Anche Schifani tira per la giacca Berlusconi

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Il presidente del Senato nella sua lettera al Foglio: dire la verità sugli errori politici del Pdl, coerenza nel sostegno a Monti, no a “grillismi” di destra (foto La Presse)

Renato Schifani vuota il sacco ed esce dal suo ruolo istituzionale in una lettera al Foglio di Giuliano Ferrara. E lo fa, come lui stesso scrive, perché se no “sarebbe come rinchiudersi tra le quattro mura del Palazzo e non sentire le voci, allarmate e dolenti, che arrivano da una Italia sempre più stremata”. 

- Sostegno a Monti. Usa parole apocalittiche Schifani e cita poche persone: in primis Giorgio Napolitano, la cui scelta di chiamare Monti al governo è stata “forse addirittura un azzardo, però quello che ha fatto il Capo dello Stato andava fatto”. E il governo Monti “ha lavorato con abnegazione e ogni sua decisione è stata improntata alla massima onestà intellettuale”. Ora però per Schifani è il momento in cui le forze politiche “mettano finalmente in campo le proprie idee, in vista delle elezioni del 2013, per dotare l’Italia di un governo forte e autorevole”. Ergo: sostegno a Monti fino alla data naturale delle elezioni. 

- La verità sui guai del Pdl. Schifani parte dal rapporto “personale e politico, da sempre improntato a una reciproca lealtà” con Silvio Berlusconi per affermare di “potere rivendicare a pieno titolo il diritto di chiedere a Berlusconi e all’intera classe dirigente del Pdl un’operazione verità“. Perché, e su questo Schifani è chiarissimo, va detto che “l’ultimo governo, prima che arrivasse Monti, non è stato scalzato da chissà quali forze oscure, ma da una mancanza di coesione che non ha consentito alla maggioranza di varare le riforme tenacemente volute dai nostri partner europei”. E qui Schifani cita le opposizioni tra Berlusconi e Tremonti, la rottura con Fini e la campagna “condotta dai giornali di area sulla casa di Montecarlo”. Ergo: ci siamo rovinati con le nostre mani.  

- Occhio all’elettorato del Pdl. Per Schifani l’operazione verità va fatta anche perché l’elettorato di centro destra è “visibilmente frastornato. Un giorno il Pdl approva l’Imu e il giorno dopo irrompe sulla scena una parte del Pdl, certamente la più chiassosa, che minaccia di scendere in piazza contro l’Imu. Un giorno il Pdl approva i decreti, anche i più duri, di Monti e il giorno dopo la parte più colorita e populista del Pdl propone addirittura lo sciopero fiscale. Un giorno si ascoltano in televisione le più convinte dichiarazioni di Berlusconi a sostegno di Monti e il giorno dopo, anche e soprattutto sui giornali che si professano berlusconiani, si leggono titoli improntati al grillismo più avventato. Come meravigliarsi poi se la gente, soprattutto la nostra gente, non va a votare?” Ergo: no a “grillismi” di destra che portano all’astensionismo. 

- L’appello a Berlusconi. Schifani si auspica che sia il Cavaliere in persona a condurre l’operazione verità. Difficile, dato che al momento la novità epocale proposta dal tandem Berlusconi – Alfano è stato il semi presidenzialismo. Però la lettera di Schifani spariglia il gioco di chi spinge per scaricare Monti e fare le elezioni a ottobre. Ora vedremo le contromosse. 

4 pensieri su “Anche Schifani tira per la giacca Berlusconi

  1. Più di un richiamo affettuoso, in famiglia, quello di Schifani a Berlusconi, è una dichiarazione di guerra.! Schifani ha fatto male a far pubblicare la lettera dal Foglio di Ferrara.! Avrebbe dovuto mandarla all’ANSA per la diffusione a tutto campo.! Transeat.! Quale sarà la reazione di Berlusconi.? Nessuna.!!! E quale quella di tutti i dirigenti e rappresentanti del PdL.? Meno di niente.! Il loro comportamento non si scosterà di una virgola da quello tenuto finora.! Un giorno continueranno a sostenere una tesi e il giorno dopo la tesi opposta, sicuri di poter logorare, sia il Governo Monti, costringendolo alla fuga, che gli avversari politici, facendoli apparire come l’orco nella favola che vuole la rovina degli Italiani.! Il tutto, mentre l’ex elettorato del PdL spera in un recupero dei numeri perduti e in un cambio dei colonnelli, che non avverrà giammai, lasciando al suo posto il generale, elevato ormai a simbolo nazionale da ricordare nei secoli.! Povera Italia.!

  2. Ma vi rendete conto che mentre l’Italia e gli Italiani vanno a rotoli, loro impegnanoi energie, uomini, risorse e soldi nostri per i loro giochetti poltici? Sono da mettere tutti con la testa sotto la goccia d’acqua per almeno un anno. TUTTI !!!

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