Esposito, Barillari ed io: fine della storia

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Credo sia dura essere una “twistar”, per fortuna a me capita una tantum: l’ultima volta ieri 3 agosto, quando dopo aver letto e ascoltato su Twitter la frase, a parer mio infelice, di Stefano Esposito (Pd) sulle ong che hanno “soltanto” come obiettivo salvare vite umane e quindi, secondo lui, “non ce lo possiamo permettere”, decido di twittare quanto sopra (vedi screenshot), giocando sulla torinesità mia e sua. Ovviamente Esposito ha un cognome non torinese, questo lo so e lo faccio capire nel tweet, ma essendo lui nato quasi 50 anni fa a Moncalieri, è assolutamente torinese ed ha, per me che conosco l’ambiente, alcune caratteristiche proprio “sabaude”, come ad esempio il pretendere di fare il maestrino a tutti coloro che non ritiene alla sua altezza.

Cosa succede da lì in poi? Il tweet ha un inaspettato successo, alcuni commenti chiaramente non colgono quanto scritto sopra e leggo cose che vorrebbero essere sarcastiche, tipo “Esposito ha un cognome proprio torinese” (e vai a rispondergli ciò che ho spiegato nelle righe qui sopra), ma la maggioranza di like e retweet sono – si capisce guardando i profili – di persone chiaramente schierate con il M5S. In particolare a seguito della risposta che mi scrive Davide Barillari – tra i grillini più presenti, e più presi in giro, in Rete – ringraziandomi:

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Apriti cielo: automaticamente io, per aver difeso Torino e i torinesi da Stefano Esposito, Pd, sono simpatizzante M5S. L’unico che capisce le cose come stanno è lui, che risponde a Barillari (e a me) in questo modo (che mi strappa una risata):

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Il resto, è meno divertente, ed è la polarità che ormai si è creata soprattutto su Twitter – che forse anche per questo, purtroppo, sta peggiorando – per la quale se scrivi male di uno sei automaticamente paladino dell’altro. E’ molto triste, ma è la politica in Italia da un po’ di tempo, direi proprio da quando è iniziato il cammino del M5S, al quale spesso il Pd fa il verso, ma nessuno ne è esente. E’ sempre più difficile, più che scrivere un pensiero o una critica tout court, sperare che sia interpretata come tale.

Non essendo io inoltre chissà chi e non facendo più da tempo il blogger di politica per mestiere, mi sono anche stufato di questo meccanismo. Ed è con questo lungo e immagino inutile post che chiudo un ciclo in realtà interrotto da almeno un paio d’anni, ma rispetto al quale non avevo ancora avuto il coraggio, o soltanto la voglia, di mettere la parola fine.

Ci sarà un’altra strada, ci sarà un diverso modo di esprimersi: forse c’è già. Non potrà credo essere più questo.

 

 

Esposito, Barillari ed io: fine della storiaultima modifica: 2017-08-04T21:58:05+00:00da davideracconta
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