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14.08.2012

Tutti i partiti sulle tv locali coi soldi pubblici. Pure i grillini

politici tvCosti e sprechi della politica italiana

La politica si sa impone visibilità. Ma come fare ad apparire ed essere riconoscibili dall'elettorato sempre meno amante dei manifesti sui muri e sempre più teledipendente? Semplice, comprandosi apparizioni in tv. Non sulla Rai, ben inteso, ma sulle tv locali che, non faranno sfracelli in termini di audience, ma garantiscono un'adeguata presenza. Talk show, dibattiti, approfondimenti sui canali dal 7 in su si sprecano e per partecipare i professionisti del Palazzo spendono. E spendono tanto. Mica soldi loro, quelli pubblici. Lo scandaletto di mezza estate è scoppiato in Emilia dove da un'inchiesta pubblicata da Repubblica risulta che praticamente tutti i partiti che siedono nel palazzo della regione usano i soldi pubblici per apparire sulle varie emittenti locali. Fa eccezione solo il Pd (che a Bologna e dintorni di visibilità proprio non ha bisogno...). Non fa eccezione invece il Movimento 5 Stelle e questo è un notizione!. Sì, perchè Favia (uno dei "grillini" più parlanti) ha ammesso senza problemi di avere addirittura stipulato un contratto con un'emittente per una serie di interviste. La ragione di questa scelta è semplice: "Compriamo spazi tv per non essere censurati". Come dire è il male minore, peccato che sia esattamente il contrario di quello che Beppe Grillo prescrive ai suoi adepti: niente tv per non farsi screditare. Dice Repubblica: "I soldi vengono presi dalle casse dei gruppi consiliari che ogni anno si riempiono con 3,8 milioni. Il tariffario è vario, si va dai 200 fino ai 500 euro a presenza". Tutto con regolare ricevuta fiscale, d'altronde è un po' come il segreto di Pulcinella. Persino gli emissari di alcune tv citate confermano: i politici pagano e ogni apparizione costa 200 euro a puntata. Tanto pagano i contribuenti...

05.06.2012

Italia Pulita, la pazza idea di Berlusconi con Gerry Scotti conduttore

Il marchio della lista civica Pdl. Logiurato, del movimento "L'Italia pulita", protesta: "Li prendo a calci nelle palle". E spunta fuori il nome di Scotti, che smentisce. Qualcuno sa ancora fare politica? 

 
Michele Logiurato e Gerry Scotti
(fonti: litaliapulita.it e La Presse)

italia pulita,gerry scotti,michele logiuratoIl Pdl deve rinnovarsi e l'ossessione di Berlusconi per il maquillage è nota. Ed ecco che salta fuori la possibile nuova lista civica dal nome "Italia Pulita". A quanto pare, Berlusconi avrebbe dato mandato al tesoriere Rocco Crimi di depositare il marchio nei giorni scorsi. Forse. Senza contare che, per molti, il nome sa di ossimoro. 

Qualcuno però potrebbe prendersela a male. Il sito Linkiesta ha contattato Michele Logiurato, imprenditore di Pesaro e titolare di un movimento politico e culturale chiamato "L’Italia Pulita". Logiurato, per capirci, è uno che appare in video con un forcone per spazzare via i politici e vuole riaprire le case chiuse. A Linkiesta ha detto: "Berlusconi faccia quello che vuole, ma il marchio è mio. Sono pronto a prenderli a calci nelle palle tutti quanti". Poche idee, ma chiare. Anche se Logiurato dice di aver anteposto la L con l'apostrofo perché "c’era già un berluscones di Perugia che aveva registrato una cosa simile: ho provato a comprarlo ma mi ha detto di no". 

