Roma (e Nettuno) contro Torino e Parma

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Quanta differenza tra la “foto di Nettuno“, con il disco rotto di Beppe Grillo a disperata difesa dei “ragazzi” (come li chiama lui) Di Maio, Di Battista, Taverna e naturalmente Virginia Raggi, anche se non presente sul palco, e due sindaci del M5S come Federico Pizzarotti e Chiara Appendino, i quali, in questi giorni del tutto assurdi del caso Roma emergono per distinzione tra i casini del movimento.

Federico Pizzarotti, come noto, con il direttorio non ha praticamente rapporti essendo sub judice del direttorio stesso per la vicenda dell’avviso di garanzia taciuto, tanto criticato da Virginia Raggi durante la sua campagna elettorale che, infatti, lei ora ha fatto di peggio. Martedì il sindaco di Parma ha twittato, sapido, queste parole: “In effetti stando seduti in riva al fiume passa un sacco di gente”. Pizzarotti se lo può permettere, perché è uno dei pionieri, dei primi meet up, e quindi conosce benissimo il movimento, al quale oggi lancia una ciambella di salvataggio dicendo di essere pronto a mettere il cuore oltre l’ostacolo se servisse. Nessuno, probabilmente, prenderà in considerazione il suo messaggio, ma se il movimento prima o poi implodesse su se stesso, perché si sta comportando come i partiti di cui vuole essere alternativa, senza averne il mestiere, “il Pizza” potrebbe ritagliarsi uno spazio, seppur di forma per ora imprevedibile.

Chiara Appendino, semplicemente, fa bene a restare nel suo “splendido isolamento” torinese, oltre a mostrare – a torto o a ragione, non è questo il punto – di saper pensare con la propria testa, smarcandosi ogni volta che può da decisioni collettive e pensiero unico. Si dirà che Torino non è Roma, vero: ma un minimo di intelligenza sociale quando si è sindaco di una città, peraltro importante, ci vuole. Se Appendino saprà scardinare il sistema chiuso di una città bene amministrata finora, ma sempre dai soliti ai soliti posti, sarà interessante vederne gli effetti. Per far questo, deve essere autonoma: quello che Virginia Raggi non è.

Tornando a Roma, continua a essere l’esperimento per analizzare ogni possibile bubbone della nostra società. Se il M5S piange perché non sa che pesci prendere e si gioca tutto il suo futuro sull’esperienza romana, per ora inqualificabile, il Pd ha poco da ridere perché ha consegnato Roma alla Raggi e non sarebbe per ora in grado di proporre un’alternativa credibile (cercasi disperatamente notizie positive sul commissariamento di Orfini del Pd romano). In tutto ciò, Roma sta morendo e pare che a nessuno freghi davvero qualcosa. Come sono distanti Torino e Parma. E Palazzo Chigi stesso.

 

Roma (e Nettuno) contro Torino e Parmaultima modifica: 2016-09-07T23:24:43+00:00da davideracconta
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