO Vendere Rai e Poste, sei d'accordo?

FOTO I look più terribili di Formigoni

(Ansa)
formigoni,rai,manovra,murdochRoberto Formigoni non si ferma più. Il governatore della Lombardia guida i rappresentanti del centro destra contrari alla manovra così impostata e rilancia con una proposta che farà discutere: vendere Rai e Poste per sopperire ai tagli. Formigoni indica anche per la Rai un possibile acquirente, lo "squalo" Rupert Murdoch. "Oggi una Rai pubblica non ha più senso: messa sul mercato è un’azienda che troverebbe acquirenti al volo — faccio un nome a caso, Murdoch — e che potrebbe rendere tra i 4 e i 5 miliardi di euro. Vedo solo vantaggi: via il canone, stop alle polemiche con i Santoro e i Floris….” Nonché, aggiungiamo noi, Vespa, con il quale Formigoni ha il dente avvelenato.

Il governatore, inoltre, pur ritenendo la manovra indispensabile, ammonisce il Pdl per aver scelto ”una strada lontanissima dalla ragione politica del partito” e le tasse e i tagli ai trasferimenti per gli enti locali sono indice di "un partito centralista". Il rischio, per Formigoni, è che gli elettori di centro destra possano pensare "che la sinistra avrebbe fatto lo stesso". Rimarrà, quello di Formigoni, un esercizio di stile? Lo sapremo nelle prossime puntate su Sky Italia. O magari, su "Rai Sky", chi può dirlo.

16.08.2011

La politica firmata Versace

Gli onorevoli guadagnano poco se fanno il loro mestiere responsabilmente. Così parlò il fratello di Gianni

INFOGRAFICA I costi della politica italiana

(La Presse)

versace,casta"Ma quale casta e casta con deputati e senatori straricchi. Vuole sapere cosa penso? Guadagnano troppo poco se fanno veramente il loro mestiere responsabilmente. Non credo affatto che i politici italiani siano superpagati. Anzi, per chi prende sul serio questo mestiere, partecipa a tutte le sedute, è impegnato fino in fondo, va in commissione e sul territorio, i soldi sono pochi". Lo ha detto Santo Versace, deputato Pdl, ospite di KlausCondicio.

E' probabile che per il fratello di Gianni e Donatella Versace gli stipendi dei politici siano poca cosa rispetto ad un (ex) impero di pret à porter. Vallo però a spiegare ai contribuenti. Oppure, caro Santo, cerchi di spiegare ai suoi colleghi di impegnarsi tutti fino in fondo, in commissione e sul territorio. Senza chiedere un aumento, però.