Il giallo non finisce qui, perché Berlusconi nelle sue "pazze idee" pare stia pensando a un nome di punta e di gran popolarità come Gerry Scotti. Passaparola contro Te la dò io l'America, si potrebbe titolare, perché l'obiettivo è evidente: portare via voti a Grillo. Scotti ha smentito, ma il punto è un altro e se in mezzo mettiamo anche la "lista Saviano" che Bersani pare un giorno caldeggi e l'altro no, la domanda sorge spontanea: qualcuno sa ancora fare politica? Altro che Italia pulita: Italia sempre più povera, anche di contenuti. 

28.05.2012

Dopo Pizzarotti, Maniero: i sindaci Cinquestelle si ribellano a Grillo

Il neosindaco di Mira: "Beppe è stato fantastico, ma le decisioni le prendiamo noi". Sondaggio Mannheimer: un italiano su tre plaude al Cinquestelle, ma il 63% non lo ritiene in grado di governare il Paese

Alvise Maniero (la Presse)
pizzarotti,maniero,grillo,cinquestelleIl neosindaco Cinquestelle di Parma Federico Pizzarotti ha messo i puntini sulle i cercando di staccarsi dal "papà" Beppe Grillo, tirandosi dietro molte critiche, ma anche plausi. E ora lo segue Alvise Maniero, 26enne neosindaco di Mira, che a Radio 24 dichiara: “Beppe Grillo è stato fantastico come cortesia ed energia ma non c’entra assolutamente nulla con le decisioni che prendiamo qui. Le decisioni non le prende lui, ma noi nella maniera più ampia possibile”. E ancora, per Maniero Grillo ha funzioni "di pubblicità e di essere garante minimo, per esempio impedisce che il simbolo Movimento 5 Stelle venga utilizzato da chi non rispetta condizioni elementari di base, tipo avere la fedina penale pulita. Ma le decisioni a Mira non le prende lui”.

I neosindaci del Cinquestelle tutti come Bruto con Cesare? Forse no, semplicemente vogliono continuare ad ascoltare i cittadini che li hanno votati e provare a governare, che pare la cosa più difficile, soprattutto per un 26enne come Maniero che candidamente ammette: “Se non approviamo entro pochi giorni il bilancio preventivo lasciato in sospeso dalla precedente amministrazione, cade il Comune. Sarà un caso, ma l'ultimo sondaggio dell'osservatorio di Renato Mannheimer quasi un italiano su tre simpatizza per il Cinquestelle, ma il 63% lo ritiene incapace di governare il Paese, attribuendogli un ruolo più incisivo a livello locale. Dove i neosindaci sembrano dire: ok la denuncia della classe politica da parte di Grillo e del suo circo mediatico, ma ora siamo noi a giocarci la faccia. E il Comune.  

05.04.2012

I suicidi di Monti e Di Pietro

Il leader Idv attacca il premier: "Ha i suicidi dei lavoratori sulla coscienza". Un deputato gli risponde: "E tu quanti ne hai?", ricordando Tangentopoli. Distensione, nemmeno l'ombra 

Caso Belsito e Lusi: si chiude la seconda Repubblica?

 

di pietro,montiAntonio Di Pietro torna (o prosegue) ad essere il mezzadro di Montenero e passa dallo "stupratore della democrazia", frase rivolta a Berlusconi che passò alla storia, all'accusare Mario Monti di avere sulla coscienza i suicidi dei lavoratori che, tristemente, occupano la cronaca nera in quest'ultimo periodo. 

Più precisamente, don Tonino ha detto in aula alla Camera, che il governo è latitante, "al servizio delle lobby" e in continuità con il governo Berlusconi. Infine, la bomba a Monti: "Mentre il presidente Monti, che non viene in Parlamento, va soltanto a raccontare le bugie sui giornali sulla crisi che sarebbe finita, vi sono persone che non arrivano a fine mese che si stanno suicidando. E lei ce li ha sulla coscienza questi suicidi". 

Non commentiamo l'intervento, né la valanga di proteste ex post. Sottolineiamo, però, la frase "E tu quanti ne hai sulla coscienza, di suicidi?", rivolta a Di Pietro da un deputato, riferita a chi lo chiama in causa per le morti ai tempi di Tangentopoli. Sono passati vent'anni, ma è come fosse ieri. Monti ha chiesto "senso della misura", ma forse non ha ancora capito che l'aula di Montecitorio non è comparabile all'aula magna della Bocconi. Oppure a quella dell'università di Torino dove insegna Elsa Fornero, per la quale Di Pietro ha recentemente detto: "Io non l'avrei mai assunta". Viva la distensione. 

10:07 Scritto da Staff in Antipolitica | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: di pietro, monti | OKNOtizie |  Facebook

19.03.2012

Una lista Monti? Avrebbe il 24% dei voti

Indagine Demos: l'ipotetica lista sarebbe il primo partito e inghiottirebbe soprattutto il Pd. Fiducia nei leader: Maroni doppia Bossi 

SONDAGGIO: Chi voteresti in questo momento? 

 

lista-monti.jpgPer ora è fantapolitica, ma se Mario Monti decidesse di presentarsi alle elezioni con una sua lista, sarebbe il primo partito in Italia con oltre il 24% delle intenzioni di voto, superando di 5 punti il Pdl e di 6 il Pd, che sarebbe "inghiottito" dalla lista Monti, perché ad oggi il partito di Bersani raccoglie il 27,2% delle intenzioni di voto contro il 23,5% del Pdl.

Sono questi i dati salienti della rilevazione periodica dell'istituto Demos, diretto da Ilvo Diamanti. A rinforzo del trend, la fiducia nei protagonisti della vita politica parla altrettanto chiaro. Mario Monti ha il 67,2% del gradimento da parte dei rispondenti. Seconda, al 51%, Elsa Fornero. Terzo, al 48%, Corrado Passera. Il resto, rappresentato dai politici di professione, langue. Intorno al 40% la fiducia a Bersani, Vendola e Maroni, la cui fiducia - guardacaso - è doppia rispetto a quella in Bossi

Gli indicatori presi in analisi da Demos sono molti. Vale la pena ricordare, per quanto riguarda il governo attuale, che gode di una fiducia ancora elevata (61,7%, in salita rispetto a gennaio) e che, nell'ambito dei propri compiti, il 68,8% degli intervistati ritiene debba andare oltre la riforma del lavoro e il rilancio del Paese, per occuparsi anche delle altre questioni, dalla giustizia alla riforma della Rai. Insomma, pieno mandato. Meditate onorevoli, meditate. 

  

09.02.2012

Da Forza Italia all'Ulivo, come ti rimborso il partito caro estinto

Le elezioni 2006 han permesso di incassare fondi fino al 2010 anche a partiti morti da tempo. E non sempre si sa che fine facciano. I dati pubblicati da Repubblica 

FOTO Forza Italia, Ds, Margherita, Alleanza nazionale e tutti i "partiti morti" rimborsati

(ansa)
forza italia,ulivo,margherita,lusi,rimborsi elettoraliRicordate la vecchia legge sui rimborsi elettorali, per la quale i partiti continuavano a ricevere denaro per 5 anni e per ogni elezione, anche in caso di legislatura di minor durata? Il risultato, come messo in luce da Annalisa Cuzzocrea su Repubblica, è che tutte le formazioni politiche esistenti alle elezioni del 2006 hanno ricevuto denaro fino al 2011 seppur morte da tempo, da Forza Italia all'Ulivo, passando per Ds, Alleanza Nazionale e, naturalmente, la Margherita, le cui vicende sono tornate alla ribalta con il caso Lusi, il suo ex tesoriere. A volte, scrive Cuzzocrea, "i soldi vengono ripartiti tra le forze nate dalle ceneri dei partiti morti. Altre, è più difficile capire che fine facciano. O perché restino lì, dentro formazioni "in sonno" che perseguono nell'accumulo senza fare attività politica".

Sta di fatto che, per fare due esempi, Forza Italia, estintasi nel 2008, incassa oltre 42 milioni di euro fino al 2011 grazie alle politiche e alle regionali del 2006 e del 2005. E i Ds, estinti con la nascita del Pd, ricevono circa 32 milioni di euro fino al 2011. Stesso discorso per Alleanza Nazionale, l'Ulivo e anche la Sinistra arcobaleno, coalizione che si presentò da sola alle elezioni del 2008 mancando l'ingresso in Parlamento, ma incassando tra il milione e i due milioni di euro per ogni anno fino al 2011, chiudendo il bilancio in attivo.

Il punto rimane ancora un altro, ossia quando, come nel caso della Margherita, non si capisce che fine facciano i rimborsi. A insaputa di (quasi) tutti.

04.01.2012

Tutti contro "Dracula" Equitalia e i suoi "metodi mafiosi"

equitalia.jpg
Tutti gli aggiornamenti sul caso Equitalia

Se esistesse un sondaggio su quale sia l'istituto burocratico più odiato dagli italiani è probabilissimo che al primo posto ci starebbe Equitalia. La tremenda e spietata macchina esattoriale che con le sue temutissime cartelle in busta chiusa manda solleciti perentori (e minacciosi) a chiunque possa avere omesso un pagamento o tentato (volontariamente o meno) di fare il furbetto: tassi di interesse elevatissimi, pignoramenti facili, reazioni a catena di sanzioni esponenziali. L'odio verso Equitalia si è manifestato con pacchi bomba a ripetizione nel periodo natalizio.

Se in un primo momento la condanna di questi episodi inquietanti è stata unanime, il fronte pare essersi rotto dopo le parole di Beppe Grillo. "Bisogna capire le ragioni di questi fatti" aveva detto il comico sul suo blog e tanto è bastato per sollevare reazioni sdegnate. Col passare delle ore però solo Bersani è rimasto su posizioni morbide: ok condannare i gesti intimidatori, ma effettivamente qualche cosa per rendere il sistema di riscossione un po' meno vorace si potrebbe pensare. Ma alcuni dal Pdl hanno lanciato vere invettive contro Equitalia.

Stracquadanio ha sparato: "Hanno messo sul lastrico migliaia di imprese con atti di tipo estorsivo. A Palermo lo chiamano pizzo; questo invece si chiama pizzo di Stato. Ci sono leggi che sono contro le regole dello Stato di diritto: bisogna riportare le cose alla normalità, con l'inversione dell'onere della prova. Ora siamo noi a dover dimostrare di non aver evaso il fisco, bisogna per prima cosa cambiare questa regola. Purtroppo la Lega e Tremonti sono accaniti sostenitori di Equitalia, e restano i principali responsabili della caduta di Berlusconi". Pizzo di Stato?? Eh, sì dice il parlamentare Pdl e spiega: "Il metodo è lo stesso, un metodo estorsivo. Funziona così: contestano a un’azienda un’evasione, facciamo un esempio, di 100 milioni di euro ma il cittadino dice di aver fatto tutto regolarmente; a quel punto con i poteri che ha il Fisco ti blocca mezzi per 100 milioni e poi ti dice ‘dammi 15 e la finiamo qui’. Come si chiama questa? Estorsione. E a Palermo invece pizzo". Chi è d'accordo alzi la mano...

Hai avuto anche tu una disavventura con Equitalia? Raccontala qua sotto

02.01.2012

Colazione più cara per gli onorevoli

FOTO: Il menù scandalo dei Senatori e i privilegi della "Casta"

bouvette camera, prezzo caffè, politiciCaffè
un pochino più amaro per gli onorevoli. Alla buvette di Montecitorio i prezzi del listino è stato ritoccato verso l'alto con aumenti nell'ordine del 10-20%, ma che in certi casi arrivano a raddoppiare il prezzo praticato fino alla fine di dicembre. Per i protagonisti (attualmente in freezer) della politica un vero e proprio "salasso" di una decina di centesimi a consumazione.
Ecco il nuovo listino:
La tazzina di espresso passa da 70 a 80 centesimi,
il cappuccino da 1 euro a 1,10 euro,
il cornetto da 80 a 90 centesimi.
Piu' caro anche il settore panini:
la rosetta farcita con prosciutto e mozzarella sale da 2,50 euro a 3 euro,
i tramezzini passano da 2 euro a 2,50 euro,
i suppli' da 1 euro a 1,30 euro.
Gli aumenti piu' consistenti riguardano la frutta (che passa da 50 centesimi a 1 euro) i succhi di frutta (da 1 a 2 euro), gli aperitivi (da 1,50 euro a 3,50 euro, che diventano 4,50 euro per gli alcolici).
Il ritocco dei listini presto riguarderà anche il ristorante della Camera. E già si preannunciano abbandoni di massa come già successo al Senato, di fronte a certi rincari non si può certo svenarsi!

22.09.2011

La Camera vota per Milanese e Tremonti non c'è. La Santanchè è una furia

tremonti-milanese-blog.jpgL'accusa nei confronti di Marco Milanese era di quelle pesanti: corruzione, associazione a delinquere e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito di una inchiesta in corso presso la procura di Napoli. Il braccio destro di Tremonti è stato però salvato dalla Camera, con voto destinato a fare rumore. Ma più del voto di salvataggio del parlamentare Pdl fa rumore l'assenza di Tremonti, del quale Milanese è stato per lungo tempo consigliere politico e braccio destro. Ufficialmente a Washington a discutere di finanza.

E i malumori all'interno del gruppo Pdl non sono mancati. Se Berlusconi a chi gli chiedesse dell'assenza del superministro ha glissato chiedendo un "Altra domanda...", alcuni altri parlamentari hanno bollato come "immorale" l'atteggiamento di Tremonti.

Ma la parte della ultras è toccata ancora una volta a Daniela Santanché che ha sentenziato: "E' umanamente vergognoso che il ministro Tremonti oggi non fosse in aula. Nella vita come nella politica bisogna essere uniti, nella buona come nella cattiva sorte. Noi oggi ci abbiamo messo la faccia in nome del garantismo e in difesa delle prerogative dei parlamentari. Non aver visto la sua è ingiustificabile".

L'aria è pesantissima e viene da chiedersi se davvero questo governo possa arrivare davvero al 2013 (SONDAGGIO)

20.09.2011

Di Pietro Jr come il Trota? Imbarazzo dei Valori

pietro-cristiano-280.jpgIl nome di Cristiano Di Pietro, figlio del fondatore e leader dell'Idv Antonio, fa capolino tra i candidati alle regionali molisane previste il 16 e 17 ottobre. La nomina muove immediate polemiche e solleva soprattutto l'indignazione tra i suoi stessi alleati, che lamentano non tanto la candidatura di Di Pietro junior in sé, ma l'intera composizione della lista, ritenuta 'debole' proprio per favorire il figlio dell'ex pm.
I membri del circolo Idv di Termoli (Cb) si ribellano: abbandonano il partito e scrivono in una nota che Di Pietro e Bossi sono «accomunati dalla stessa concezione familistica e privatistica della politica».
Cristiano tuttavia non ne vuole sapere di sentirsi dare del 'Trota bis': rivendica la gavetta trascorsa, i 10 anni di vita di partito cominciata con il volantinaggio, poi la candidatura al comune di Montenero di Bisaccia, poi alla Provincia di Campobasso "sempre eletto o rieletto. Quindi, a me non ha mai regalato niente nessuno".
...E' difficile fare il figlio d'arte: con padri così ingombranti ritagliarsi un'identità autonoma può essere un problema. Per fortuna la fauna ittica ci viene in aiuto: se non puoi essere un delfino, né una Trota lombarda, il basso Adriatico offre ancora un mare di possibilità.

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